Feb 12 2012

COME PROGRAMMARE L’INCONSCIO

Published by at 10:51 under Psicologia,Psicoterapia


L’inconscio può essere considerato il programmatore principale della nostra esistenza.

Infatti, è una struttura psichica capace di registrare le esperienze e le conoscenze e utilizzarle al momento opportuno, senza bisogno di sottoporle al vaglio della ragione.

Questa sua peculiarità è stata spesso strumentalizzata da chi gestisce il potere sfruttando le risorse degli altri per i propri fini personali.

Le informazioni che lo riguardano sono poco divulgate.

L’economia e il mercato preferiscono che l’inconscio sia ignorato perché è più facile vendere tanti prodotti manipolando pulsioni e bisogni all’insaputa dei consumatori.

Ma, se vogliamo costruire un mondo migliore, dobbiamo imparare a usarlo al meglio.

L’inconscio è quel genietto invisibile che ci fa trovare al posto giusto nel momento giusto oppure al posto sbagliato nel momento sbagliato.

La sua capacità di produrre effetti reali nella nostra vita va gestita con consapevolezza e competenza per raggiungere il benessere e per la realizzazione dei nostri obiettivi (e non per arricchire le tasche dei pochi che sfruttano i molti).

Quindi, cari amici, lettori e curiosi di questo blog, eccovi alcune semplici e indispensabili istruzioni per un uso efficace e consapevole dell’inconscio.

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Nell’inconscio non esiste il NO

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La prima legge da conoscere è che l’inconscio non nega mai niente.

Parliamo tanto di legge dell’attrazione, di mente positiva, di modificare i pensieri per cambiare la realtà.

Ci compriamo dei libri interessanti e molto incoraggianti.

Seguiamo seminari, corsi, conferenze.

Poi sperimentiamo le tecniche acquisite e costate tanti soldi, tempo e fatica.

E ci deludiamo molto in fretta.

Perché tutto quello che abbiamo imparato… non funziona quasi mai!

E fa crescere ulteriormente il pessimismo, l’insoddisfazione e lo sconforto.

“Tante bugie dette per vendere…”

Pensiamo sconsolati davanti al fallimento del nostro entusiasmo.

Cos’è che non funziona più, quando si tratta di camminare soli lungo la via della trasformazione?

Quello che di solito inficia tutto il nostro lavoro di sperimentazione è proprio la scarsa dimestichezza con il funzionamento dell’inconscio.

E soprattutto l’ignoranza della sua avversione per il no.

Bisogna considerare che l’inconscio è una struttura democratica e tollerante, in cui ogni cosa trova posto e accettazione e dove le realtà convivono sempre tutte insieme.

Essendo immateriale, l’inconscio non segue le leggi spaziali e temporali della fisicità, ma quelle intangibili della totalità, del Tutto (con la T maiuscola).

L’inconscio è un Tutto.

(Si. Lo so. Questo concetto è incomprensibile per la ragione, che ha bisogno sempre di frammentare le cose e catalogarle. Ma per una volta, date retta alla vostra intuizione. Ce la potete fare…)

L’inconscio è un Tutto.

E nel Tutto non ci può essere posto per il no.

Nel Tutto ogni cosa trova sempre accoglienza.

Perché ogni cosa è parte del Tutto.

Ecco perché nell’inconscio non esiste il no.

Poiché funziona secondo le leggi della Totalità quando vogliamo raggiungere un obiettivo utilizzando i poteri dell’inconscio dobbiamo tradurlo sempre in un SÌ.

E questa è una delle difficoltà maggiori che s’incontrano nel programmare il nostro fedele servitore.

Infatti, normalmente utilizziamo spessissimo il no.

  • Non mi piace

  • Non voglio

  • Devo smettere

  • Non sarò

  • Non farò

  • Non dirò

  • Non m’interessa

Per avere una programmazione efficace tutte queste frasi dovranno essere cambiate in:

  • Mi piace

  • Voglio

  • Scelgo

  • Sono

  • Faccio

  • Dico

  • M’interessa

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Nell’inconscio tutto accade ADESSO

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La Totalità non ha un prima e un dopo, è sempre un Tutto (tutto insieme) perché ogni variazione e ogni mutamento sono soltanto una parte del tutto/totale che li contiene.

Perciò, quando abbiamo a che fare con il Tutto siamo sempre in un eterno presente.

(Questa peculiarità dell’inconscio è molto evidente negli shock. I traumi, e le paure conseguenti, sono sempre attuali, come se fossero appena accaduti, proprio perché nell’inconscio tutto succede adesso.)

Quando programmiamo l’inconscio dobbiamo usare sempre il tempo presente.

Così, per esempio, se voglio guadagnare di più non dirò: 

“Voglio guadagnare di più.”

Perché, in questo caso, sposterei l’evento in un tempo non ancora successo (se voglio guadagnare di più, significa che adesso non sto guadagnando quello che voglio) e l’inconscio (per eseguire correttamente l’ordine) manterrà vivo il mio desiderio senza farmi raggiungere mai la ricchezza.

Per programmare il mio inconscio a guadagnare di più devo dire:

“Guadagno molto bene e sono soddisfatto.”

Cioè, quello che voglio ottenere devo esprimerlo sempre in un tempo presente, come se stesse succedendo proprio in questo momento.

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L’inconscio parla con le immagini e le emozioni

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Questa caratteristica è evidente nei sogni.

I sogni sono spesso messaggi che l’inconscio ci invia durante il sonno, quando finalmente la tirannia della ragione si allenta.

Emozioni e immagini intense, mutevoli e varie formano un linguaggio che la mente cerca di decodificare nei suoi codici sequenziali.

Questa traduzione non sempre riesce bene e, spesso, intere parti (intraducibili) perdono significato.

(È per questo che i sogni ci sembrano tanto buffi e incomprensibili quando cerchiamo di condividerli.)

Se vogliamo programmare il nostro inconscio a raggiungere un obiettivo dobbiamo farlo usando immagini ed emozioni adeguate e suggestive.

Riprendendo l’esempio di prima, se voglio programmare il mio inconscio a guadagnare di più dovrò aggiungere alla frase: 

“Guadagno bene e sono soddisfatto.”

un’immagine capace di emozionarmi e di farmi sentire ricco e felice.

Utilizzando le frasi e le immagini giuste si può programmare l’inconscio a fare qualsiasi cosa.

Lo sanno bene tutti quelli che lavorano nella pubblicità.

In conclusione, cari amici, lettori e curiosi di questo blog, come potete intuire da questi brevi cenni, per usare a nostro vantaggio le risorse dell’inconscio ci vuole impegno, attenzione e competenza.

Insomma, bisogna conoscerlo.

E questa conoscenza non può più essere rimandata, visto che se non impariamo a gestire da soli il nostro inconscio qualcun altro lo farà (anzi, lo sta già facendo) al posto nostro, con risultati molto discutibili!

Il pessimismo, la paura, la depressione, gli attacchi di panico… che proliferano in questo momento di crisi, sono la conseguenza di un’efficace e terribile programmazione agita sull’inconscio a nostra insaputa per renderci più sottomessi e più dipendenti da un sistema che sfrutta le nostre risorse emotive per i suoi fini.

Personalmente non credo che la sopraffazione si combatta con la violenza.

Mi sembra più efficace e più evoluto trasformare la realtà con l’intelligenza e con la conoscenza.

L’inconscio è uno strumento presente in tutti.

Possiamo lasciarlo a disposizione dei furbi che lo gestiscono al posto nostro oppure possiamo prenderne in mano le briglie e adoperarlo per raggiungere il benessere.

Ognuno è libero di scegliere ciò che crede meglio per se stesso.

A me, che sono un’addetta ai lavori, spetta il compito di divulgarne la conoscenza in modo che ci si possa finalmente liberare dalle prigioni mentali in cui stiamo pericolosamente scivolando senza saperlo.

Carla Sale Musio

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