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Ott 31 2015

BAMBINI CREATIVI

Tutti i bambini nascono ricchi di creatività e di empatia, plastici, poliedrici e pronti ad avventurarsi nella vita pieni di curiosità e di entusiasmo.

Crescendo, però, queste capacità si atrofizzano progressivamente, cedendo il posto a uno stile di vita razionale e distaccato, più idoneo a inserirsi con successo nella società competitiva e cinica in cui viviamo.

Col passare degli anni, la naturale propensione a spostare il punto di vista per osservare la vita in tanti modi diversi viene pian piano messa da parte e, spesso, gli adulti non ricordano nemmeno più il tumulto emotivo e creativo che caratterizza l’infanzia.

Durante la mia attività professionale, però, ho potuto verificare l’esistenza di una struttura di personalità geneticamente incapace di perdere la propria naturale plasticità.

Ho chiamato questa tipologia: Personalità Creativa e ne ho studiato le modalità e le caratteristiche per oltre trent’anni.

Coloro che possiedono una Personalità Creativa si rivolgono spesso agli psicologi, perchè sono persone che provano una grande sofferenza quando vengono costrette a vivere in ambienti che non le riconoscono e non le comprendono.

E, poichè viviamo in un mondo che sembra strutturato apposta per colpevolizzare la creatività e l’empatia, purtroppo, questo succede frequentemente.

Quando parlo di creatività non intendo una generica abilità artistica, musicale o poetica, ma la capacità di vedere le cose da tanti punti di vista contemporaneamente.

In questo senso, essere creativi significa avere anche una grande empatia.

L’empatia, infatti, permette di sentire dentro di sé i vissuti e le emozioni degli altri.

E per capire gli altri… bisogna saper spostare il proprio punto di vista!

Ecco perché empatia e creatività camminano a braccetto.

Entrambe, però, sono abilità difficili da gestire quando si è ancora piccoli.

Un bambino creativo vede e sente le cose in tanti modi diversi, ma più è piccolo più è egocentrico, e tanti punti di vista, tutti insieme finiscono spesso per creare confusione e insicurezza.

Soprattutto quando l’egocentrismo porta ad attribuire ogni cosa a se stessi. 

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Bambini con una Personalità Creativa

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Francesco ha quattro anni e una personalità creativa.

La sua mamma sta male perché ha appena ricevuto una brutta notizia.

Mentre gioca accovacciato a terra con le automobiline, il bambino sembra assorto in un mondo tutto suo ma, con una consapevolezza profonda, percepisce dentro di sé che la mamma sta soffrendo.

Lo sente istintivamente perché la Personalità Creativa lo porta a vivere i vissuti degli altri insieme con i suoi.

E questo gli succede soprattutto con le persone a cui vuole bene.

Così, mentre continua il suo gioco sentendosi contento, intuisce anche che la mamma non lo è.

Nel mondo interiore di Francesco esistono due punti di vista diversi e antitetici, due differenti stati d’animo che lo mettono in difficoltà.

L’egocentrismo, naturale alla sua età, lo porta a riferire tutto a se stesso e rende complicato distinguere tra i sentimenti propri e quelli degli altri.

Francesco è un bimbo sveglio, gioca con la pista delle automobiline e sta improvvisando un bel distributore con una scatola vuota, quando la mamma entra nella stanza.

La lunga fila delle auto si ferma per fare benzina.

“Mamma sei triste?”

Domanda, con lo sguardo sempre rivolto al suo gioco.

“No, tesoro, sono tanto stanca.”

La mamma non vuole opprimerlo con i suoi problemi.

Francesco continua a giocare e sembra non far caso alla risposta.

Ma dentro di sé adesso si sente confuso e, presto, il gioco smette di interessarlo.

Era sicuro che la mamma fosse triste, invece… è stanca.

Poiché quello che sentiva come una certezza non corrisponde a ciò che afferma la mamma, il bambino diventa insicuro sulle sue sensazioni.

Forse è lui stesso ad essere triste?

E’ così che Francesco impara, nel tempo, a lasciar perdere il suo radar interiore.

Tanto è sbagliato.

La mamma ha ragione.

Se in futuro ci saranno altri episodi simili a questo, egli comincerà, purtroppo, a non fidarsi più di se stesso e di ciò che intuisce spontaneamente.

E’ così che le Personalità Creative sviluppano la loro insicurezza.

Occorre essere sempre spietatamente sinceri con questi bambini che, spesso, sembrano quasi dei sensitivi.

Che a volte creano imbarazzo.

Che trasformano la loro ingenua voce dell’innocenza in una voce quasi profetica.

Talmente sincera da far paura.

Soprattutto agli adulti  che vivono imprigionati nel mondo delle apparenze.

Un mondo dove i sentimenti sono occultati da parole… adatte alle circostanze.

Questi adulti, per non turbare i bambini… sono turbati dalla sincerità dei bambini!

E si sentono costretti a negarla per paura di ammettere le loro stesse emozioni.

Carla Sale Musio

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