Archive for Dicembre, 2020

Dic 30 2020

IL CONFLITTO INTERIORE

La personalità non è mai una soltanto. Nella psiche esistono infinite possibilità espressive. Riconoscere le molteplici parti che animano la vita interiore ci permette di gestire i conflitti e di utilizzare le risorse necessarie a raggiungere i nostri obiettivi.

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Dic 26 2020

COME FARE I MIRACOLI CON ONESTÀ

Guardare la propria crudeltà senza nasconderla è un compito difficile da affrontare, il bivio in cui si biforca l’esistenza di maghi e babbani.

I babbani, infatti, proiettano costantemente l’oscurità interiore su chi ne porta le stimmate nel mondo esterno.

I maghi, al contrario, osservano la vita intima senza sfuggirla, affrontando un processo di conoscenza di sé: coraggioso e umile, potente e terribile, angosciante e ricco di magia… tutto insieme.

Sfidare l’immagine idealizzata di noi stessi fino ad accogliere i mostri interiori è un passo indispensabile per entrare nei mondi magici, la chiave capace di aprire le porte dell’inconscio, il segreto in grado di svelare la Totalità dell’esistenza.

In questa nostra dimensione materiale, infatti, l’Infinito si frammenta in coppie di opposti.

E schierarsi da una parte o dall’altra delle polarità costituisce un richiamo irresistibile.

Per tutti.

Cerchiamo di coltivare il bene e di evitare il male, vogliamo essere buoni e condanniamo i cattivi, ci sforziamo di essere giusti e nascondiamo i nostri sbagli

Tuttavia, scegliere e giudicare conducono nel vicolo cieco della finzione.

E nel tentativo di raggiungere la meta impossibile della perfezione perdiamo di vista l’integrità fatta di bene e male, giusto e sbagliato, buono e cattivo insieme.

Aprirsi a ciò che non piace è un percorso difficile.

Il baratro dell’emarginazione sociale, infatti, è la paura che terrorizza tutti, annientando il desiderio di conoscenza e spingendoci a nascondere la verità dietro una maschera (adatta alle circostanze ma priva di onestà).

Vogliamo essere benvoluti e stimati.

E per raggiungere questi obiettivi siamo disposti a negare la verità.

Anche a noi stessi.

In questo modo l’onestà diventa la prova più difficile da superare, lo spartiacque in grado di decretare il potere di una persona, la differenza tra maghi e babbani.

Nel mondo interiore, infatti, il potere appartiene a chi non si nasconde sotto i travestimenti “necessari” a sentirsi amati.

Saper guardare dentro di sé con onestà è un’impresa ardua.

E in tanti preferiscono combattere all’esterno ciò che richiama una vita intima giudicata sbagliata.

Ma in verità: nulla di ciò che esiste è realmente sbagliato.

Ogni cosa segnala l’appartenenza a una Totalità priva di giudizio per definizione.

Interiormente, infatti, il bene e il male compongono un insieme infinito di sfumature e possibilità.

Sfumature e possibilità tra cui possiamo scegliere (quelle da manifestare nei gesti e nelle azioni) solo quando abbiamo presente l’intera tavolozza dei colori.

Separare il bene nascondendo il male non è una scelta reale ma un espediente per sfuggire l’ascolto della complessità che caratterizza le dimensioni interiori.

La magia nasce dalla capacità di accogliere la vita intima senza censure.

Dall’ascolto della propria Totalità (fatta di luce e di buio) prende forma e la comprensione delle dimensioni invisibili.

La responsabilità del male appartiene a tutti: maghi e babbani.

Ma la scelta tra le polarità riguarda le azioni esteriori.

E non l’ascolto del mondo intimo.

Il mago è colui che ha saputo accogliere l’oscurità dentro di sé fino a trasformarla.

Non perché la discrimina.

Ma perché si apre alla verità.

Lasciandosene attraversare senza agirla.

Senza giudicarla.

Senza appartenerle.

Con sincerità.

La magia è la conseguenza di un ascolto che oltrepassa il giudizio, l’azione e il rifiuto.

L’unico miracolo possibile.

Nel mondo interiore.

E nella realtà.

Carla Sale Musio

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Dic 20 2020

AMORE PER GLI ANIMALI E SOLITUDINE

Nonostante la nostra specie sia etologicamente portata a vivere in branco, le persone che amano gli animali hanno periodicamente bisogno di isolarsi.

Il branco dei nostri giorni, infatti, condivide spesso il disprezzo per gli altri animali.

Un disprezzo invisibile, celato dietro la condivisione dei pasti (che implicano l’uccisione di tanti animali), dello sport (caccia, pesca, tiro al piccione…), del divertimento (scommesse, corse dei cavalli, combattimenti dei cani, feste e saghe con animali…) e di tanti gesti così abituali da non essere nemmeno più presi in considerazione.

I prodotti di origine animale sono dappertutto e nessuno si domanda più quale sia la loro provenienza e che prezzo di sofferenza sia necessario a ottenerli.

Chi ama gli animali cammina controcorrente e combatte in se stesso quell’indifferenza (indotta abilmente dalle esigenze dell’economia) nel tentativo di costruire un mondo basato sul rispetto per tutte le creature.

Per secoli ci è stato insegnato quanto la natura sia crudele e quanto dare la morte faccia parte di un percorso naturale indispensabile alla sopravvivenza.

Ma l’evidenza del progresso ci mostra oggi come, per la nostra specie, l’uccisione non sia più necessaria alla sopravvivenza e le alternative siano così tante da avere solo l’imbarazzo della scelta.

Ciò nonostante, le leggi del mercato occultano abilmente lo schiavismo psicologico in cui tutti viviamo immersi, lasciandoci credere che senza ammazzare gli animali la nostra vita non sarebbe possibile e nascondendo le innumerevoli sofferenze indispensabili a sostenere l’avidità dei pochi che governano i molti.

Chi ama gli animali risponde a tutto questo con una forte presa di coscienza e avvalora la convinzione che per vivere sia indispensabile il rispetto verso le altre specie.   

Sostenere la vita dell’ecosistema, infatti, è un presupposto indispensabile per la salute.

Nostra e del pianeta.

In questa chiave il compito di ogni essere umano dovrebbe essere quello di aiutare chi si trova in difficoltà, senza approfittarsene per soddisfare bisogni effimeri e inutili.

La nostra intelligenza ci conduce verso soluzioni alternative alla violenza e rispettose della vita.

Ma un uso strumentale delle informazioni gestisce il successo di pochi a discapito dei molti che ingenuamente si affidano al più forte senza valutarne le reali intenzioni.

Proprio come gli animali anche la specie umana subisce una domesticazione imposta psicologicamente da chi possiede il potere economico, patendo la prepotenza mascherata da sollecitudine.

Le persone che amano gli animali, tuttavia, mantengono salda la relazione con le altre specie e non riescono a ignorarne le esigenze e la sofferenza.

Ecco perché hanno bisogno di isolarsi.

La pressione sociale induce in tutti una pericolosa anestesia emotiva e occulta la violenza, su cui è basato il nostro stile di vita, dietro le edulcorate immagini pubblicitarie.

Trascorrere del tempo in solitudine vuol dire permettersi di ascoltare se stessi fuori dal turbinio caotico delle informazioni condivise.

Il richiamo del cuore sussurra nel silenzio, rivelando una verità fatta di sensazioni intraducibili con le parole, ma non per questo meno reali.

La verità è tale quando ci permette di guardare negli occhi la nostra anima.

Senza vergogna.

Con semplicità.

Le persone che amano gli animali vivono con profondità e, proprio come gli animali, hanno bisogno di ritrovare il senso delle proprie scelte mantenendo il contatto con i valori della coscienza, dell’amore e della vita.

Carla Sale Musio

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Dic 14 2020

MAGIA E TRASFORMAZIONE INTERIORE: la via del mago

Nel tentativo di migliorarci finiamo per nascondere tutto ciò che non ci piace, dimenticandolo in un angolo dell’inconscio.

Così facendo, però, concentriamo l’attenzione su quello che vogliamo ottenere perdendo di vista l’essenza del cambiamento.

Cambiare, infatti, riguarda i vissuti che si agitano dentro di noi e non il raggiungimento di qualcosa posto all’esterno.

Perciò, se vogliamo essere più buoni è importante evolvere le nostre parti cattive, anziché sforzarci di somigliare a un ideale di bontà.

La bontà è la conseguenza di un ascolto interiore fatto di accettazione e comprensione per se stessi.

E non un obiettivo da raggiungere con l’emulazione.

Ricalcare un modello di perfezione ci costringe a indossare costantemente una maschera, condannandoci a una cronica mancanza di amore.

Quando indossiamo una maschera infatti, a essere amato è soltanto il travestimento.

Eppure…

La nostra verità ci fa paura.

E troppo spesso preferiamo ignorarla, creando tante sofferenze in noi stessi e nel mondo.

Quello che sfuggiamo dentro di noi, infatti, si fa manifesta fuori di noi portandoci a combatterlo negli altri per differenziarcene.

Nascono così tante discriminazioni e tante guerre.

Il desiderio di raggiungere una perfezione impossibile induce la psiche a nascondere nell’inconscio le parti considerate negative, proiettandole su chi all’esterno ne impersona la verità.

Questo meccanismo di difesa nasconde abilmente le radici del male, portandoci ad allevare un nemico interno di cui non riconosciamo più l’esistenza.

E genera tanto dolore nel mondo (interiore ed esteriore).

Le parti rinegate, infatti, tirano i fili delle nostre emozioni, producendo quel senso di rabbiosa impotenza che accompagna tante battaglie.

Per uscire da questa trappola è necessario aprirsi con onestà alle realtà interiori (fatte della totalità di bene e male insieme).

Per migliorarsi è necessario accettare l’imperfezione senza sforzarsi di cambiarla… fino ad evolverla.

È un paradosso.

Lo so.

Ma l’amore vive di paradossi.

E la psiche usa spesso i codici dell’amore.

Amare se stessi vuol dire riconoscere dentro di sé anche ciò che non amiamo e accoglierne la verità senza nasconderla.

Questo non significa agirla ma comprenderla e ascoltarne le ragioni come farebbe una mamma con il proprio bambino.

Solo così l’evoluzione diventa possibile.

Non quando ci sforziamo disperatamente di cambiare ma quando accogliamo la realtà interiore e accettiamo i nostri limiti.

La verità porta con sé il cambiamento.

Ma questo succede solo quando l’obiettivo è la conoscenza intima.

E non la trasformazione.

La trasformazione, infatti, è una conseguenza della conoscenza.

Non il fine.

Il mago è colui che si apre al potere dell’invisibile (il mondo interno) con umiltà, incontrando i propri limiti senza nasconderli e senza volerli cambiare… fino ad evolverli.

Questa è l’unica vera magia.

Il passo che conduce a compiere i miracoli.

Carla Sale Musio

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Dic 08 2020

LE PERSONE CHE AMANO GLI ANIMALI SONO CAPACI DI OSSERVARE

Tutti gli animali sono capaci di osservare.

Osservano:

  • l’ecosistema,

  • i comportamenti delle altre forme di vita,

  • gli atteggiamenti dei propri simili…

E si muovono con cautela nella natura, stando attenti a non creare troppi attriti con ciò che hanno intorno.

Per tutte le altre specie l’osservazione è uno strumento indispensabile alla sopravvivenza.

Solo la specie umana (che di umano ormai non ha più niente) si colloca in cima a una piramide gerarchica con la pretesa di sottomettere ogni cosa ai propri voleri, distruggendo il pianeta (e se stessa) senza alcuna pietà.

Ma tra i membri della nostra specie… qualcuno è ancora capace di mantenere vivo dentro di sé il sapere degli animali.

Sono uomini e donne in grado di muoversi con circospezione nella vita, ascoltando le tante voci che parlano nel silenzio:

  • le voci della natura,

  • le voci dei sentimenti,

  • le voci dell’intuizione…

Persone attente a ciò che hanno intorno e pronte a condividersi e porgere aiuto anche a chi porta le stimmate dell’ingenuità.

Creature interessate alla vita degli altri oltreché alla propria.

E perciò fuori moda.

Derise dalle leggi di mercato e da quel narcisismo strafottente che ammala l’umanità.

Le persone che amano gli animali non possono sottrarsi al richiamo del loro cuore e sono pronte a sacrificarsi pur di aiutare le altre creature.

Per questo si sentono diverse in un mondo che ammira l’egoismo e ha fatto della competizione un traguardo, invece di vederne la patologia.

È una patologia:

  • combattere per se stessi senza fermarsi a condividere niente,

  • cercare il proprio successo a discapito del benessere di tutti,

  • distruggere altre vite per soddisfare la propria bramosia.

Il DSM5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) lo definisce Disturbo Narcisistico di Personalità e ne elenca i sintomi:

  • idee grandiose su di sé (si è convinti di meritare un trattamento speciale, di avere particolari qualità, capacità o talenti);

  • tendenza allo sfruttamento degli altri;

  • mancanza di empatia (e quindi incapacità a riconoscere e identificarsi con i sentimenti e i bisogni degli altri);

  • atteggiamenti arroganti e presuntuosi.

Le persone che amano gli animali sono persone sane, attente al benessere e alla vita (quella di tutti) e pronte a condividere con gli altri (tutti gli altri, anche chi appartiene a una specie diversa) la propria esperienza, per vivere insieme senza sopraffazione e senza crudeltà.

La crudeltà, infatti, nasce da una mancanza di empatia e dalla difficoltà ad accogliere le esigenze di chi è diverso, ma non per questo inferiore.

La diversità aggiunge valore alla vita.

Ma per comprendere questa verità occorre superare l’egoismo.

La pace nel mondo nasce nella coscienza di ciascuno, si fonda sull’ascolto della propria anima e sulla comprensione che il dolore è uguale per tutti.

Senza distinzioni di specie.

Le persone che amano gli animali non desiderano mettersi in mostra, sono poco esibizioniste, tendono a osservare gli altri e, come gli animali, si muovono senza clamore, rispettando l’ecosistema e la vita.

Certe che il mondo possa diventare un posto migliore se ognuno fa la propria parte.

Con amore.

Carla Sale Musio

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Dic 06 2020

GIORNI NO E BAMBINO INTERIORE

Come affrontare le giornate “storte”. In che modo il bambino interiore ci racconta la sua sofferenza. Perché i momenti tristi accompagnano i cambiamenti. Qual’è l’atteggiamento giusto da tenere davanti ai vissuti “negativi”.

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Dic 01 2020

ONNIPOTENZA E MAGIA NERA: il terribile problema del male

I bambini arrivano da una dimensione senza spazio né tempo, fatta di totalità e completezza.

Atterranno nella vita portando con sé la percezione dell’Infinito e… diventando adulti imparano a muoversi nella fisicità.

Ecco perché nel rapporto con loro abbiamo tanto da imparare.

E da insegnare.

I codici interiori dei più piccini ci ricordano un mondo che abbiamo dimenticato per adattarci a vivere in questa nostra dimensione fatta di polarità e contrapposizioni.

Accompagnandoli nella crescita abbiamo il compito di aiutarli a comprendere le limitazioni che appartengono alla materialità.

Nel mondo della Totalità da cui provengono, tutto e niente sono la stessa cosa, destra, sinistra, sopra e sotto indicano un’unica direzione e dappertutto e in nessun luogo si equivalgono.

Per muoversi in quella realtà priva di confini occorre aprirsi all’interiorità.

Infatti, è grazie alle sensazioni interiori che possiamo spostarci nell’Infinito e incontrare le situazioni… restando fermi.

Situazioni che… sono sempre Tutto e Niente contemporaneamente.

Come si può dedurre da questa rapida descrizione, il linguaggio fatica ad esprimere le verità che appartengono al Tutto.

Le parole sono adatte a uno svolgimento lineare e non totale, esprimono il prima e dopo, il qui e laggiù che caratterizzano lo spazio e il tempo della realtà fisica.

Nella Totalità (da cui proveniamo) valgono leggi diverse da quelle della linearità, e i paradossi acquistano una validità… difficile da comprendere con la ragione.

I bambini portano con sé le verità di quei mondi (per noi adulti ormai lontani) e le applicano ingenuamente, sollecitando la nostra tenerezza insieme al bisogno di aiutarli a cimentarsi con le leggi della fisicità.

Per i piccoli l’onnipotenza è ancora una verità viva e vitale.

Nel mondo dell’Infinito, infatti, tutto e subito sono certezze assolute e ogni desiderio si realizza immediatamente perché esiste (senza identità) nella pienezza della Totalità.

Nella dimensione fisica, invece, dobbiamo imparare a muoverci dentro un’identità (circoscritta) e confrontarci con tante altre identità (altrettanto circoscritte).

Nella realtà materiale l’onnipotenza si infrange contro il bisogno di confronto.

E lo scambio diventa possibile in seguito al riconoscimento dei propri limiti e alla scoperta della condivisione e della reciprocità.

Ma le tracce di quella dimensione infinita permangono ancora a lungo nella psiche e, dopo la nascita, la maestria del vivere consiste nell’ottemperare la sapienza dell’Infinito con le esigenze della frammentazione che caratterizza l’esperienza terrena.

La magia è la capacità di muoversi agilmente sia nella realtà interiore che nella concretezza, senza confondere i codici dell’una con quelli dell’altra.

Il mago deve imparare a riconoscere le leggi della fisicità e a trascenderle per incontrare le dimensioni prive di tempo e di spazio.

In questo percorso, l’onnipotenza (che appartiene naturalmente all’Infinito e alla mancanza di identità) sollecita il bisogno di “accelerare i tempi” offrendo soluzioni (apparentemente) facili al desiderio di raggiungere subito i propri obiettivi.

Occorre ricordare, però, che è impossibile vivere pienamente la Totalità dentro un’identità, perché ciò che è fuori dalle coordinate dello spazio e del tempo non può circoscriversi o limitarsi.

Così, l’onnipotenza (che appartiene alla dimensione infinita) si deforma nella fisicità, trasformandosi in malvagità quando la si inserisce in contesti concreti e perciò impossibilitati a contenerla.

La magia nera è la conseguenza di un pensiero imbevuto di Totalità ma costretto dentro una dualità che non lo rispecchia perché fatta di separazione e scoperta reciproca.

La crudeltà (conseguente a questo sbaglio) confonde la parte con il Tutto e sollecita un narcisismo patologico, dando vita a tante sofferenze nella psiche come nella realtà.

Ecco perché, vivendo nel mondo delle polarità, è indispensabile riconoscere le dimensioni interiori e imparare a distinguere le leggi diverse che regolano l’esperienza fisica e la vita psichica.

I paradossi appartengono al mondo interiore.

Nella linearità della dimensione terrena: l’incontro aumenta il potere e la divisione lo diminuisce.

L’onnipotenza annienta la conoscenza reciproca dento un delirio di potere assoluto, innaturale (e perciò malato) all’interno della materialità.

Chi vuole amplificare se stesso a discapito degli altri genera molto dolore e inevitabilmente provoca gravi conseguenze nella propria esperienza evolutiva.

I maghi devono imparare a distinguere le sollecitazioni del potere senza lasciarsene sedurre, mantenendo salda la bussola del cuore.

Solo l’amore, infatti, può attraversare tutte le dimensioni.

La frammentazione e il Tutto si conciliano accogliendo gli insegnamenti del cuore.

L’unica magia in grado di compiere miracoli.

Carla Sale Musio

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