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Giu 22 2018

CAOS INTERIORE & PACE NEL MONDO

La pace nel mondo è la conseguenza di un cambiamento della coscienza.

La rivoluzione decisiva avviene dentro se stessi e poggia sull’accoglienza della molteplicità che caratterizza la psiche e sulla capacità di tollerare il caos interiore che ne consegue.

È questo lo scoglio più difficile da superare se vogliamo costruire un mondo migliore.

Sapere che dentro di noi convivono infinite possibilità espressive è il primo step di un percorso che attraverso l’accettazione dell’incoerenza (corollario inevitabile della molteplicità) raggiunge l’integrazione interiore e la consapevolezza della Totalità, anche nella dualità in cui viviamo.

Ogni cosa richiama il suo opposto.

Tuttavia, permetterne la convivenza dentro di sé non è facile.

Bisogna sopportare l’incoerenza e la confusione, quel senso di insostenibilità che accompagna la saggezza insieme alla follia.

Significa comprendere che l’identità è soltanto un vestito che scegliamo di indossare più spesso degli altri e che possiamo decidere di cambiare in ogni momento.

Vuol dire tollerare che la bontà non può prescindere dalla cattiveria, che l’egoismo accompagna sempre la generosità, che la flessibilità porta con sé la rigidità e che la tolleranza richiama l’intransigenza. 

È difficile far convivere gli opposti nel mondo interiore senza sentirsi vittime di una pericolosa patologia psichica.

Eppure…

Dall’accettazione di questa complessità prende forma una società capace di abbracciare la diversità e di gestire la convivenza di tante creature differenti.

E uniche.

Dobbiamo assumerci la responsabilità della Totalità da cui tutti proveniamo e imparare che ogni evento è un’occasione per conoscere la nostra multiforme verità.

Anche quando a prima vista non ci piace.

Dietro ogni esperienza si nasconde un tesoro, un prezioso insegnamento che è necessario liberare per scoprirne le qualità.

Proprio come si fa con un diamante ancora grezzo.

Ogni cosa che ci succede è lo specchio del nostro mondo intimo.

E combattere non servirà ad altro che a far crescere la guerra.

Dentro e fuori di sé.

Occorre piuttosto apprendere a distillare la consapevolezza da ogni avvenimento.

Il loto cresce nel fango.

Così, la pace è la conseguenza di una Democrazia Interiore capace di accogliere senza combattere, lasciando emergere i doni preziosi nascosti dietro alle cose che non ci piacciono.

La nostra identità è l’Infinito.

Un Infinito che forse non riusciremo mai a padroneggiare totalmente in una vita sola, ma che ci guida verso una conoscenza sempre più ampia e sempre più intima.

Fino a raggiungere quell’integrità in grado di far convivere il particolare con l’universale, lo Ying con lo Yang, la luce con il buio, il bene con il male.

La rivoluzione è una trasformazione intima e profonda, un cambiamento nella lettura degli eventi, una magia capace di mostrarci ciò che siamo e farci diventare Tutto e Niente nello stesso momento.

Solo così la saggezza può prendere a braccetto la follia e danzare al ritmo della Vita attraversando le dimensioni.

Della coscienza come della realtà.

Carla Sale Musio

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TUTTO È ENERGIA

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Lug 22 2014

CAMBIARE SE STESSI PER CAMBIARE IL MONDO

 

Non è possibile fare la rivoluzione… se prima non si rivoluziona il proprio modo di essere!

La vita rispecchia il sentire profondo delle persone, modellandosi sulle aspettative e sulle scelte di ognuno.

Si potrebbe obiettare che “la realtà esiste a prescindere dai vissuti interiori e dalle emozioni della gente” ma, a questo proposito, conviene aggiornare le proprie convinzioni, informandosi un po’ di più sulle scoperte della fisica quantistica.

Studiando il comportamento delle particelle, infatti, gli scienziati hanno verificato che il mondo e l’inconscio intessono una stretta relazione tra loro, scambiandosi l’energia creativa e plasmando la realtà fino a forgiare gli eventi che costellano la nostra esistenza.

Quello che pensiamo, proviamo, affermiamo e crediamo, influenza gli avvenimenti molto più di quanto siamo disposti ad ammettere, dando forma al nostro presente e guidandoci nel posto giusto al momento giusto o nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Attiriamo sempre le circostanze in cui ci troviamo a vivere perché, anche senza saperlo, siamo davvero noi gli artefici del nostro destino!

Il mondo esterno riflette la vita interiore in misura molto maggiore di quanto il materialismo ci abbia voluto far credere.

Per questo, nonostante gli sforzi compiuti per modificare le situazioni, spesso finiamo per ritrovarci a vivere dentro scenari uguali!

Nei momenti di difficoltà, davanti alle cose che non ci piacciono, scagioniamo noi stessi sostenendo la criminalità della sfiga, del destino o della natura, per esorcizzare l’inquietante sensazione di pilotare l’esistenza senza aver individuato il pannello dei comandi.

Ma la paura superstiziosa che serpeggia in fondo all’anima, nasconde una verità e ci ricorda che, oltre ad essere gli attori sul palcoscenico della vita, ne orchestriamo anche la regia!

L’inconscio, infatti, orienta le circostanze, richiamando gli avvenimenti che più si accordano con le profondità della nostra anima.

Ecco perché non è possibile modificare la realtà che ci circonda senza aver prima trasformato la verità interiore che la manifesta.

La sostanza di cui è composta l’esistenza è un’energia plastica e duttile, la stessa di cui sono fatti i pensieri e le convinzioni profonde.

Ciò che crediamo intimamente imprime la coscienza, attirando nel nostro campo energetico tutto quello che si trova sulla stessa lunghezza d’onda.

Nascono così le tante sincronicità che punteggiano la vita di ognuno di noi, segnalando in maniera tangibile la concomitanza tra i fatti del mondo e la coscienza.

Impropriamente chiamate coincidenze da chi ancora fatica a staccarsi dalla materialità, evidenziano la simultaneità che lega indissolubilmente gli avvenimenti fisici ai vissuti interiori e ci mostrano con chiarezza la correlazione che esiste tra il mondo dei pensieri e quello delle forme.

Secondo la fisica dei quanti, infatti, il principio di causa ed effetto non è limitato soltanto alle coordinate spazio temporali, ma si estende alla totalità dell’essere, fino ad includere i vissuti profondi  e gli stati d’animo.

Compreso quelli che abbiamo dimenticato in qualche angolo remoto dell’inconscio.

Nell’accadere degli eventi la consapevolezza non è importante, ciò che conta è la corrispondenza tra l’interiorità e il manifestarsi della realtà.

Quanto più un “sentire” appartiene alla verità interiore, tanto più richiamerà a sé le circostanze che lo riflettono, dando forma al mondo in cui viviamo e amplificando così la sua pregnanza nella nostra percezione.

Ma, quando non è compresa, questa sincronicità rafforza la convinzione dell’ineluttabilità del destino e ne mantiene attiva l’esistenza, dando vita a un circolo vizioso che si modifica soltanto nel momento in cui mettiamo mano ai presupposti interiori che lo sostengono.

Per cambiare il mondo, è indispensabile avventurarsi nelle profondità di sé stessi e affrontare i conflitti e le crudeltà che dilaniano la realtà interiore.

I piccoli e grandi soprusi che commettiamo (contro noi stessi o contro gli altri), le leggi interiori che proclamiamo, i desideri che coltiviamo, le credenze, i valori, i pregiudizi… tutto contribuisce a dare vita a un flusso energetico che interseca ininterrottamente la realtà, modellandola sulle sue stesse frequenze.

E’ per questi motivi che, spesso, la sfortuna sembra accanirsi ingiustamente sempre sulle stesse persone!

La frequenza della nostra convinzione attrae come una calamita gli eventi negativi (o positivi) che la confermano.

Alla luce della teoria dei quanti, perciò, la trasformazione interiore è l’unico strumento efficace per trasformare il mondo, l’unica vera rivoluzione possibile!

Modificando le idee che animano il mondo interno, diventa possibile orientare l’inconscio in direzioni nuove, incrementandone l’energia e dando forma a una realtà migliore.

Il simile attira il simile, l’odio fa crescere l’odio, la guerra fomenta la guerra, la violenza genera la violenza… anche quando è agita a fin di bene.

La legge dell’attrazione opera sempre, a dispetto delle nostre migliori intenzioni.

Solo la soluzione interiore dei conflitti permette ai fumi dell’aggressività di evaporare, rovesciando la dittatura nel mondo interno e lasciando scorrere la democrazia negli avvenimenti della nostra vita.

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MIRACOLI? … DISGRAZIE? … O CAMBIAMENTI INTERIORI?

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Sonia desidera una casa tutta sua, ma lo stipendio esiguo non le permette di fare un acquisto adeguato alle sue esigenze.

Perciò si limita a immaginarla e a guardare gli appartamenti in vendita, senza riuscire a trovare uno spazio adatto.

Quando, però, finalmente giunge a un compromesso con se stessa… la vita la sospinge dentro una serie di coincidenze fortunate, portandola a visionare un bilocale che sembra fatto apposta per lei!

Sonia se ne innamora e gioca carte false per comprarlo.

Purtroppo le circostanze si fanno sempre più avverse, la banca non le concede il mutuo e i soldi messi da parte sono troppo pochi.

Sonia cavalca l‘onda della passione.

Sicura della sua intuizione, firma senza pensarci una finanziaria di cui non ha nemmeno letto le condizioni e, qualche mese dopo, raggiante di felicità comincia la sua nuova vita nell’appartamento appena comprato.

Tutto sembra girare per il meglio… ma, purtroppo, prima o poi i nodi vengono al pettine e, quando riceve il primo resoconto della banca, la donna comprende di aver firmato un po’ troppo alla leggera.

Con amarezza scopre che sta pagando un prezzo spropositato, ben diverso da quanto pattuito con l’agente che le ha proposto il prestito.

Sconsolata confida la sua delusione a una zia che, inaspettatamente, le regala il riscatto del mutuo e la possibilità di restituirle con calma il denaro, senza interessi!!!

Sonia grida al miracolo e ringrazia il destino, la fortuna, i santi e la zia!

Ignara dei modi in cui la trasformazione del suo mondo interiore abbia creato le premesse per quel prodigioso cambiamento esteriore, delega ai capricci di Dio la magia che è riuscita a infondere nella sua vita.

*  *  *

Davide fa lo psicoterapeuta e ogni giorno vede tante persone in difficoltà che, con pazienza, aiuta a liberarsi dalle trappole del dolore.

Il lavoro gli piace e lo svolge con impegno e con passione ma, ogni volta che sente il bisogno di staccare un po’ e prende in considerazione l’idea di concedersi qualche giorno di ferie, inspiegabilmente saltano tutti gli appuntamenti.

“E’ una specie di tacita intesa tra me e il lavoro” racconta sorridendo “Ma da quando ho capito il gioco, sto molto attento a quello che penso e cerco di programmare in anticipo le mie vacanze! Non mi piace arrivare in studio e scoprire che tre pazienti su cinque hanno disdetto. Non mi gratifica come professionista e non soddisfa il mio bisogno di riposo!”

*  *  *

Paola è convinta di non potersi fidare degli uomini.

Ha avuto un papà donnaiolo, sempre pronto a tradire la moglie, e per questo da bambina ha visto piangere la mamma tante volte.

Perciò ha giurato a se stessa che da grande non avrebbe permesso a nessuno di farla soffrire in quel modo!

Crescendo ha cercato di mitigare un poco la sua visione sprezzante degli uomini ma, nonostante le buone intenzioni, in un angolo dell’inconscio l’idea della loro inaffidabilità mantiene inalterato il suo potere, condizionando le circostanze della sua vita.

Dopo l’ultimo innamoramento andato a rotoli, però, decide di seguire un percorso di crescita personale e di riprendere in mano i brutti ricordi del passato.

Durante un lavoro psicodrammatico, finalmente la ragazza trova il coraggio di guardare in faccia il suo disprezzo, affrontando le critiche e l’indifferenza con cui ogni volta manda in frantumi le storie d’amore.

Pian piano la fiducia fa capolino tra le maglie dell’armatura che ha scelto di indossare per non doversi ritrovare a piangere come sua madre.

E quando, finalmente, il cambiamento interiore ha sciolto i nodi del suo orgoglio e della paura, il mondo si colora di una nuova energia e la vita modifica le circostanze, conducendola a incontrare un amore finalmente con la A maiuscola. 

Carla Sale Musio

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Giu 10 2014

CREATIVITA’ E RIVOLUZIONE

Ho chiamato personalità creativa quella struttura di personalità naturalmente sana, curiosa, avventurosa, appassionata e generosa, che la vita ci ha donato alla nascita.

La personalità creativa è il kit che contiene tutti gli strumenti necessari per dare forma al progetto della nostra esistenza e per realizzare il dono che, nascendo, siamo venuti a condividere nel mondo.

Dalla possibilità di esprimere la personalità creativa, prende forma una società di persone realizzate e felici.

Si tratta, infatti, di una struttura di personalità dotata di empatia, sensibilità, creatività entusiasmo, poliedricità, adattabilità, cooperazione e flessibilità.

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La personalità creativa è la partenza e l’arrivo del gioco della vita.

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Il nostro stile di vita, malato di competizione, sopraffazione e violenza, impedisce l’espressione spontanea della personalità creativa, incentivando in questo modo tante patologie.

Patologie che sono proprio la conseguenza della deformazione o della censura della sensibilità e della creatività.

Manifestare la creatività e la sensibilità, infatti, ai giorni nostri è una conquista, e non più la naturale conseguenza della crescita e dello sviluppo psicologico.

Aprirsi all’ascolto e alla conoscenza di sé è diventato un traguardo.

Una meta che si raggiunge attraversando la paura e la solitudine, e affrontando la propria individualità fino a fare crescere le parti bloccate, immature e dipendenti, della personalità.

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Avere una personalità creativa integrata e sana, è l’unico strumento per trasformare il mondo.

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La libertà nasce dall’ascolto, dalla comprensione e dall’accettazione delle proprie inclinazioni.

E dall’integrazione della diversità in se stessi.

Per ottenere questa apertura è necessaria una pedagogia attenta alla sensibilità e alle esigenze dei bambini.

Una società evoluta, infatti, è la conseguenza di un’educazione capace di aiutare i piccoli a esprimere tutte le proprie potenzialità, senza paura.

Viviamo in una cultura intrisa di arroganza e di cinismo, e per questo incapace di accogliere e rispettare i bisogni dell’infanzia.

La violenza e l’indifferenza che purtroppo caratterizzano la nostra specie umana, si ripercuotono gravemente sull’educazione dei bambini, dando forma a una pedagogia nera basata sulla legge del più forte, sulla sottomissione e sull’obbedienza, piuttosto che sull’ascolto delle emozioni e sulla valorizzazione delle diversità.

Diventa così inevitabile, durante l’infanzia, attraversare difficoltà, sofferenze e traumi che, nello sforzo di contenere il dolore e la paura, portano a nascondere la naturale espressione della personalità sotto una corazza protettiva.

Si tratta, purtroppo, di un tentativo maldestro, perché l’armatura costruita per non soffrire provoca a sua volta sofferenza.

E così, per evitare il dolore, finiamo per procurarcene ancora di più.

Interrompere questo circolo vizioso è la rivoluzione che ognuno di noi ha bisogno di compiere, per realizzare le proprie attitudini e per cambiare il mondo, restituendo finalmente a se stesso e agli altri il diritto di esprimere pienamente la propria unicità.

Purtroppo, nella nostra società, manifestare la creatività, la sensibilità e l’empatia, è diventato un lusso riservato soltanto a pochi coraggiosi esploratori del mondo interiore, e non un modo naturale di essere e di vivere.

Il nostro stile di vita, infatti, sembra fatto apposta per annientare queste qualità.

Poiché viviamo in una cultura malata, siamo costretti a nascondere le caratteristiche naturali della personalità (sensibilità, empatia, cooperazione e creatività) e, per sentirci parte della collettività, finiamo per conformarci a dettami di egoismo, di violenza e di prepotenza.

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Il bisogno di rispecchiamento e la pedagogia nera sono armi di persuasione e di controllo dei comportamenti.

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Il bisogno di rispecchiamento e di approvazione, indispensabile per sentirsi parte di un gruppo, ci spinge a cercare il consenso degli altri.

Mentre una pedagogia nera, centrata esclusivamente sulle necessità degli adulti e del potere, avvantaggia le esigenze dei grandi ignorando la delicata sensibilità dei bambini.

In questo modo l’infanzia, lungi dall’essere il periodo dell’ingenuità e della spensieratezza, si trasforma in una via crucis di sofferenze, incomprensioni e traumi.

Cercando di sfuggire il dolore, i piccoli imparano a nascondere e anestetizzare i propri bisogni, desideri e sogni, occultando la spontaneità dietro una maschera di insensibilità e di durezza.

Fino a trasformarsi in uomini tutti d’un pezzo, pronti ad affrontare le difficoltà della vita senza battere ciglio, e a trasmettere ai loro figli la stessa rigorosa educazione, priva di inutili sentimentalismi.

In questo modo tanti bambini, vittime dei soprusi dei grandi, umiliati, maltrattati e incompresi, diventano adulti a loro volta artefici della stessa violenza subita da piccoli.

Per spezzare questa catena di prepotenza e insensibilità che ha originato il nostro mondo di cinismo, brutalità e indifferenza, bisogna avere il coraggio di ripercorrere all’indietro la strada della crescita, e rivivere il dolore dell’infanzia, incontrando, consolando, curando e adottando, il bambino che siamo stati, con l’adulto che siamo diventati.

Soltanto grazie a una nuova comprensione fra l’adulto e il bambino interiore, potranno prendere forma la pace e la libertà che desideriamo realizzare nel mondo e potrà nascere una cultura finalmente a misura dei bambini, rispettosa della sensibilità, dell’emotività e della creatività di ciascuno.

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La rivoluzione si compie dentro di noi.

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Il cambiamento interiore porta, inevitabilmente, verso un’innovazione esteriore.

La pace, l’armonia, la cooperazione e la libertà derivano dalla capacità di accogliere la propria storia individuale senza censure, accettando ogni aspetto di se stessi con comprensione e senza giudizio.

E permettendo alle parti immature della personalità di svilupparsi, fino a realizzare completamente il potenziale creativo che portano con sé.

Quando gli adulti avranno riscattato la loro infanzia, e riletto la loro storia con occhi nuovi, potremo avere un mondo finalmente libero dalla violenza e dall’emarginazione, e sviluppare una pedagogia capace di aiutare i piccoli a manifestare i propri talenti e la propria creatività, invece che reprimerne le potenzialità trasformandoli in soldatini spaventati e ubbidienti, apparentemente conformi alle regole e segretamente nemici di se stessi.

Cambiare il mondo è la conseguenza di un cambiamento interiore che permette di trasformare il razzismo coltivato contro di sé e contro la propria sensibilità e creatività, in ascolto, accettazione e integrazione.

Dalla tolleranza della debolezza e della diversità, prende forma una società che non discrimina e non emargina, e nasce quel sentimento di autonomia e responsabilità che porta alla cooperazione, al superamento dell’egoismo e alla profonda comprensione dell’unicità di ciascuno.

Il rifiuto, l’allontanamento e la ghettizzazione sono sempre la conseguenza di una non accettazione di se stessi.

Quando il bene degli altri diventa anche il nostro bene, l’empatia può finalmente esprimersi e la creatività può dispiegare tutto il suo potenziale, senza limitazioni.

Solo così la diversità diventa unicità e acquisisce il suo valore di novità e di trasformazione.

Una società evoluta è capace di rispettare ogni cultura.

Ma, soprattutto, ha imparato a non uccidere la sensibilità, l’ingenuità e la mitezza nei bambini e nelle razze animali diverse da quella umana. 

Carla Sale Musio

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LA PERSONALITÀ CREATIVA

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Apr 24 2013

DUE ANNI!!!

Cari lettori, amici e curiosi di questo blog, grazie alla vostra partecipazione e al vostro sostegno io non sono normale: IO AMO compie oggi il suo secondo anno!

Insieme stiamo diventando una forza, un pensiero senza vincoli e senza legami, un potere capace di accogliere la profondità dell’anima.

L’amore non si presta all’omologazione.

E’ creatività in azione.

E’ A-normale per natura.

Io non sono normale: IO AMO è uno slogan che sottolinea il valore della sensibilità, della creatività, dell’originalità e della verità interiore di ciascuno.

Chi vi aderisce è un animo libero, un lupo solitario capace di camminare da solo anche in un mondo che si muove in branco.

Il nostro è un movimento interiore, un’insurrezione che nasce dal cuore, un’energia che prende forma dal bisogno inalienabile di essere se stessi e di affermare la propria unicità.

Perché il cuore non può essere normale.

Può solamente essere vero.

 


Buon Compleanno a tutti noi!!!


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Mar 07 2012

LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA

Il grande cambiamento del 2012 è una rivoluzione silenziosa nella percezione della realtà.

Ineluttabile e inarrestabile, genererà un rovesciamento del mondo e niente di ciò che conosciamo, sarà più così stabile e inamovibile come lo percepiamo adesso.

Di solito un cambiamento di questo tipo è chiamato “rivoluzione culturale” ma questa volta la cultura c’entra poco.

Si tratta, infatti, di un’ espansione cardiaca e riguarda la nostra soggettività e il modo in cui interpretiamo la vita.

Fino ad oggi abbiamo creduto nell’esistenza di una realtà unica e incontestabile. Posta sotto gli occhi di tutti e passibile di sperimentazione scientifica.

Cioè, abbiamo creduto in una realtà ripetibile, inconfutabile, uguale a se stessa e uguale per tutti.

Ma l’avvento della psicologia nell’ambito delle scienze e il diffondersi delle conoscenze relative alla fisica quantistica, stanno provocando un cambiamento che oramai non è più possibile frenare.

L’importanza della soggettività nella percezione degli eventi, si fa ogni giorno più evidente e, dalle macerie di una realtà immobile, sta impercettibilmente prendendo forma un nuovo pensiero capace di integrare l’individualità e la creatività nella costruzione di realtà mutevoli e dinamiche, diverse per ciascuno.

La psicologia e la fisica quantistica hanno dimostrato che la nostra sensibilità interferisce costantemente con la realtà, e che le aspettative con cui interpretiamo le cose modificano l’andamento degli avvenimenti.

Gli eventi, infatti, non sono mai univoci ma si trovano, in infinite e diverse varianti di se stessi, dentro uno sciame di realtà possibili.

Cioè, per dirla con un linguaggio più tecnico, ogni cosa esiste in un’onda di possibilità.

Quando viviamo un’esperienza, questa suscita in noi un’interpretazione inevitabilmente soggettiva.

E proprio questa soggettività fa sì che l’onda delle possibilità si coaguli in una particella, tra le infinite scelte possibili.

La particella coagulata diventa la realtà che sperimentiamo ed è la diretta conseguenza della nostra soggettività.

Ciò di cui facciamo esperienza e che consideriamo vero, quindi, è vero ed esiste soltanto per noi.

Infatti, chiunque altro posto davanti alla stessa circostanza coagulerà la sua particella (realtà), tra le infinite varianti possibili offerte dall’onda delle possibilità.

In questa chiave nuova, la soggettività diventa l’unico criterio in grado di determinare la verità, perché le esperienze prendono forma e si coagulano in realtà, come conseguenza di un’interazione soggettiva tra noi e l’onda delle possibilità.

La nostra vita sembra esistere dentro uno schema temporale di causa ed effetto (se prima è successo A, dopo succederà B) ma, a un esame più attento, si vede che è, invece, la concretizzazione del nostro sentire soggettivo.

Infatti, la soggettività estrae dall’onda delle possibilità proprio quelle esperienze (particelle) che confermano i presupposti in cui crediamo.

La causa di ogni avvenimento, perciò, non sta negli eventi che lo precedono ma nelle aspettative, che lo determinano.

L’accadere di qualsiasi cosa diventa possibile soltanto nell’attesa soggettiva e fiduciosa del suo esistere.

Mi spiego meglio con un esempio:

Se penso che ci sia la crisi e che presto il lavoro diminuirà per tutti, interpreto la minor affluenza dei clienti nel mio ristorante come un segno dei tempi, e temo che dovrò chiudere il locale per mancanza di risorse economiche.

Questa mia interpretazione seleziona dall’onda delle infinite probabilità possibili, gli eventi più congruenti e coagula la mia realtà in situazioni ed esperienze compatibili.

In questo caso, un’ulteriore diminuzione dei clienti e dei miei guadagni.

Viceversa, se interpreto il calo delle visite al ristorante come il segnale di un mio bisogno di riposo, inconsciamente seleziono dall’onda delle possibilità gli eventi corrispondenti e coagulo una realtà in cui, quando mi sento riposato, la clientela aumenta.

Alla luce di quanto vi ho raccontato fin qui, cari amici, lettori e curiosi di questo blog, diventa evidente che il bombardamento di sciagure a cui siamo sottoposti, ha l’effetto di spingerci a coagulare realtà piene di disgrazie e di sofferenza.

E che, se vogliamo superare questo momento di difficoltà senza vivere nei tormenti, dovremo prestare molta attenzione alle aspettative che abbiamo e al nostro sentire soggettivo, modificandolo fino a coagulare realtà meno drammatiche e più soddisfacenti.

Questa diversa importanza, attribuita ai vissuti soggettivi, è costantemente combattuta dall’economia, dalle leggi di mercato e dai governi, poiché sfugge a qualsiasi sottomissione e sceglie con libertà le cose di cui vuole fare esperienza.

Nel gioco del potere, della competizione e dello sfruttamento, un pensiero creativo e libero, capace di muoversi con soggettiva autonomia nelle realtà, è contrastato e ridicolizzato fino a renderlo del tutto inoffensivo.

Fa parte della soggettività di ciascuno coagulare realtà democratiche e rispettose della creatività individuale oppure scenari di catastrofi e sopraffazione. Dentro all’onda delle possibilità, tutte le scelte sono sempre presenti…

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