Nov 18 2012

L’ADOLESCENZA DEI GENITORI…

Published by at 08:24 under Psicologia,Psicoterapia

Quando nasce il primo figlio, la vita di coppia subisce un cambiamento radicale.

Il nuovo arrivato catalizza quasi tutte le energie dei genitori, lasciando ben poco spazio alla loro intimità.

La passione e il desiderio di stare insieme cedono il posto all’avventura di crescere una nuova vita e i ruoli di marito e moglie passano in secondo piano davanti dall’impegno di essere padre e madre nel migliore dei modi.

Le responsabilità verso i figli monopolizzano quasi del tutto le attenzioni di entrambi i partner:

  • ci sono i problemi dell’allattamento…

  • e subito dopo quelli dello svezzamento…

  • poi arrivano i primi passi…

  • gli approcci con la socializzazione…

  • la scuola…

  • i compiti…

  • lo sport…

  • le amicizie…

lo scenario familiare si modifica costantemente assorbendo sempre più risorse ed energie.

Ogni conquista lungo il percorso della crescita è soppiantata da nuovi traguardi, in un continuum di cui non si riesce a scorgere la fine.

Aiutare i propri figli a diventare grandi monopolizza tutte le attenzioni e, quando infine sopraggiunge l’età dell’adolescenza, ci si ritrova intrappolati dentro un’organizzazione (delle giornate e dei pensieri) così automatica da non lasciare quasi più nessuno spazio alla vita privata.

Col passare del tempo, la paternità e la maternità diventano un impegno sempre più coinvolgente, fino a trasformarsi in un abito di cui è difficile spogliarsi.

Anche quando si è da soli.

Anche quando i figli, impegnati nelle loro attività personali, sono diventati “refrattari e quasi allergici” alla presenza di mamma e papà.

Arriva un momento nella vita della famiglia in cui i bambini, ormai adolescenti, cominciano a richiedere meno attenzioni e reclamano una sempre maggiore indipendenza dai genitori.

L’impegno che un tempo era stato così totalizzante si affievolisce, le maglie della genitorialità si allargano e lasciano ai coniugi una maggiore autonomia, uno spazio da dedicare a se stessi.

Capita spesso, però, che proprio quei momenti di ritrovata intimità nella coppia, quel tempo finalmente libero da potersi dedicare, coincidano con un periodo di difficoltà e di crisi.

I doveri genitoriali diminuiscono e la vita anziché alleggerirsi si complica!

Le difficoltà germogliano.

Il clima in famiglia si fa più teso.

Di solito il conto emotivo di questi malumori finisce per essere a carico dei figli.

Le responsabilità della tensione familiare sembrano ricadere interamente sulle loro spalle.

Papà e mamma spesso hanno opinioni differenti in merito alla libertà da concedere, agli orari di svago e di studio, alle uscite e all’impegno in casa o a scuola, e questo provoca frequenti discussioni e litigi, sia con i figli sia tra di loro.

A volte sembra che in famiglia nessuno vada più d’accordo con nessuno.

Altre volte, imprevedibilmente, una bonaccia emotiva consente momenti magici di intensa complicità.

Ma, al di là dei permessi da concedere ai figli, nascosta dietro le preoccupazioni per le loro scelte e per il loro futuro, si annida una crisi personale che riguarda i partner della coppia e poco o nulla ha a che vedere con l’educazione dei ragazzi.

Spesso le scelte educative diventano solo un pretesto per nascondere, anche a se stessi, la presenza di un cambiamento personale e interiore.

Dopo tante fatiche sostenute come genitori, dopo tutto l’impegno profuso insieme nel creare una famiglia, ritrovarsi nuovamente l’uno di fronte all’altro a parlare di sé (e non più dei figli) può fare paura.

Col passare dei giorni, l’identità genitoriale ha sostituito quasi totalmente l’identità personale e, per sperimentare l’intimità emotiva e riannodare il filo di un dialogo interrotto da tempo, è necessario prima di tutto ritrovare se stessi.

  • Chi sono diventato ora che il compito di crescere i figli sta arrivando al traguardo?

  • Com’è cambiata la mia identità lungo il percorso della genitorialità?

  • Quali sono oggi i miei desideri, i miei sogni, i miei obiettivi?

Tanti quesiti che spesso non si ha il coraggio di indagare… nascosti dietro crescenti impegni di lavoro” o dietro a un improvviso mal di testa”, segnalano il bisogno di stare soli, in ascolto di se stessi.

Esplorando con sincerità il proprio mondo interiore, pian piano emergono le risposte e prende forma una relazione di coppia “aggiornata al presente”, cioè arricchita dall’esperienza del fare i genitori, resa più profonda dall’insegnamento ricevuto nella relazione con i figli ma anche trasformata, cresciuta e, a volte, poco conosciuta.

Non sempre scoprirsi diversi conduce a una maggiore complicità fra i partner.

Il cambiamento genera confusione, paure e disorientamento.

E’ un momento di crisi.

Le certezze consolidate nel tempo non funzionano più e la vita, nonostante la maturità, ci pone di fronte a una nuova “adolescenza”.

Così, mentre i ragazzi affrontano il percorso verso l’emancipazione e l’autonomia, anche i genitori attraversano un momento analogo, ritrovando la propria autenticità e la propria indipendenza dai figli, ormai cresciuti, e dalle abitudini consolidate nella relazione con il partner.

E’ un momento delicato e difficile.

Si ha bisogno di stare con se stessi e si ha paura di essere lasciati soli.

Si avverte l’esigenza di mettersi nuovamente in gioco e si ha timore di fallire.

Si cercano spazi diversi di condivisione e di intimità ma il cambiamento suscita confusione e paure.

L’adolescenza dei figli fa intravedere la fine della genitorialità intesa come responsabilità educativa, e spinge alla ricerca di significati nuovi nel rapporto tra marito e moglie.

Non sempre questo è facile.

E non sempre è possibile.

A volte ci si ritrova cambiati e ci si scopre troppo distanti per vivere ancora la complicità.

Altre volte invece ci si sente più uniti, desiderosi di scrivere insieme un capitolo nuovo della vita.

Si tratta sempre, però, di un momento prezioso in cui si sperimenta un rinnovamento interiore.

Un momento in cui i sogni, a lungo censurati, escono finalmente dal cassetto e spesso incontrano opportunità inaspettate.

La vita premia chi ha il coraggio di essere se stesso.

Essere “giovani” non è soltanto avere la pelle fresca e le articolazioni elastiche.

Essere “giovani” è darsi il permesso di rischiare l’avventura della propria autenticità.

Lungo il percorso della genitorialità arriva un momento in cui la vecchiaia incombe e una nuova giovinezza attende di essere esplorata.

La differenza è nascosta nella capacità di ascoltare col cuore.

Quando i figli sono pronti a spiccare il volo, i genitori possono allargare le ali e lasciarsi trasportare dall’amore verso una nuova avventura nella conoscenza di sé.

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