• Perché alcune persone evitano gli animali?

  • Perché altri provano disgusto anche solo a guardarli?

  • Perché spesso non ci si accorge nemmeno delle loro sofferenze?

     

Gli animali simbolicamente raccontano la nostra istintualità, parlano del mondo emotivo, di ciò che facciamo spinti da un impulso interiore e a volte senza nessuna logica.

Oggigiorno l’istintualità è malvista.

Esiste una dittatura della razionalità che, purtroppo, porta con sé tanta sofferenza psicologica.

Perché privilegiando la ragione spesso si finisce col trascurare il cuore, le emozioni e i sentimenti.

Gli animali, l’istinto e il cuore hanno in comune l’ascolto di se stessi.

Noi psicologi riteniamo che riconoscere e ammettere ciò che si sente dentro, senza reprimerlo, sia una via per la salute mentale.

Gli animali non soffrono di malattie mentali, non prendono psicofarmaci, non vanno dallo psichiatra.

Ascoltano il loro istinto.

Hanno poco a che fare con la sofferenza psicologica che affligge il nostro mondo e che ci spinge a usare delle pillole per sentirci bene.

Nella nostra civiltà, l’istinto e le emozioni sono spesso in conflitto con la ragione e il controllo.

La parte animale di noi stessi non ascolta ragioni e sfugge al controllo.

Non è civilizzabile.

È selvaggia.

Libera.

Il mondo animale parla alle nostre parti indomabili e indipendenti.

Gli animali sanno… senza bisogno di parole.

Sanno ritrovare la strada di casa.

Sanno quando è il momento di migrare.

Sanno quando fare il nido.

Sanno di non potersi fidare dei sorrisi e delle belle maniere.

Conoscono l’istinto e non ne hanno paura.

L’uomo, invece, preferisce seguire la ragione, l’istinto lo ascolta poco (e a volte se ne pente).

Censura le emozioni.

Soffre di depressione e attacchi di panico.

Il simbolismo degli animali ci mette in contatto con un sapere immediato e ancestrale che spinge a fare la cosa giusta al momento giusto, senza passare per il ragionamento.

I rapporti che abbiamo con gli animali raccontano i rapporti che abbiamo con le nostre emozioni.

Ci dicono in che modo gestiamo la nostra istintività.

Parlano dei nostri aspetti emotivi, passionali, teneri, fragili, aggressivi, istintivi.

Spesso la fobia per un animale nasconde la paura di ciò che quell’animale rappresenta per noi.

Ogni animale assume un significato simbolico diverso per ogni persona.

Tuttavia, nell’immaginario collettivo alcuni contenuti sono universali e si possono fare delle generalizzazioni.

Così, i cani rappresentano la dedizione, la capacità di darsi totalmente e incondizionatamente a qualcuno.

La paura dei cani, di solito, nasconde la paura di abbandonarsi alla devozione per un altro essere.

I gatti sono, invece, un simbolo d’indipendenza e di eleganza.

La paura dei gatti sottende la paura di vivere pienamente la propria autonomia.

Il topo porta le stimmate della capacità di sopravvivenza in situazioni difficili, rappresenta il legame con la vita e il bisogno di essere se stessi.

La paura dei topi, che oggi affligge tante persone, parla del conformismo che permea la nostra società e descrive la paura che molti hanno nel permettersi di essere profondamente e radicalmente ciò che sentono di essere.

Quando abbiamo paura di un animale teniamo alla larga tutto ciò che simbolicamente rappresenta per noi.

Quando, invece, ci avviciniamo a un animale, avviciniamo quella parte dentro di noi e, cercando di fare amicizia, la integriamo nella nostra personalità.

Ci sono animali che ci piacciono e animali che non ci piacciono.

Proprio come esistono aspetti di sé con cui è più facile entrare in rapporto e aspetti che, invece, ci mettono in difficoltà o che evitiamo.

Sempre, però, l’amore per gli animali rappresenta l’amore per la vita.

Mentre, l’odio verso gli animali nasconde un disprezzo profondo per se stessi e per quella parte di se che alla vita è maggiormente legata.

Carla Sale Musio

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