Se una coppia ha dei figli e non è separata questa domanda non si dovrebbe presentare mai.

I genitori dovrebbero essere sempre, oltre che un papà e una mamma, anche una coppia.

Ma capita spesso, purtroppo, che dopo la nascita dei figli i compiti della genitorialità assorbano tutte le risorse e il tempo per essere marito e moglie si assottigli sino a scomparire quasi del tutto.

Ci sono i bambini da portare a scuola, la spesa da fare, il pranzo da preparare, la palestra, il catechismo, i compiti… e, all’ora di cena, ancora tutte le incombenze quotidiane non sono state portate a termine!

Spesso, marito e moglie continuano a occuparsi della casa e dei bambini anche dopo cena.

E, quando finalmente si arriva al termine della giornata, la voglia di stare insieme e condividersi si è trasformata in uno sfinimento esistenziale che lascia esausti e svuotati di ogni energia.

Crollare a letto in un sonno profondo diventa l’unico desiderio da soddisfare.

Così, un giorno dopo l’altro, l’amore si trasforma in una sorta di solidarietà tra colleghi che condividono i tanti doveri quotidiani e quasi non ricordano più la complicità, l’elettricità e l’innamoramento di un tempo.

Purtroppo, i sentimenti teneri che hanno spinto due persone a mettere al mondo dei piccoli spesso vengono sepolti sotto un cumulo di doveri talmente sovrastante da non lasciare più spazio per niente altro.

Ma occuparsi di casa e bambini non è l’unico scopo nella vita di una coppia.

(Avere dei figli non doveva essere un’occasione in più per amarsi reciprocamente?)

Si crede impropriamente che l’amore ricresca sempre anche senza bisogno di ricevere cure e attenzioni.

Forse durante il periodo del fidanzamento i sentimenti e l’attrazione sono talmente intensi da aver necessità solo di un tempo per incontrarsi.

E, forse, una volta raggiunto quest’obiettivo con la convivenza, si ha quasi l’impressione di doversi distrarre piuttosto che cercare momenti da dedicarsi.

Si dà per scontata l’esistenza della reciproca attrazione e non ci si ferma a pensare che tutte le emozioni col tempo e con la disattenzione si assottigliano sino a sparire.

Quando viviamo un lutto, un dolore o un trauma sappiamo che il passare dei giorni aiuta ad ammorbidire la sofferenza e ci sforziamo di non pensarci in modo da permettere al tempo di cancellare pian piano quelle emozioni sgradevoli.

Questo stesso processo si attua, purtroppo, anche nel caso dei sentimenti d’amore e fa sì che in una coppia, dopo la nascita dei figli, quando gli impegni diventano così tanti e così inderogabili da assorbire tutta l’attenzione dei coniugi, si cancelli ogni traccia della loro passione.

Eppure l’amore, l’erotismo e la complicità sono ingredienti fondamentali in un rapporto di coppia.

Impegnarsi per mantenerli sempre vivi dovrebbe essere un obiettivo primario per tutti quelli che si amano.

Ma soprattutto per i genitori.

I genitori, infatti, hanno il compito di trasmettere ai figli un modello di coppia che funziona.

I bambini osservano come il papà e la mamma si vogliono bene e senza rendersene conto ne assimilano i comportamenti.

Da grandi, sulla base di quei modelli costruiranno le loro relazioni affettive e, a loro volta, tramanderanno ai propri figli il modello di coppia che avranno costruito.

Tutti siamo cresciuti in mezzo a modelli comportamentali poco attenti all’amore e ai sentimenti.

Nella società attuale per le emozioni, l’intimità e la tenerezza non c’è né attenzione né cura.

I nostri sforzi tendono sempre ai raggiungimenti materiali e ci dimentichiamo che la cura dei sentimenti è fondamentale per il benessere e per la salute mentale.

Il tempo che i genitori dedicano al loro essere coppia è un tempo importantissimo anche per i bambini.

Perché insegna loro l’importanza dell’amore e perché permette di acquisire un modello di come volersi bene e continuare ad amarsi anche avendo dei figli.

Tanti genitori riferiscono di sentirsi in colpa nel dedicare tempo alla coppia.

“Sono momenti rubati ai figli!” dicono.

Senza considerare che dedicarsi totalmente alla genitorialità mette i bambini al centro del menage famigliare e li carica di un’eccessiva responsabilità.

I figli che sono l’unica ragione di vita per i loro genitori non possono realizzare la propria autonomia senza colpevolizzarsi e senza sentirsi egoisti.

Inconsciamente imitano il modello di dedizione totale che hanno visto agire dalla mamma e dal papà e incontrano molte difficoltà nell’emanciparsi davvero.

Spesso possono compiere scelte inadeguate per compiacere inconsciamente i genitori rinunciando a seguire le proprie inclinazioni, giudicate eccessivamente indipendenti e perciò trasgressive.

In conclusione, cari amici, lettori e curiosi di questo blog, l’amore è un frutto che va coltivato con attenzione e con estrema cura perché se abbandonato a se stesso col tempo appassisce e non si rigenera più.

I vostri figli hanno bisogno anche di ricevere un buon modello su cui costruire le loro future relazioni affettive.

E il vostro compito di genitori prevede che li amiate, ma anche che vi amiate.

Che abbiate del tempo da trascorrere con loro, ma anche che abbiate del tempo da passare soltanto tra voi.

Tempo per condividervi e per condividere insieme le cose che vi piacciono.

Tempo per amarvi, per guardarvi, per parlarvi, per litigare… e per fare la pace!

Nella vostra settimana ci dovrebbero essere sempre delle ore da dedicare soltanto alla coppia.

Senza i figli e senza nessun altro.

Ore per diventare amici, amanti, complici, intimi, teneri e profondi.

Ore in cui poter essere qualsiasi cosa l’uno per l’altro.

(Qualsiasi cosa… fuorché: colleghi nel gestire una famiglia!)

Carla Sale Musio

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