ATTENZIONE: CAOS IN CORSO!

Comunemente chiamiamo caos quello stato psicologico di confusione, agitazione, esaltazione, nervosismo, adrenalina, euforia, paura, mistero… che precede una realizzazione creativa di qualche tipo.

Il caos è un rovesciamento del nostro abituale punto di vista, in favore di qualcosa che ancora è sconosciuto.

Di solito, il caos non è ben accetto.

Sovverte lo status quo con un colpo di stato e stabilisce una diversa gerarchia nella realtà interiore.

Come esseri umani abbiamo imparato a radicarci nelle abitudini.

Dopo l’iniziale fase creativa dei primi anni di vita tendiamo a mantenere le nostre sicurezze routinarie, limitando le capacità esplorative e lo spirito d’avventura in favore di una stabilità, sicuramente più noiosa, ma familiare, rassicurante e conosciuta.

Il cambiamento, però, intesse le trame della vita e i tentativi (umani) di garantirsi stabilità e certezze sono destinati a subire continui sovvertimenti.

Ecco allora che nelle circostanze apparentemente casuali della nostra esistenza si presenta periodicamente qualcosa di nuovo che scompiglia i progetti e provoca… il caos!

Il caos sconvolge le certezze e mette a nudo le paure.

Paura di sbagliare, paura di non farcela, paura di non essere amati, paura di essere derisi, paura dell’abbandono, paura dell’emarginazione, paura della solitudine, paura di… qualcosa che abbiamo già vissuto e che appartiene alla nostra storia.

Paure che ci hanno fatto soffrire in passato e che in seguito abbiamo deciso di nascondere a noi stessi per non doverle sperimentare mai più.

Il caos è l’ignoto che schiude le sue infinite possibilità e ci permette di attraversare esperienze ancora sconosciute.

Non può riguardare qualcosa che è già successo e che appartiene alla nostra storia.

Proprio perché è nuovo conduce a incontrare novità.

Quello che ci terrorizza, dunque, non è il caos, ma il passato, il ricordo di esperienze già fatte, di vissuti che ci hanno fatto star male… prima.

Accogliere lo sgomento indecifrabile del caos, senza dare giudizi, con apertura, accettazione e curiosità, permette di far emergere le potenzialità che i traumi (del passato) hanno cristallizzato.

Il caos scioglie i nodi della paura e lascia che le esperienze dolorose, intrappolate nell’inconscio, si liberino e possano, finalmente, appartenere alla storia senza interferire più con l’evolversi del presente.

Vivere il caos annuncia un momento magico nella vita.

Un momento di trasformazione e cambiamento.

Indica la strada che porta a incontrare parti nuove di sé stessi, nuove possibilità, nuove potenzialità, nuove energie.

Il caos è un fermento creativo.

Apre le porte che erano state chiuse e ci conduce dentro consapevolezze inesplorate, verso nuove possibilità.

L’ignoto è misterioso per natura e suscita incertezza… ma la sua presenza inaspettata e sconvolgente segnala una promozione a un livello nuovo della nostra realizzazione personale.

Il benessere non si raggiunge accumulando oggetti sempre diversi e collezionando tanti status sociali.

Il benessere è uno stato interiore che emerge quando ci permettiamo di essere veramente (e misteriosamente) noi stessi.

Vivere il caos è un passaggio inevitabile e necessario, che si presenta ciclicamente nella vita.

Conduce alla scoperta di potenzialità ignorate, porta con sé una rilettura profonda delle nostre esperienze passate e ci ricongiunge al segreto della vita e della morte.

Solo permettendoci di attraversare il caos possiamo incontrare la nostra verità e raggiungere quel benessere capace di dare senso e significato all’esistenza.

Carla Sale Musio

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