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Mar 13 2019

IL MESSAGGIO

“Che bel sole oggi,” disse la moglie.

“Il calore si sente fin qui.”

“È vero,” rispose lui. 

“Ritorna l’estate.”

Sorrisero e si strinsero l’uno all’altra, con lo stesso amore di un tempo.

***

Un rumore di passi rapidi.

“È lei.”

La moglie riconobbe nel risuonare di tacchi il passo della figlia.

“Sta tornando da noi, come sempre.”

I due videro la donna liberare i fiori dall’involto, svuotare la ciotola, tagliare i gambi e disporre steli e corolle a formare una macchia colorata. 

Piangeva mentre sistemava petali e foglie.

Piangeva ma non fermava i gesti, come capita spesso alle donne.

La madre si rattristava ogni volta.

“Sono passati gli anni, ma il suo dolore non guarisce ancora.”

***

I due coniugi avevano avuto solo quella figlia: assennata, studiosa e poi, sul lavoro, seria e puntuale.

Poco tempo per gli svaghi, poco interesse per i divertimenti.

I genitori si chiedevano a chi avesse assomigliato, così saggia per la sua età ma in fondo fragile, lo percepivano, e sensibile.

Amava gli animali e li guardava ammirata.

***

Loro due speravano che trovasse un uomo onesto, gentile, che apprezzasse le sue doti.

E che sapesse proteggerla.

Si chiedevano cosa sarebbe accaduto, quando se ne fossero andati.

***

E se ne andarono, infatti.

Prima l’uno, poi l’altra: la figlia li aveva accuditi fino all’ultimo con forza, con fiducia, sperando che il suo affetto li avrebbe salvati.

***

Continuò a lavorare con la stessa serietà di sempre, ma quel vuoto non sapeva riempirlo.

Andava spesso dai suoi, comprava un mazzo splendido di fiori e lo sistemava, accostando colori diversi e luminosi.

Poi baciava la foto in cui i genitori sorridevano e sembrava che la salutassero.

“A presto” lei diceva.

E si allontanava, sentendo sulla fronte la loro benedizione.

***

Si rallegravano al vederla, ma speravano che non fosse più così sofferta.

Quindi vollero che lei sapesse della loro felicità: i corpi erano raccolti in quello spazio intimo ma gli spiriti, ormai senza affanni, potevano volare nel vento, leggeri come ali di gabbiani.

***

Chiesero ad una farfalla bianca di aiutarli: si era posata sui fiori che la figlia aveva sistemato con la cura di sempre.

Un tempo lei pensava che le farfalle di quel colore portassero messaggi.

E sorrideva nel vederle, perché davano risposte alle sue domande, diceva.

***

Allora i genitori pregarono quell’essere di raccontarle tutta la loro felicità, perché la figlia non fosse più triste.    

***

La farfalla si levò leggera e raggiunse la donna che attraversava il viale presso l’uscita.

Le volò accanto, girandole piano intorno.

La figlia si fermò: aveva il respiro sospeso e la stessa speranza di un tempo.

In quel momento il fruscio delle ali si trasformò in parole e la donna impallidì.

Tese la mano: la farfalla si posò un attimo sulle dita, poi volò piano verso il cielo.

Risuonavano nelle mente della figlia quelle parole: i genitori erano felici, leggeri e liberi da affanni. 

E l’avrebbero abbracciata ancora, nello splendore del tempo infinito.

Intanto la farfalla saliva verso il sole.

“Ho sognato ad occhi aperti?” si chiese la donna.  

Ma riemersero vivi i ricordi del passato, le paste comprate la domenica, le fiabe che il padre le narrava, il profumo degli abiti appesi nella stanza coniugale.

Ricordò la colazione consumata insieme e il bacio della madre, prima della scuola.

Sentì una pace raccolta, un nuovo senso del tempo e per lei fu come nascere ancora.

Intanto l’aria profumava di fiori, mentre il bianco delle ali in volo si confondeva con le nuvole estive.

Gloria Lai

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