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Giu 18 2019

ANIMALI E SALUTE MENTALE: la cultura invisibile

Rompere il silenzio sulla crudeltà e sulle violenze commesse quotidianamente da ognuno di noi a discapito degli animali (e combattere lo specismo che ne impedisce la comprensione) significa entrare in contatto con un sapere basato sull’essenzialità delle emozioni e dare forma (finalmente) a una cultura dell’invisibile.

La dimensione affettiva segue leggi diverse da quelle della materialità.

Gli animali lo sanno.

E mantengono vivo il contatto con le proprie parti emotive, intuitive e sensitive.

Gli esseri umani, invece, deridono gli aspetti interiori e delegano la comprensione delle situazioni alla tecnologia o agli esperti, perdendo di vista il valore della soggettività.

Un mondo senza violenza è capace di ascoltare la verità intima di ciascuno, restituendo ai sentimenti un posto di preminenza nelle relazioni.

Solo così si può percorrere la strada dell’empatia, della solidarietà, della fratellanza e dell’accoglienza delle diversità.

Solo così l’unicità di ogni creatura diventa un dono.

E non una colpa.

Solo così la creatività può prendere il posto dell’omologazione e la salute dilagare nella psiche.

Senza bisogno di psicofarmaci, psichiatri o psicologi.

Imparare dagli animali ci permette di osservare con attenzione, umiltà e rispetto le loro scelte di vita e di scoprire un sapere diverso dal nostro ma altrettanto profondo.

Fino ad oggi gli esseri umani hanno coltivato un’intelligenza prevalentemente cognitiva.

Gli animali, invece, hanno sviluppato un’intelligenza emotiva.

Entrambe sono importanti.

E stabilire una priorità tra le due fa perdere elementi essenziali della realtà.

Ci sono cose che non si possono vedere con gli occhi e toccare con le mani.

Cose che se ne infischiano della logica o della ragione perché rispondono alle leggi interiori.

L’amore è una di queste.

Il mondo intimo si muove spesso al di fuori della razionalità.

Eppure…

Il benessere e la salute mentali dipendono dall’equilibrio di questo mondo.

Immateriale, soggettivo e a volte paradossale.

Lo sanno bene gli specialisti della psiche che con la sua apparente illogicità devono fare i conti ogni giorno e lo sanno anche tutti quelli che soffrono di depressione, attacchi di panico, fobie, paure, insicurezze…

Gli animali percepiscono verità che al nostro sguardo imbevuto di razionalità sono precluse.

Vivere in armonia con la natura significa accogliere dentro di sé l’insegnamento delle altre forme di vita e comprendere che, a volte, le loro conoscenze possono superare le nostre.

Non si tratta di stabilire delle gerarchie ma di condividere i saperi.

Per vivere meglio.

La vita è un insieme infinito di relazioni volte a mettere in contatto la fisicità con l’immaterialità, la soggettività con la collettività, l’ecosistema con ogni singola componente del tutto… fino a raggiungere un’espressione armonica delle potenzialità di ciascuno.

Ogni specie porta in dono una peculiarità.

Gli esseri umani possiedono la creatività.

E questa dovrebbe essere messa al servizio delle altre creature e non usata per dominare, sottomettere e sfruttare.

Uccidere significa sempre: annientare una parte di sé.

Il mondo esteriore rispecchia il mondo interiore.

Non si può stare bene quando gli altri non stanno bene.

È una legge intima e profonda che trova le sue conferme nel malessere che ammala l’umanità.

Superare la paura dell’ignoto permette di avvicinarsi con fiducia, umiltà e rispetto a ogni altra forma di vita e realizzare una civiltà nuova: capace di onorare la morte senza infliggerla impunemente a chi è più debole, diverso, ingenuo o sconosciuto.

Il cuore lo sa.

La ragione lo deve imparare.

Rispettare gli animali ci conduce ad accogliere il valore dell’emotività, dell’istintualità e della sensitività, permettendoci di ritrovare i saperi che abbiamo perduto nel tentativo di omologarci a un mondo che corre a perdifiato verso la propria distruzione.

La paura della morte affonda le radici nelle innumerevoli morti che infliggiamo ogni giorno a cuor leggero, certi di una supremazia arbitraria, prepotente e crudele.

La legge del più forte asserisce l’inutilità di tante vite, ignorando la sofferenza di chi ci appare debole e perciò privo d’importanza.

Tuttavia nel momento del trapasso quella stessa indifferenza ci colpisce come un boomerang trasformandoci nelle vittime impotenti di un destino imprevedibile e ingiusto finché lo interpretiamo con i criteri della prepotenza secondo cui abbiamo vissuto.

Cambiare i codici con cui leggiamo la realtà per aprirci all’ascolto di ogni essere vivente significa accogliere la nostra stessa fragilità per riconoscerne il potere, il valore e l’importanza.

Gli animali ci insegnano con l’esempio della loro esistenza come vivere in relazione gli uni con gli altri e in contatto con tutto ciò che c’è.

Senza psicofarmaci, malattie mentali, ricoveri coatti o elettroshock.

Senza allevamenti, schiavismo, guerre, usura e distruzione.

Senza bulimia, anoressia, obesità, diabete e cancro.

Senza avvelenare il pianeta.

Un mondo migliore nasce dal cambiamento che ciascuno porta avanti dentro di sé con le scelte compiute ogni giorno.

Carla Sale Musio

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