Gen 18 2012

TERAPIE A COSTO ZERO

Published by at 10:45 under Psicologia,Psicoterapia

.

… io so stare con me stesso?

.

Quanti di noi sanno stare una giornata intera, soli… insieme con se stessi?

Senza accendere la televisione, senza andare su facebook, senza sentire musica, senza telefonare, senza fare shopping…

Quanti sanno piangere e consolarsi senza ricorrere alle tante droghe legali: cibo, alcol, sigarette e farmaci.

Quanti sono capaci di ascoltarsi… per… be’… più di tre minuti?

Impropriamente crediamo che prendersi cura di se stessi significhi fare un bagno caldo, ricevere un massaggio o comprarsi un vestito nuovo.

Certo, questi gesti sono modi affettuosi e gentili di trattarci ma spesso servono soprattutto a esorcizzare la solitudine e l’ascolto della propria anima.

Eppure…

Ognuno è responsabile di se stesso prima di ogni altra cosa.

Finché siamo bambini, sono i grandi a prendersi cura di noi e a garantirci la crescita e il benessere ma di pari passo con l’autonomia aumentano anche le responsabilità.

E quello che facciamo a noi stessi, il modo in cui ci trattiamo, diventa importante.

Spesso da adulti continuiamo a incolpare gli altri della nostra vita insoddisfacente, proprio come se fossimo ancora e sempre dei bambini.

“Mi hanno insegnato così…”

“Ho imparato a non ascoltarmi…”

“Sono cresciuto in questo modo…”

“A casa mia questo era un obbligo…”

Tante giustificazioni che legittimano le maniere crudeli in cui trattiamo noi stessi e occultano l’incapacità di tollerare ciò che siamo nel profondo.

Servono a perpetuare l’ascolto mancato del nostro personale dolore, della nostra gioia, della nostra intima verità.

In un mondo frenetico lanciato al galoppo verso la superficialità, l’auto-maltrattamento è diventato una parte inscindibile dell’esistenza.

Bisogna produrre, bisogna essere positivi, bisogna amare gli altri, bisogna migliorasi, bisogna rendere, bisogna lavorare.

Bisogna, bisogna, bisogna!

Tuttavia, esiste un solo grande bisogno che ci accompagna per tutta la vita: il bisogno di autenticità.

Il bisogno di essere ciò che siamo, di esprimere la nostra personale realtà.

Questo non vuol dire scrivere imponenti biografie esistenziali.

Vuol dire, principalmente, ascoltarsi.

Costruire uno spazio di silenzio in cui la poliedrica complessità che caratterizza ciascuno di noi trovi comprensione e accoglienza.

.

Provate a prendere un appuntamento con voi stessi

.

Provate a stare una giornata, o almeno un’ora, in vostra compagnia.

Per una volta riservatevi la stessa importanza, lo stesso tempo e la stessa puntualità che concedete ogni giorno al vostro lavoro.

Dedicatevi la stessa attenzione che normalmente avete per gli altri.

Staccate il telefono, spegnete il computer, niente musica e niente tv.

Ascoltatevi.

Provateci.

Se proprio non riuscite a starvene fermi senza fare nulla per un giorno intero (capisco che inizialmente possa sembrarvi troppo impegnativo) è ammesso:

  • leggere,

  • dipingere,

  • scrivere,

  • inventare qualcosa,

  • ballare,

  • cantare,

  • parlare da soli,

  • piangere,

  • ridere,

  • guardarvi allo specchio.

Datevi il tempo di incontrare il vostro Sé interiore.

E permettetegli di parlarvi senza mettergli fretta.

Il vostro io più autentico è come un gattino randagio.

Diffida dell’essere umano.

Sa che può essere imprevedibile, esigente e crudele.

Conosce bene la vostra instabilità e la vostra spietatezza.

Ha imparato quanto siete capaci di prendervela.

Solamente con lui.

Ha bisogno di molta pazienza, amore e dedizione… per potersi fidare di nuovo.

Quando dedicate una giornata a voi stessi permettete alla vostra anima di aprirsi e di rivelarvi la sua profondità nei termini che le sono propri.

L’anima non è avezza alle cose concrete, vive nel modo del cuore in cui tutto è impalpabile e intensamente emotivo.

Quando comincia a raccontare la sua intima verità, lo fa con noncuranza, delicatamente e senza urlare.

Usa le forme poco appariscenti dell’eleganza.

Le occorre tempo per dispiegare tutta la sua realtà.

Passare con se stessi una giornata intera è una terapia efficace e poco costosa.

Se non sfuggite il confronto, se riuscite a guardare negli occhi il vostro cuore… riabbracciate il vostro lignaggio e incontrate la vostra ricchezza.

Il cuore non è normale.

È nobile.

E va trattato con nobiltà.

Non potete riservargli le briciole del vostro tempo senza perdere il trono del regno interiore e lo scettro della vostra vita.

Carla Sale Musio

Nessun Commento

I Commenti per questo articolo sono chiusi!.

Trackback URI |