Dic 08 2011

MA COSA SI FA DA UNO PSICOLOGO?

Published by at 10:34 under Psicologia,Psicoterapia

 

Da uno psicologo di solito si parla.

Ma si può anche stare zitti.

Uno psicologo è esperto nella comunicazione, sa gestire il silenzio e sa come mettere a proprio agio le persone, soprattutto chi è intimidito, emozionato, imbarazzato, impacciato o altre cose del genere.

Quando una persona chiede un colloquio è SEMPRE compito del terapeuta creare un clima accogliente, capace di favorire il dialogo, l’espressione degli stati d’animo e il racconto delle esperienze di vita.

È difficile per tutti parlare delle proprie cose intime con un estraneo, incontrato per la prima volta, in un ambiente sconosciuto!

Per questo, durante il dialogo, lo psicologo fa in modo che si crei una relazione aperta e rassicurante e permette al paziente di osservarlo, senza costringerlo a mettersi in gioco.

Nel primo incontro è sempre il cliente che esamina lo specialista e ne valuta l’affidabilità, nell’eventualità di cominciare un percorso insieme.

Di solito, inizialmente si raccolgono informazioni generali (età, professione, matrimoni, figli, hobby, interessi, vita sociale) che servono per conoscere meglio le persone senza obbligarle a parlare subito di ciò che le ha spinte a chiedere un appuntamento.

Queste prime conversazioni stimolano la comunicazione in un modo semplice e spontaneo.

Perché il lavoro sia produttivo, tra terapeuta e paziente deve nascere un feeling… cioè si deve creare una sintonia che permetta allo psicologo di calarsi nella vita del paziente e al paziente di mettersi in gioco e di aprirsi ai propri vissuti profondi.

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Ma cosa sono i vissuti profondi?

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Sono vissuti che esistono dentro di noi, ma in profondità.

Cose che proviamo e sentiamo sotto la superficie della nostra vita.

Passioni, desideri, aspirazioni… sepolte sotto il cumulo di doveri e di esperienze che riempiono le giornate.

Ognuno per sopravvivere deve continuamente adattare i tanti lati del proprio carattere alle esigenze della quotidianità, sacrificando quelle parti di se che non sono funzionali ai progetti da portare avanti.

Scelte necessarie e intelligenti nell’immediato, ma che alla lunga, se non vengono adeguate alle nuove esperienze di vita, possono trasformarsi in abitudini limitanti.

Nel corso del tempo, infatti, i comportamenti che utilizziamo di più agiscono in automatico e finiscono per interferire con i nostri nuovi programmi esistenziali.

I vissuti profondi sono le inclinazioni che ci caratterizzano, quei talenti e quei valori che abbiamo in noi sin dalla nascita, l’espressione della originalità individuale, la nostra missione, il dono che siamo venuti a portare al mondo.

Lo psicologo, come un archeologo, recupera dalle profondità dell’inconscio queste capacità nascoste e aiuta le persone a collocarle armonicamente nella propria vita.

In conclusione, cari amici, lettori e curiosi di questo blog, dallo psicologo si parla di se stessi.

Ma parlare di se stessi con uno psicologo è molto diverso che parlare con un amico, anche se si crea lo stesso clima confidenziale e accogliente.

Lo psicologo stimola l’emergere di nuove risorse utilizzando il dialogo, però sta ben attento a evitare di proporre se stesso o il racconto delle proprie esperienze personali, per non sovrapporsi alla vita e alle scelte di chi ha davanti.

Il lavoro psicologico è centrato sulla trasformazione dei comportamenti disfunzionali e permette di riappropriarsi delle potenzialità personali inespresse.

Il dolore interiore gli atteggiamenti sbagliati, le scelte perdenti sono il risultato di una mancata manifestazione delle proprie attitudini e della propria creatività.

Impropriamente si crede che lo psicologo curi le malattie della psiche, ma la cura della sofferenza psicologica è soltanto la conseguenza di una sana realizzazione di se.

Carla Sale Musio

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