Archive for Giugno, 2021

Giu 26 2021

I MAGHI, LA MAGIA E… LA MODA

Per i maghi è spesso difficile nascondere le tracce di una creatività miracolosa e imponente.

L’uso delle forme e del colore appartiene a una conoscenza ancestrale capace di utilizzare i poteri delle frequenze energetiche e luminose.

Per questo chi è in contatto con la magia fatica a seguire le mode.

E, a volte, può avere un look  poco comprensibile per i babbani.

I maghi sanno che il corpo è un’antenna e possiede una risonanza plastica proprio grazie alle forme, ai colori e agli oggetti con cui entra in risonanza.

Questa consapevolezza li porta a scegliere l’abbigliamento rispettando la connessione interiore e valorizzando ciò che vogliono richiamare in se stessi, a prescindere dalle usanze.

Un tempo, quando le energie sottili erano meno presenti nella vita quotidiana, i cappelli a punta e i mantelli venivano usati per creare una connessione con l’immensità del cielo e le profondità della terra, sviluppando il contatto con la Totalità.

Oggi i tempi sono cambiati, le frequenze energetiche sono sempre più coscienti nella percezione umana e la magia si esprime grazie all’ascolto delle forze che animano il mondo interiore.

Negli anni Duemila ogni mago predilige forme e colori in funzione dei poteri che intende manifestare.

Sono scelte che possono risultare diverse rispetto all’omologazione prevista dalle multinazionali della moda e a volte inconsuete agli occhi dei babbani.

Tuttavia, proprio questa connessione tra mondo interno e mondo esterno permette l’emergere delle forze naturali e l’espressione della magia nella vita di tutti i giorni.

Per i maghi la sincronicità è la bussola che conduce nel posto giusto al momento giusto, assecondando il filo delle coincidenze significative.

Proprio come gli animali ritrovano la strada di casa a dispetto della distanza e delle difficoltà, chi si apre alla magia segue il proprio percorso evolutivo permettendo alla natura di fare il suo corso.

I colori e le forme sono codici in grado di attivare gli archetipi interiori e abbandonarsi ai loro poteri è un modo di entrare in contatto con una sapienza ancestrale e potente.

La magia è quel percorso di crescita personale che ci ricongiunge alla vita, liberandoci dalla pretesa egocentrica del controllo (che invece ossessiona i babbani).

La fiducia in qualcosa di GRANDE e PERFETTO può risultare incomprensibile per la logica ma è incisa a fuoco nell’anima.

E il cuore ne accoglie d’istinto i richiami.

I maghi sanno usare la ragione per muoversi nella fisicità mentre permettono al potere affettivo di liberare tutte le sue potenzialità nelle dimensioni immateriali.

Dalla coesistenza della razionalità con l’amore prendono forma la creatività, la libertà e la magia, mentre i miracoli si manifestano nel mondo.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro:

LA PERSONALITÀ CREATIVA

scoprire la creatività in se stessi per trasformare la vita

anche in formato ebook

No responses yet

Giu 20 2021

IMPARARE A PARTORIRE DA MAMMA GATTA

La società accompagna le donne al parto in svariati modi: dai corsi preparto con figure specializzati e competenti, che preparano le donne al grande evento fornendo loro una serie di conoscenze nuove ed efficaci, agli incontri informali tra donne che si riuniscono in momenti di confronto e condivisione pratica ed emotiva.

Che la donna crei la propria rete di riferimento non solo è funzionale ma fondamentale affinché, nel momento in cui sente di averne necessità, attiva automaticamente il canale di cui necessita.

Ciò che spesso viene by-passato o trascurato è la centralità del ruolo della donna durante il parto.

Tutte queste nozioni rischiano di disperdere e non canalizzare la donna verso le sue competenze, verso la sua natura biologica e istintuale che è l’unica vera componente che si attiva nel momento del parto.

Non essendo animali, tendiamo ad usare la nostra parte razionale e consapevole anche durante il parto trascurando il fatto che il parto stesso non appartiene al dominio della razionalità e che quindi quest’ultima deve essere usata coscientemente lasciando comunque il dominio alla parte istintiva.

Accade sempre di più che prevale la necessità di aver consapevolezza e il bisogno di esercitare un controllo per potersi fidare del proprio corpo piuttosto che affidarsi incondizionatamente.

Un bambino che impara a camminare si affida alle proprie percezioni e sensazioni, non ragiona sul movimento delle gambe, sull’angolazione delle ginocchia o sulla lunghezza del passo ma ascolta il suo istinto assecondando i segnali del proprio corpo e lasciandosi guidare dalle proprie emozioni.

Lo stesso dovrebbe avvenire durante il parto.

Il corpo della donna è biologicamente predisposto a partorire (escludendo particolari condizioni patologiche) eppure la società adorna la donna di conoscenze tecniche piuttosto che accompagnarla verso una consapevolezza di sé ed una fiducia nel cogliere e interpretare adeguatamente i segnali del proprio corpo ed il proprio stato emotivo.

Quanto diventa importante quindi aiutare la donna a riconoscere la propria parte istintiva e animalesca?

Legittimarla nella ricerca dei suoi bisogni intimi e unici?

Indirizzarla verso una connessione profonda con la creatura che porta nel suo grembo in quanto unico vero braccio destro nel momento del parto?

Sapere di essere in grado di farlo è il primo grande passo verso la riuscita di un buon parto.

Pensare che il proprio parto dipende solo e unicamente da fattori esterni rischia di portare la donna a non fidarsi di se stessa, a mettersi in una posizione down e a vivere passivamente un momento fondamentale che diventa anche attivatore delle responsabilità successive verso il nascituro.

Se ci pensiamo sono solo madre e figlio che, insieme, collaborano per uno stesso obiettivo: la vita.

Mettiamo allora i riflettori sulla donna, sul suo potere, sulle sue competenze innate.

Aiutiamola a fidarsi di ciò che sente piuttosto che dare maggior enfasi all’operato altrui. 

Il parto è suo, è un passaggio personale, intimo e unico, sacro e non condivisibile.

Quando ero piccola passavo le ore ad osservare le mie gatte.

Ero presente e partecipe a tutte le fasi della maternità.

Dall’accoppiamento all’allattamento e all’educazione primaria.

Quando i pancioni diventavano sempre più grossi, preparavamo delle ceste calde e confortevoli in modo che avessero un posto dignitoso per partorire ma, ogni volta, arrivava una forte delusione: sparivano per qualche giorno e poi si facevano rivedere giusto per prendere un boccone, –con i pancioni vuoti e le mammelle intrise di latte.

E le cucce erano vuote!

Cosa facevano le mamme gatte?

Sicuramente sapevano di avere delle ceste comode e calde ma attivavano comunque la loro parte istintiva e protettiva per il loro bene e quello della prole.

Ricercavano dapprima un posto che le facesse sentire al sicuro e partorivano indisturbatamente senza l’aiuto di nessuno, semplicemente affidandosi alla loro natura.

Martina Mastinu

Vuoi contattare la dott.ssa Mastinu?

Visita la sua pagina

No responses yet

Giu 14 2021

MAGIA E DIVERSITÀ

Per la specie umana la magia è una diversità pericolosa.

E questo spiega perché chi ne è dotato spesso se ne vergogna e la nasconde.

A volte anche a se stesso.

Nella società dei consumi essere maghi non è considerato un pregio: bisogna ascoltare i dettami della pubblicità e comprare ciò che fa bene all’economia (dei pochi che governano i molti) senza porsi domande e, soprattutto, senza agire autonomamente per cambiare la realtà.

I maghi sentono forte il richiamo della magia e sanno che l’autonomia e la libertà sono due facce di una stessa medaglia: senza autonomia non si può essere liberi e senza libertà la vita diventa una prigione.

Questo stile di pensiero costituisce una diversità in contrasto con la docile ubbidienza indispensabile a gestire i consumatori.  

A differenza dei maghi i babbani sono orgogliosi di essere consumatori e amano il telegiornale, la razionalità priva di sentimento e il controllo (che deriva dalla certezza che non esista nulla la di fuori di una concreta materialità).

I maghi vivono in se stessi la forza di ciò che non si vede e (anche se a volte cercano di ignorarla) avvertono la presenza di qualcosa che trascende la ragione e dà forma all’esistenza.

Qualcosa che i puri chiamano amore e i duri deridono (per poter coltivare la prepotenza).

L’amore è la forma più alta della magia e ignorarne il potere significa rinunciare alla vita.

Chi nasce con la percezione del sapere che deriva dall’amore porta le stimmate della magia e incontra tante difficoltà quando vive in un mondo che preferisce credere nella competizione e nella legge del più forte come se queste fossero delle divinità.

Solo col tempo e con la crescita queste potenzialità interiori si dispiegano nella psiche liberando le forze necessarie a compiere i miracoli.

La via del mago è un percorso di conoscenza fatto di un continuo ascolto di sé e degli altri.

Un percorso che porta a scoprire la formula magica: Tutto è uno.

Tutto è uno è la sintesi di un sapere profondo e rivela il suo potere solo quando se ne è compreso il valore dentro sé stessi.

La ragione si ferma davanti a quel messaggio incomprensibile nello spazio ristretto della fisicità.

E il cuore si avventura da solo nell’ignoto: fragile come il cristallo, irriducibile  come la natura, potente nella sua misteriosa verità.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro:

LA PERSONALITÀ CREATIVA

scoprire la creatività in se stessi per trasformare la vita

anche in formato ebook

No responses yet

Giu 08 2021

LA TRAVERSATA

Insopportabile l’odore di nafta e poi quei corpi addossati, la paura delle onde che crescono, il pianto del bambino: il suo, legato al seno con una stoffa ampia, ma spaventato anche lui, come tutti.

***

La traversata era breve, le avevano detto, e tra la partenza e l’arrivo il tempo sarebbe migliorato: c’erano delle nuvole, ma non bisognava temerle.

Al massimo, qualche spruzzo di pioggia.

E poi, per una vita migliore non si poteva correre qualche rischio?

Tutti i suoi risparmi per quella traversata: lei e suo figlio, nel tentativo di raggiungere un’altra vita.

Ma era stato faticoso anche arrivare allo scalo da cui partire.

Lei ripensa ai momenti che hanno preceduto quella scelta: la paura della guerra, le stragi nel suo paese, la povertà, il desiderio di una vita migliore per lei e il bambino, la voglia di raggiungere il suo uomo, partito da mesi, che la aspetta e che ancora non conosce quel figlio che lei si lega addosso.

***

Ma, d’improvviso, il mare si agita: la barca è leggera, si scuote da prua.

Le onde crescono.

“Quanto sono alte”, pensa la donna, che prima di allora non aveva mai visto la distesa marina.

***

Finalmente compare la costa.

Alcuni si alzano in piedi, altri ringraziano, altri ancora pregano.

Ma poi, la disperazione.

Il mare si gonfia ancora, attacca il legno fragile, lo rovescia.

Le urla.

Le braccia che si agitano nel tentativo di aggrapparsi, l’acqua salata che entra in gola e ti chiude il respiro.

Il mare è freddo, duro, pesante.

Lei ha solo un pensiero: “Salva il mio bambino”.

Ma nessuno la ascolta.

***

Scendono verso il fondo lentamente, lei e suo figlio, legato al seno da una stoffa ampia.

Non pensava fosse così facile: sembra un sonno profondo la morte, come quello del bambino che si aggrappa a lei, ma non respira.

Poi si poggiano piano.

Il mare non è molto profondo in quel punto.

***

Intorno alla madre e al figlio si affollano le creature del mare: delfini, mante, cernie, dentici, polpi e altri esseri ancora.

Li stanno a guardare.

Tante volte hanno visto altri corpi adagiarsi sul fondo: le correnti li muovono piano, come per invitarli a danzare.

Gli esseri del mare spingono la madre e il bambino con i musi o con le pinne, sperando di svegliarli.

Ma si arrendono con dolore.

***

Ed ecco si avvertono suoni lontani: accompagnato da creature dell’acqua, che danzano e cantano, giunge il Signore del Mare.

Si avvicina alla donna e al bambino, li contempla, si commuove.

Ne ha visti tanti, troppi morire, uomini soprattutto, che lottavano disperati prima di arrendersi.

Ma quella maternità spezzata lo sconvolge.

Allora decide.

***

Tocca la donna e il figlio con un gesto leggero, quasi paterno.

E accade il prodigio: i due corpi si scuotono, prendono vita.

La pelle risplende, le gambe si uniscono: sono code flessuose.

Le braccia si trasformano in pinne.

I visi si allungano, gli occhi si stringono.

La madre e il figlio si muovono come se fossero nati in quel mare.

Sono due delfini adesso: una madre e un figlio.

***

Non credevano fosse facile vivere ancora.

Si accostano alle altre creature, che si stringono intorno e li accolgono.

Adesso i loro corpi accarezzano l’acqua, che scivola sulla pelle e risuona.

Sembra una voce antica, sonora come il respiro del mondo.

Gloria Lai

Vuoi saperne di più?

Visita la pagina di Gloria Lai

.

Ti piacciono le fiabe di Gloria Lai?

Leggi il suo libro

Opera tutelata da Patamu.com con il n° 157507 del 25.5.2021

No responses yet

Giu 02 2021

TERAPEUTI E PAZIENTI: il simile attira il simile

Ogni psicoterapeuta… ha i pazienti che si merita.

E ogni paziente… ha i terapeuti che si merita.

La legge di attrazione diventa evidente negli studi di psicoterapia.

Per una risonanza inconscia, infatti, a chiedere aiuto spesso sono proprio le persone che presentano gli stessi problemi del terapeuta a cui si rivolgono.

Quest’ultimo si trova così a svolgere contemporaneamente un doppio lavoro: su se stesso e su chi ha davanti.

Come ho detto tante volte, in questo mestiere l’abilità consiste nel calarsi nel mondo dell’altro fino a vedere le cose dal suo punto di vista.

L’aiuto diventa possibile solo quando il terapeuta può accogliere quelle problematiche dentro di sé, senza negarne l’impatto e senza venirne travolto.

La capacità di mettersi costantemente in discussione affianca l’aggiornamento e i titoli necessari a svolgere questa professione.

Professione in cui il terapeuta più bravo sarà quello capace di accogliere in se stesso il maggior numero di difficoltà.

I pazienti condividono la storia della propria vita e si sentono capiti quando chi li ascolta può accompagnarli in fondo al loro inferno, senza paura e senza giudicare.

Da questa condivisione prende forma l’alleanza terapeutica e la possibilità di svolgere un lavoro costruttivo.

L’accettazione nasce da una comunanza del sentire e dalla capacità di gestire una medesima esperienza esistenziale.

Esperienza esistenziale che nel caso del terapeuta deve prima essere stata risolta dentro di sé per permettere l’accompagnamento efficace di chi chiede aiuto.

Esiste un magnetismo che guida le scelte di ciascuno, portandoci al posto giusto nel momento giusto per aiutarci a crescere.

La scelta del terapeuta non sfugge a questo criterio.

.

Il simile attira il simile

.

E ogni terapeuta attira… proprio quelle persone che lui stesso ha bisogno di curare

Ecco perché i terapeuti devono periodicamente chiedere aiuto ad un altro collega per lavorare su di sé e sulle proprie difficoltà.

Difficoltà sollecitate costantemente dalla professione che hanno scelto.

La frase mistica:

.

IO SONO TE E TU SEI ME

.

diventa evidente quando si scende alla ricerca delle radici che sostengono i comportamenti.

Credo che tutti siamo attratti da ciò che riecheggia intimamente in noi stessi e scegliamo amici, letture, spettacoli, svaghi… in armonia con il nostro modo di essere.

L’inconscio guida le scelte molto più di quanto siamo disposti ad ammettere e ci conduce al posto giusto nel momento giusto secondo una logica evolutiva difficile da capire con la rigida scientificità della concretezza, ma evidente a chi guarda la vita con gli occhi dell’anima.

Il bisogno di crescere e di migliorarsi dà forma all’esperienza che siamo venuti a compiere in questa dimensione fisica e nella scelta della psicoterapia ci porta a individuare chi conduce la stessa battaglia e percorre lo stesso sentiero evolutivo.

Questo fa sì che ogni paziente si senta attratto proprio da un terapeuta e non da un altro.

E per lo stesso motivo, ogni terapeuta deve costantemente monitorare il proprio mondo interiore lavorando instancabilmente per riconoscere i suoi vissuti mentre ascolta e comprende quelli degli altri.

Solo così potrà aiutare chi gli chiede aiuto, facendo emergere le strade che permettono il cambiamento.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro:

LA PERSONALITÀ CREATIVA

scoprire la creatività in se stessi per trasformare la vita

anche in formato ebook

No responses yet