Archive for Ottobre, 2021

Ott 25 2021

I MAESTRI DELLA TELEPATIA

Siamo così convinti di essere l’unica specie depositaria di un linguaggio che ne abbiamo fatto un discrimine tra noi e tutte le altre specie.

“Solo gli esseri umani hanno frasi capaci di trasmettere emozioni e concetti, solo gli esseri umani possiedono l’intelligenza necessaria a comunicare con le parole. Gli animali sono esseri privi di intelletto.”

Affermiamo tronfi di orgoglio.

Tuttavia…

È tipico di chi possiede una scarsa intelligenza sostenere con convinzione la propria presunta genialità.

Il saggio sa di non sapere.

E più cresce in competenza, più si rende conto di quanto ancora ignora.

La specie umana proclama a gran voce la propria evoluta superiorità e fatica a trovare l’umiltà che caratterizza la saggezza.

Le altre specie hanno una comprensione della vita sconosciuta gli esseri umani.

Sono capaci di:

  • anticipare i fenomeni naturali,

  • sopravvivere in natura senza bisogno di protesi tecnologiche,

  • riconoscere le intenzioni a dispetto delle apparenze,

  • mantenere un contatto costante con il mondo interiore,

  • esprimere con onestà le emozioni,

  • integrarsi nell’ecosistema senza distruggerlo,

  • e altro ancora…

Li giudichiamo semplici e stupidi, ignorando le competenze che noi non abbiamo.

Una tra tante è la telepatia.

Cioè la capacità di comunicare senza bisogno di usare le parole.

Un dono raro tra gli esseri umani e comune tra gli animali.

Immersi nel nostro scientismo sussiegoso e spesso violento, non riusciamo nemmeno a immaginare che possa esistere una comunicazione priva di parole.

“Sono tutte fantasie adatte agli sciocchi.”

Sosteniamo altezzosamente, facendo le spallucce.

Tuttavia…

Non sappiamo spiegare in che modo gli animali selvatici ritrovino la strada di casa anche a chilometri di distanza.

O possano riconoscere le nostre intenzioni anche quando non proferiamo verbo.

“È l’istinto.”

Rispondiamo quando ci troviamo a corto di argomenti.

Quasi che l’istinto permettesse di sviluppare un potere magico ignoto alla saggezza e vivo nelle menti poco evolute di tutte le altre specie.

Non ci sfiora l’idea che dietro al disprezzo che riserviamo all’istinto si nasconda un sapere a noi sconosciuto.

La telepatia è una capacità comune alle altre specie.

È lo strumento che permette agli stormi di volare componendo bellissime figure nel cielo.

Senza urtarsi, senza sbagliare, senza bisogno di esercitarsi per giorni e giorni.

Di colpo tutti si librano in volo e sanno come e dove andare.

È l’istinto?!

No.

È la telepatia, quella meravigliosa forma di comunicazione e conoscenza che permette di sapere le cose senza bisogno di usare le parole.

Secondo il vocabolario l’istinto è:

Una spinta interna, congenita e immutabile, ad agire e comportarsi in un determinato modo, indipendente dall’intelligenza.

Mentre la telepatia è:

La facoltà di trasmettere o percepire immagini e messaggi senza l’uso dei sensi.

Il primo è considerato un fenomeno biologico tipico di chi non possiede intelligenza.

La seconda è vista come un potere riservato a pochi illuminati.

A nessuno viene in mente di attribuire quel potere agli animali.

L’onnipotenza narcisistica (chiamata antropocentrismo) che ammala la specie umana, non permette di riconoscere altra forma di comunicazione al di fuori della propria.

Questo limite impedisce lo scambio con le altre forme di vita e sostiene la prepotenza nella nostra civiltà incivile.

Per parlare con gli animali occorre riconoscere il valore di ogni specie vivente.

E liberarsi dalla patologia antropocentrica.

I maghi sono quelle persone capaci di spogliarsi della presunzione umana per ascoltare le altre creature.

Sono donne e uomini desiderosi di vivere nel mondo insieme alle altre specie.

E pronti condividerne i saperi, dando forma a una comunità basata sul rispetto invece che sulla prepotenza.

Carla Sale Musio

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Ott 23 2021

QUAL È LA COSA MIGLIORE CHE UN GENITORE PUÒ FARE PER I SUOI FIGLI

Che cos’è l’alfabetizzazione emozionale e in che modo è indispensabile per una crescita sana e per un sano rapporto di coppia. Ascoltare i bambini spesso è più importante che correre subito a trovare una soluzione.

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Ott 17 2021

GENITORI DI CUORE

Quando si ama sia ama.

Eppure la società, che ha bisogno di trovare spiegazioni  razionali su ogni cosa, ricerca in continuazione l’esatta misura di questo sentimento anarchico e senza confini.

Così: è bene amare persone con caratteristiche socio-culturali simili, è giusto amare i figli più dei genitori, è bene non amare troppo i figli altrimenti l’amore diventa patologico.

Tutti questi luoghi comuni hanno come unico denominatore la tendenza a confinare l’amore nella gabbia della razionalità ma anche l’errore di confondere il sentimento con le azioni.

Ma l’amore è un sentimento incontrollabile, travolgente e totalizzante e più lo si vive per ciò che è più si è capaci di apprezzarlo e goderlo fino in fondo.

La mia premessa ha lo scopo di arrivare a parlare di “Genitori di cuore”.

Mi piace definire così gli umani genitori di animali, piuttosto che utilizzare le parole “padroni” o “proprietari” che sono definizioni ben lontane dal simbolizzare l’effettiva relazione.

I genitori di cuore amano senza misura i loro animali; tra di loro si crea un legame forte e speciale la cui dinamica non varia di tanto da quella che si crea tra genitori e figli umani.

Un figlio, così come un animale, può arrivare inaspettatamente o in seguito ad una progettualità; in entrambi i casi è necessario che vi sia la conoscenza e il riconoscimento dell’altro in quanto essere unico e con le sue peculiarità, vi è la costruzione di una relazione dinamica e un sentimento di piacere, reciprocità e scambi affettivi ed emotivi.

Attenzione però, non cadiamo nell’errore di quantificare l’amore o di creare una gerarchia tra l’amore verso i figli e quello verso gli animali.

L’amore è una forza che esiste a prescindere dall’oggetto verso cui è indirizzata.

Alcune volte arrivano in terapia delle persone che si mostrano reticenti o timorose nel raccontare questo loro sentimento, la paura di base è quella di non essere comprese o, peggio ancora, di essere giudicate.

Queste persone tendono in genere a confidarsi solo con chi vive una esperienza emotiva analoga e si sentono sbagliate o inopportune, agli occhi della società, quando soffrono per la morte dei loro animali d’affezione.

Un atteggiamento simile, in un costrutto sociale più ampio, favorisce la non legittimazione del sentimento, alimentando il pregiudizio secondo il quale esistono dei sentimenti socialmente accettati e più importanti, rispetto ad altri di nicchia e di secondo piano.

A tal proposito, per evitare di cadere nell’errore di paragonare gli affetti, sarebbe bene ridonare all’amore un’immagine socialmente diversa, considerandolo come sentimento estremamente personale, non misurabile, unico, irripetibile e che merita di essere esternato senza tabù o preconcetti.

Martina Mastinu

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Ott 10 2021

RIVOLUZIONE: UMANITÀ E LIBERTÀ

Come si fa a cambiare un mondo governato da pochi individui ricchissimi e capaci di comprare ogni cosa pur di mantenere saldo il loro dominio?

Sembra un compito impossibile.

Eppure…

Se rovesciamo la domanda scopriamo uno scenario assai diverso.

Come fanno pochissimi individui a governare una massa infinita di persone?

Siamo davvero tutti ricattabili e pronti a cedere davanti alla seduzione del denaro?

Io credo di no.

Certo, il denaro è un’energia e un potere che permette di realizzare tante cose.

Ma l’etica è un valore altrettanto importante.

E per molte persone il rispetto dei propri principi morali è indispensabile per vivere una vita degna di essere vissuta.

Mi riferisco alla libertà, alla solidarietà e a quel sentire profondo che spinge a non fare a nessuno quello che non vorresti fosse fatto a te.

Ci sono persone capaci di identificarsi nella sofferenza degli altri e combattere per evitarla.

Persone convinte che l’esistenza non sia fatta soltanto delle proprie comodità ma dello scambio e della condivisione con chi abbiamo a fianco.

Queste persone comprendono che il dolore è uguale per tutti.

E si muovono nella quotidianità senza infliggere sofferenza.

Sono uomini e donne incorruttibili.

Poco disposti a barattare la propria anima con le comodità.

Persone capaci di costruire un mondo migliore.

Un mondo UMANO.

L’umanità è il dono che la nostra specie è venuta a condividere nel mondo.

Il valore imprescindibile che consente di immedesimarsi in un’altra creatura e comprenderne le ragioni, i sogni, i desideri e i bisogni.

L’umanità è l’arma squisitamente UMANA con cui possiamo costruire quella civiltà a cui tutti aneliamo.

Una civiltà sana.

Libera dalla patologia narcisistica e onnipotente che, invece, sta distruggendo il pianeta.

La cultura della delega ci ha portato a demandare ad altri la scelta di ciò che è bene e ciò che è male.

Così facendo abbiamo affidato alla scuola la nostra conoscenza, al medico la nostra salute, ai politici la gestione del nostro paese e al prete la nostra anima.

E ci siamo allontanati dall’ascolto di noi stessi fino a sentirci sempre più soli e vuoti.

Vuoti della nostra ricchezza interiore, del nostro pensiero, del nostro sentire, della nostra creatività.

Privati del potere di decidere, assistiamo impotenti alla distruzione del pianeta in nome di interessi economici che non hanno nulla a che fare con il benessere, la salute, la libertà e l’amore.

E, mentre le altre specie si estinguono in maniera crescente a causa della devastazione inflitta dai pochi che governano il mondo, la nostra specie vive nel terrore delle malattie e della morte, convinta di poter conquistare l’immortalità e dimentica delle proprie responsabilità e dei propri valori profondi.

Per uscire da questo scenario terribile occorre ritrovare le chiavi di quella UMANITÀ che ci contraddistingue e ci ricorda il compito che siamo venuti a svolgere nel mondo: aiutare chi è in difficoltà, cooperare, e creare qualcosa di nuovo e migliore rispettando le scelte di tutti.

A qualunque specie appartengano.

Chiamiamo RESPONSABILITÀ la capacità di aiutare chi è più debole, piccolo, svantaggiato o, semplicemente, ingenuo.

La RESPONSABILITÀ è il sentimento di cura e di amore che ci spinge a voler bene alla natura, agli animali e alla vita.

Proteggere il pianeta significa amare l’ecosistema in cui viviamo e arrenderci alla grandezza del creato, ammirandone la bellezza e la profondità senza autoproclamarci superiori.

Ma soprattutto significa smettere di delegare e cominciare a FARE.

FARE ciò che è necessario per stare bene.

Non solo nel nostro orticello, ma per la vita tutta.

Perché la VITA TUTTA è la nostra casa.

E perché il nostro benessere non può prescindere da quello degli altri.

Questa è la nostra UMANITÀ.

Il nostro compito, il nostro dono e la nostra forza.

La nostra RESPONSABILITÀ.

Proteggere il pianeta significa tutelarne il valore e riconoscere alla natura un sapere più grande.

Un sapere che appartiene a tutte le specie e ci lega in un’unica famiglia vivente con cui è necessario imparare a convivere per preservare la salute.

Perché la salute di ogni essere vivente è la salute del pianeta e perciò anche la nostra salute.

Smettere di uccidere per vivere è il primo passo nella costruzione di un mondo sano.

La distruzione che sta dilagando dappertutto affonda le radici nella deforestazione, nel buco nell’ozono, nell’inquinamento e nell’indifferenza necessari a mantenere gli allevamenti intensivi e lo sfruttamento (di uomini e animali) funzionale ad accrescere i guadagni di pochi individui patologicamente cinici, psicopatici e privi di umanità.

Ma una massa infinita di persone possiede un potere più grande del denaro e della crudeltà dei pochi che governano il mondo.

Il potere della UMANITÀ.

Il potere di cambiare questo stato di cose.

La RIVOLUZIONE è una scelta individuale portata avanti ogni giorno con costanza e con amore.

La scelta di non distruggere la vita in nome di un piacere effimero ed egoista.

Per cambiare il mondo occorre aprire il proprio cuore e comprendere la sofferenza di tutti, quel non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te che permette di aprirsi all’amore annientando la crudeltà e lo sfruttamento.

L’amore è un sentimento che travalica la diversità di specie e unisce ogni creatura vivente nel valore che attribuiamo alla natura, alla vita e alla libertà.

Allevare animali per ucciderli è un atto contrario all’amore.

E come un boomerang riverbera nella psiche la stessa ineluttabile violenza.

Affermare la legge del più forte è il principio di ogni sopraffazione.

Un principio che ci rende vittime oltreché carnefici.

Riconoscere che il dolore è lo stesso per tutti ci riporta alla nostra UMANITÀ e permette di creare il mondo nuovo a cui tutti aneliamo.

Oggi più che mai.

Gli animali sono creature come noi.

Vivono e dipendono dalla natura e dal benessere dell’ecosistema come noi.

Amano, soffrono e provano dolore proprio come noi.

Lo dimostrano le tante ricerche fatte sugli animali per ottenere farmaci e soluzioni valide… per noi.

Non si può affermare che la psiche degli animali è uguale a quella umana quando si tratta di studiarne le caratteristiche in laboratorio e poi negare la loro sofferenza quando li alleviamo per il nostro tornaconto.

L’incoerenza necessaria a sostenere questa dissociazione interiore ci rende vittime della stessa incoerenza e ci conduce a essere sfruttati (come gli animali) dai pochi ricchi che gestiscono il mondo.

La RIVOLUZIONE è nelle scelte di ogni giorno.

La prima è quella di non mangiare chi ha un cuore e soffre proprio come noi.

Proteggere il pianeta significa proteggere la natura e la vita.

La nostra e quella di tutte le altre specie.

Perché insieme contribuiamo alla sopravvivenza dell’ecosistema.

Occorre andare oltre le notizie funzionali ai bisogni di quei pochi al governo del mondo.

Occorre informarsi in prima persona.

Ma soprattutto occorre aprire il cuore.

Perché il cuore è ciò che manca ai prepotenti, ciò che ci rende forti di una verità per loro incomprensibile e imprevedibile.

L’UMANITÀ è l’arma incorruttibile capace di cambiare il mondo.

Nasce nella coscienza di ciascuno e si sviluppa nell’amore.

Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te è una legge UMANA.

Chi la porta tatuata nell’anima può compiere miracoli.

Carla Sale Musio

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Ott 07 2021

NEI PROGRAMMI SCOLASTICI MANCA L’ALFABETIZZAZIONE EMOZIONALE

Quali cambiamenti renderebbero la scuola più adeguata alle esigenze psicologiche degli studenti.

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Ott 01 2021

OLTRE IL PROGETTO

La nascita di un figlio non avviene nel giorno in cui esso viene al mondo.

Il figlio nasce prima di tutto da un pensiero, e questo pensiero può essere più o meno antico o recente.

Ci sono persone che sentono il desiderio di genitorialità e immaginano il loro figlio anche prima di avere un rapporto di coppia importante e significativo, così come ci sono persone che faticano a costruire l’immagine di un figlio anche quando esso è già fisicamente presente nel grembo materno.

Per far sì che un figlio venga al mondo in maniera efficace, è necessario che esista un pensiero su di lui.

Questo pensiero è fondamentale affinchè egli possa essere accolto come persona unica e irripetibile, affinchè venga accettato per quelle che sono le caratteristiche che lo delineano e lo differenziano da chiunque altro.

Quando arriva un figlio, chi lo accoglie condivide una certa progettualità su di lui.

È impossibile chiedere ai genitori di non fantasticare sulla propria creatura, impossibile chiedere costantemente di non proiettare su di lui paure, desideri e aspettative.

Spesso questi meccanismi avvengono in automatico perché noi stessi ne siamo stati investiti.

Ciò che conta quindi è un livello di consapevolezza, da parte dei genitori, su come questi meccanismi si palesano nel quotidiano e sui rischi che si possono correre quando dominano la relazione tra genitore e figlio.

Andare oltre il progetto significa quindi contemplare l’inatteso, accoglierlo come un dono di novità, come un atto di crescita generazionale inevitabile e sana.

 

*** *** ***

Angelo è un padre molto esigente, i suoi 2 figli sono la proiezione di ciò che lui non è potuto essere.

Cresciuto tra tanti fratelli più grandi di lui e tutti laureati, ha vissuto la sua infanzia combattuto tra il desiderio di una adultità precoce e quello di superare in bravura gli altri, in modo da essere lodato e riconosciuto dai suoi genitori.

Molto giovane, decide di metter su famiglia, rinunciando però al sogno carrieristico in quanto obbligato a mollare gli studi per cercare un lavoro e mantenere la famiglia.

I suoi figli diventano la proiezione dei suoi desideri non realizzati, fallendo costantemente e vivendo in uno stato di frustrazione altissimo.

Il più grande, Alessandro, era, agli occhi del padre , un guerriero, adatto alla carriera militare da laureato perché forte e intelligente allo stesso tempo.

Ogni concorso provato diventava l’ennesimo fallimento ed il padre lo avviliva per non essersi impegnato sufficientemente, nonostante le tante notti passate a studiare e una vita sociale praticamente inesistente.

Il padre non capiva che dietro i fallimenti del figlio era celata una implicita richiesta di essere se stesso e nemmeno Alessandro si rendeva conto che la scelta di un lavoro nell’arma era la proiezione dei desideri paterni.

Pertanto egli arriva in terapia con la richiesta di placare i suoi stati d’ansia in modo da poter superare i concorsi.

La terapia si rivela per lui salvifica perché nel corso dei colloqui inizia a prendere consapevolezza dei suoi reali desideri e piano piano riesce a comunicarli al padre, andando oltre quel progetto designato.

Riesce finalmente ad ascoltare i suoi sogni più profondi e a realizzare, con grande successo, ciò che realmente lo rendeva felice, gratificato e soddisfatto, desideri che prima non avevano nemmeno la possibilità di essere pensati e accolti consapevolmente e che aveva spesso seppellito in nome di una alleanza paterna frustrante e dolorosa.

Martina Mastinu

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