Difficilmente quest’affermazione è vera.

Il più delle volte sembra vera a chi la pronuncia ma nasconde abilmente la paura di rimettersi in gioco e di rischiare.

L’amore è un’energia che spinge alla trasformazione e al mutamento.

La staticità, il procrastinare, l’immutabilità… sono modi di essere incompatibili con i sentimenti e con la forza sprigionata dall’amore.

A volte, però, la paura del cambiamento ci costringe dentro una trappola dorata di abitudini consolidate nel tempo.

L’amore ha un potere sovversivo che in certi momenti sembra fatto apposta per buttare tutto all’aria!

E quando meno te lo aspetti… BUM!

Ecco arrivare un ciclone capace di sconvolgere tutti i ritmi e catapultarti dentro una nuova esperienza.

La crescita è fatta di trasformazioni e l’amore ne è la propulsione.

La nostra società condanna il ritmo incontrollabile delle emozioni, soprattutto quando ci spinge a compiere azioni incuranti delle comodità, delle abitudini e delle convenienze.

Così nel mondo interiore può nascere un conflitto tra il bisogno di cambiare e la paura di osare.

Quando questo succede nel matrimonio stimola le coppie a rimettersi costantemente in gioco e a non arrestare il confronto e la conoscenza l’uno dell’altro.

Durante l’innamoramento, il mistero che precede il rivelarsi agisce come un magnete e il desiderio di scoprire e di scoprirsi ci rende pronti a cambiare, curiosi di provare nuovi modi di sentire e di vivere.

Ma col tempo, quando la convivenza crea le sue inevitabili consuetudini, la voglia di conoscersi può cedere il posto a un pensiero stereotipato che inchioda le persone dentro aspettative predefinite.

“Dai lo sappiamo, tu sei fatto così, inutile parlarne…”

“Ti faccio una proposta ma tanto conosco già la tua risposta…”

“Mia moglie? No non lo farebbe mai!”

“Mio marito? Sono certa che non sarà mai d’accordo!”

In questo modo si finisce per modellarsi l’uno sulle esigenze dell’altro, sacrificando bisogni e desideri sull’altare di un quieto vivere che progressivamente soffoca l’amore e gli entusiasmi.

Rimettersi costantemente in gioco è faticoso.

Presuppone un’attenzione costante verso il mondo interiore, proprio e del partner.

Abbandonare le certezze, esporsi alle incomprensioni, discutere e provare nuove possibilità sono comportamenti naturali nei primi tempi di un rapporto ma col passare del tempo cedono il posto a innumerevoli rinunce.

È facile rischiare quando ci si conosce poco e il pericolo di ritrovarsi soli non fa ancora troppa paura.

Dopo il matrimonio i progetti in comune diventano tanti e affrontare il disaccordo può voler dire perdere, oltre alle certezze affettive, anche tanti beni materiali.

La posta in gioco si fa più alta e i pericoli aumentano.

Perciò, spesso, si finisce per rifugiarsi dentro un cliché di comportamenti collaudati e prevedibili che bloccano l’evoluzione e soffocano l’amore in una rassegnata immobilità emotiva.

È per questi motivi che tante coppie non riescono più a crescere insieme e giorno dopo giorno finiscono per sentirsi interiormente sole, come se la passione bruciante di un tempo si fosse totalmente prosciugata.

In quella “solitudine coniugale” il cuore diventa nuovamente libero.

Quando la ragionevolezza organizza la sua rassicurante stabilità quotidiana, trasformando le giornate in un carico noioso di prevedibilità, i sentimenti spingono al cambiamento e improvvisamente si aprono la via verso una nuova trasformazione.

Ecco arrivare, perciò, la novità!

Imprevedibile e rinfrescante come un temporale estivo.

Un sentire che sembra quasi magico rivitalizza le emozioni, la vita acquista il suo fascino enigmatico ricco di possibilità e, nonostante le raccomandazioni del buon senso, una nuova storia d’amore prende il via.

Quando una relazione è finita emotivamente il cuore è pronto a ricominciare tutto dal principio.

Non importa l’età, il numero dei figli, il matrimonio, il mutuo della casa o gli anni che ancora mancano alla pensione.

La scintilla emozionale riaccende l’avventura di vivere e la possibilità di condividere se stessi.

Le proprie insicurezze, le fragilità, la debolezza e la forza dei sentimenti, le ansie, gli egoismi, la paura, il possesso… tutto si ripresenta daccapo!

Mettersi in gioco davanti a un altro essere, mostrarsi nudi nella propria anima, vivere una relazione che consenta di riprovare ad amare con reciprocità…

Tutto questo arriva senza preavviso, portando a costruire legami nuovi e spingendo a concludere i rapporti coniugali per ascoltare il proprio indomabile bisogno di evoluzione.

Nascono in questo modo tante relazioni clandestine.

Con la promessa di una separazione.

E il desiderio di dare a se stessi ancora una possibilità.

Ma poi, davanti ai conti da pagare e al rischio dell’abbandono che accompagna indissolubilmente l’amore, il coraggio vacilla.

E il bisogno di sicurezza prevale.

L’amore è incertezza.

È libertà.

È scegliersi ogni giorno.

È ricominciare ogni volta tutto daccapo.

È pericoloso.

Trasporta in alto ma può anche far male.

In tanti scelgono di non rischiare.

“Ti amo ma… non posso separarmi.”

Le ragioni della mente sono infinite:

  • mia moglie/mio marito ne morirebbe

  • i figli sono troppo piccoli

  • non ho un posto dove vivere

  • non ho un lavoro

  • non ho abbastanza soldi

  • eccetera…

Non sempre queste ragioni sono poi così vere.

Spesso sono degli alibi che la nostra razionalità costruisce per non assecondare un cambiamento giudicato emotivamente troppo pericoloso.

Per non correre il rischio di rimettersi in gioco.

Ma non si può controllare l’amore.

E le relazioni costrette alla gogna della clandestinità degenerano i rapporti nel perbenismo, uccidendo la lealtà e annegando i sentimenti dentro le sabbie mobili dell’ipocrisia.

L’amore è energia e trasformazione.

Non può portare il giogo dell’egoismo.

La sua natura generosa lo rende incompatibile con i tanti compromessi della paura.

L’amore è libero.

Inarrestabile.

Indipendente.

Non conosce altro limite che la propria onestà.

Le relazioni clandestine cresciute nell’ombra di un matrimonio irrisolto non colmano il bisogno d’amore e tradiscono la verità del proprio cuore.

Carla Sale Musio

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