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Apr 09 2018

SINCERITÀ

Nel nostro mondo la sincerità è un valore desueto.

La specie umana predilige l’apparenza e guarda con disprezzo l’autenticità.

Soprattutto quella che interessa le emozioni.

Oggi da noi è di moda l’impassibilità.

E tutto ciò che non le appartiene: lacrime, rabbia, ilarità, nervosismo, ansia, paura… è giudicato poco maturo, inadeguato, sciocco, infantile.

O, addirittura, bestiale.

Le bestie, infatti, sono l’emblema della stupidità, creature nate per soddisfare i bisogni dell’uomo, prive di saggezza e di sensibilità.

Ma proprio quella sensibilità che dovrebbe segnare il confine tra l’umanità e la bestialità è demonizzata in favore di un’asettica mancanza di emozioni.

La maturità per la specie umana è fatta di distacco e indifferenza.

In virtù di questo imprescindibile precetto comportamentale gli animali incarnano ai nostri occhi il prototipo della brutalità.

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Ma è proprio vero?

Empatia e sensibilità sono prerogative della nostra specie?

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Di sicuro le culture degli animali prevedono un’espressione immediata e diretta degli stati d’animo, tuttavia questa sincerità non contempla la brutalità che compenetra la civiltà degli uomini.

La vendetta, le guerre, le armi, lo schiavismo, l’usura, la pedofilia… sono crimini sconosciuti alle altre specie.

Contrariamente a quanto si crede, i saperi diversi dal nostro sono basati su valori fatti di umiltà, onestà e rispetto.

I fautori della superiorità umana additano la voracità che spinge alcuni animali a uccidere per sopravvivere.

Queste persone dimenticano velocemente la crudeltà con cui la nostra specie distrugge il pianeta e la vita.

Guardiamo inorriditi il leone rincorrere e uccidere a morsi la gazzella per cibarsene…

Tuttavia sorridiamo compiaciuti davanti ai pezzi di carne sanguinolenti esposti sui banchi del supermercato, come se la bistecca non fosse il corpo di qualcuno e atterrasse nei nostri piatti alla stregua di un frutto caduto dalla pianta.

E, mentre soppesiamo quelle carni incellofanate sentendoci montare l’acquolina in bocca (ignari dei loro sogni, del loro mondo e della loro cultura) nascondiamo a noi stessi l’angoscia, il dolore e la tortura che quei corpi straziati hanno dovuto sopportare.

La crudeltà appartiene alle bestie.

Si sa.

Ce lo insegnano le favole e anche le religioni.

Noi possediamo una profonda umanità ed una civiltà che ci educa ad allevare creature innocenti per soddisfare il nostro palato.

Da noi la sopravvivenza non è un problema.

Piuttosto è problematica l’obesità.

Consideriamo il piacere del gusto al primo posto nella convivialità e in nome della famiglia e della gola non esitiamo a sacrificare milioni e milioni di vite innocenti.

È grazie a questa nostra civiltà basata sul piacere della gastronomia che veneriamo l’alimentazione come se fosse un Dio, considerando stupide tutte le altre creature viventi.

Così, mentre le specie diverse dalla nostra agiscono l’aggressione necessaria alla loro sopravvivenza, noi stimoliamo in modo abnorme il desiderio del gusto incrementando la violenza insieme a tante altre patologie.

Esclusivamente umane.

La sincerità è un comportamento che caratterizza le bestie.

Noi esseri umani, invece, scegliamo una comunicazione capace di nascondere ciò che si muove nel mondo interiore per mostrare solamente il volto richiesto dalla società.

Nascono così tante malattie sconosciute agli animali, prendono forma dalla spaccatura che divide l’autenticità dalle relazioni, crescono dentro insieme alla finzione indispensabile all’omologazione richiesta per sentirci parte del nostro branco.

La cultura delle altre specie non scinde il messaggio dal suo contenuto, non parla una lingua diversa da ciò che suggerisce il cuore.

Le bestie sono incapaci di mentire e preferiscono subire la prepotenza dell’uomo piuttosto che usare la simulazione a proprio vantaggio.

Nel mondo degli animali:

  • non è prevista la menzogna e non esistono malattie psichiche perché non è possibile nascondere la verità tra ciò che succede dentro e ciò che invece si manifesta fuori

  • l’autenticità è un valore imprescindibile

  • il linguaggio è quello delle emozioni

  • la cultura riguarda la relazione con se stessi e con le altre specie viventi

  • la vita è fatta dell’equilibrio che si raggiunge con l’ecosistema

Nel nostro mondo invece ci sono tanti livelli e tanti discorsi volti a occultare la verità e soprattutto il dolore.

Ma i vissuti indicibili premono dentro fino a soffocare l’espressione della propria individualità.

E, mentre ci sforziamo di diventare parte di un branco a cui chiediamo ardentemente l’approvazione, perdiamo il contatto con la nostra profondità finendo per sentirci sempre più soli.

È questo il prezzo che la civiltà umana richiede in cambio dell’appartenenza, insegnandoci ad abbandonare noi stessi per paura di essere abbandonati.

Carla Sale Musio

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