La morte è un evento inspiegabile indissolubilmente legato alla vita.

Un enigma che ci riempie di incertezze e di dolore, costringendoci bruscamente a considerare il significato profondo del vivere.

Eppure trascorriamo i giorni esorcizzando la paura nell’indifferenza, sforzandoci di ignorare che, prima o poi, arriverà per tutti quel momento.

Quando muore una persona cara il dolore ci spinge a cercare un colpevole e a prendercela con la provvidenza, con la sfiga, con i santi, col demonio o con Dio, nel tentativo di attribuire a qualcuno la responsabilità di una tragedia che ai nostri occhi, altrimenti, appare priva di senso.

Il senso, però, è inscindibile da ciò che stiamo vivendo ed è cucito a filo doppio al cuore e non agli avvenimenti.

Il senso appartiene a un sentire nascosto dietro tutti gli eventi che incontriamo lungo il percorso che dalla nascita giunge alla morte e che, per convenzione e brevità, chiamiamo vita.

Nessuna vita succede mai per caso, perché tutta la vita è un significato che si srotola nella nostra esperienza giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto, istante dopo istante.

Non ci può essere vita senza significato.

La vita è un profondo significato.

Al quale possiamo prestare attenzione o dal quale possiamo distrarci, rincorrendo le tante proposte offerte dal mercato.

Il significato, comunque, è sempre lì, in quella sensazione di esistere che permea gli avvenimenti.

Nella percezione di se stessi, dietro al rumore dei tanti fatti quotidiani.

Nell’estasi e nello struggimento che trapelano oltre il muro degli impegni, quando siamo innamorati.

Nell’entusiasmo incurante dei bambini.

Nell’energia che spinge gli uccellini a lanciarsi fuori dal nido.

Il significato è quell’indicibile perché che rende ogni nascita misteriosa e santa.

È il sacro, impalpabile, nascosto nelle cose.

Non sempre riusciamo a prestarvi attenzione, catturati dal rumore assordante della corsa al raggiungimento di status sempre nuovi e sempre meno appaganti.

Nessuna vita è senza significato.

Per questo, nessuna morte è senza significato.

Il capolinea dell’esperienza che chiamiamo vita fa parte del percorso.

E nonostante i fatti ci mostrino colpevoli, assassini, disgrazie, malattie, catastrofi o vecchiaia, nessuna morte succede per caso.

E nessuno può decidere dove sarà il capolinea nella vita di un altro.

Nemmeno quando nei fatti è il suo assassino.

Certo, i colpevoli esistono.

La ragione e la cronaca ci mostrano le cause concrete della morte, nascondendo il significato dietro agli avvenimenti, occultando la ragione profonda per cui arriva un momento in cui l’esperienza del vivere giunge al termine.

La morte è un impegno che non si può disertare.

Un appuntamento deciso con la nascita.

Inscindibilmente connesso al percorso che chiamiamo vita.

Solo chi muore è in grado di valutarne il senso, per se stesso.

Chi resta, deve trovare, invece, il legame con la propria vita, il filo invisibile che lo ha condotto ad attraversare quel momento.

Il senso, della vita e della morte appartiene a un esistere più ampio, a un vissuto che sfugge alla ragione perché non si può stringerlo tra le mani, non si può toccare, non si può misurare.

Come tutte le cose profondamente vere aspetta di essere compreso in un angolo del nostro cuore.

Ci vuole tempo per calmare il dolore e permettere una riflessione capace di tradurre in parole quel sentire che oltrepassa i discorsi e fa parte di un altro livello della nostra coscienza.

Oltre la mente, nel piano dei sentimenti, il cuore conosce le ragioni che portano a un incontro o a una separazione.

Conosce la distinzione tra mancanza e legame.

Sa che le unioni sono fuori dal tempo.

Esistono in un punto della coscienza, dove non ci sono divisioni.

È questo che la logica non comprende.

Il cuore esplora sempre il mistero della vita e della morte.

La mente si ribella.

È abituata a primeggiare.

Non tollera di cedere la sua supremazia.

Solo quando si arrende al potere interiore è possibile slegare le parole fino a scorgere il senso che accompagna il dolore nella propria vita.

Allora ogni cosa ci svela il suo significato.

Qualsiasi cosa.

Anche la morte.

Perché l’amore non conosce distinzioni.

Né limiti.

Carla Sale Musio

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