Archive for the 'Psicoterapia' Category

Ott 25 2020

VIVIAMO IN DUE DIMENSIONI CONTEMPORANEAMENTE

Come affrontare il cambiamento delle energie che caratterizza questo momento storico. Imparare a riconoscere la coesistenza della dimensione interiore e della dimensione fisica e a conciliare la soggettività e l’oggettività, (che appartengono all’una e all’altra) senza confonderle e senza confondersi.

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Ott 22 2020

I MAGHI VIVONO IN PIÙ DIMENSIONI

Essere maghi significa sapersi muovere su diverse dimensioni della coscienza contemporaneamente.

Infatti, ciò che i maghi conoscono (e i babbani ignorano) è la coesistenza della materialità con l’interiorità.

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Ma cosa intendiamo con materialità e interiorità?

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Chiamiamo materialità tutto ciò che è concreto, fisico, palpabile, misurabile, ripetibile, e, spesso, anche monetizzabile.

Sono interiori, invece, le emozioni e le percezioni che animano il mondo intimo (e non si possono riprodurre in laboratorio).

Una loro importante caratteristica è la soggettività.

I babbani ritengono inaffidabile la soggettività e preferiscono considerarla irreale.

I maghi, al contrario, la ritengono indispensabile per vivere una vita di qualità e ne esplorano costantemente le profondità e le possibilità.

Per loro la soggettività affianca l’oggettività e la completa.

Insieme rappresentano modi diversi di rapportarsi alla verità.

Essere maghi significa tenere costantemente presente una doppia verità: quella fisica e quella interiore.

Fisicità e interiorità:

  • sono entrambe reali e importanti;

  • possiedono codici e leggi diverse che le caratterizzano;

  • permettono di muoversi con maestria nella vita.

L’errore è confondere le verità dell’una con quelle dell’altra.

La magia è la capacità di usarle senza sovrapporle e senza censurarle.

Viviamo tutti in due dimensioni contemporaneamente:

  • la dimensione fisica, fatta di sopra e sotto, vicino e lontano, prima e dopo,

  • e la dimensione interiore, fatta di sensazioni, emozioni e percezioni soggettive.

Ognuna di queste dimensioni è imprescindibile per vivere l’esistenza con pienezza.

Creare una gerarchia fra di loro porta a impoverire la realizzazione e l’efficacia personale.

Il successo materiale, infatti, perde di significato quando non è accompagnato dalla soddisfazione intima che consegue all’espressione di sé e della propria unicità.

E i vissuti interiori diventano paralizzanti quando non trovano la possibilità di manifestarsi all’esterno per essere condivisi con gli altri.

L’ascolto e lo scambio delle realtà interiori permettono di decodificare più profondamente i significati degli eventi, restituendo all’esistenza la sua verità, fatta di soggettività e concretezza insieme.

Muoversi agilmente nelle dimensioni della coscienza apre le porte alla magia e libera la capacità di leggere oltre alle apparenze rivelando il valore delle cose.

Dall’abilità nell’attraversare le dimensioni interiori e materiali senza confonderle e senza perdersi e prende forma una conoscenza nuova in cui ogni evento trova il proprio posto e il proprio spazio perché appartiene alla Totalità.

Oltre le apparenti contrapposizioni che animano la nostra quotidianità esiste il Tutto, incomprensibile con la ragione ma vivo e reale nel cuore di ciascuno.

Carla Sale Musio

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Ott 15 2020

CHI AMA GLI ANIMALI SA CHE… il corpo è un’antenna!

Nella nostra cultura malata di arroganza il corpo è trattato alla stessa stregua degli animali.

Lo utilizziamo quando serve, lo sfruttiamo per raggiungere i nostri obiettivi, lo disprezziamo quando non esegue a puntino ciò che vogliamo e ne ignoriamo le esigenze, quasi fosse una macchina e non una creatura vivente.

L’ottusa incomprensione nutrita nei confronti delle altre specie si riflette nella relazione con quella parte di noi che è maggiormente legata all’istintualità.

Abbiano demonizzato l’animalità giudicandola il simbolo di una cronica mancanza d’intelligenza e questo si ritorce contro noi stessi.

Infatti anche noi, come gli animali, siamo parte della natura e, per vivere in salute, dobbiamo rispettarne i dettami e le esigenze.

Le altre specie lo sanno e intrattengono un rapporto intimo e profondo con la fisicità.

Nelle culture degli animali il corpo è lo strumento più importante per decodificare la realtà e costruire relazioni efficaci.

Nella società umana, invece, il corpo è qualcosa da domare, nascondere o esibire… a seconda delle circostanze.

Perciò:

  • lo nutriamo (fino a farlo morire di obesità) seguendo i dettami di una gastronomia attenta alle esigenze commerciali anche a discapito della salute e della vita;

  • lo costringiamo a lunghi periodi innaturali di immobilità e monotonia;

  • lo riempiamo di farmaci in grado di muoverlo o sedarlo, assecondando i ritmi del guadagno e dello sfruttamento invece che quelli della natura;

  • lo addobbiamo per apparire adeguati alle diverse prescrizioni sociali e, per la stessa ragione, lo nascondiamo;

  • poi ci lamentiamo (come fossimo vittime di un destino crudele) quando (con i suoi dolori e le sue malattie) ci ricorda che per mantenersi in salute ha bisogno di vivere a contatto con la natura, nutrendosi di alimenti freschi, dormendo a sufficienza e integrandosi armoniosamente nell’ecosistema.

In questo modo lo distruggiamo privandoci delle sue risorse e dei suoi doni.

Per le specie diverse dalla nostra il corpo è un’antenna sintonizzata sui ritmi della vita.

Luce e buio, caldo e freddo, estate e inverno… attivano segnali importanti e precisi.

Ogni comunicazione passa per il corpo.

La fisicità è un linguaggio che trascende la materialità e collega l’intuizione alla creazione permettendo l’evolversi della conoscenza anche a prescindere dalla razionalità.

Paranormalità, sensitività e istintualità sono strumenti importanti al servizio della natura.

E proprio l’ascolto e il rispetto per la natura generano la capacità di sentire quando è il momento di fare o non fare le cose.

Gli animali sentono quando è il momento di:

  • migrare,

  • fare il nido,

  • accoppiarsi,

  • andare in letargo,

  • nascondersi,

  • giocare,

  • riposarsi…

L’ascolto del corpo li mette in sintonia con i bioritmi naturali responsabili del benessere e della salute.

Per questo ignorano le tante patologie conseguenti al nostro stile di vita e all’ottundimento del mondo interiore.

Le persone che amano gli animali mantengono vivi dentro di sé questi codici profondi, riconoscendo le verità ancestrali indispensabili alla sopravvivenza e nella relazione con le altre creature.

Si tratta di informazioni necessarie alla vita ma ignorate da chi ha amputato la propria sensibilità in favore dell’omologazione alla nostra evoluta “civiltà”.

Paranormalità, sensitività e istintualità raccontano un sapere importante a chi si apre ai valori della vita.

Tuttavia, proprio questa conoscenza può rendere confusi davanti ai messaggi schizofrenogeni che caratterizzano le relazioni umane.

Il linguaggio del corpo come quello della natura possiede un’autenticità priva di ambiguità e fraintendimenti.

Lo sanno bene gli animali e tutti quelli che li amano.

Per queste persone è impossibile essere ciniche, indifferenti, ipocrite, arriviste, competitive e patologicamente narcisiste.

Chi ama gli animali coltiva la spontaneità, la sensibilità, l’autenticità e l’umiltà che appartengono alla natura e preferisce affrontare molte difficoltà nel mondo “umano” pur di non perdere il contatto con il significato profondo della vita.

Carla Sale Musio

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Ott 11 2020

IL SENSO DI STUPIDITÀ NEL LAVORO CON IL BAMBINO INTERIORE

Come gestire la sensazione di stupidità nel lavoro con il bambino interiore. In che modo i vissuti di stupidità sono connessi alla creatività. Quali sono le ripercussioni di questi stati d’animo sull’autostima.

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Ott 08 2020

IMPORTANTI RIVELAZIONI SULLA MAGIA

Nel corso di tutti e sette i libri della saga di Harry Potter troviamo diverse chiavi importanti di comprensione della magia.

  • La magia intreccia la vita quotidiana ed è necessario riconoscerla e imparare a gestirla per vivere un’esistenza di qualità.

  • La magia riguarda ognuno di noi. Ma non tutti se ne rendono conto.

  • Esiste una categoria di persone (i babbani) che preferisce ignorare la magia per seguire uno stile di vita basato esclusivamente sulla materialità.

  • Ci sono delle persone (i maghi) che non possono ignorare la magia e la praticano istintivamente anche quando non ne conoscono l’esistenza. Queste persone devono imparare a usare la magia con competenza e criterio per evitare di creare problemi a se stessi e agli altri.

  • La distinzione tra maghi e babbani mette in evidenza gli ostacoli e le differenze che impediscono di avvicinarsi ai mondi magici.

  • Bene e male (magia bianca e magia nera) appartengono a un’unica realtà interiore. (Harry Potter e il suo più grande nemico Lord Voldemort spesso sembrano essere la stessa persona declinata in scelte esistenziali diverse.)

  • Il problema più grande che i maghi devono affrontare è la conciliazione degli opposti. (L’attrazione del male, infatti, può portare a scelte criminali e distruttive, pericolose per chi le pratica, per la comunità e per la vita stessa.)

  • La comprensione del significato della morte è l’espressione più alta della magia. La sua realizzazione determina il vero potere di un mago.

Nei libri per bambini si nascondono spesso importanti verità legate alla dimensione affettiva.

Nel mondo dei piccoli l’aspetto emotivo non è ancora demonizzato e giudicato sconveniente (come invece avviene spesso tra gli adulti) e questo permette alla creatività degli scrittori di contattare verità profonde, altrimenti difficili da comunicare.

Ecco perché nella letteratura per ragazzi si possono palesare informazioni altrimenti inaccettabili per la rigida razionalità degli adulti.

La magia è una di queste e la saga di Harry Potter mette bene in evidenza tanti insegnamenti che appartengono alle realtà magiche.

Primo fra tutti: il grande collegamento che esiste tra la cosiddetta “paranormalità” e la vita affettiva.

Come ho ripetuto tante volte: amore e magia camminano a braccetto.

E per questo i maghi non possono esimersi dall’esplorarne le profondità.

L’amore, come il tao, racchiude in sé la totalità di bene e male e l’accoglienza degli opposti nella vita interiore è il compito più importante (e difficile) che ogni mago deve affrontare, la forma più alta e impossibile della magia.

Da questa conciliazione, infatti, emergono il significato della vita (e della morte) e le scelte che siamo chiamati a compiere di momento in momento.

Nei prossimi post illustrerò in dettaglio i punti elencati sopra.

Stay tuned.

Carla Sale Musio

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Ott 05 2020

IL DIARIO DEGLI APPREZZAMENTI

Il diario degli apprezzamenti è uno strumento molto utile per potenziare l’autostima. Viene utilizzato nella psicoterapia e nel counseling ma può essere usato anche autonomamente.

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Ott 01 2020

CHI AMA GLI ANIMALI PARLA DUE LINGUE

Il problema più grande delle persone che amano gli animali riguarda il rapporto con l’intuizione, il sesto senso e la sensitività.

Nella nostra cultura, di solito, definiamo queste capacità paranormali e le giudichiamo male.

Ci convinciamo che siano frutto della suggestione oppure fenomeni da baraccone volti a ingannare la credulità degli ingenui.

Nelle culture degli animali, invece, l’intuizione, il sesto senso e la sensitività sono strumenti per muoversi nel mondo, risorse imprescindibili per vivere una vita di qualità.

Chi ama gli animali mantiene attive queste percezioni e inconsciamente le utilizza per destreggiarsi nella quotidianità.

Si tratta di un doppio codice espressivo, animale e umano.

E, quando non viene capito, provoca diversi problemi, facendo sentire sbagliate le persone dotate di questa capacità.

Comunicare usando la percezione istintuale è come parlare una seconda lingua.

Ma, quando questa opportunità non è compresa, genera confusione e fraintendimenti, un po’ come esprimersi con idiomi diversi senza distinguere la grammatica e i vocaboli dell’uno da quelli dell’altro.

E questo è quello che succede a chi ama gli animali.

Istintualità, sensitività, sesto senso, paranormalità, magia… sono tutti modi per definire una percezione della vita che utilizza l’ascolto del mondo interiore invece della razionalità.

Nella cultura umana la vita intima è spesso mistificata in favore di comportamenti stabiliti a tavolino e funzionali al mantenimento di valori commerciali piuttosto che naturali.

Un esempio per tutti è il Santo Natale.

Nel giorno di Natale si DEVE:

  • voler bene,

  • stare insieme,

  • essere buoni, compassionevoli, generosi…

A prescindere dai sentimenti che albergano nel proprio cuore.

Per noi psicologi il periodo natalizio è uno dei momenti di maggior lavoro, proprio perché lo scarto tra le prescrizioni sociali e i vissuti interiori è altissimo e dolorosissimo.

Il Santo Natale, infatti, lungi dall’essere (come dovrebbe) una celebrazione intima della rinascita interiore è la festa del consumismo.

E il bombardamento di messaggi pubblicitari è studiato ad arte per costringere i consumatori (non più persone) a comprare, comprare e comprare.

Nella società degli uomini abbiamo prescrizioni comportamentali per tutte le occasioni (matrimoni, battesimi, funerali, compleanni, separazioni, lauree, assunzioni…) e chi non si conforma alle emozioni previste per le varie circostanze paga lo scotto della diversità e dell’emarginazione.

Tra gli animali, invece, non ci sono prescrizioni comportamentali.

Ognuno si comporta in conseguenza dei propri vissuti interiori (fame, sonno, paura, corteggiamento, gioco…).

Esiste un linguaggio universale comprensibile a ogni specie e basato sull’autenticità.

La vita intima diventa perciò una guida, l’unica indicazione valida e da seguire.

E la capacità di ascoltare la voce silenziosa del mondo interno è qualcosa che tutti i cuccioli imparano subito.

Questo spiega tante abilità paranormali che gli animali possiedono e noi abbiamo perso.

L’intuizione, la magia, il sesto senso, la telepatia… sono la conseguenza di un ascolto intimo e capace di bypassare la logica per arrivare dritto al cuore.

Il cuore delle sensazioni interiori, quell’illuminazione improvvisa che ci spinge a uscire e incontrare (per caso) l’amico che non vedevamo da tanto tempo.

La stessa che permette agli animali di ritrovare la strada di casa e alle mamme di sapere come sta il proprio bambino anche quando è lontano chilometri e chilometri.

Si dice che gli animali possano vedere l’aura, le anime dei morti, le presenze invisibili che animano i luoghi…

E non è un caso che gli sciamani siano sempre raffigurati con uno o più animali a fianco.

Il legame con gli animali segnala la capacità di frequentare i mondi invisibili delle emozioni e della sensitività.

Le persone che amano gli animali mantengono viva questa consapevolezza e comprendono istintivamente il linguaggio della magia e delle emozioni che accomuna tutte le altre specie viventi non umane.

Sono persone che capiscono il dolore e la paura di chi è diverso (soprattutto quando non usa prevalentemente la ragione ma l’istinto) e non riescono a infliggere la sofferenza a cuor leggero come se si trattasse di oggetti e non di creature viventi come noi.

Creature dotate di zoccoli e pelliccia, di squame e pinne o di piume e becco… ma pur sempre come noi.

Con emozioni, angosce, entusiasmi e voglia di vivere.

Proprio come noi.

Chi ama gli animali parla due lingue.

La lingua degli uomini fatta di parole e la lingua universale fatta di emozioni.

Imparare a riconoscere questi due linguaggi è indispensabile per sentirsi bene con se stessi e con gli altri.

È la strada maestra per costruire un mondo migliore.

Carla Sale Musio

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Set 30 2020

LA NEVROSI OSSESSIVA COME STILE DI VITA

Riflessioni sulla nevrosi ossessiva e sulle ripercussioni delle misure preventive, volte a sostenere l’emergenza covid, sul nostro stile di vita.

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Set 26 2020

PARLARE CON IL BAMBINO INTERIORE

Come riconoscere e interpretare le comunicazioni del bambino interiore. Cosa fare quando non si percepisce niente. In che modo rassicurarlo e accoglierlo nella vita quotidiana.

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Set 25 2020

AMORE O MAGIA?

Per praticare la magia bisogna sapersi muovere con disinvoltura nella dimensione affettiva.

E questo solo i maghi lo sanno fare.

Al contrario, i babbani detestano la magia e di conseguenza snobbano anche l’affettività.

I babbani sono concentrati su quello che si può vedere, toccare, misurare e monetizzare.

Per loro magia e affettività sono cose astratte, roba adatta agli sciocchi o a chi ha qualche rotella fuori posto.

Per i maghi, invece, la magia e l’affettività sono preziose.

Entrambe:

  • hanno a che fare con l’invisibile,

  • scatenano emozioni contrastanti,

  • possiedono aspetti divini e demoniaci insieme,

  • fanno paura a chi non le conosce.

Per avvicinarsi alla magia bisogna saper leggere oltre le apparenze.

E questo lo comprendono tutte le persone che hanno un cuore.

L’amore, infatti, ci costringe a guardare in profondità nelle cose.

Amore e magia camminano a braccetto.

I maghi sono quelle persone che non hanno paura dei sentimenti e si avventurano nella dimensione affettiva accettando con umiltà i limiti della logica.

Per loro la realtà è mutevole, cangiante, paradossale e imprevedibile.

Come l’amore.

La magia e la dimensione affettiva sono intrecciate.

La magia si rivela quando non si ha paura dell’affettività.

Ognuno può verificare questa affermazione.

Ma deve farlo personalmente perché l’amore non si può delegare.

I babbani faticano a comprendere le profondità dell’amore e questo fa sì che per loro i mondi magici siano impercettibili.

Credono nei trucchi e nei giochi di prestigio.

Definiscono i fenomeni magici: illusionismo, suggestioni, casualità, coincidenze e li considerano avvenimenti privi di significato.

I maghi sono quelle persone disposte ad avventurarsi lungo i sentieri invisibili dell’affettività, affrontando i pericoli dell’amore pur di sperimentarne le profondità.

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STORIE DI MAGIA E AFFETTIVITÀ

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Emilia ha un anello strano: ogni volta che lo indossa le capita qualche inconveniente.

Pensando si tratti di una sua suggestione decide di regalarlo a Martina, la figlia più piccola della sua migliore amica.

“È ancora una bambina e su di lei i miei pregiudizi non avranno effetto.”

Riflette mentre impacchetta il gioiello.

La manina di Martina è ancora piccola per portare quell’anello ma la bimba, emozionata dal regalo prezioso, lo conserva gelosamente.

Gli anni passano.

Martina diventa una donna.

L’anello adesso è perfetto ma… ogni volta che lo infila al dito qualcosa non va per il verso giusto.

Martina è sconcertata.

Tuttavia, gli eventi parlano chiaro.

Dispiaciuta e turbata si confida con sua madre.

“Ho deciso di buttar via l’anello che mi ha regalato Emilia. Ogni volta che lo metto mi succedono delle cose spiacevoli.”  

“Emilia aveva detto la stessa cosa ma io non ci ho voluto credere…”

Afferma colpita la mamma.

“Per questo ho lasciato che te lo regalasse.”

Martina spalanca gli occhi!

Allora è vero.

E senza perdere altro tempo portano insieme l’anello da un orefice per farlo fondere.

***

Rebecca è assonnata ma un brusio in cucina la sveglia.

Domani è il giorno della befana e la mamma e la zia stanno impacchettando i regalini da mettere nella calza.

Con gli occhi socchiusi Rebecca guarda l’asinello di peluche davanti al suo letto.

“Cosa mi porterà la Befana?”

Gli chiede mentalmente.

“Un paio di ciabattine rosse. Guarda…”

Risponde l’animaletto nella testa di Rebecca mentre la piccola vede con l’occhio della mente proprio le pantofoline che troverà nella calza l’indomani.

***

Viviana ha iniziato un percorso di crescita personale e per mantenere vivi in mente i suoi obiettivi indossa due braccialetti di filo al braccio sinistro: uno arancione per la creatività e uno viola per la spiritualità.

La ragazza non li toglie mai, nemmeno di notte, ma una mattina, uscendo dalla doccia, si accorge di avere indosso solo quello arancione.

Preoccupata per la perdita della sua “spiritualità” cerca il braccialetto viola dappertutto senza riuscire a trovarlo.

Infine si rassegna.

E, mentre si interroga sul significato di quella perdita, nota che al polso ha di nuovo entrambi i braccialetti.

Chissà… forse la vita ha voluto ricordarle che la spiritualità è fatta soprattutto di fiducia in qualcosa di magico e inconoscibile.

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