Archive for Aprile, 2020

Apr 29 2020

BAMBINO INTERIORE E BAMBOLE REBORN

Lavorare con il Bambino Interiore è un passaggio fondamentale in ogni percorso di crescita personale.

Si chiama Bambino Interiore quella parte della psiche che percepisce la realtà con le modalità dell’infanzia e sperimenta i vissuti emotivi di quando eravamo piccini.

Durante il cammino evolutivo il Bambino Interiore cede il posto all’Adulto Interiore.

E nella maturità Adulto Interiore e Bambino Interiore dovrebbero convivere armoniosamente, permettendoci di interpretare la vita con l’entusiasmo dei piccoli e la saggezza dei grandi.

Succede spesso, però, che il Bambino Che Siamo Stati faccia capolino nella psiche e interferisca con le scelte quotidiane anche quando sarebbe preferibile attingere a una maggiore esperienza.

Questo avviene perché la paura e il dolore spingono le parti immature verso scelte immediate, capaci (forse) di arginare le emozioni sgradevoli ma inefficaci nella risoluzione dei problemi.

Durante i primi anni di vita si costruiscono le basi della personalità e le scelte compiute da bambini modellano gli atteggiamenti e i comportamenti del futuro.

Almeno fino a che non decidiamo di cambiarli, disinstallando i software inseriti un tempo e installandone di nuovi, più funzionali alle esigenze della maturità.

Questa evoluzione richiede un attento ascolto del mondo intimo e passa attraverso l’osservazione degli atteggiamenti e l’analisi delle scelte compiute nell’urgenza di crescere.

Come ho detto altre volte, l’infanzia non è il paradiso dorato e idealizzato che gli adulti amano raccontarsi.

Al contrario! È popolata di momenti bui carichi di paure e d’inesperienza.

Durante il lavoro introspettivo con il Bambino Interiore uno strumento utile e ricco di possibilità è rappresentato dalle reborn dolls.

Queste bambole, estremamente realistiche, trasmettono la sensazione di avere tra le braccia un bambino vero e suscitano intense emozioni di tenerezza e accoglienza, favorendo l’accesso ai contenuti inconsci e permettendo di attingere all’entusiasmo e alla plasticità della psiche infantile.

“Tutti gli adulti sono stati bambini, ma pochi se lo ricordano” ci rammenta il Piccolo Principe nel racconto di Antoine de Saint-Exupéry, sottolineando un’importante verità.

Ricordare il Bambino Che Siamo Stati significa ascoltare le sue emozioni senza censurare il dolore e la paura che spesso caratterizzano l’infanzia.

Le bambole reborn permettono alla psiche degli adulti di rievocare l’inesperienza passata e aprono le porte all’emergere dei vissuti infantili, aiutandoci a rielaborarli con le risorse della maturità.

In questo percorso può essere utile avere affianco uno specialista delle psiche (psicologo, psicoterapeuta, counselor) capace di agevolare la naturale evoluzione delle parti bambine.

Si tratta di un lavoro delicato e profondo in grado di evolvere gli aspetti immaturi della personalità fino ad accedere all’entusiasmo e alla propositività dell’infanzia, generando un benessere intimo e duraturo.

Come psicoterapeuta ho introdotto l’utilizzo delle bambole reborn nelle sedute sull’autostima e sulla realizzazione personale, verificandone il supporto alla creatività e all’espressione dei talenti individuali.

La co-terapia con le reborn dolls instaura una collaborazione piacevole e giocosa tra le diverse parti della psiche e favorisce l’accesso ai ricordi passati fino a gestire in prima persona le potenzialità del sé.

Si tratta di un percorso rivolto ad adulti sani e capaci di immergersi senza paura nei vissuti dell’infanzia per curare le ferite antiche e sviluppare le potenzialità, permettendo il fluire spontaneo dell’energia espressiva e auto affermativa.

La scelta del kit adatto a creare la bambola, il contatto con la reborner che la realizzerà, l’attesa della consegna, l’accoglienza e la gestione adulta del gioco… diventano strumenti di conoscenza di sé e di cambiamento, le chiavi capaci di aprire un mondo spesso sommerso, fatto di affetti, emozioni e sensazioni preziose.

Carla Sale Musio

leggi anche:

BAMBOLE REBORN: ecco cosa si prova tenerle in braccio

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Apr 25 2020

COVID 19: COSA CALMA LA MENTE

PSICO AIUTO IN QUARANTENA

sostegno psicologico in pillole per affrontare le restrizioni

In questo video spiego perché fare un’attività fisica e muovere il corpo è indispensabile per allentare la morsa dei pensieri.

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Apr 22 2020

CRESCITA PERSONALE: a volte è indispensabile cambiare gli amici

Ci sono dei momenti nella vita in cui le abitudini consolidate nel tempo non funzionano più.

Vivere richiede una costante evoluzione e le certezze che costruiamo con tanta fatica diventano presto ostacoli alla crescita personale.

Per sentirsi bene è necessario osservare incessantemente il mondo interiore, lasciando emergere le correnti emotive.

Tutte le correnti emotive.

Anche quelle che non ci piacciono.

Da questa conoscenza lucida e priva di giudizio prende forma un’armonia interiore capace di farci sentire bene anche in mezzo alle difficoltà.

Quando invece ci opponiamo alla vita, evitando il flusso del cambiamento, costruiamo inconsciamente le zavorre che impediscono il raggiungimento della realizzazione personale.

Tante sofferenze psicologiche prendono forma proprio da questa scarsa flessibilità esistenziale.

Così, nel tentativo strenuo di non soffrire, finiamo per soffrire molto di più.

Cambiare significa affrontare il nuovo e per questo fa paura.

Tuttavia, opporsi al cambiamento va contro il naturale evolversi della realtà e inchioda la creatività sulla croce delle abitudini, condannandoci a una vita priva di entusiasmo e di significato.

Ciò che ci fa sentire bene, infatti, è seguire il ritmo della nostra evoluzione interiore manifestando all’esterno i cambiamenti che accadono nel mondo intimo.

Se interiormente ho superato il bisogno di competere per affermare me stesso, troverò presto tante occasioni per condividere l’esperienza della cooperazione conseguente al superamento dell’egocentrismo.

Se invece avrò paura di cimentarmi con la solidarietà e continuerò testardamente a impegnare le mie energie nella competizione, incontrerò gli scogli della frustrazione e progressivamente la mia vita perderà mordente.

Il senso della vita è allacciato alla crescita interiore e una volta saturato un argomento è indispensabile lasciarsi coinvolgere da quello successivo, pena la perdita del piacere e l’apatia che conduce alla depressione.

Quando si segue un percorso di crescita personale arriva spesso un momento in cui le amicizie di sempre non funzionano più.

L’affetto che lega agli amici rimane, ma la possibilità di condividersi si assottiglia fin quasi a sparire.

Questo perché il cambiamento coinvolge profondamente la personalità e i pensieri, le sensazioni, le emozioni… cambiano.

In questi casi il volersi bene rimane ma la condivisione di sé diventa difficile.

Ci si sente vicini per aver vissuto tante cose nel passato, tuttavia le scelte del presente spingono in direzioni diverse.

Non significa necessariamente abbandonare gli amici di un tempo.

Ma segnala la necessità di aggiungere interlocutori nuovi con cui confrontarsi e continuare il percorso di crescita.

Lo scambio affettivo e la condivisione sono fondamentali per gli esseri umani.

E all’amore è indispensabile affiancare le idee, le scelte, le riflessioni e la possibilità di essere riconosciuti e stimati per ciò che si sente dentro e per ciò che si fa.

Quando manca questa reciprocità ci sentiamo soli e scivoliamo facilmente nella depressione.

Ecco perché il cambiamento interiore porta con sé la necessità di avere nuovi amici.

Mettersi in gioco in relazioni nuove significa affrontare la possibilità di un rifiuto e l’emozione di una nuova complicità.

Vuol dire gestire emozioni nuove, lasciando emergere ulteriori trasformazioni.

La crescita interiore è un percorso senza soluzione di continuità.

Cambiare gli amici segnala il raggiungimento di un altro livello evolutivo e la necessità di ascoltare esigenze diverse nel mondo interiore.

Carla Sale Musio

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Apr 18 2020

QUANDO MUORE UN ANIMALE…

In questo video vi propongo una riflessione sulla morte  e sul dolore vissuto in seguito alla perdita di un animale.

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Apr 15 2020

BAMBOLE REBORN: ecco cosa si prova a tenerle in braccio!

Stringere tra le braccia una reborn doll è proprio come tenere in braccio un bambino vero.

Il peso del corpo, la testolina abbandonata, gli arti scoordinati… tutto trasmette la sensazione di ingenuità, fragilità e goffaggine tipiche di un neonato.

Ma, a differenza di un cucciolo in carne e ossa, una bambola reborn non pretende attenzioni illimitate e permette un ascolto della propria risonanza emotiva irrealizzabile quando è in gioco un’esistenza reale.

I bambini hanno bisogno di cure costanti, richiedono una devozione totale e la capacità di rinunciare a se stessi per aiutarli a crescere senza traumi.

I neonati sono inermi e delicatissimi.

Le reborn dolls, al contrario, sono forti, pazienti e pronte ad affiancare l’ascolto interiore suscitando i sentimenti scatenati dai bambini veri e permettendo di esaminarne le radici senza mettere in pericolo un’altra vita.

Ecco perché non è possibile paragonare il rapporto con queste bambole alla relazione con un bambino vero.

Tuttavia, alcuni psicologi hanno tacciato ingiustamente i collezionisti di reborn delle più varie patologie.

Quasi che acquistare una bambola con sembianze realistiche fosse il sintomo di una disfunzione nella psiche.

Secondo questi specialisti la maturità porta con sé il desiderio di dedicarsi esclusivamente a un bambino reale o (al massimo) favorisce la sublimazione dell’amore genitoriale in compiti di utilità sociale.

La psicologia finisce spesso per delineare la patologia anche dove non c’è e, nel tentativo di individuare ciò che non funziona nella mente umana, perde di vista l’unicità e la creatività che caratterizzano la realizzazione personale.  

Il gioco della bambola ha sempre avuto la funzione di armonizzare le dinamiche interiori con le richieste della quotidianità, creando un contatto tra le parti adulte e le parti bambine e favorendo la cura del dolore che inevitabilmente accompagna la crescita.

E proprio in questo percorso le bambole reborn sono delle alleate imperdibili!  

Per gli adulti.

Stingerle tra le braccia, infatti, significa aprirsi all’ascolto della vita interiore e permette di creare una comunicazione intima e profonda con la propria infanzia.

Sono bambole pensate per i grandi che piacciono anche ai piccoli.

Ma, mentre i più piccini nel gioco con la bambola esplorano la propria identità in divenire, gli adulti ripercorrono le tappe della crescita aprendosi alle emozioni censurate nell’urgenza di conquistare la maturità.

Cullare dolcemente una reborn doll costituisce una meravigliosa occasione per esplorare l’emotività, lasciando emergere i vissuti infantili segregati nell’inconscio.

Non perché si scatenino pericolosi vissuti regressivi ma perché queste bambole permettono di accogliere la verità interiore senza rischi e senza coinvolgere i bambini veri.

Chi ama le bambole reborn ne apprezza il valore maieutico, la preziosa possibilità di stabilire un’intimità con se stessi.

Stringerle tra le braccia significa accudire il bambino che siamo stati, armonizzando le parti adulte e la parti infantili della psiche liberando la giocosità, l’ingenuità e la tenerezza necessarie all’amore.

Carla Sale Musio

leggi anche:

REBORN DOLLS: perché piacciono tanto 

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Apr 12 2020

COVID 19: SI PUÒ STARE SENZA FARE NIENTE?

PSICO AIUTO IN QUARANTENA

sostegno psicologico in pillole per affrontare le restrizioni

In questo video spiego cosa succede quando non si ha voglia di fare nulla e perché questo può essere un vantaggio.

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Apr 08 2020

IL TELEFONO

Molto tempo a disposizione.

Se glielo avessero detto, avrebbe pensato ad uno scherzo.

E, invece, si trovava chiusa tra le mura del suo appartamento.

Quello in cui viveva, però, era più ampio del precedente.

Una fortuna avere una stanza in più, quando si era costretti a stare in casa a lungo.

Inaspettate, la chiusura e la solitudine si erano abbattute su di lei, come un temporale estivo.

O come una mannaia.

Della solitudine non aveva paura: spesso l’aveva vissuta, scegliendola dopo un amore finito o quando il chiasso esterno le rendeva dolorosi i pensieri.

Soffriva di più per la chiusura, ma ricordava che aveva scherzato molto in gioventù sulla sua condizione di trappista, nei periodi in cui si chiudeva in stanza per preparare gli esami universitari.

Ora la solitudine, la clausura le viveva di nuovo.

E non per sua scelta.

***

Il bello di non avere impegni era che il tempo le apparteneva: telefonate, riposo o lettura di libri, magari disinvolta e variata.

Poi, scrutare negli armadi, aprire i cassetti, togliere fuori abiti che non metteva più da anni.

E, ancora, leggere i diari di quando era ragazza: tutta una vita che non ricordava più e che le tornava viva davanti agli occhi, fuori dalle pagine, scritte con una grafia che quasi non riconosceva.

Dai ripiani dello scaffale aveva preso gli album delle fotografie: i genitori giovani e abbronzati dal sole estivo, le foto delle elementari, con i grembiuli bianchi e i fiocchi inamidati, gli animali che aveva amato un tempo, con l’espressione dolce nelle pupille fisse.

Poi, istantanee di amici che non sentiva da tempo: chissà che vita vivevano.

E perché non li vedeva più?

Sforzò la memoria: screzi, piccoli litigi, incomprensioni.

E la vita era entrata in quelle crepe, spaccandole ancora.

***

Le gatte le rendevano facile la giornata: stupite dalla sua presenza continua, le stavano addosso, saltandole in grembo non appena si sedeva, per timore che andasse via.

Come se, con il peso morbido dei loro corpi, potessero fermare la vita.

***

E poi sentire musica e ballare in salotto, con le tende chiuse per timore che dal palazzo di fronte potessero vederla: certo avrebbero commentato anche quello, oltre al disordine continuo che regnava nei suoi balconi.

***

In fondo all’armadio, due scatole di cartone legate con nastri.

Fuori un biglietto, su cui era scritto: messaggi.

Seduta sul tappeto, le aprì, una dopo l’altra: c’erano bigliettini colorati, che in famiglia si scambiavano sempre.

“Mi svegli alle 6.30, mamma?”, oppure: “Ragazze, comprate il pane e il latte, altrimenti domani, niente colazione.”, o ancora: “Non fate chiasso se tornate tardi, sorelle: vi ho già preparato i pigiami, così non mi svegliate.”

E allora richiuse tutto nelle scatole: a leggere quei biglietti sentiva un groppo in gola, che rendeva doloroso anche il respiro.

***

Si rialzò: ormai era tardi.

Stava per andare nella stanza da letto, quando vide un foglietto in terra, forse caduto dai diari o dagli album di foto.

Lo raccolse e lo aprì: un numero di telefono, un nome maschile e una data.

Anni prima aveva conosciuto quell’uomo: interessante, gradevole, colto.

Libero, ma con un matrimonio finito alle spalle.

Però non avevano gli stessi progetti, loro due.

E allora, meglio smettere subito, piuttosto che soffrire, quando magari la presenza di lui fosse diventata necessaria.

“Chissà cosa fa adesso?”, lei si chiese.

***

Il giorno dopo, si trovò a rigirare il foglietto tra le dita.

“Ormai avrà cambiato numero”, si disse.

Lei, invece, aveva sempre lo stesso.

Guardò l’orologio: non era indiscreto chiamare a quell’ora.

Si sedette, compose il numero e attese.

Diversi squilli: stava ormai per chiudere, quando sentì la voce bassa di lui.

 “Non ci credo”, disse l’uomo.

 “Possibile che sia tu? “

E lei rispose, stupita: “Ma davvero hai ancora il mio numero?”

Le gatte, nel vederla seduta, si avvicinarono lente, poi le saltarono in braccio e si divisero il suo grembo, di comune accordo.

Avevano già capito che quella telefonata sarebbe durata a lungo.

Gloria Lai

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Opera tutelata da Patamu.com con il n.°123549  dell’1/04/2020.

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Apr 05 2020

COVID 19: RESTRIZIONI IN FAMIGLIA

PSICO AIUTO IN QUARANTENA

sostegno psicologico in pillole per affrontare le restrizioni

In questo video vi parlo di difficoltà e risorse nel vivere insieme o da soli  durante le restrizioni relative al corona virus.

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Apr 01 2020

ESSERE PRONTI A CAMBIARE: amore, miracoli e corona virus

Ci sono momenti nella vita in cui il cambiamento è l’unica strada percorribile perché le abitudini consolidate nel tempo non funzionano più.

Situazioni che spingono verso la depressione o la trasformazione.

La scelta è nelle nostre mani.

A volte, per vivere con pienezza è necessario modificare il paradigma con cui affrontiamo la vita.

Ognuno porta dentro di sé un insieme di valori, scelte e comportamenti che permettono di muoversi con agilità nelle situazioni di ogni giorno.

Sono pensieri costruiti nel tempo, vivendo e sperimentando l’utilità di alcuni atteggiamenti e l’inefficacia di altri.

L’inconscio sostiene le scelte capaci di farci sentire bene e (proprio come un software) le attiva automaticamente, senza che sia necessario decidere ogni volta cosa fare.

Tuttavia… periodicamente la vita ci mette davanti al cambiamento.

La crescita interiore è fatta di una continua trasformazione.

Vivere significa mettere in discussione le certezze e sperimentare nuove modalità per far fronte agli eventi.

Per alcuni il cambiamento diventa un percorso abituale, indispensabile a far emergere il significato nascosto nelle cose.

Per altri, invece, sono necessari degli scrolloni: brutte sorprese e imprevisti che costringono a rivedere i propri atteggiamenti e le scelte dettate dall’abitudine.

Cambiare fa parte della vita.

(E ci prepara alla morte)

(La morte, infatti, ci fa tanta paura proprio perché si tratta di un cambiamento che non possiamo prevedere né controllare)

Affidarsi alla propria intima verità aiuta a sviluppare la fiducia in una saggezza posta oltre il controllo della ragione.

Qualcosa che permette di aprirsi al nuovo ed evolvere verso possibilità ancora sconosciute.

Esiste un principio più grande della nostra mente razionale.

Alcuni lo chiamano Dio, altri inconscio, altri ancora parlano di energia universale o salto quantico… ognuno trova parole proprie per definire ciò che esiste nel cuore e la mente non riesce a spiegare.

Essere pronti a cambiare vuol dire aprirsi allo sconosciuto lasciando emergere dentro di sé atteggiamenti inesplorati, stili di pensiero accantonati e improvvisamente utili a sostenere verità nuove.

Tendiamo a essere metodici e l’ignoto ci spaventa.

Affrontare le trasformazioni rappresenta una sfida al bisogno di stabilità.

Eppure…

Proprio da questa sfida prende forma la possibilità di vivere in un mondo migliore.

Valutare le scelte dettate dall’abitudine e decidere responsabilmente cosa è opportuno fare di volta in volta è un passo importantissimo.

E conduce a una nuova realtà.

La rivoluzione è una trasformazione della coscienza, un percorso individuale che poggia sulla responsabilità delle proprie decisioni quotidiane.

Solo così può prendere forma una società nuova.

Essere pronti a cambiare significa guardare oltre le apparenze fino a scoprire il valore profondo di quello che succede.

Un valore diverso per ciascuno.

Perché ogni persona gestisce la propria vita e la propria percezione della realtà.

Un’esistenza appagante nasce dalle scelte di ogni giorno.

Sono le nostre scelte, infatti, a dare forma alla vita.

Smettere di uccidere per vivere è una svolta profonda nell’evoluzione individuale.

E apre le porte a realtà ancora inimmaginabili per chi crede nell’ineluttabilità della violenza.

L’inconscio legge il mondo con gli occhi delle nostre affermazioni.

Sostenere l’inevitabilità della sopraffazione sancisce la legge del più forte e crea una realtà che la rispecchia.

Riconoscere l’importanza di ogni vita dà forma a un mondo attento a non infliggere dolore e capace di accogliere la diversità.

L’ impotenza che il corona virus ci ha costretto a vivere dona un messaggio di cambiamento e aiuta ad aprire gli occhi sulle scelte che abbiamo portato avanti con leggerezza un giorno dopo l’altro.

Occorre fare un attento esame di coscienza e decidere consapevolmente cosa fare.

Non perché ce lo impongono i poteri forti ma perché lo sentiamo interiormente giusto.

I miracoli sono eventi che sovvertono le leggi considerate naturali, mostrando improvvisamente l’esistenza di un’altra verità.

Si dice che l’amore fa miracoli.

Abbandonarsi con fiducia alla sua energia trasformativa permette di accedere a codici impensabili nel mondo del predominio e della distruzione.

Carla Sale Musio

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DROGHE LEGALI

verso una nuova consapevolezza alimentare

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