Tag Archive 'spiritualità'

Apr 16 2018

VIOLENZA E PACE NEL MONDO

Nella nostra cultura la spiritualità e la materialità sono spesso valori contrapposti.

Siamo convinti che le riflessioni spirituali non si accordino con le necessita della vita fisica e in base a questo presupposto confiniamo tutto ciò che riguarda l’immaterialità e il significato dell’esistenza in un angolo della psiche, come se si trattasse di roba per gente che vive con la testa tra le nuvole.

Non ci rendiamo conto che la spiritualità non è un astratto filosofeggiare senza senso ma un modo di essere e di esprimere i propri valori, e rispecchia la capacità di attraversare la vita sentendo vibrare ogni cosa dentro di sé.

Spiritualità, incoerenza e libertà camminano a braccetto dando forma alla nostra unicità e raccontando il valore che diamo all’esistenza.

Svelano la capacità di gestire le contrapposizioni che agitano il mondo interiore.

Mostrano il desiderio di danzare la vita al ritmo di un sentire colmo di intuizione, emozione, fisicità e razionalità… tutto insieme!

Parlano il linguaggio della Totalità.

Il mondo interno è fatto di una molteplicità che contiene ogni cosa assemblando gli opposti in un’unica matrice onnicomprensiva.

Sta a noi riconoscere il valore e i doni di ogni singola parte fino a comporre un puzzle variegato e capace di far convivere ogni colore senza lasciarci trascinare dalle pretese della logica e dalla censura del giudizio.

Abbiamo bisogno di aprirci con fiducia ai paradossi che nascono nel mondo intimo, imparando ad accogliere l’apparente contraddizione che caratterizza i codici dell’infinito.

Solo così è possibile assaporare la pienezza che appartiene alla vita.

Nel tentativo di mantenere la coerenza finiamo spesso per nascondere (anche a noi stessi) quelle parti della personalità che suscitano disapprovazione e non sono conformi al pensiero corrente.

Ma la realtà interiore è composta di infinite possibilità.

La Totalità è la matrice da cui tutti proveniamo e di cui ancora conserviamo il ricordo, nascosto in un angolo della nostra Anima.

Per assaporare la pienezza dell’esistenza (quel senso di soddisfazione che rende bella e appassionante ogni cosa) è necessario permettersi la poliedricità che appartiene alla psiche e accettare l’incoerenza che inevitabilmente caratterizza la convivenza di tanti punti di vista differenti.

La mancata comprensione dell’incoerenza e della sua funzione salutare nella vita intima ha portato a scindere la spiritualità dalla materialità, separando categoricamente il bene dal male e perciò alimentando il giudizio, la censura e la crudeltà.

Questa divisione arbitraria è l’origine di ogni guerra e impedisce di raggiungere una vera comprensione della dimensione fisica, caratterizzata dalla coesistenza di tante distinte individualità.

Vero o falso, giusto o sbagliato, buono o cattivo… sono espressioni diverse di quell’unica realtà onnicomprensiva da cui tutti proveniamo e che portiamo tatuata nel cuore.

Combattere i rappresentanti dell’una o dell’altra fazione scatena la violenza e spezza l’armonia nella psiche generando la maggior parte delle malattie mentali.

Per raggiungere l’equilibrio è necessario accogliere le contraddizioni che appartengono alla vita, imparando ad ascoltare in noi stessi anche le voci che non ci piacciono.

E permettendo alle parti che giudichiamo sbagliate di convivere affianco a quelle che consideriamo giuste.

Da questa apparente schizofrenia interiore prende forma la salute mentale e nascono le fondamenta di un mondo migliore.

La pace infatti è una pace interna che può manifestarsi all’esterno solo dopo essersi consolidata nella psiche.

Imparare a far convivere gli opposti dentro di sé significa istituire la democrazia nel mondo intimo e imparare a osservare la vita con rispetto e con umiltà.

Da questa convivenza possono prendere forma le scelte che non escludono ma arricchiscono, e che ci guidano verso un mondo nuovo.

Scegliere i comportamenti che ci piacciono, infatti, non significa combattere quello che non ci piace ma permettersi di accogliere la verità in tutte le sue forme, in modo da poter compiere ogni azione senza fomentare la guerra.

La violenza nasce sempre dal tentativo impossibile di eliminare una parte di se stessi.

Nel mondo interiore nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto esiste in un eterno divenire.

Nel fluire di questa molteplicità impariamo il valore della nostra unicità e diamo forma a una realtà basata sulla fratellanza e sul rispetto.

Dapprima dentro noi stessi e poi con tutti gli altri.

Carla Sale Musio

leggi anche:

INCOERENZA

MyFreeCopyright.com Registered & Protected

No responses yet

Ott 15 2014

VERSO UNA SPIRITUALITÀ SENZA PADRONI

Chiamiamo religione quell’insieme di credenze, prescrizioni, insegnamenti e regole, con cui ingabbiamo la spiritualità, nel tentativo di riuscire a padroneggiarla senza rinunciare alla sovranità dell’ego, della separazione, della divisione e dei conflitti.

Nessuno, però, può incontrare davvero la spiritualità senza spogliarsi delle limitazioni che appartengono all’ego.

Infatti, solo abbandonando la percezione di un’individualità separata, è possibile immergersi nella Totalità e raggiungere quelle dimensioni in cui la vastità della coscienza trova la sua completezza.

Perciò, mentre la religione cerca di circoscrivere l’immateriale per comprenderlo con gli strumenti della concretezza, la spiritualità poggia sulla convinzione che, oltre alla fisicità, esista un livello soprannaturale della coscienza (dal quale la materia trae esistenza, intelligenza e significato) e che, per raggiungerlo, sia indispensabile abbandonarsi a un profondo sentire interiore.

La spiritualità è un aspetto inscindibile della libertà che non appartiene a nessuna professione di fede.

E’ un modo di essere e di interpretare la vita.

Religione e spiritualità, dal punto di vista psicologico, sono tappe di crescita lungo un percorso interiore, che evolve progressivamente dalla necessità di riferimenti concreti ed esterni a sé, alla percezione di una realtà interiore, raggiungibile soltanto con il cuore.

Da bambini, l’istinto di sopravvivenza porta ad affidarsi totalmente ai genitori, ritenuti onnipotenti e in possesso delle chiavi del bene e del male.

Questo fiducioso abbandono alla autorità dei grandi, sollecita il bisogno di delegare la gestione della propria vita a un maestro, ritenuto superiore e capace di indicare i comportamenti giusti e quelli sbagliati, e, col tempo, si deforma nella necessità di affidare le proprie scelte a un rappresentante concreto della Divinità, percepita più in alto e lontana da sé.

La devozione ai genitori si trasforma così nella devozione religiosa, e diventa tanto più inflessibile e indiscutibile quanto più il rapporto con l’autorità degli adulti è stato vissuto in modo onnipotente e totalizzante.

Diventando grandi, la dipendenza infantile cede il posto a un’autonomia di pensiero che, gradualmente, si libera da una rigida separazione tra bene e male e dalla adesione passiva a modelli di comportamento preconfezionati.

La molteplicità dell’esistenza, infatti, non può essere divisa in categorie contrapposte, e la profondità interiore, nella maturità, si apre all’accoglienza di una complessità spirituale in cui bene e male sono soltanto tentativi maldestri di padroneggiare la poliedricità che caratterizza la vita.

Così, crescendo, la fede in una religione cede il posto all’ascolto di una spiritualità interiore, mentre la ricerca di maestri posti fuori di sé, è soppiantata dalla scoperta di significati interiori sempre più profondi e in continua trasformazione. 

La percezione di una divinità interiore è la conseguenza del processo di indipendenza e di responsabilizzazione che caratterizza la crescita psicologica e che conduce ad assumere su di sé l’onere delle proprie scelte e della realtà, fino a sentire che ogni accadimento, anche apparentemente casuale, è la conseguenza di un bisogno di crescita e di espansione del sé.

Nella maturità la delega della spiritualità alla religione giunge al termine, e la ricerca della profondità della vita si apre all’ascolto di una saggezza interiore, in grado di accogliere l’esistenza in tutte le sue sfaccettature. Senza esclusioni.

E’ un sapere profondo, un sentire che nasce dal cuore e che ognuno deve raggiungere da sé, abbandonando le pretese di oggettività e di condivisione, per affidarsi alla guida di una soggettività diventata capace di accogliere senza discriminare.

Quando la maturità conquista l’autonomia e la responsabilità, l’amore conduce al raggiungimento di una spiritualità esclusivamente interiore, in cui il rapporto con l’incommensurabilità e la saggezza della vita non ha più bisogno di intermediari, ma trova nel cuore e nella coscienza di ciascuno la sua indiscutibile verità.

Senza padroni.

Carla Sale Musio

MyFreeCopyright.com Registered & Protected

No responses yet

Lug 20 2013

CHIACCHIERARE CON LA GUIDA INTERIORE

Abbiamo tutti un compagno di viaggio che ci accompagna lungo il corso della vita.

E’ un compagno discreto e totalmente privo di violenza.

Attende con rispetto un momento di attenzione per rivelarci una sapienza capace di cambiare in meglio la nostra realtà.

Ma per accoglierlo bisogna aprirsi alla sua esistenza, con fiducia e senza aspettative.

Solo così si formano nel cuore le risposte alle nostre domande e, nel tempo, quelle sensazioni trovano le parole per raccontarsi.

Esiste dentro ciascuno di noi la capacità di entrare in contatto con un serbatoio di saggezza spirituale che conosce tutte le risposte a tutte le domande.

E’ un principio etico capace di osservare le cose da un punto di vista più ampio e di tenere sempre presente che siamo parte di un insieme più grande.

Chiamiamo questo compagno di viaggio: Sé Divino, Guida Spirituale, Angelo Custode, Saggezza Universale …

I nomi indicano l’esistenza di un qualcosa che è presente dentro di noi e che funziona a prescindere dalla logica, un quid capace di utilizzare criteri diversi dalla razionalità e che agisce secondo i parametri dell’infinito.

Non siamo abituati a pensare la Totalità.

L’infinito ci fa paura e ci è difficile anche soltanto immaginarlo.

Preferiamo concentrarci sulla separazione, sul mio e sul tuo, evidenziando e combattendo le diversità ma, così facendo, perdiamo di vista il noi, il Tutto di cui siamo parte e che ci appartiene.

La comprensione del Tutto, però, è indispensabile per la sopravvivenza perché ci consente di considerare l’equilibrio delle cose, l’ecosistema essenziale alla vita, il pianeta nella sua totalità.

Leggere la realtà a compartimenti stagni, invece, genera separazione, barriere, conflitti, guerra… e tutte quelle sopraffazioni che stanno avvelenando il mondo e provocando tanta sofferenza.

Il ritmo frenetico della quotidianità ci distoglie dalla concentrazione necessaria a sperimentare la Totalità e ci spinge a combattere costantemente contro un mondo pieno di avversari, facendoci sentire sempre più soli.

Anche in mezzo a tanta gente.

La percezione di una realtà frammentata in pezzi separati e distinti, ci confina dentro la convinzione che la vita debba inevitabilmente fondarsi sullo sfruttamento e sulla morte di qualcun altro.

“Mors tua vita mea” è il motto che ci costringe a vivere nella paura, perché da un momento all’altro le circostanze possono ribaltarsi trasformandoci nelle vittime inermi di qualche predatore più prestante e agguerrito di noi.

Così, immersi dentro una battaglia quotidiana per la sopravvivenza, perdiamo di vista il nostro prezioso compagno di viaggio e la sua muta verità, trascurandone i consigli e ignorandone la profonda saggezza.

In un angolo dell’inconscio, però, la consapevolezza dell’inscindibile unità di tutte le cose aspetta pazientemente di ricevere un poco di attenzione per manifestare finalmente la sua sapienza nella coscienza e nella realtà.

A volte questa presenza spirituale ci appare nei sogni o in quei pensieri fugaci che attraversano la mente con un’intuizione improvvisa, rarefatta e piena di verità.

Purtroppo, dimentichiamo rapidamente i consigli ricevuti in questo modo, lasciando che stili di pensiero indotti dall’esterno, più concreti e meno volatili, spadroneggino nella nostra psiche, incatenandoci sempre di più alle consuete fatiche di ogni giorno.

Il benessere psicologico, però, non può prescindere dalla consapevolezza che la vita sia qualcosa di più che un carico di doveri e di difficoltà dove il più forte vince e il più debole soccombe.

Ascoltare la Guida Interiore ci ricorda che è importante mantenere accesa la comprensione del nostro essere insieme, frammenti di un Tutto più grande che, abbracciando ogni cosa, accomuna e tutela.

Siamo tutti parte di una stessa realtà in cui ogni presenza arricchisce la Totalità di una espressione nuova, spingendoci a conoscere e integrare le diversità.

La nostra Guida Spirituale lo sa.

Sa che ogni cosa, ogni evento, ogni essere con cui veniamo in contatto, sollecita un aspetto diverso della realtà e di noi stessi, amplificando le nostre risorse e le nostre possibilità.

Sa come interpretare gli avvenimenti e cogliere, dietro alle apparenze, il significato profondo che rende importante ogni accadimento e ogni vita.

Occorre solo prestare orecchio alle sue indicazioni concentrando l’attenzione su ciò che è dentro (invece che su ciò che è fuori).

E permettendo che le sensazioni prendano il posto delle parole e dei tanti doveri che riempiono le nostre giornate.

Stare in silenzio con se stessi senza focalizzarsi su nulla in particolare, lasciando spazio a questa impalpabile presenza, ci apre al linguaggio delle sensazioni e ci conduce progressivamente a incontrare una profonda saggezza interiore.

Non siamo abituati ad ascoltare il silenzio pieno di verità che caratterizza il mondo interno, ma quando ci concediamo di mettere in pausa il fare, lasciandoci semplicemente essere, una nuova consapevolezza prende forma dentro di noi e ci rivela la sua sapienza.

Molti chiamano questo stato di partecipazione non focalizzata: meditazione.

Possiamo impararne i principi e le tecniche in tanti corsi e scuole.

Ma ciò che rende difficile la sua applicazione nella vita di tutti i giorni è la constatazione che per meditare non ci sono istruzioni dettagliate, né regole o metodo.

Infatti, non esiste un modo di fare la meditazione, non c’è una tecnica o una ricetta.

Perché la meditazione non si fa.

La meditazione è.

E’ un modo di essere.

Si tratta di spostare l’attenzione dall’esterno all’interno e di lasciare che quel qualcosa si manifesti. Senza giudicarlo, senza imbrigliarlo, senza prevederlo.

Per incontrare la Guida Interiore bisogna diventare la meditazione stessa.

Ed essendo la meditazione… qualcosa dentro di noi fa clik! … e ci trasporta in una conoscenza diversa, in uno spazio in cui finalmente è possibile ascoltare la voce silenziosa della nostra intuizione.

Più ci permettiamo di essere aperti ad accoglierne la diversità, più la sua saggezza ci mostra possibilità nuove per affrontare la vita di tutti i giorni.

Una chiacchierata con la Guida Spirituale è fatta di silenzio e di totalità e ci ricongiunge con la sapienza dell’infinito, permettendoci di accogliere tutto.

Senza giudizio.

E con semplicità.

leggi anche: 

CHANNELING: ascoltare la spiritualità interiore 

TELEPATIA  

MyFreeCopyright.com Registered & Protected

No responses yet

Giu 28 2013

DIO E’ IN ESTINZIONE

 

La spiritualità è strettamente intrecciata con la sensibilità e accompagna ogni gesto compiuto con amore.

Dentro ciascuno di noi, esiste un principio divino che anima la tenerezza, la comprensione, la fratellanza e il desiderio di vivere insieme in armonia.

L’amore e la necessità di condividerlo con gli altri, intrecciano i nostri primi passi nell’esistenza e sono il tessuto sul quale si svilupperanno la personalità e il carattere.

Tutti i bambini nascono buoni, amorevoli, empatici e pronti a condividere la propria vita con gli altri.

Il loro fisiologico egocentrismo li porta spontaneamente a non percepire divisioni.

E’ solo crescendo che si strutturano le barriere, l’individualismo, la sopraffazione, il razzismo, e si comincia a distinguere chi è uguale da chi è diverso, chi è giusto e chi è sbagliato, i buoni e i cattivi.

Per sopravvivere i piccoli hanno bisogno di ricevere approvazione e amore, e pur di ottenerli modellano i propri comportamenti, amputando parti di sé e del proprio modo di amare, in nome dell’appartenenza al gruppo nel quale si riconoscono.

Per questo la spiritualità è spesso esiliata in una segreta dell’inconscio e asservita al bisogno di ricevere conferme e accettazione dal mondo.

La voce dell’anima sussurra le sue istruzioni al cuore, segnalando ciò che è ingiusto, crudele, prepotente, egoista… e mostrandoci la strada dello scambio, della solidarietà e dell’aiuto reciproco. Ma quando i suoi suggerimenti sono in conflitto con lo stile di vita della società in cui viviamo, preferiamo non ascoltarla e nascondere, anche a noi stessi, la sua presenza.

La nostra parte spirituale è discreta, attenta, generosa, rispettosa, altruista… e pronta a farsi da parte ogni volta che viene ignorata.

Quando lasciamo che l’ambiente stabilisca i comportamenti che bisogna avere, soffochiamo la scintilla divina nel conformismo, impedendo alla sua luce di illuminare le nostre azioni e lasciando che l’egoismo e la prepotenza spadroneggino nella personalità e nella vita.

L’essere soprannaturale che chiamiamo Dio, non è un vecchio millenario nascosto tra le nuvole a osservare i nostri passi.

Ciò che chiamiamo Dio è un principio spirituale tatuato nel DNA di ogni essere vivente.

Dio è la sostanza di cui è fatta la spiritualità, la trama che intreccia l’esistenza e riempie la vita di significato, la pulsazione che cuce gli eventi e da forma alla realtà, l’origine di tutto ciò che è.

La spiritualità è qualcosa che oltrepassa i limiti della logica e ci trasporta dentro una comprensione più profonda, fatta di energia, di emozioni e d’intimità con noi stessi.

Il mondo interiore è il regno di Dio, lo spazio senza limiti in cui è possibile sperimentare ciò che trascende ogni cosa per diventare Tutto.

L’amore travalica i confini della materialità.

Nel mondo dei sentimenti, nelle emozioni e nei vissuti interiori possiamo incontrare Dio, la nostra spiritualità.

La sua presenza si rivela nella profondità di noi stessi, nel luogo della nostra intimità, nel segreto che sta dietro i pensieri e precede le azioni, nell’intenzione del gesto, nell’obiettivo che muove le scelte, in ogni cosa che esiste dentro prima che fuori.

In quel segreto, Dio ci mostra la verità e rivela la sua esistenza.

In quel silenzio fatto di emozioni possiamo incontrare la spiritualità.

Nel luogo sacro della nostra interiorità.

Nello spazio privato dove abbandoniamo tutte le maschere per rimanere finalmente nudi, privi di finzioni e d’importanza, senza armi, senza certezze e senza falsità.

Un luogo in cui nessuno è ammesso e nessuno può curiosare, dove è possibile operare indisturbati, tanto… nessuno vede.

E siccome nessuno può conoscere i crimini che commettiamo nel segreto di noi stessi, è proprio lì che crocifiggiamo impunemente Dio, sicuri di poter contare su di una assoluta omertà.

Tronfi del nostro sentirci approvati e riconosciuti dal mondo… proprio per questo genere di torture.

Torture lecite.

Compiute col diritto dell’impunità.

Crimini incontestabili.

Dio non parla e non ci tradirà.

Si lascerà immolare in nome del nostro bisogno di apparire, di conquistare un briciolo di approvazione, di sfuggire la paura della derisione del branco.

Dio sa tacere, sa tenere il segreto, sa morire, sa straziarsi di dolore.

E poi sa risorgere.

Sa rinascere.

Sa resuscitare e rialzarsi dalle ceneri, rinvigorito e nuovo come la fenice, pronto a morire ancora infinite altre volte.

Questo è Dio.

La sostanza immortale da cui emerge la vita.

Dio è tutto e niente contemporaneamente.

Maschio e femmina.

Uomo e animale.

Buono e cattivo.

Debole e forte.

E’ la conciliazione degli opposti in una saggezza che trascende il sapere per innalzarsi nell’anima di ognuno, dentro un sentire che non ha più bisogno di parole.

Dio è la nostra natura originaria, il paradiso perduto che abbiamo bisogno di ritrovare per diventare finalmente noi stessi.

Ma questo Dio, così presente e imprendibile, ha bisogno d’identificazione e ci chiede il coraggio dell’autenticità.

Non si può rivestirlo di bugie senza perdere per sempre il paradiso e sprofondare lungo una vita priva di amore.

Non si può addomesticarlo dentro i falsi bisogni indotti dal conformismo della “normalità”.

Non lo si può rinchiudere dentro una prigione.

Dio non è normale.

E’ vero.

E’ l’essenza inesplorata della vita, l’amore privo di confini, colui che aspetta, oltre il tempo, il momento di svelarsi e farci dono dell’onnipotenza.

Senza compromessi.

E senza falsità.

L’amore è il potere più grande che ci sia.

Uccidere Dio dentro di sé, significa perdere lo scettro della regalità e trasformarsi in schiavi nella propria prigione.

Carla Sale Musio

leggi anche: 

RAZZISMO INTERIORE

MALTRATTARE LE DONNE  

MyFreeCopyright.com Registered & Protected

No responses yet

Feb 12 2013

Campo energetico, chakra, aura, prana… e altre pericolose verità!

Le parole chakra, aura, prana… suscitano sempre curiosità e scetticismo insieme.

Le nostre parti bambine sentono che la vita non può essere soltanto materialità e concretezza.

Le parti adulte, invece, hanno imparato a considerare vero solo ciò che può essere toccato e misurato.

Di solito, di fronte a questi argomenti, nella personalità si scatena il conflitto e, se per un po’ ci appassioniamo, ci interessiamo, seguiamo questa o quella teoria tenendo a bada il nostro scetticismo, finisce sempre che poi, per un motivo o per l’altro, abbandoniamo tutto.

Non è facile mantenere la continuità quando si tratta di realtà che la maggior parte delle persone ignora o condisce con risolini di sufficienza.

Occuparsi di ciò che non si percepisce con i sensi fisici è poco agevole, la derisione e lo sfottò degli altri finiscono per catapultarci nello scoraggiamento, inducendoci a interrompere le nostre ricerche.

Tutto ciò che non si può toccare, solitamente è bocciato come inesistente.

Gli psicologi lo sanno bene. E nel tempo hanno dovuto imparare a farci i conti.

Si. Perché la psiche non si può toccare, non si può misurare, non si capisce bene in quale parte del corpo sia localizzata e soprattutto non si può MAI replicare.

Insomma ce n’è abbastanza da ottenere il discredito di qualunque scienziato!

Così, con la sensazione di essere un po’ pazzi e anche un po’ sciocchi, gli psicologi hanno dovuto misurarsi da sempre.

Soprattutto alla nascita della psicologia.

Un tempo, infatti, i nostri studi non erano presi neanche in considerazione dalla accademia scientifica.

Per la scienza esisteva la medicina… tutto il resto era filosofia!

E poiché la psicologia non è mai stata né l’una cosa né l’altra… be’… per i primi psicologi la vita non è stata facile!

Ancora oggi, capita di sentire qualche “non addetto ai lavori” affermare con superiorità: “Noooo. Io alla psicologia non ci credo!” come se si trattasse di una superstizione e non di una scienza con tanto di facoltà universitarie, esame di stato, specializzazioni, albo e ordine.

Gli psicologi hanno imparato a cimentarsi con ciò che non è visibile, misurabile o replicabile, ma che ci mostra la sua esistenza dai suoi effetti.

La prova certa, per gli psicologi, non è, come per i fisici o i biologi, la misurazione in laboratorio ma il cambiamento.

E sul cambiamento basano le loro teorie.

Mi spiego meglio.

Se il sig. Giovanni soffre di attacchi di panico e, nonostante le rassicurazioni degli amici, i tranquillanti e le vacanze, non riesce a vederli sparire, agli psicologi non importa sapere in quale punto del suo stomaco è localizzato quel senso di vuoto che lo fa andare in pezzi e lo terrorizza.

Agli psicologi importa cosa ha il potere di cambiare questa situazione facendo sentire il sig. Giovanni tranquillo, soddisfatto e partecipe in ciò che fa.

Di solito, questo cambiamento non si ottiene grazie a una ricetta pratica e concreta del tipo: “Indossi solo abiti di colore blu” o “Mangi prevalentemente frutta”. Ma è la conseguenza di una ridefinizione globale delle aspettative, dei sogni, delle scelte e dei pensieri che il sig. Giovanni dovrà compiere da solo, aiutato dalle domande del suo psicoterapeuta.

Il cambiamento negli atteggiamenti del sig. Giovanni provoca la scomparsa dei suoi attacchi di panico e, per noi psicologi, costituisce una certezza scientifica dell’esistenza della psiche e dell’efficacia della psicoterapia.

Il campo energetico delle persone è qualcosa di molto simile alla psiche, infatti, anch’esso non è localizzato in un punto preciso, non è misurabile, non si può toccare, ma, proprio come la psiche cambia quando cambiano le nostre scelte, le nostre aspettative, i nostri sogni e i nostri pensieri.

E lo stesso si può affermare a proposito dell’aura, dei chakra o del prana.

Per chi non lo sapesse:

  • campo energetico e aura sono nomi differenti per indicare: un corpo impalpabile, luminoso e vibrante che circonda e compenetra il corpo fisico.

  • chakra, invece, sono dei vortici energetici a forma di cono, che si trovano in diversi punti dell’aura, ubicati rispetto al corpo fisico in corrispondenza delle 7 principali ghiandole endocrine, e che permettono al prana di fluire verso l’esterno e verso l’interno.

  • prana letteralmente significa vita, ma anche respiro e spirito. Secondo la filosofia induista tutti gli esseri viventi, in quanto tali, sono dotati di prana, la cui conservazione deriva dal corretto svolgimento di tutte le funzioni psicologiche, emotive e fisiologiche necessarie al mantenimento armonico dell’equilibrio.

In occidente, la medicina e la scienza hanno sempre deriso e snobbato la saggezza orientale che parla di aura, chakra e prana, ignorandone gli insegnamenti, enfatizzandone i fallimenti e chiamando altezzosamente “guarigioni miracolose” i risultati positivi ottenuti applicando le sue metodiche.

Come psicologa e come persona, ne sono sempre stata attratta e me ne sono spesso occupata, cercando di selezionare le informazioni corrette da quelle dettate dall’ignoranza e dal discredito che purtroppo circonda questi studi.

Secondo quanto sostenuto dai Maya, il 21 dicembre 2012 si è compiuto un cambiamento epocale importantissimo.

Questo cambiamento non riguarda la fine del mondo fisico, ma la fine di una limitazione energetica che da tanto tempo bloccava le nostre possibilità spirituali ed emotive rendendo difficile l’osservazione dei campi energetici.

Tutti quanti abbiamo notato, già da qualche anno, un aumento della sensitività, del sesto senso e delle percezioni paranormali.

Queste sono soltanto alcune evidenze di quel cambiamento.

Altre meravigliose scoperte si aprono in questo ricchissimo momento storico, dandoci nuove opportunità per non finire stritolati dal pessimismo delle crisi politiche ed economiche che stiamo attraversando.

Ritengo che queste verità non possano più essere trascurate. E’ importante condividerle e divulgare un’informazione priva di pregiudizi, in modo da permettere a tutti l’esperienza personale con l’energia interiore e con il cambiamento dimensionale che stiamo vivendo.

Per poterlo fare in modo competente ed efficace, ho chiesto la collaborazione a una persona che ha dedicato la propria vita allo studio di questi argomenti e che ha strutturato un interessante approccio metodologico, chiamato Sintesi Personale.

Nei prossimi giorni pubblicherò un’intervista a Benedetta Veroni che da anni si occupa dell’uso dell’energia nel campo del benessere individuale, e che ha accettato di condividere la sua esperienza con il movimento io non sono normale: IO AMO.

MyFreeCopyright.com Registered & Protected

No responses yet

Gen 12 2013

CHANNELING: ascoltare la spiritualità interiore

La parola channeling si riferisce alle comunicazioni avute per via telepatica da tutte quelle forme di vita che non possiedono un corpo.

Channeling letteralmente significa: canalizzazione.

Un tempo le comunicazioni medianiche erano fenomeni rari, riservati a pochi individui chiamati medium, cioè persone capaci di abbandonare la propria identità per prestare il corpo a chi ne era privo. Grazie alla disponibilità di queste persone tante entità spirituali hanno potuto comunicare con noi e trasmetterci la loro filosofia ricca di amore e di saggezza.

Negli anni duemila la possibilità di comunicare con chi non ha un corpo è diventata molto diffusa e chiunque può canalizzare con facilità messaggi e indicazioni.

Ma, nonostante la sua attuale diffusione, il channeling è ancora guardato con timore e superstizione, e accomunato impropriamente con la magia nera.

Aprire il dialogo e parlare di questi temi non è semplice, perché l’ignoranza fa lievitare i preconcetti bloccando la diffusione delle informazioni e lo sviluppo delle conoscenze.

Oggi la peggiore forma di razzismo si accanisce soprattutto con chi non possiede un corpo, negando il diritto all’esistenza.

Tutto quello che non si può toccare, nella nostra cultura materialista è giudicato irreale e perciò da ignorare.

Con questa tracotante indifferenza, trascuriamo qualsiasi cosa sfugga ai cinque sensi.

La sensibilità, le emozioni, l’amore… appartengono al regno delle cose immateriali e per questo sono prive di considerazione, di rispetto e di cura.

Ma così facendo, ci dimentichiamo che proprio queste cose immateriali hanno il potere di rendere la vita degna di essere vissuta e appassionante.

Che vita sarebbe, infatti, una vita senza emozioni?

Se la depressione, la malattia del secolo, ci fa tanta paura è proprio perché la mancanza di emozioni che la caratterizza arriva a rendere preferibile anche la morte.

Il pensiero materialista con la sua pretesa di assoluta concretezza ha cancellato la sensibilità dalle persone, trasformandoci in robot senza cuore e facendo impazzire la psiche.

Infatti, trascurando i vissuti emotivi si creano i presupposti per una pericolosa mancanza di contatto con la parte più vitale di se stessi e si affonda progressivamente nelle sabbie mobili della malattia mentale.

Chi possiede una personalità creativa, però, non può ignorare il proprio mondo interiore e spesso vive fenomeni di channeling anche senza rendersene conto.

Queste persone canalizzano con facilità, entrando in contatto con informazioni e conoscenze che poi attribuiscono a qualche ispirazione improvvisa.

E’ importante far luce sulle esperienze di channeling sfatando i pregiudizi che le demonizzano e imparando a utilizzare questa meravigliosa risorsa spirituale che ci consente di attingere a una saggezza profonda, in grado di aiutarci a superare le difficoltà della vita.

Le guide spirituali, infatti, ci parlano tramite intuizioni improvvise che illuminano come bagliori il flusso dei nostri pensieri, mostrandoci un diverso modo di affrontare i problemi.

La dimensione immateriale permette a chi non ha un corpo di focalizzarsi sulle esigenze emotive e sui valori profondi della vita, senza lasciarsi abbagliare dalle apparenze ingannevoli della fisicità.

Chi non possiede il corpo, infatti, vive in una dimensione della coscienza diversa dalla nostra.

Una dimensione in cui lo spazio e il tempo non esistono e dove la fratellanza, l’amore e la condivisione sono le coordinate primarie.

Per comunicare con chi è immateriale, è indispensabile abbandonare la visione materialistica e spostarsi in una modalità percettiva diversa, basata sull’accettazione del proprio mondo interno.

E’ lì, infatti, che avvengono le comunicazioni e che prendono forma le risposte ai quesiti che spesso tormentano la nostra vita.

Saper fluire da una percezione centrata sui sensi fisici a un ascolto interiore, concentrato e privo di giudizio, è una maestria che s’impara lasciando emergere la fiducia nell’immaterialità e nella dimensione psichica.

Arroccarsi su parametri concreti, invece, impedisce questo tipo di contatto e non permette le comunicazioni.

E’ un po’ come intestardirsi a dialogare utilizzando una lingua sconosciuta all’interlocutore: chi ascolta percepisce tanti suoni di cui non riesce a cogliere il senso.

Permettendo a se stessi di frequentare la realtà immateriale della psiche e dei vissuti interiori, s’impara a lasciar fluire uno stato meditativo e concentrato più sull’interno che sull’esterno, e si creano le condizioni per il channeling.

L’immaterialità risuona sempre con la profondità della nostra vita interiore.

Più siamo attenti e sensibili al mondo interno più diventiamo abili nel riconoscerne le sfumature e l’armonia.

Quando invece ci lasciamo catturare dalla abbagliante concretezza della materialità, cadiamo nella trappola delle apparenze e finiamo per essere ipnotizzati dalla loro vuota superficialità.

Questo atteggiamento tutto rivolto all’esteriorità orienta paradossalmente il mondo interiore verso l’esterno e blocca la possibilità di conoscere la dimensione immateriale, impedendo il channeling e i contatti con le guide spirituali.

Ognuno però può arricchire la propria vita con questa fonte di saggezza interiore, capace di regalarci un punto di vista più ampio sui problemi.

Dialogare con la propria guida interiore, infatti, significa ritrovare la dimensione spirituale dentro di sé, e arricchire la vita con la profondità dell’amore (inteso non come un melenso volersi bene ma come il presupposto da cui prende forma la nostra stessa esistenza).

Le guide spirituali immateriali contemplano un punto di vista impossibile da raggiungere per chi ancora possiede un corpo e dalla loro dimensione priva di spazio e tempo osservano la nostra esistenza con gli occhi dell’infinito.

Le loro comunicazioni sono preziose perché ci aiutano a ricordare la nostra origine divina e ci segnalano l’eternità nascosta dietro l’incessante scorrere degli eventi.

Considerare la loro presenza al nostro fianco arricchisce la vita di possibilità e regala un contatto con i valori profondi dell’esistenza rendendo più limpido e più centrato l’approccio ai problemi di tutti i giorni.


Ma come avviene il channeling?


Il channeling avviene spontaneamente quando, dopo aver formulato una domanda, lasciamo la mente sgombra dai pensieri facendo il vuoto mentale.

In quell’attimo, in risposta a ciò che abbiamo chiesto, si formano nella nostra mente immagini, sensazioni o parole che vanno accolte senza giudizio, evitando di razionalizzarle immediatamente.

La dimensione immateriale, infatti, è priva di tempo e di spazio, e si manifesta con un’istantaneità che è difficile da gestire per chi come noi si è assuefatto allo scorrere del tempo.

Per comprendere appieno il significato di queste comunicazioni occorre lasciare che le risposte, condensate in immagini, sensazioni o parole, si traducano in una sequenza fruibile anche dalla nostra comprensione lineare e prevalentemente centrata sulla materialità.

E’ importante ricordare che le guide spirituali non vivono nella dimensione fisica e perciò il loro punto di vista è focalizzato sulla totalità dell’esistenza e sul significato profondo degli avvenimenti.

Questo rende il loro aiuto estremamente prezioso per noi che invece siamo immersi dentro alla concretezza e che, abbagliati dalla materialità delle cose, perdiamo facilmente di vista l’importanza di ciò che è privo di confini, rimanendo intrappolati dentro una visione della vita parcellizzata e perciò più limitata.

Una comunicazione spirituale si riconosce proprio dalla visione olistica e rispettosa della vita interiore.

Nell’immaterialità non esistono divisioni e ogni esistenza appartiene a un’unica realtà, per questo i messaggi delle guide spirituali non interferiscono mai con le questioni prettamente materiali e sono sempre molto attenti al mondo intimo, consapevoli che la riuscita della nostra vita dipende dal rispetto della sensibilità intrinseca a tutte le cose.

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro:

LA PERSONALITÀ CREATIVA

scoprire la creatività in se stessi per trasformare la vita

anche in formato ebook

MyFreeCopyright.com Registered & Protected

No responses yet

Nov 28 2012

… MA LE MAMME FANNO SESSO?

Solitamente l’immagine della maternità è proprio l’antitesi del sesso.

Forse perché il tabù dell’incesto ci porta a escludere istintivamente la sessualità dalla genitorialità…

Forse perché l’archetipo della Madonna, madre e vergine, condiziona la nostra fantasia…

Forse perché le mamme hanno sempre così tante cose da fare che non gli rimane più nemmeno una briciola di tempo da dedicare a se stesse… figuriamoci al sesso!

Forse perché ci dimentichiamo che le mamme diventano tali proprio grazie al sesso e perciò la sessualità le riguarda quanto ogni altro essere umano, se non di più.

Forse…

Fatto sta che è difficile immaginare una mamma erotica e sensuale.

Sembra che la parola “mamma” escluda la sessualità.

La mamma ce la raffiguriamo sempre alle prese con bambini, pannolini, merendine e compiti da fare… talmente indaffarata che probabilmente del sesso non si ricorda nemmeno.

Le nostre fantasie però sono ingannevoli e, separando la sessualità dalla maternità, censurano un aspetto importante dell’amore e inibiscono le mamme nel loro percorso di crescita interiore, sessuale e affettiva.

Ogni giovane donna, per costituzione, può diventare mamma.

E proprio questa potenzialità biologica rende le donne sensuali, affascinanti, erotiche e sexy.

La maternità è un aspetto imprescindibile della femminilità e ha un ruolo importante nella sessualità.

Anche quando una ragazza decide di non fare bambini.

Perché, a prescindere dalle gravidanze avute o non avute, tutte le donne hanno bisogno di sentirsi amate per la loro capacità di generare la vita.

L’uomo che sa amare e valorizzare il potere creativo della femminilità, permette alla sua compagna di raggiungere una più profonda intimità. Sessuale, emotiva e spirituale.

Separare la maternità dalla sensualità, invece, significa disprezzare la parte più intima e misteriosa di una donna, ferendo la sua femminilità.

Niente è più erotico per una ragazza, di un partner che trovi affascinante la sua creatività e che desideri avere dei bambini con lei.

(E questo è vero anche nel caso in cui lei stessa abbia scelto di non avere figli)

Maternità, creatività e sensualità sono aspetti inscindibili della femminilità, appartengono a tutte le donne e hanno bisogno di ricevere riconoscimento e attenzioni.

(Anche quando non è possibile né opportuno mettere al mondo dei figli)

Il potere creativo delle donne si può manifestare in tanti modi diversi, però affonda sempre le sue radici nella capacità femminile di generare la vita.

La maternità svela gli aspetti irrazionali e inquietanti della femminilità: l’istintività, l’attitudine e la curiosità verso tutto ciò che è invisibile e sconosciuto.

Il mistero della vita (e della morte) fa parte dell’universo femminile e intreccia la passione con la sensitività.

La maternità si colloca a pieno titolo nell’erotismo e nella sessualità.

Per questo le mamme hanno tanto a che vedere col sesso!

In un rapporto di coppia, la genitorialità non dovrebbe mai eclissare la sessualità ma, al contrario, dovrebbe condurre verso un più grande erotismo e una maggiore condivisione fisica, emotiva e spirituale.

Quando nasce un bambino, però, le mamme si lasciano assorbire totalmente dagli impegni e dal piacere della maternità e spesso dimenticano quasi del tutto la sensualità, trascurando il bisogno di intimità, di tenerezza e di coccole che precede e permette l’unione affettiva e sessuale.

Mentre i papà, invece di aiutarle, onorarle, apprezzarle e corteggiarle, finiscono per delegare l’accudimento dei figli, dedicandosi agli impegni fuori di casa.

Questa frattura tra la vita famigliare, considerata prerogativa del femminile, e il mondo esterno, considerato territorio maschile, corrisponde a una frattura nella relazione di coppia e si ripercuote inevitabilmente sulla sessualità, creando una distanza che impedisce la condivisione e l’intimità.

La gravidanza, il parto e l’arrivo di un bambino, sono momenti di grande trasformazione per una donna, che affronta il mistero della nascita e della morte ed entra in un contatto più profondo con la propria spiritualità.

E’ proprio in quei momenti che lo scambio nella coppia si fa più intimo e profondo, rendendo l’orgasmo un’occasione di abbandono e di conoscenza reciproca, un momento in cui spogliarsi dei ruoli e delle responsabilità e condividere la nudità dell’anima insieme con quella del corpo.

La sessualità è il motore della crescita interiore, un luogo di passaggio in cui aprirsi alla verità, di se stessi come dell’altro.

Troppo spesso, però, le immagini erotiche di cui nutriamo la nostra immaginazione sono malate di sopraffazione e violenza, somigliano alla pornografia e finiscono per metterci a disagio quando le associamo alla maternità.

Per paura di sporcare la genitorialità di perversione, si censura l’erotismo, considerato ingiustamente colpevole di un immaginario pornografico e superficiale, e si evita la scoperta di una sessualità più intima e complice.

In questo modo cestiniamo in blocco la sensualità impedendoci di sperimentarne gli aspetti più belli, legati alla conoscenza reciproca e al piacere di usare il corpo per rivelare le profondità dell’anima.

Essere mamma significa anche: entrare in contatto con una più profonda passionalità.

Scoprire una sessualità che rivela l’anima e parla all’autenticità di ciascuno.

Le mamme non dovrebbero MAI dimenticare che il sesso ha un posto importante nell’Amore.

Nella sessualità, come nella maternità, si conosce il mistero della vita.

In un rapporto di coppia il sesso è la via maestra per incontrare la spiritualità.

MyFreeCopyright.com Registered & Protected

No responses yet

Dic 23 2011

MAGIA NERA, ARCHETIPI E SPIRITUALITÀ

Parlare di paranormalità scatena spesso paure legate all’esistenza della magia nera.

Sortilegi, fatture, filtri d’amore, bamboline infilzate di spilli, fantasmi…

Nell’immaginario collettivo si aprono ricordi angoscianti di racconti misteriosi, tramandati sottovoce e carichi di pericoli oscuri.

Storie che facevano allungare le orecchie ai bambini e turbavano il sonno per giorni e giorni.

L’occultismo, il satanismo, la stregoneria, sono usi perversi di potenzialità psichiche che appartengono a tutti e che in sé non sono né buone né cattive.

L’uso negativo che se ne fa dipende dalle persone che le utilizzano.

La nostra psiche ha la capacità di estrarre dal calderone dell’inconscio le conoscenze più svariate.

E’ un processo poco logico ma molto naturale e si basa su criteri affettivi.

La logica del cuore funziona per simpatia.

Ciò che abbiamo dentro in un determinato momento, muove la nostra psiche e la orienta come se fosse una bussola, guidandola verso quello che le è affine.

Non bisogna spaventarsi ma impiegare al meglio questi strumenti.

Certamente la paura non è un buon alleato, perché indirizza il modo interno verso scenari di disgrazie e pericoli, avvelenando in questo modo la nostra fiducia.

Ma… ogni veleno ha il suo antidoto!

LA PAURA SPARISCE QUANDO

CI SENTIAMO PROTETTI

La prima cosa da verificare quando ci si avventura nei mondi dell’intuizione e della sensitività è: la sensazione di essere protetti.

Nell’inconscio esistono delle forme predefinite, chiamate: archetipi, formatesi nel corso della storia dell’umanità.

Possiamo immaginare gli archetipi come scatole che contengono sentimenti, sensazioni ed esperienze affini.

Per esempio l’archetipo dell’albero raccoglie in sé tutti i sentimenti, le sensazioni e le esperienze che l’umanità ha provato in relazione all’albero.

Qualcosa del tipo: forza, flessibilità, protettività, riparo, solidità, utilità, calore, frescura, ombra, amore, eccetera.

Gli archetipi sono dei condensati di energia.

Infatti, i sentimenti sono energia. Energia emotiva. L’energia del cuore.

Se ci vogliamo avvicinare in sicurezza a qualcosa di sconosciuto, conviene armarsi di un archetipo difensivo, qualcosa o qualcuno che riteniamo spiritualmente buono, forte e capace di tutelarci.

Per esempio: uno Spirito Guida, un Angelo Custode, un Saggio, un’Energia Luminosa.

Questo perché nel mondo immateriale ci si muove con strumenti immateriali, adeguati a quella dimensione della coscienza.

La nostra coscienza si articola su dimensioni diverse e ognuna ha le sue leggi e le sue regole che bisogna conoscere per non incorrere in fraintendimenti e delusioni.

Le dimensioni della coscienza sono realtà diverse, di cui possiamo essere consapevoli o no.

Una di queste, ma non l’unica, è la realtà materiale/fisica in cui ci muoviamo prevalentemente e di cui conosciamo le leggi.

Un’altra è la realtà dei sogni, nella quale agiamo per lo più inconsapevolmente e di cui possediamo solo poche chiavi.

Un’altra ancora è la realtà meditativa dove molti entrano senza saperlo perché ne ignorano la specificità.

Molte dimensioni della coscienza rimangono per noi del tutto inconsapevoli durante la maggior parte del tempo.

Poiché non ne conosciamo l’esistenza e non le prendiamo in considerazione, lasciamo che esistano soltanto nell’inconscio.

L’inconscio, a sua volta, è anch’esso una dimensione della coscienza, la più grande, quella che contiene tutto ciò che non sappiamo.

Per sperimentare la paranormalità senza averne paura, bisogna instaurare un rapporto di fiducia con un archetipo protettivo, in grado di mettere in fuga scenari negativi e superstizioni.

Naturalmente non vi sto consigliando di parlare da soli con una statuetta della Madonna o con qualche Amuleto Sacro.

Vi sto suggerendo di aprirvi interiormente a qualcosa che reputate più saggio, più profondo e più buono di voi.

Mi riferisco a un’immagine spirituale interiore.

Niente di concreto (perché non è concreto quello che stiamo cercando di conoscere) ma, psicologicamente, molto potente.

La paranormalità non è materiale (come non lo sono il pensiero, l’amore o la psiche) ma (proprio come il pensiero, l’amore o la psiche) ha effetti concreti sul nostro benessere o malessere.

Vi ho suggerito di scegliere un Protettore Spirituale perché le paure pescano dall’inconscio proprio le immagini che le confermano.

Quando ci si sente protetti, però, si diventa sicuri e fiduciosi e questo stato d’animo permette di vivere situazioni ricche di valore e di significato.

Il mondo interiore interagisce sempre con la realtà di ciò che ci succede, anche se ci riesce difficile ammetterlo.

Conoscere le modalità su cui si basa la conoscenza affettiva ci permette di fare esperienze in grado di migliorare la qualità della nostra vita.

Al contrario, ignorare l’esistenza dei meccanismi e dei vissuti psicologici provoca sofferenza e produce esperienze negative.

La paranormalità, con il suo corollario di fenomeni intuitivi e sensitivi, perde quell’aura di minaccia e di superstizione quando ci si sente uniti a un’energia spirituale elevata.

E poiché riguarda una dimensione in cui le immagini sono più appropriate del linguaggio e delle parole, a questa energia spirituale è utile dare una fisionomia.

Qualsiasi sia l’aspetto che sceglieremo, un Saggio, il Cristo, un Lupo Bianco… servirà a identificare con facilità quell’energia protettiva che ci consente il contatto con vissuti e situazioni favorevoli per noi.

Il cuore non è normale.

E’ vero.

MyFreeCopyright.com Registered & Protected

No responses yet