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Lug 16 2018

CAMMINARE ABBRACCIANDO LA VIOLENZA E L’AMORE

Cerchiamo tutti la pace.

Il problema è che la cerchiamo fuori di noi.

Ci auguriamo che succeda qualcosa in grado di risolvere magicamente le difficoltà, senza per questo sentirci responsabili dei tormenti che affliggono il mondo.

A prima vista sembra impossibile che le radici di ogni guerra si annidino nella vita interiore.

Eppure…

Il seme della brutalità cresce insieme all’amore, e possiede la stessa energia!

Per avere la pace è indispensabile accettare anche la violenza e permetterne la presenza nella psiche.

Quando riconosciamo in noi stessi le parti che più disprezziamo, eliminiamo il razzismo alla radice e creiamo i presupposti per una realtà migliore.

La dualità ci costringe a fare esperienze contrapposte e per evolvere è necessario esplorare la Totalità con coraggio e senza censure.

Accettando l’incoerenza che ne consegue e che ci fa sentire vittime di una insopportabile follia.

Ogni giorno ci sforziamo di diventare migliori ma, spesso, per ottenere questo risultato incateniamo nell’inconscio l’energia dell’autoaffermazione (che chiamiamo: aggressività) e nascondiamo (anche a noi stessi) l’odio e l’ostilità che derivano dalla paura di sentirsi calpestati o ignorati.

È difficile accogliere il rancore, l’egoismo, l’orgoglio, la prepotenza, il pregiudizio… soprattutto quando ci riguardano personalmente.

Preferiamo scegliere di essere comprensivi, disponibili, generosi, tolleranti, semplici… e puntiamo la bussola della crescita personale sulle qualità che ci piacerebbe vedere emergere nel mondo.

Le nostre buone intenzioni, però, non bastano a sopprime l’altro polo della dualità.

Il bene resta comunque l’opposto del male.

Il giorno non esiste senza la notte.

La scelta di coltivare un comportamento o un valore non annienta nella coscienza l’esistenza del suo contrario.

E per raggiungere l’armonia occorre aprirsi anche a tutto ciò che non ci piace, tollerando la coesistenza delle polarità dentro se stessi.

La realizzazione personale prende forma dal riconoscimento delle contrapposizioni che animano il mondo interiore e poggia sull’accettazione della loro presenza simultanea nella coscienza.

Questa accoglienza permette di dosare gli ingredienti di ogni azione dando forma a una comunità attenta alle esigenze di tutti.

Un pizzico di sale fa più buona ogni torta.

Così, riconoscere nel mondo interiore la violenza e la guerra insieme all’amore e alla fratellanza è il primo passo per costruire una società migliore.

La parola integrità esprime bene questo concetto.

Integrità è sinonimo di onestà e anche di pienezza.

L’onestà (dapprima con se stessi e poi con gli altri) è il presupposto di una civiltà capace di accogliere senza discriminare.

La pienezza è la conseguenza della ricchezza interiore e l’espressione di una molteplicità di risorse.

L’amore possiede un’energia che si manifesta nella compassione e nella distruzione.

Possiamo scegliere e calibrare i nostri comportamenti solo nella consapevolezza della Totalità che appartiene alla Vita.

Quando escludiamo un polo di quella interezza abbandoniamo le redini del nostro potere personale e rinunciamo ai doni che l’oscurità porta con sé.

Come ho ripetuto tante volte, questo non vuol dire lasciare emergere la brutalità nelle nostre giornate.

Al contrario!

Significa osservarne la pericolosità e gestirne consapevolmente l’energia e l’intensità.

Dalla frammentazione della Totalità in unità contrapposte nascono gli schieramenti, le fazioni, le guerre, la crudeltà e la sofferenza che stanno distruggendo l’umanità.

Dalla ricomposizione di quelle fratture apparentemente insanabili prende forma la possibilità di riconoscere un aspetto di sé in ogni cosa che esiste, restituendo valore e importanza a ogni vita.

Una società evoluta è capace di distinguere il bene dal male senza cancellare gli opposti dalla coscienza.

Ricomporre l’Infinito con consapevolezza restituisce a ogni colore il suo potere, consentendoci di esplorare la realtà senza paure.

Carla Sale Musio

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CAOS INTERIORE & PACE NEL MONDO

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Giu 22 2018

CAOS INTERIORE & PACE NEL MONDO

La pace nel mondo è la conseguenza di un cambiamento della coscienza.

La rivoluzione decisiva avviene dentro se stessi e poggia sull’accoglienza della molteplicità che caratterizza la psiche e sulla capacità di tollerare il caos interiore che ne consegue.

È questo lo scoglio più difficile da superare se vogliamo costruire un mondo migliore.

Sapere che dentro di noi convivono infinite possibilità espressive è il primo step di un percorso che attraverso l’accettazione dell’incoerenza (corollario inevitabile della molteplicità) raggiunge l’integrazione interiore e la consapevolezza della Totalità, anche nella dualità in cui viviamo.

Ogni cosa richiama il suo opposto.

Tuttavia, permetterne la convivenza dentro di sé non è facile.

Bisogna sopportare l’incoerenza e la confusione, quel senso di insostenibilità che accompagna la saggezza insieme alla follia.

Significa comprendere che l’identità è soltanto un vestito che scegliamo di indossare più spesso degli altri e che possiamo decidere di cambiare in ogni momento.

Vuol dire tollerare che la bontà non può prescindere dalla cattiveria, che l’egoismo accompagna sempre la generosità, che la flessibilità porta con sé la rigidità e che la tolleranza richiama l’intransigenza. 

È difficile far convivere gli opposti nel mondo interiore senza sentirsi vittime di una pericolosa patologia psichica.

Eppure…

Dall’accettazione di questa complessità prende forma una società capace di abbracciare la diversità e di gestire la convivenza di tante creature differenti.

E uniche.

Dobbiamo assumerci la responsabilità della Totalità da cui tutti proveniamo e imparare che ogni evento è un’occasione per conoscere la nostra multiforme verità.

Anche quando a prima vista non ci piace.

Dietro ogni esperienza si nasconde un tesoro, un prezioso insegnamento che è necessario liberare per scoprirne le qualità.

Proprio come si fa con un diamante ancora grezzo.

Ogni cosa che ci succede è lo specchio del nostro mondo intimo.

E combattere non servirà ad altro che a far crescere la guerra.

Dentro e fuori di sé.

Occorre piuttosto apprendere a distillare la consapevolezza da ogni avvenimento.

Il loto cresce nel fango.

Così, la pace è la conseguenza di una Democrazia Interiore capace di accogliere senza combattere, lasciando emergere i doni preziosi nascosti dietro alle cose che non ci piacciono.

La nostra identità è l’Infinito.

Un Infinito che forse non riusciremo mai a padroneggiare totalmente in una vita sola, ma che ci guida verso una conoscenza sempre più ampia e sempre più intima.

Fino a raggiungere quell’integrità in grado di far convivere il particolare con l’universale, lo Ying con lo Yang, la luce con il buio, il bene con il male.

La rivoluzione è una trasformazione intima e profonda, un cambiamento nella lettura degli eventi, una magia capace di mostrarci ciò che siamo e farci diventare Tutto e Niente nello stesso momento.

Solo così la saggezza può prendere a braccetto la follia e danzare al ritmo della Vita attraversando le dimensioni.

Della coscienza come della realtà.

Carla Sale Musio

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TUTTO È ENERGIA

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Giu 04 2018

TUTTO È ENERGIA

Apparteniamo a un mondo fatto di energia e per vivere bene è necessario imparare e riconoscerla.

Soprattutto dentro noi stessi.

Ciò che incontriamo possiede un magnetismo particolare che caratterizza le nostre esperienze.

Ogni cosa danza nella vita con una frequenza diversa, permettendoci di individuarne la presenza dentro noi stessi.

Esistono tante sfumature energetiche quanti sono i colori dell’arcobaleno.

La rabbia, l’amore, la malinconia, la gelosia, l’apprensione, la tenerezza… muovono nel corpo energie differenti e possiamo riconoscerne le specificità nelle sensazioni che ci attraversano di momento in momento.

Ogni Sé porta in dono una qualità unica e modula la nostra percezione della realtà con una modalità diversa da qualunque altra.

Abbiamo parti coinvolgenti, rassicuranti, inquietanti, pericolose, giocose… e possiamo osservare il loro avvicendarsi nella psiche riconoscendone le manifestazioni energetiche.

Imparando a riconoscere l’energia di ogni aspetto psichico riusciamo a dirigere la nostra personale Orchestra dei Sé, trasformando il chiasso interiore in armonia, le guerre in condivisioni, il caos in esperienze creative capaci di regalarci nuove possibilità.

Per superare le contraddizioni che spesso torturano la mente è necessario lasciarsi attraversare da queste vibrazioni senza identificarsi ma imparando a distinguerne le peculiarità.

Solo così possiamo armonizzare i paradossi della psiche, superando le barriere che imprigionano la logica in schemi rigidi e inamovibili.

Per stare bene con se stessi è indispensabile accogliere ogni aspetto della vita intima senza censurarlo e senza giudicarlo, ascoltandone i bisogni e le ragioni in uno spazio neutro di accoglienza.

Questo riconoscimento partecipe e attento permette alle diverse energie di trovare un nuovo equilibrio, consentendoci di gestire le qualità e le difficoltà di ogni .

In questo modo diventa possibile trasformare in risorse anche gli aspetti che non ci piacciono o che ci fanno paura.

L’emarginazione che imponiamo nel mondo interno si riflette nel mondo esterno, generando situazioni di malessere e di sopraffazione.

Quando però riusciamo ad armonizzare la molteplicità che caratterizza l’interiorità l’energia trova un equilibrio.  

E le difficoltà si trasformano in opportunità.

.

STORIE DI ENERGIE… E DI TRASFORMAZIONE!

.

Massimo ha spesso piccoli incidenti. Niente di grave. Sono imprevisti di poca importanza.

Tuttavia non può fare a meno di notare che i contrattempi capitano sempre quando raggiunge qualche risultato positivo.

“Sembra che la sfortuna si diverta ad avvelenarmi ogni vittoria!”

Commenta sconsolato scrollando la testa.

Durante uno stage di crescita personale scopre in se stesso un Sé Rigoroso che si manifesta nel mondo interiore ogni volta che il successo fa capolino nella sua vita.

Aiutato dal trainer e dal gruppo, Massimo porta la sua attenzione su quella parte atterrita all’idea che i buoni risultati possano alimentare un eccessivo edonismo.

Con pazienza e attenzione impara a percepirne l’energia nel corpo e a gestire nella vita i suoi interventi distruttivi.

Oggi Massimo può assaporare il piacere della riuscita assecondando in modi nuovi quel bisogno di etica e di rigore.

Fare un regalo a qualcuno che stima, occuparsi di una piccola beneficenza, offrirsi di dare una mano a chi è in difficoltà… sono cose che sceglie di fare consapevolmente per ristabilire l’equilibrio interiore e amministrare opportunamente i suoi Sé entusiasti insieme a quelli più impegnati e generosi.

* * *

Quando ha fame Magda non si controlla, diventa irrequieta, impaziente, irascibile e non trova pace finché non divora tutto ciò che di commestibile le capita sottomano.

Il bisogno di ingurgitare qualsiasi cosa senza concedersi il tempo di assaporare il cibo la tiene in scacco.

Sin da piccola vive nell’ansia di perdere il controllo e finire vittima di quell’energia insaziabile.

Infine, stanca ed esasperata, decide di mettere fine al susseguirsi delle possessioni e comprendere una volta per tutte cosa innesca la miccia della sua voracità.

Inizia così un percorso di cambiamento.

Con fatica, a ogni pasto, si mette in ascolto del suo mondo interiore.

E un boccone dopo l’altro… emerge una bambina terrorizzata dalla paura e dalla solitudine.

Lentamente affiorano i ricordi: la mamma che per punirla la mandava a letto senza cena, il fratello maggiore che le strappava di mano i dolci e la derideva, i compagni di classe che la chiamavano cicciona, il fidanzato che le imponeva di mettersi a dieta.

Scopre che per quella bambina riempirsi la pancia significa concedersi il diritto di avere qualcosa di suo: i suoi pensieri, le sue idee, le sue scelte, le sue ragioni.

Da quel momento Magda decide di mangiare ascoltando nel corpo l’energia delle proprie paure antiche.

Paura di essere disprezzata, derisa, emarginata, rifiutata, abbandonata.

Con pazienza assiste ogni giorno a quel dolore, affronta i ricordi, osserva la solitudine.

Mastica ogni boccone insieme alla sua vita, alla sua rabbia, alla sua sofferenza, alle sue speranze, all’entusiasmo, alla voglia di vivere.

E piano piano le lacrime cedono il posto all’amore.

Amore per se stessa, per la sua storia, per la sua pancia e per il suo cuore.

Amore per ciò che è, per il suo coraggio e per la sua fragilità.

Oggi Magda ha imparato a nutrirsi in modo nuovo.

Ogni pasto è un esercizio di meditazione, un’occasione per ascoltare nel corpo la propria verità.

* * *

“Prima il dovere e poi il piacere!” 

Il babbo lo ripeteva sempre.

E così Angelo ha imparato a svolgere tutte le sue mansioni con responsabilità.

Si occupa della casa, dei bambini, di sua moglie, dei suoi pazienti e dei pazienti dei suoi colleghi, dei vicini, degli amici e anche degli amici degli amici.

“Prima il dovere e poi il piacere…”

Ma il tempo del piacere finisce sempre in coda alla lista delle sue priorità.

Una lista così lunga che non basta una vita per assolvere tutto.

Angelo sa che manca qualcosa ma non trova un momento nemmeno per ascoltare i messaggi del suo corpo.

Quel dolore alla schiena ormai non l’abbandona più.

Segnala l’energia eccessiva spesa a risolvere i problemi del mondo.

Angelo sente che qualcosa deve cambiare.

E, infatti, qualcosa cambia.

Un ricovero improvviso lo obbliga a fermarsi e finalmente in un letto di ospedale può ascoltare la voce di chi, dentro di lui, non ce la fa più.

Il piacere è diventato uno sconosciuto e per sentirsi bene dovrà riscoprirne il valore e l’emozione.

Uscito dall’ospedale Angelo deve decidere se continuare a lasciarsi trascinare dal suo senso di responsabilità o se affiancargli un’energia più giocosa fatta di piccoli appuntamenti con il suo bambino interiore e dell’impegno di prendersi cura anche di sé.

Carla Sale Musio

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POSSESSIONI QUOTIDIANE

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Mag 10 2018

POSSESSIONI QUOTIDIANE

Il mondo interiore è popolato da un’infinità di possibilità espressive che reclamano di momento in momento il proprio diritto all’esistenza.

Siamo convinti di possedere un’identità unica e definita, tuttavia la psiche è formata da innumerevoli personalità con idee, gusti e comportamenti differenti.

E spesso la fatica di vivere dipende da una cattiva gestione delle parti in conflitto che compongono la realtà intima di ciascuno.

Non è facile regolamentare l’Orchestra dei Sé, soprattutto quando il Direttore d’Orchestra è assente, cioè quando manca una consapevolezza capace di riconoscere le diverse soggettività e di gestirne le esigenze.

Le idee in contrasto danno vita a ostilità e guerre interiori e per stabilire l’armonia occorre imparare ad ascoltare le ragioni di tutti, aprendo il cuore e la mente alla comprensione di ogni aspetto della psiche e riconoscendone nel corpo i segnali e le peculiarità.

L’energia di ogni Sé funziona come una possessione che può monopolizzare la vita interiore spingendoci verso atteggiamenti e comportamenti non sempre adeguati alle situazioni che ci troviamo a vivere.

Quando poi una delle personalità abbandona la scena psichica succede spesso che le altre scrollino la testa indignate: accusando, colpevolizzando e tiranneggiando fino a generare ansia, insicurezza, vergogna, paura, depressione … e chi più ne ha più ne metta!

Finire vittime di questo alternarsi incontrollato delle parti non è piacevole.

Per vivere una vita appagante è necessario imparare a dirigere con maestria la nostra personale Orchestra dei Sé, riconoscendo il suono e il timbro di ogni strumento fino a ottenere una melodia armoniosa e ricca di significato.

Perché questo succeda è indispensabile creare nel mondo interno uno spazio di consapevolezza, un Direttore d’Orchestra (chiamato Ego Consapevole) capace di distinguere ciò che anima la vita emotiva, individuando il valore, i doni e i limiti di ogni diversa personalità.

L’Ego Consapevole è un modo di osservare la realtà interiore, uno stato della coscienza, un luogo intimo di comprensione in grado di scoprire il potere e le energie di ogni , gestendone la possessione e dosandone la presenza nella quotidianità al fine di ottenere i successi desiderati.

È il risultato di un ascolto attento di noi stessi e delle energie che attraversano il corpo, nasce dalla percezione della propria fisicità e della propria emotività; si fonda sulla consapevolezza che ogni parte della psiche incarna una verità ma non è l’unica verità, e si sviluppa grazie a un’osservazione e a una sperimentazione continue.

Accogliere questa molteplicità è difficile, la paura della pazzia unita alla pretesa della coerenza sono sempre in agguato e paralizzano l’ascolto della propria molteplice autenticità.

Tuttavia, per condurre una vita soddisfacente e raggiungere l’equilibrio e la pace interiore è importante accogliere le polarità che agitano il mondo intimo, riconoscendo nel corpo l’energia di ogni senza immedesimarsi completamente con nessuno.

Questa identificazione parziale (e non totale) mette in crisi il concetto di identità aprendo la strada a un nuovo modo di intendere se stessi e la vita intera, non più basato sulle guerre, i conflitti, le lotte e le divisioni, ma fondato sull’accoglienza e sull’ascolto dell’originalità di ciascuno.

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“Come dentro così fuori”

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Ci insegna Ermete Trismegisto nei suoi scritti filosofici e spirituali, regalandoci un profondo insegnamento.

La pace interiore è il primo passo per costruire un mondo senza violenza e affonda le sue radici nelle scelte intime di ogni giorno.

Guardare con onestà dentro se stessi significa scoprire la preziosità di tutte le cose e di tutte le forme di vita.

Vuol dire imparare ad accogliere la verità di ciascuno, dosando le energie a seconda delle necessità e delle circostanze.

Senza sopprimere, senza combattere, senza violenza.

Naturalmente questo non significa legittimare la prepotenza.

Al contrario: vuol dire riconoscerne i limiti e le qualità impedendole di agire incontrollata.

Una dose omeopatica di prepotenza è indispensabile per la sopravvivenza.

Tuttavia, ignorarne il potere nella psiche le permette di manipolare inconsciamente la vita di tutti i giorni, con conseguenze disastrose.   

La convinzione di avere un’unica identità è il bluff che ci incatena dentro un range limitato di possibilità.

Nessuno è mai nessuno, ma tutti siamo sempre tutti.

E questo è vero nel mondo intimo come nel mondo esterno.

Ogni creatura incarna un aspetto di noi stessi, permettendoci di osservarlo fuori per poterlo riconoscere meglio dentro.

Censurare la molteplicità della psiche sancisce il diritto alla coercizione e perpetra la violenza.

La strada per costruire un mondo migliore passa attraverso la scoperta della poliedricità che caratterizza la vita emotiva e la realizzazione di una fratellanza interiore.

Solo così diventa possibile riconoscere il valore e la bellezza di ogni creatura e costruire un mondo senza crudeltà.

Carla Sale Musio

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Mag 04 2018

CORPO MISTERIOSO

 

Il corpo è un aspetto di noi stessi che frequentiamo poco.

Lo vestiamo, lo agghindiamo nel tentativo di renderlo più attraente e lo riteniamo uno strumento indispensabile per piacere agli altri e sentirci amati.

Tuttavia, ci soffermiamo poco ad ascoltare i suoi reali bisogni e quando non è possibile ignorarne le comunicazioni… finiamo spesso per rimpinzarlo di cibo pur di farlo tacere!

In questo modo lo costringiamo a procurarci dolori e malattie per ottenere la nostra attenzione.

Non ci fermiamo mai a considerarne la presenza costante, amichevole e fidata.

Non lo ringraziamo per quello che fa.

Non percepiamo le correnti energetiche che lo attraversano rendendolo uno strumento insostituibile nella percezione di ciò che accade.

L’intuizione, l’agilità, la sensualità, il movimento… sono argomenti poco importanti nella lista delle nostre priorità quotidiane.

In cima domina il lavoro e subito dopo arriva la necessità di rilassarsi ingurgitando merendine, stuzzichini, alcol, sigarette e altre droghe (legali e illegali), indispensabili per dimenticare le innumerevoli fatiche che costellano le nostre giornate.

Non programmiamo mai un momento per camminare in mezzo alla natura riarmonizzando il ritmo della nostra anima con il battito dell’Universo.

Non ci concediamo di restare in silenzio lasciando che la fisicità racconti come si sente e di cosa avrebbe bisogno.

Per i più fortunati l’unico contatto con la corporeità sono le coccole riservate al gatto o al cane di casa.

Per tutti gli altri non esiste nemmeno quel pezzettino di natura a ricordare che la corporeità è uno strumento importante per sentirsi parte del creato e dare significato all’esistenza.

Oggi il corpo è diventato un’armatura necessaria a combattere la vita e non è più l’antenna indispensabile per captare lo scorrere delle energie che ci uniscono all’ecosistema e alla Totalità.

Eppure… dentro di noi esistono tante emozioni, tanti sé, tante presenze che solo grazie al corpo trovano la via per raccontarci la propria verità.

Il nostro fisico non è uno strumento di seduzione e manipolazione ma un’antenna capace di rilevare la presenza, il potere e la sapienza di ciò che esiste, è il radar in grado di trasmettere la nostra profonda autenticità di momento in momento.

Ascoltare il corpo significa aprirsi a una conoscenza che non ha bisogno di parole e comprendere le sensazioni fisiche ed energetiche che animano la Vita.

Gli animali sono maestri in questo e ci mostrano una comunicazione intima e attenta all’ascolto di se stessi.

Gli esseri umani, invece, preferiscono pensare al fisico come a uno strumento di conquista, convinti che basti indossare il travestimento giusto per ottenere ciò che serve.

È così che abbiamo perduto le chiavi del nostro essere al mondo trasformando la morte nella più grande delle paure.

Per liberarci da questa pericolosa camicia di forza è necessario imparare dagli animali come lasciare alla sensualità, all’intuizione, al movimento e all’ascolto di sé, il compito di rivelare le energie che animano la psiche, svelandoci le molteplici verità che compongono il puzzle mutevole e creativo chiamato personalità.

Dentro ciascuno di noi esistono tante verità pronte a danzare al ritmo della propria unicità, e una consapevolezza capace di armonizzarne le necessità senza penalizzarne nessuna.

Per poter vivere con pienezza la vita è indispensabile imparare ad accogliere lo scorrere incessante delle nostre identità permettendo al corpo di raccontarne i messaggi fatti di sensazioni.

La fisicità intreccia la profondità dell’esistenza, donandoci il segreto di una vita appagante e piena di significato.

Sta a noi permetterne l’armonia e il manifestarsi nelle nostre giornate.

O impedirne la potenza annichilendo l’ascolto di una realtà libera dalle parole. 

Carla Sale Musio

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VIOLENZA E PACE NEL MONDO

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Apr 16 2018

VIOLENZA E PACE NEL MONDO

Nella nostra cultura la spiritualità e la materialità sono spesso valori contrapposti.

Siamo convinti che le riflessioni spirituali non si accordino con le necessita della vita fisica e in base a questo presupposto confiniamo tutto ciò che riguarda l’immaterialità e il significato dell’esistenza in un angolo della psiche, come se si trattasse di roba per gente che vive con la testa tra le nuvole.

Non ci rendiamo conto che la spiritualità non è un astratto filosofeggiare senza senso ma un modo di essere e di esprimere i propri valori, e rispecchia la capacità di attraversare la vita sentendo vibrare ogni cosa dentro di sé.

Spiritualità, incoerenza e libertà camminano a braccetto dando forma alla nostra unicità e raccontando il valore che diamo all’esistenza.

Svelano la capacità di gestire le contrapposizioni che agitano il mondo interiore.

Mostrano il desiderio di danzare la vita al ritmo di un sentire colmo di intuizione, emozione, fisicità e razionalità… tutto insieme!

Parlano il linguaggio della Totalità.

Il mondo interno è fatto di una molteplicità che contiene ogni cosa assemblando gli opposti in un’unica matrice onnicomprensiva.

Sta a noi riconoscere il valore e i doni di ogni singola parte fino a comporre un puzzle variegato e capace di far convivere ogni colore senza lasciarci trascinare dalle pretese della logica e dalla censura del giudizio.

Abbiamo bisogno di aprirci con fiducia ai paradossi che nascono nel mondo intimo, imparando ad accogliere l’apparente contraddizione che caratterizza i codici dell’infinito.

Solo così è possibile assaporare la pienezza che appartiene alla vita.

Nel tentativo di mantenere la coerenza finiamo spesso per nascondere (anche a noi stessi) quelle parti della personalità che suscitano disapprovazione e non sono conformi al pensiero corrente.

Ma la realtà interiore è composta di infinite possibilità.

La Totalità è la matrice da cui tutti proveniamo e di cui ancora conserviamo il ricordo, nascosto in un angolo della nostra Anima.

Per assaporare la pienezza dell’esistenza (quel senso di soddisfazione che rende bella e appassionante ogni cosa) è necessario permettersi la poliedricità che appartiene alla psiche e accettare l’incoerenza che inevitabilmente caratterizza la convivenza di tanti punti di vista differenti.

La mancata comprensione dell’incoerenza e della sua funzione salutare nella vita intima ha portato a scindere la spiritualità dalla materialità, separando categoricamente il bene dal male e perciò alimentando il giudizio, la censura e la crudeltà.

Questa divisione arbitraria è l’origine di ogni guerra e impedisce di raggiungere una vera comprensione della dimensione fisica, caratterizzata dalla coesistenza di tante distinte individualità.

Vero o falso, giusto o sbagliato, buono o cattivo… sono espressioni diverse di quell’unica realtà onnicomprensiva da cui tutti proveniamo e che portiamo tatuata nel cuore.

Combattere i rappresentanti dell’una o dell’altra fazione scatena la violenza e spezza l’armonia nella psiche generando la maggior parte delle malattie mentali.

Per raggiungere l’equilibrio è necessario accogliere le contraddizioni che appartengono alla vita, imparando ad ascoltare in noi stessi anche le voci che non ci piacciono.

E permettendo alle parti che giudichiamo sbagliate di convivere affianco a quelle che consideriamo giuste.

Da questa apparente schizofrenia interiore prende forma la salute mentale e nascono le fondamenta di un mondo migliore.

La pace infatti è una pace interna che può manifestarsi all’esterno solo dopo essersi consolidata nella psiche.

Imparare a far convivere gli opposti dentro di sé significa istituire la democrazia nel mondo intimo e imparare a osservare la vita con rispetto e con umiltà.

Da questa convivenza possono prendere forma le scelte che non escludono ma arricchiscono, e che ci guidano verso un mondo nuovo.

Scegliere i comportamenti che ci piacciono, infatti, non significa combattere quello che non ci piace ma permettersi di accogliere la verità in tutte le sue forme, in modo da poter compiere ogni azione senza fomentare la guerra.

La violenza nasce sempre dal tentativo impossibile di eliminare una parte di se stessi.

Nel mondo interiore nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto esiste in un eterno divenire.

Nel fluire di questa molteplicità impariamo il valore della nostra unicità e diamo forma a una realtà basata sulla fratellanza e sul rispetto.

Dapprima dentro noi stessi e poi con tutti gli altri.

Carla Sale Musio

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INCOERENZA

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Mar 11 2018

INCOERENZA

Essere coerenti presuppone una costanza nelle idee, nel pensiero e nell’affettività.

Tuttavia, ostinarsi a conquistare la stabilità può generare parecchi conflitti.

La vita è un eterno divenire e intestardirsi su posizioni rigide e inamovibili è la radice di tante guerre.

Sia fuori che dentro di noi.

Pretendere un’aderenza immutabile a dei principi considerati giusti è un tentativo di imbrigliare il cambiamento dentro una camicia di forza che paralizza le energie.

La crescita ci conduce a una continua trasformazione.

Non è possibile imprigionare il mutamento dentro una stabilità imposta con la volontà, senza aprire le porte alla patologia.

Seguire il movimento della trasformazione significa danzare con maestria al ritmo del proprio sentire e della vita stessa.

Tutto evolve continuamente.

Lo sanno bene i creativi, che devono fare i conti con la volubilità e con le innovazioni che caratterizzano la creatività.

In questa nostra società malata di durezza, la più grande difficoltà che si incontra nell’accettare un Sé Creativo è proprio la sua incoerenza.

I creativi, infatti, sono mutevoli per natura.

In loro la curiosità è più forte del bisogno di stabilità e li spinge a esplorare territori sconosciuti.

Per queste persone il bianco e il nero non sono mai rigidamente contrapposti, al contrario!

Sono possibilità da comprendere… e da integrare!

Strumenti indispensabili per modellare avventure sempre più coinvolgenti.

Chi possiede una Personalità Creativa può attraversare periodi difficili nell’amministrare una psiche portata a sperimentare anche ciò che a prima vista appare inconciliabile.

Gli antagonismi esprimono posizioni esistenziali diverse, eppure… sono indispensabili per esplorare la Totalità (da cui tutti proveniamo).

Nel passato una cultura basata su valori rigorosamente razionali e competitivi ha demonizzato l’incoerenza e la sua poliedrica capacità di far convivere possibilità contrapposte.

Per questo oggi un principio femminile, attento al mondo intimo e alla sensibilità che lo contraddistingue, fatica a sostenere la necessità di una convivenza pacifica tra gli opposti.

E spesso viene accusato di irrazionalità, incostanza, mancanza di solidità, inconcludenza…

Tuttavia, la mente razionale privata dei sentimenti e dell’ascolto incondizionato perde di vista la propria umanità e finisce per guardare l’amore con diffidenza, giudicandolo… sbagliato.

Emotività e razionalità, femminile e maschile, morbidezza e rigore, dolcezza e severità, buono e cattivo, bianco e nero… compongono il quadro affascinante della Totalità e ci permettono di attraversare la vita rivelando infinite possibilità espressive.

L’incoerenza è lo strumento che ci congiunge all’impossibile.

Estingue la censura dalla psiche e spalanca le porte alla creatività.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro:

LA PERSONALITÀ CREATIVA

scoprire la creatività in se stessi per trasformare la vita

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Feb 21 2018

IL BAMBINO CREATIVO

La capacità di comprendere se stessi e gli altri poggia sull’accoglienza della propria originalità e sull’ascolto di quel Bambino Creativo che vive da sempre nel mondo interiore.

Soltanto l’espressione della propria unicità (e dell’ingenuità che l’accompagna) permette alla vita di dispiegare il suo profondo significato e rende la morte meno terribile.

La morte è, infatti, l’enigma più grande della nostra esistenza, l’ignoto che ci terrorizza e che paralizza il desiderio di esplorare la vita.

Vita e morte, però, sono le facce di un’unica medaglia, insieme danno forma al percorso necessario per manifestare la nostra irripetibilità.

Nel mondo interiore abbiamo tutti un Bambino Creativo venuto a donare il suo personale modo di interpretare l’esistenza.

Mi riferisco a quel sentire: emotivo, paranormale, istintivo, volubile, discontinuo, curioso e poliedrico, che fa di noi una persona unica al mondo.

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Emotivo

Ricco di sensibilità, di empatia, di emozione e sempre in ascolto dei vissuti interiori.

Paranormale

Dotato di una potente intuizione e capace di muoversi con disinvoltura nelle dimensioni più rarefatte dell’esistenza.

Istintivo

In contatto con i ritmi e i linguaggi della natura, e in grado di interpretare la vita con immediatezza, senza passare attraverso la logica.

Volubile

Sensibile ai climi emotivi e, perciò, spesso in balia dei movimenti interiori.

Discontinuo

Pronto a buttarsi a capofitto in nuove imprese… dimenticando tutto il resto!

Curioso

Partecipe e attento a ciò che lo circonda, veloce a scoprire modi nuovi di fare le cose.

Poliedrico

Ricco di strumenti e qualità diverse e desideroso di intraprendere percorsi diversi.

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Il bambino creativo possiede gli strumenti per rendere la vita un’esperienza appassionante.

Ma, per poter usufruire della sua ricchezza interiore, è indispensabile affrontare la paura della solitudine, l’angoscia dell’abbandono e l’esperienza della diversità, che intrecciano indissolubilmente la creatività.

Divisi tra il desiderio di manifestare le nostre peculiarità e il desiderio di appartenenza, finiamo spesso per omologarci a uno stile di vita che non ci rispecchia, nell’illusione di sentirci parte della società.

È difficile assecondare il bisogno di condividersi con gli altri senza perdere il contatto con la propria irripetibilità.

Stare insieme è un istinto fondamentale nella natura umana.

Tanto quanto la necessità di esprimere se stessi.

Ecco quindi che l’unicità diventa il traguardo di ogni percorso creativo ma anche il presupposto indispensabile per accogliere la diversità e per poter vivere con gli altri una reale reciprocità.

La Totalità contiene tutti i punti di vista contemporaneamente e questo fa sì che (come insegna la fisica quantistica) dall’universo delle infinite possibilità prenda forma la verità di ciascuno.

Il bene e il male sono i poli di un percorso lineare: fatto di antagonismi contrapposti.

Ma, nella poliedrica circolarità del Tutto, ogni cosa deve essere scoperta e compresa in se stessi, fino a che gli schieramenti cedono il posto a una completezza: fatta di empatia e di conoscenza.

Imparare ad accogliere in se stessi questa complessità è il compito di una esistenza intera, e l’unico strumento che permette di guardare la morte con occhi nuovi.

Infatti, nell’accoglienza della dimensione interiore, la morte non è più l’antagonista della vita ma la complementare espressione di un incessante divenire.

Il Bambino Creativo comprende con il cuore che non ci può essere inizio senza fine, e sa attraversare i paradossi che sussurrano nel mondo intimo.

La sua curiosa partecipazione all’Infinito lo rende pronto ad avvicinare qualsiasi cosa.

Pronto a scoprire la diversità nel proprio essere e nel cuore degli altri.

Carla Sale Musio

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Leggi il libro:

LA PERSONALITÀ CREATIVA

scoprire la creatività in se stessi per trasformare la vita

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Gen 27 2018

INTEGRITÀ: la ricetta per un mondo migliore

Il cucciolo dell’uomo è un animale sociale e per vivere ha bisogno di sentirsi parte del suo branco.

Solo così può crescere e diventare adulto.

Più del cibo e delle condizioni igieniche, la stima e il riconoscimento degli altri sono ingredienti fondamentali per la sopravvivenza della nostra specie.

Vogliamo essere amati e apprezzati e, per sentirci parte della società in cui viviamo, siamo disposti a fare tanti sacrifici.

Compreso quello di rinunciare alla nostra intima verità.

Nel tentativo di guadagnare l’approvazione delle persone che abbiamo intorno ci impegniamo a essere migliori, nascondendo gli aspetti della personalità che ci fanno sentire sbagliati, brutti, riprovevoli e poco amati.

Ma le parti censurate non possono essere eliminate dal mondo interiore e, nonostante l’opposizione agita con la volontà, continuano a farsi sentire in modi criptati, provocando non poche sofferenze.

Sono loro le vere responsabili di tante disgrazie e di tante incomprensioni.

Tuttavia riconoscerle ci fa paura perché scatena l’angoscia di essere giudicati inadatti alla vita comune.

Ogni sé rinnegato porta in dono una risorsa preziosa e, come un diamante ancora grezzo, è in attesa di essere scoperto e valorizzato.

Infatti, proprio quel contributo apparentemente così riprovevole si rivela spesso indispensabile per realizzare il disegno della nostra vita.

Accogliere nella psiche le parti giudicate negative e pericolose non è facile.

Per farlo è necessario tenere a bada le proteste di quei sé che invece ci vorrebbero sempre perfetti, splendenti e irreprensibili.

Quando riusciamo a equilibrare la nostra perfezione con la nostra imperfezione raggiungiamo una integrità capace di restituire alla vita il suo significato e spalanchiamo le porte all’energia indispensabile per il benessere e la realizzazione personale e sociale.

L’esperienza della dimensione terrena è fatta di polarità contrapposte, necessarie per esplorare le infinite possibilità espressive della Totalità.

Riconoscerne gli opposti dentro noi stessi è un percorso di consapevolezza che dal caos della frammentarietà conduce progressivamente alla scoperta della nostra immensità.

Schierarsi spinge a nascondere una parte della verità e, se da un lato ci fa sentire nel giusto, dall’altro impedisce l’accesso alla completezza e alla conoscenza della realtà più profonda.

Integrità non vuol dire permettersi di agire impunemente la malvagità, ma accettarne con umiltà l’esistenza nel mondo psichico, senza giudicarla e senza censurarla.

Solo da questa accoglienza possono prendere forma le scelte capaci di renderci migliori.

Non perché nascondiamo il male ma perché, avendolo riconosciuto e accolto in noi stessi, possiamo scegliere il bene.

Migliori, non vuol dire: intransigenti, giudicanti, inflessibili, intolleranti.

Significa essere capaci di esplorare anche ciò che non ci piace, per riconoscerlo e per comprenderne le potenzialità.

Combattere la malvagità, non serve a creare la pace.

Ogni guerra provoca violenza, ingiustizia e dolore.

È necessario riconoscere il valore di ogni cosa, senza agirne la crudeltà.

E questo è possibile solo quando ci apriamo all’accoglienza di tutto ciò che è.

Il buio e la luce sono due facce della stessa medaglia.

Non può esserci l’una senza l’altra.

Il tentativo di eliminare uno dei poli conduce inevitabilmente alla crescita di entrambi.

È il linguaggio dei paradossi di cui è fatta la Totalità.

Solo chi è capace di aprirsi all’immensità fino ad accogliere dentro di sé la radice di ogni dolore può guardare negli occhi la propria Anima e accedere alla ricchezza di cui è fatta la vita.

Carla Sale Musio

leggi anche:

IO? … sono un gruppo di identità in convivenza!

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Ti interessa la pluralità dei sé?

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Gen 21 2018

PRANZI CONDOMINIALI

Quando decidiamo di modificare le abitudini dietetiche dobbiamo fare i conti con una moltitudine di personalità che convivono nel mondo interiore e che per esprimersi utilizzano il nostro (unico) corpo.

Mettere d’accordo tutti gli aspetti che compongono la psiche è un’impresa  impegnativa.

Tuttavia, dalla riuscita di quell’intesa dipenderà l’esito dei nostri progetti.

Dal punto di vista psicologico il fallimento di un cambiamento nello stile alimentare è la conseguenza dell’ostruzionismo messo in atto da alcune parti della personalità a discapito di altre.

E, per portare avanti con successo un diverso regime nutrizionale, bisogna conquistarsi la cooperazione di tutti.

Alla nascita ognuno di noi possiede innumerevoli sé che (nel tentativo di proteggerci dalle delusioni, dalla solitudine, dall’umiliazione e dalle emozioni sgradevoli che costellano la crescita) si differenziano e acquisiscono un diverso potere nei vissuti interiori.

A seconda del contesto familiare, etnico e sociale in cui siamo cresciuti si sviluppano aspetti differenti delle nostre potenzialità espressive.

Le parti che hanno avuto successo nell’aiutarci a diventare grandi guadagnano una posizione di comando all’interno del mondo intimo e di solito non sono disposte a cedere il primato ottenuto.

Quando decidiamo di intraprendere un percorso di cambiamento, il boicottaggio di queste sub personalità può causare sintomi fisici e psichici talmente dolorosi da costringerci ad abbandonare i buoni propositi pur di evitare le conseguenze del loro sabotaggio.

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IL MIO PRANZO… CONDOMINIALE!

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Da parecchi anni studio il Dialogo delle Voci sperimentandolo nella quotidianità e, nel corso del tempo, ho identificato dentro di me cinque sé primari, presenti a ogni pasto.

Immancabilmente.

Per ognuno di loro ho scelto un nome in rima con la qualità che lo caratterizza, in modo da poterli individuare facilmente.

Sono:

  • Gaia la buongustaia

  • Donata l’affamata

  • Ardente l’impaziente

  • Ilaria l’abitudinaria

  • Greta l’asceta

Il delicato equilibrio delle relazioni tra il mio io consapevole e loro costituisce l’ago della bilancia di ogni cambiamento alimentare e comporta un impegno costante per mantenere l’intesa e l’armonia nel condominio della mia psiche.

* * *

Gaia la buongustaia è stata la prima a proporsi durante il percorso di crescita.

Mi è sempre piaciuto assaggiare le specialità delle diverse culture gastronomiche e sono stata una bambina affascinata dai sapori nuovi.

La mamma non faticava a propormi gusti alternativi, anzi!

Doveva fare attenzione al mio desiderio di provare piatti che non erano adatti alla mia età.

I cibi amari, acidi, aspri o piccanti mi hanno sempre divertito e ancora oggi stimolano il mio appetito.

Per Gaia mangiare è un piacere, un dono che la vita ci regala.

È curiosa, pronta ad assaporare le novità.

La sua presenza mi permette di adattarmi in tutte le situazioni conviviali.

* * *

Tuttavia, i problemi son arrivati con la comparsa di Donata l’affamata.

Donata è dotata di un appetito insaziabile, adora la sensazione di avere lo stomaco pieno e ama la sonnolenza che accompagna la digestione dei cibi pesanti e calorici.

Per lei non è importante cosa ma quanto mangiare.

Ha bisogno di sgranocchiare grandi quantità di alimenti e può riempirsi la pancia con sostanze tossiche, senza accusare nessuna conseguenza immediata.

Non sono riuscita a capire se Donata ha guadagnato un posto di rilievo durante il periodo dell’allattamento o se invece derivi da una vita precedente… posso solo affermare che ha sempre fatto parte della mia esistenza e che non è facile gestirla, soprattutto quando si accompagna con Ardente l’impaziente (cioè quasi sempre).

* * *

Ardente è arrivata dopo la nascita di mio fratello, quando avevo circa quattro anni, è si è accaparrata il primato nel mondo interiore a causa della sua incrollabile determinazione, qualità che la rende capace di ottenere ciò che vuole in tempi rapidissimi.

La sua insistenza e la sua forza psichica sono proverbiali.

Grazie a lei ho potuto raggiungere importanti obiettivi ma ho anche dovuto fare i conti con un’impulsività che mi ha causato non pochi guai.

Ardente non è strettamente interessata all’alimentazione ma, poiché è impetuosa e passionale, si presenta tutte le volte che sente odore di emozioni intense… e quando c’è Donata la passione è inevitabile!

Ecco perché Donata e Ardente siedono insieme a tavola.

Se per Gaia il cibo è un piacere che va centellinato, assaporato e gustato con calma, per Donata invece si tratta di un’emozione divorante.

E, come si può facilmente immaginare, metterle d’accordo richiede diplomazia e pazienza.

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Ilaria l’abitudinaria adora la stabilità e la rassicurante prevedibilità delle situazioni conosciute.

Le piacciono i sapori di sempre, gli orari regolari e ama mangiare in luoghi consueti, opportuni e prevedibili.

L’avventura e la trasformazione non fanno per lei.

Ilaria contesta ogni progetto di cambiamento e può fomentare la sommossa nella psiche quando decide di allearsi con Donata e con Ardente.

* * *

Infine c’è Greta l’asceta.

Greta è arrivata nella psiche più o meno verso i miei sette anni, nel periodo in cui a scuola era obbligatorio frequentare le lezioni di catechismo, quando l’idea del fioretto e del paradiso avevano ancora un forte impatto su di me.

Da allora è passata molta acqua sotto i ponti, ma Greta si è sempre tenuta al passo con le mie ricerche mistiche, cavalcando ogni nuova corrente esoterica con il suo irriducibile spiritualismo.

A Greta piace resistere e controllare gli istinti e ama sentirsi illuminata e sublime grazie alla sua forza di volontà.

Anche lei mi ha permesso di raggiungere traguardi importanti, sostenendomi con la sua disciplina e con la sua determinazione.

Per via dei successi conquistati grazie al suo appoggio, detiene un potere molto grande e tende a spadroneggiare nella psiche.

Greta ritiene che mangiare sia una scelta volgare e poco elegante.

E, se per vivere è proprio necessario alimentarsi… allora è bene farlo in modo riservato e senza indulgervi.

Detesta: le riunioni conviviali, lo scambio delle ricette, gli aperitivi o i pranzi di lavoro, la cucina e la preparazione dei cibi.

Per lei parlare e mangiare sono comportamenti incompatibili.

La sua presenza genera nella psiche un piacevole senso di sazietà e rende superfluo il bisogno di nutrirsi, permettendomi di non aver bisogno di mangiare per tempi molto lunghi (è estremamente pratica durante i viaggi) ma dal punto di vista sociale crea non poche difficoltà.

Greta suscita sempre le ire delle altre quattro signore, dando vita a conflitti IRRISOLVIBILI.

* * *

Ho voluto raccontarvi il mondo variegato e poliedrico che anima le mie scelte alimentari per esporvi più concretamente le difficoltà che accompagnano i cambiamenti.

Ogni sé si fa portavoce di una determinata politica e può allearsi o combattere con gli altri, suscitando non pochi problemi.

Nel mio caso, far convivere le esigenze di Greta l’asceta con quelle di Donata l’affamata è molto impegnativo e quando decido di apportare qualche modifica alla mia alimentazione devo stare attenta a non scontentare nessuna delle due, altrimenti vedrò naufragare miseramente i miei progetti.

Ognuno possiede i propri sé interiori, che sono diversi da quelli di chiunque altro, e per poter agire un cambiamento nella dieta è indispensabile imparare a gestire il proprio condominio delle personalità in modo che nessuna possa boicottare le decisioni prese dall’io consapevole.

L’analisi dei sé e la loro gestione rappresentano un aspetto fondamentale nella scelta di ciò che è necessario mangiare per vivere bene e in salute, e dovrebbero costituire la base di ogni ricerca nutrizionale e dietetica.

Carla Sale Musio

 

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DROGHE LEGALI

verso una nuova consapevolezza alimentare

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