Set 19 2012

AMARE DUE PERSONE… CONTEMPORANEAMENTE!

Published by at 07:49 under Psicologia,Psicoterapia

Si può.

Si può amare due persone contemporaneamente.

Si può essere innamorati, partecipi e coinvolti con entrambe.

Ci si può sentire lacerati e impotenti davanti alla necessità di scegliere.

Si può vivere incompresi dagli amici, dal mondo e da se stessi, per via di un sentimento che, nella nostra società, non è riconosciuto e, meno che mai! accettato.

A volte l’amore ci catapulta dentro situazioni inaspettate e coinvolgenti che non vorremmo vivere, che abbiamo criticato negli altri e che ci lasciano smarriti e confusi, a fare i conti con l’irrazionalità del nostro cuore.

Eppure…

Non sempre la bigamia è una patologia o un vizio.

Ci sono persone tendenzialmente monogame, portate a vivere amori unici, esclusivi e totalizzanti.

E poi ci sono altre persone che, invece, provano un autentico coinvolgimento con più di un partner contemporaneamente.

Non sto parlando di quei dongiovanni affascinati dalla conquista e impegnati a collezionare trofei della seduzione.

Mi riferisco a uomini e donne affidabilissimi, lontani dal bisogno narcisistico di sentirsi attraenti e ricchi di sex appeal.

Voglio parlare di chi si trova coinvolto in due relazioni nello stesso momento, senza che questo gli procuri nessun vantaggio.

Non siamo fatti tutti alla stessa maniera e le cose che vanno bene a uno non sempre funzionano con un altro.

L’amore è uno stato dell’essere che prescinde dalle nostre idee e dalle nostre intenzioni.

L’amore succede.

Punto.

Possiamo negarlo, ma non eliminarlo o evitarlo.

Così, chi si trova ad amare più di una persona, non può impedire a se stesso di provare quei sentimenti, può cercare di gestirli in modo da non far soffrire coloro ai quali è legato, ma non può cancellarli dal suo cuore.

Esiste un razzismo impercettibile che si accanisce contro le emozioni, negando loro il diritto all’esistenza e bollandole con l’etichetta della patologia, quando escono dai canoni rassicuranti del buon senso comune.

Chi ama seriamente più di una persona è additato col marchio infamante del seduttore e privato del diritto all’Amore, con la A maiuscola.

Non c’è ascolto e non c’è comprensione per queste persone che la morale condanna, la religione castiga e la collettività fraintende evidenziando in loro soltanto gli aspetti della attrazione erotica fine a se stessa.

L’intolleranza è la malattia del nostro mondo.

Chi si discosta dalle prescrizioni comportamentali della società, è condannato a priori, senza che ci si prenda la briga di comprenderne i vissuti e le ragioni.

“E’ già così difficile amare una persona soltanto, che, amarne due, sembra davvero impossibile!” affermano la logica e il buon senso.

Ma poi, quando succede, quando il cuore s’immerge nella profondità della passione, ci si trova di colpo a dover riconoscere che in fatto di sentimenti la logica e il buon senso non hanno mai capito nulla.

In quei momenti le nostre certezze sono costrette a fare i conti con la realtà di ciò che si vive.

Anche quando non è stato programmato, previsto, aspettato, desiderato, voluto o cercato.

L’amore è un evento inspiegabile.

Non può essere rinchiuso dentro le gabbie, familiari e rassicuranti, delle nostre convinzioni.

Possiamo soltanto conoscerne la profondità.

Attraversandolo.

 

AMARE DUE PERSONE… CONTEMPORANEAMENTE!

 

Quando Marcello incontra Giulia, è coinvolto da diversi anni in una storia d’amore con Francesca.

Il rapporto con Francesca è fatto di complicità, comprensione e tenerezza.

Entrambi svolgono un lavoro artistico e conoscono bene il ritmo delle passioni creative.

Tra loro, i momenti di dedizione si alternano a periodi d’immersione totalizzante nelle proprie attività.

Giulia, invece, è una persona fragile e insicura, ancora alla ricerca di uno spazio espressivo tutto suo.

Inizialmente, Marcello la aiuta a mettere a fuoco le sue capacità e i suoi talenti professionali, ma presto si rende conto di provare per lei un trasporto appassionato, molto diverso dall’amicizia cameratesca che aveva caratterizzato gli inizi del loro rapporto.

La simpatia reciproca si trasforma in una storia d’amore.

Per mesi Marcello si macera nella ricerca affannosa di una soluzione che gli consenta di scegliere una delle due donne.

Dapprima decide di separarsi da Francesca.

In seguito tenta di lasciare Giulia.

Ma niente sembra funzionare più nella sua vita.

Quando sceglie di amarne una soltanto… inevitabilmente sente uno struggente desiderio anche per l’altra!

Prova allora a starsene da solo, allontanandosi da tutt’e due.

Ogni soluzione, però, è inutile.

Entrambe gli mancano. Entrambe lo coinvolgono. Entrambe sono importanti.

Rassegnato, davanti all’inevitabilità di quei sentimenti e incapace di mentire alle persone che ama, si ritrova a parlare con sincerità sia con Francesca che con Giulia.

“Sono fatto così. Non posso farci niente. Ho provato a fare una scelta, ma proprio non riesco a separarmi da nessuna di voi…mi dispiace… non è quello che voglio, ma… vi amo entrambe.”

Francesca è addolorata e ferita al pensiero di non essere l’unica per lui, con fatica capisce quelle ragioni e quella sofferenza. Sa che il cuore funziona a modo suo e la mente, spesso, non può farci niente.

“Prova ad amarci entrambe…” afferma titubante, convinta che assecondando il cuore di Marcello si troverà, alla fine, una soluzione che non faccia soffrire nessuno e sia rispettosa dei sentimenti di tutti.

Giulia, invece, si allontana amareggiata. Sente di non poter condividere il suo uomo con un’altra. Vuole un compagno che sia tutto per lei.

Marcello la guarda andar via, senza insistere. Nascondendo dentro di se, il dolore che gli provoca la sua assenza.

E’ innamorato di Giulia come di Francesca.

Ma ormai si è arreso al proprio cuore e non respinge più i suoi duplici sentimenti. Nemmeno davanti all’eventualità di perdere una di loro.

“Le amo tutt’e due…” racconta addolorato “… e scegliendo l’una o l’altra negherei la realtà di ciò che vivo. So che questo allontanerà Giulia per sempre, ma non posso mentirle soltanto per tenerla con me.”

* * *

Rebecca conosce Matteo a un corso di fotografia e immediatamente si rende conto di provare per lui un’attrazione mai vissuta prima con nessun altro.

Tra loro la passione è un fuoco che divampa immediatamente.

Rebecca, però, è sposata con Nicola da più di venti anni e insieme hanno tre figli, due maschi e una femmina.

Il loro matrimonio sta attraversando da qualche tempo un periodo di crisi e, dopo l’incontro con Matteo, Rebecca è decisa a separarsi.

Ma Nicola, davanti alla minaccia di perdere sua moglie definitivamente, si mette profondamente in discussione lavorando su se stesso senza sosta, per trasformare il suo carattere burbero e distratto e diventare l’uomo premuroso e attento che in passato non è mai riuscito a essere.

Rebecca è incredula e sfiduciata davanti ai cambiamenti del marito, ma con l’andare del tempo i suoi nuovi modi gentili, le sue premure e le sue coccole, finiscono per riaccendere quella scintilla che sembrava ormai spenta per sempre.

Matteo diventa sempre più geloso di Nicola, si rende conto che Rebecca è confusa e che, nonostante il sentimento che li unisce, non riesce più a portare avanti la sua separazione.

Sono giorni di contrattazioni, di litigi e di baci rubati.

Rebecca non si sente più in grado di compiere una scelta.

Nicola è il compagno con cui condivide tante cose, piccole e grandi, ogni giorno.

Matteo è la complicità, il gioco, l’intesa sensuale e imprevedibile.

Rebecca non può smettere di amarli entrambi e, davanti al cambiamento di Nicola, non sa più cosa fare.

Cerca di tenere in piedi tutt’e due le relazioni, ma presto Matteo la costringe a fare una scelta.

“O me, o lui!” afferma risoluto “Entrambi, non è possibile! Io non posso tollerarlo.”

Non si vedranno mai più.

Quando conosco Rebecca, sono passati ormai dieci anni da quei momenti.

La relazione con Matteo si è interrotta bruscamente e per sempre.

Il matrimonio con Nicola, invece, è continuato su un binario nuovo, fatto di quelle tenerezze e di quelle premure che erano mancate per tanto tempo.

“Il rapporto con mio marito oggi è perfetto. Ci amiamo, abbiamo tanti interessi insieme, ci piacciono le stesse cose… ma non è passato neanche un giorno senza che io smettessi di pensare a Matteo!” racconta Rebecca con passione.

“L’ho aspettato durante ogni minuto di questi dieci anni. Li amo entrambi, non posso negarlo a me stessa. Matteo è presente nel mio cuore come il primo giorno che l’ho incontrato, se decidesse di tornare mi troverebbe qui ad aspettarlo. Ancora oggi, non posso e non voglio scegliere uno di loro due.”

* * *

Tiziana, invece, di fidanzate ne ha due.

Sa che a lei capita di amare più persone e lo mette ben in chiaro all’inizio di ogni nuovo rapporto.

Entrambe le sue donne hanno accettato di condividerla con un’altra pur di stare insieme a lei.

Entrambe hanno rinunciato all’esclusività.

Entrambe hanno dovuto fare i conti con la gelosia e con la possessività.

Entrambe hanno imparato nel tempo ad amare l’autenticità di Tiziana, il suo modo generoso di esserci, la sua capacità di donarsi e di condividersi.

“Io non posso essere di… nessuno! Dono il mio cuore e la mia anima senza perdere la libertà e chi mi vuole bene impara pian piano ad apprezzare questa mia totale disponibilità. Ma in molti fraintendono la mia devozione con il libertinaggio. Solo chi mi conosce sa bene che non è così!” racconta scuotendo la testa.

“Sono sincera e non nascondo me stessa. Amo in un modo profondo e totale. Un modo che il nostro mondo non riesce a tollerare né a capire perché è gravemente ammalato… di disonestà!”

Carla Sale Musio

2 Commenti

2 Responses to “AMARE DUE PERSONE… CONTEMPORANEAMENTE!”

  1. Samanthaon 15 Mar 2018 at 01:09

    Un uomo e una donna?
    Sento di essere in accordo sul senso profondo dell’amore che ha espresso nel suo scritto.
    Sento però anche un ulteriore condizione, appunto amare un uomo e anche una donna, una condizione totalmente diversa anche se non ne conosco neppure sforzandomi comprendere il perché.

  2. Massimoon 22 Apr 2019 at 06:33

    Quello che “succede, punto”, “l’evento inspiegabile” frutto della freccia di Cupido è l’innamoramento, una sorta di “malattia” dolcissima e nello stesso tempo dolorosa che ci coglie al di là della nostra volontà. E’ il frutto di una proiezione involontaria di emozioni e vissuti “arcaici” su una persona nel presente. Anche questa esperienza è di solito “monogama”, ma può accadere che si presenti come “bigama” (e perché non “poligama”?), forse perché due (o più) persone rappresentano altrettanti oggetti di proiezioni diversi, su cui rivivere differenti bisogni profondi e insoddisfatti. Ma l’amore credo sia un’altra cosa. Nel senso che l’amore è una scelta, il frutto di una decisione. Una decisione profonda, che non coinvolge soltanto la mente ma anche il cuore e la pancia, cioè l’intera persona. E, almeno nella nostra cultura in cui l’uomo e la donna sono persone diverse ma di uguale valore, decidere vuol dire scegliere la persona con cui costruire un progetto comune di vita, di coppia e di famiglia, eterosessuale o omosessuale che sia. Ciò non esaurisce affatto né la possibilità di innamorarsi (che non dipende dalla nostra volontà), né la possibilità di amare come scelta. Ma si tratta nel primo caso di scegliere ancora e, nel secondo, di amori di tipo diverso, come quelli per gli amici, i figli, i genitori, i compagni di strada, ecc. Il “poli-amore” sessuale è un desiderio antico, frutto spesso di un’illusione di onnipotenza, che nel ’68 abbiamo pagato dolorosamente sulla nostra pelle. Teorizzarlo come naturale può servire a sollevare qualcuno da un doloroso dilemma e dai sensi di colpa, ma attenzione a non esaltare ciò che è il frutto di una scissione, di una difficoltà di unificarci come persone, condannando chi si trova in questa situazione a fallimenti dolorosi e a volte tragici.

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