IL BAMBINO CREATIVO

La capacità di comprendere se stessi e gli altri poggia sull’accoglienza della propria originalità e sull’ascolto di quel Bambino Creativo che vive da sempre nel mondo interiore.

Soltanto l’espressione della propria unicità (e dell’ingenuità che l’accompagna) permette alla vita di dispiegare il suo profondo significato e rende la morte meno terribile.

La morte è, infatti, l’enigma più grande della nostra esistenza, l’ignoto che ci terrorizza e paralizza il desiderio di esplorare la vita.

Vita e morte, però, sono le facce di un’unica medaglia, insieme danno forma al percorso necessario per manifestare la nostra irripetibilità.

Nel mondo interiore abbiamo tutti un Bambino Creativo venuto a donare il suo personale modo di interpretare l’esistenza.

Mi riferisco a quel sentire: emotivo, paranormale, istintivo, volubile, discontinuo, curioso e poliedrico che fa di noi una persona unica al mondo.

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Emotivo

Ricco di sensibilità, di empatia, di emozione e sempre in ascolto dei vissuti interiori.

Paranormale

Dotato di una potente intuizione e capace di muoversi con disinvoltura nelle dimensioni più rarefatte dell’esistenza.

Istintivo

In contatto con i ritmi e i linguaggi della natura, e in grado di interpretare la vita con immediatezza, senza passare attraverso la logica.

Volubile

Sensibile ai climi emotivi e, perciò, spesso in balia dei movimenti interiori.

Discontinuo

Pronto a buttarsi a capofitto in nuove imprese… dimenticando tutto il resto!

Curioso

Partecipe e attento a ciò che lo circonda, veloce a scoprire modi nuovi di fare le cose.

Poliedrico

Ricco di strumenti e qualità diverse e desideroso di intraprendere percorsi diversi.

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Il bambino creativo possiede gli strumenti per rendere la vita un’esperienza appassionante.

Ma per poter usufruire della sua ricchezza interiore è indispensabile affrontare la paura della solitudine, l’angoscia dell’abbandono e l’esperienza della diversità, che intrecciano indissolubilmente la creatività.

Divisi tra il desiderio di manifestare le nostre peculiarità e il desiderio di appartenenza, finiamo spesso per omologarci a uno stile di vita che non ci rispecchia, nell’illusione di sentirci parte della società.

È difficile assecondare il bisogno di condividersi con gli altri senza perdere il contatto con la propria irripetibilità.

Stare insieme è un istinto fondamentale nella natura umana.

Tanto quanto la necessità di esprimere se stessi.

Ecco quindi che l’unicità diventa il traguardo di ogni percorso creativo ma anche il presupposto indispensabile per accogliere la diversità e vivere con gli altri una reale reciprocità.

La Totalità contiene tutti i punti di vista contemporaneamente e questo fa sì che (come insegna la fisica quantistica) dall’universo delle infinite possibilità prenda forma la verità di ciascuno.

Il bene e il male sono i poli di un percorso lineare: fatto di antagonismi contrapposti.

Ma, nella poliedrica circolarità del Tutto, ogni cosa deve essere scoperta e compresa in se stessi, fino a che gli schieramenti cedono il posto a una completezza: fatta di empatia e di conoscenza.

Imparare ad accogliere in se stessi questa complessità è il compito di una esistenza intera, e l’unico strumento che permette di guardare la morte con occhi nuovi.

Infatti, nell’accoglienza della dimensione interiore, la morte non è più l’antagonista della vita ma la complementare espressione di un incessante divenire.

Il Bambino Creativo comprende con il cuore che non ci può essere inizio senza fine, e sa attraversare i paradossi che sussurrano nel mondo intimo.

La sua curiosa partecipazione all’Infinito lo rende pronto ad avvicinare qualsiasi cosa.

Pronto a scoprire la diversità nel proprio essere e nel cuore degli altri.

Carla Sale Musio

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Ultimi commenti

2 commenti su “IL BAMBINO CREATIVO

  1. Alcune volte la capacità di esprimere se stessi viene meno. L’enigma della morte a quel punto non esiste più ma entra in gioco l’enigma del dover vivere. La morta è una cosa certa e cio significa che chi ci ha generato non ne aveva paura. Aver paura della morte significa esser vivi in qualche maniera. Nel mio caso la paura risiede nel dover vivere, nel sprecare il tempo che rimane senza poter fare nulla, nello scoprire che i desideri non invecchiano mai.

    Quel bambino interiore è morto.
    Alessandro

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