Tag Archive 'personalità creativa'

Ago 10 2018

SCOPRI I TUOI SÉ CREATIVI

La creatività è un modo di essere che utilizza coordinate diverse dalla logica, si muove sul filo dell’intuizione e permette l’accesso al mondo sommerso dell’inconscio.

Per questo durante il processo creativo possiamo dimostrare capacità insospettabili e ottenere risultati che normalmente non ci sogneremmo nemmeno di immaginare.

L’estasi creativa è uno spazio magico che si accende (e si spegne) senza l’intervento della volontà, una spinta interiore che permette di non sentire fame, sete, sonno, caldo, freddo… e che ci monopolizza quando siamo immersi in un’attività coinvolgente e appassionante.

Durante il lavoro creativo diventiamo una cosa sola con il nostro progetto mentre tutto il resto sparisce dalla consapevolezza: si perde la cognizione del tempo che passa, non si sente il dolore, ci si dimentica la propria identità… fino a fondersi completamente con l’obiettivo.

Per comprendere il funzionamento della creatività occorre aprirsi all’idea che la personalità è composta da tanti Sé diversi  e capaci di alternarsi nella quotidianità per far fronte alle situazioni che si presentano.

I Sé Creativi sono un gruppo di possibilità espressive che favoriscono l’emergere della creatività, regalandoci possibilità nuove per risolvere i problemi e affrontare le sfide dell’esistenza.

Per scoprire le caratteristiche di queste risorse esaminiamo nel dettaglio sette aspetti diversi:

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IL SÉ POLIEDRICO

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Questo Sé regala la capacità di vedere le cose sotto diverse prospettive contemporaneamente.

È quello che ci permette di immaginare l’arredo nuovo del soggiorno, che ci aiuta a trovare le parole giuste per consolare un amico in difficoltà, il burlone che imprevedibilmente rovescia i termini di un discorso facendo scoppiare a ridere l’uditorio.

La capacità di osservare la vita da un’altra angolazione è l’ingrediente fondamentale della creatività.

Le persone che hanno un buon rapporto con questo Sé possiedono una bacchetta magica per trasformare le difficoltà in risorse.

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IL SÉ PARANORMALE

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La paranormalità non gode una buona fama nell’immaginario collettivo e spesso è associata a fenomeni di spiritismo o esibizioni da baraccone.

Tuttavia, i fenomeni paranormali sono molto comuni tra i creativi perché appartengono alle peculiarità dell’emisfero destro del cervello (quello preposto alla creatività, all’intuizione e all’immaginazione).

Il Sé Paranormale ci permette di essere al posto giusto nel momento giusto.

E poiché attinge da una conoscenza istintiva non ha bisogno di utilizzare la logica.

Quando gli prestiamo ascolto: possiamo sapere chi ci sta telefonando anche senza guardare lo schermo del telefono, possiamo scegliere istintivamente di passare per una strada diversa ed evitare traffico o incidenti, possiamo intuire i sentimenti e i pensieri di chi ci sta vicino.

Affiancare le conoscenze di questo Sé alla razionalità (che utilizziamo abitualmente) permette di avere una marcia in più nell’affrontare la vita.

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IL SÉ EMPATICO

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L’empatia è la capacità di comprendere e vivere i sentimenti degli altri come se fossero i propri.

È una risorsa indispensabile in tutte le professioni di aiuto e l’ingrediente fondamentale per costruire un mondo basato sulla solidarietà, la cooperazione e la fratellanza.

Il Sé Empatico permette di accogliere i bisogni degli altri e di creare armonia tra le persone, è il presupposto di una leadership sana ed efficace e il fondamento dell’amore.

Ascoltare le ragioni di questo Sé ci rende sensibili, rispettosi e attenti ai valori di ogni forma di vita.

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IL SÉ EGO CENTRATO

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Il mondo interiore è il luogo delle sensazioni e delle emozioni, lo spazio in cui emergono i bisogni personali.

Il Sé Ego Centrato affianca il Sé Empatico aiutandoci a considerare i nostri bisogni insieme a quelli degli altri.

Per godere di una buona salute mentale il Sé Empatico e il Sé Ego Centrato devono cooperare ed essere presenti nella nostra quotidianità.

Infatti, quando prevale il Sé Empatico possiamo cadere in un altruismo patologico mentre se prevale il Sé Ego Centrato possiamo diventare eccessivamente concentrati su noi stessi trascurando le esigenze degli altri.

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IL SÉ SOLITARIO

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Tutti i creativi possiedono un Sé Solitario che li spinge a isolarsi periodicamente per ritrovare il proprio equilibrio emotivo.

Spostare il punto di osservazione con rapidità e agilità porta a vedere la vita da tante prospettive diverse e spesso fa perdere di vista il proprio sentire profondo.

Ecco perché diventa necessario passare del tempo in solitudine, lontano dalle voci del mondo e aperti alla propria verità.

Il Sé Solitario ci ricorda il valore della nostra unicità, permettendoci di recuperare le energie prima di lanciarci in nuove avventure.

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IL SÉ INVENTIVO

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I creativi non amano la competizione, per loro è molto più appassionante dare forma a progetti sempre diversi e… migliori.

Inventare qualcosa che prima non esisteva, riciclare un oggetto regalandogli una nuova identità, risolvere un problema in modo imprevedibile e sorprendente… sono le attività preferite da tutti quelli che possiedono una buona dose di creatività.

Il Sé Inventivo ci ricorda che la vita è trasformazione e ci guida alla scoperta di realtà sconosciute.

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IL SÉ MUTEVOLE

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Il cambiamento è il segreto di una vita piena e appagante.

Ogni cosa, infatti, è destinata a evolvere e, perciò, a modificarsi.

La sofferenza psicologica deriva spesso da una incapacità a cavalcare il ritmo della trasformazione nel tentativo di mantenere inalterate le nostre abitudini.

È vero che una certa dose di stabilità aiuta a sentirsi più sicuri, tuttavia, indulgere nella routine genera una pericolosa fissità e apre la porta alla sofferenza.

Il Sé Mutevole ci aiuta a vivere con entusiasmo e curiosità le situazioni nuove e ci regala una frizzante sensazione di libertà.

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I Sé Creativi sono molti e in continuo cambiamento, come compete alla creatività.

Ognuno di noi deve apprezzare la propria originalità riconoscendo il valore della verità individuale.

L’accettazione e l’ascolto di sé sono i presupposti della salute e della realizzazione personale.

Imparare a osservare la creatività che anima la realtà interiore permette di risolvere le difficoltà che costellano la vita e apre nuovi spazi di accoglienza per se stessi e per le altre creature.

Dall’espressione senza limitazioni e senza censure dei Sé Creativi prende forma una società di persone realizzate e felici.

Carla Sale Musio

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Apr 22 2018

La mia intervista su: IL BATTITO ANIMALE

Cari lettori, amici e curiosi, sono emozionata e felice di condividere con voi la mia intervista su:

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IL BATTITO ANIMALE

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divulgazione e diffusione di una cultura per la vita

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Nel corso dell’intervista, curata da Nuccio Salis, espongo il mio pensiero sugli animali, sulla dipendenza alimentare, sulla pace nel mondo e sul valore della cooperazione e del rispetto per tutte le culture, soprattutto quelle delle altre specie.

Per leggerla basta cliccare il link qui sotto:

m.

UNA VITA PER LA VITA

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Empatia, Cooperazione e Creatività nella psicologia vista da Carla Sale Musio

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Mar 17 2018

I SÈ CREATIVI

Tra le tante voci che animano il mondo interiore i sé creativi sono spesso quelli più trascurati e ingiustamente considerati poco idonei agli standard imposti dal nostro stile di vita.

Nella società in cui viviamo, la competizione, la specializzazione, la razionalità e l’impassibilità, sono ingredienti imprescindibili per raggiungere il successo e, nel tentativo di uniformarci ai suoi modelli di rendimento, finiamo per guardare con sospetto le peculiarità che contraddistinguono il pensiero creativo.

Vittime della paura di essere emarginati, preferiamo nascondere gli aspetti impopolari della psiche, perdendo la possibilità di illuminare la vita con i loro preziosi contributi.

I Sé Creativi sono aspetti della personalità dotati di sensibilità, entusiasmo, fantasia e flessibilità.

Tuttavia, queste loro qualità non piacciono a chi ha bisogno di omologazione, dedizione e ubbidienza.

Oggi la creatività non fa tendenza.

Per questo è difficile integrare nella psiche le sue risorse.

È più semplice ignorarla sottovalutandone la ricchezza.

Per ogni Sé Creativo l’esistenza è un eterno divenire, perciò può (e spesso DEVE) essere costantemente trasformata in qualcosa di nuovo e migliore.

Il bisogno di cambiamento porta a modificare in continuazione le certezze.

E integrare questi aspetti nella personalità significa imparare a convivere con un senso di precarietà e con la convinzione che la stabilità non può durare a lungo senza compromettere l’entusiasmo e senza l’instaurarsi di una pericolosa sensazione d’inutilità esistenziale (che precede la depressione).

I Sé Creativi portano nella psiche una quantità di doni preziosissimi, ma per poterli utilizzare è necessario superare la paura della diversità che, purtroppo, intreccia spesso l’originalità.

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Ma quali sono le caratteristiche della creatività?

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Vediamole una per una.

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La prima e la più importante è la capacità di cambiare prospettiva per osservare le cose da tanti punti di vista contemporaneamente.

Questa abilità è alla base dell’empatia, della democrazia, della fratellanza e della reciprocità.

Ci permette di esplorare mondi nuovi e arricchisce la nostra conoscenza della Totalità.  

Il suo corollario è la sensibilità, cioè l’ascolto dei vissuti interiori e la scoperta della profondità emotiva di ogni creatura vivente.

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2

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Un’altra importante prerogativa della creatività è la trasformazione, il coraggio di esplorare possibilità sempre diverse.

Questa abilità permette di attraversare la vita con occhi limpidi e ci aiuta a scoprire risorse insospettabili nelle cose di ogni giorno.

La maestria del cambiamento alimenta l’entusiasmo e il benessere interiore svelandoci il pregio delle contrapposizioni che costellano l’esistenza.

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3

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Un altro dono della creatività è la poliedricità, il potere di appassionarsi a tante cose diverse.

La poliedricità consente di svolgere molti mestieri e permette di percorrere strade ancora poco battute, aiutandoci ad adattarci a situazioni nuove, imprevedibili e sorprendenti.

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4

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Ultimo requisito, ma non meno importante, è la fantasia.

La genialità che scaturisce da un pensiero creativo promuove nella psiche la possibilità di coniugare armonicamente gli opposti, autorizzandoci ad assaporare la maestosità insieme alla semplicità della vita.

Solo chi è capace di abbandonare le abitudini per avventurarsi in mondi ancora inesplorati può contemplare il mistero dell’Infinito e abbracciare la Totalità senza volerla possedere.

Carla Sale Musio

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Mar 11 2018

INCOERENZA

Essere coerenti presuppone una costanza nelle idee, nel pensiero e nell’affettività.

Tuttavia, ostinarsi a conquistare la stabilità può generare parecchi conflitti.

La vita è un eterno divenire e intestardirsi su posizioni rigide e inamovibili è la radice di tante guerre.

Sia fuori che dentro di noi.

Pretendere un’aderenza immutabile a dei principi considerati giusti è un tentativo di imbrigliare il cambiamento dentro una camicia di forza che paralizza le energie.

La crescita ci conduce a una continua trasformazione.

Non è possibile imprigionare il mutamento dentro una stabilità imposta con la volontà, senza aprire le porte alla patologia.

Seguire il movimento della trasformazione significa danzare con maestria al ritmo del proprio sentire e della vita stessa.

Tutto evolve continuamente.

Lo sanno bene i creativi, che devono fare i conti con la volubilità e con le innovazioni che caratterizzano la creatività.

In questa nostra società malata di durezza, la più grande difficoltà che si incontra nell’accettare un Sé Creativo è proprio la sua incoerenza.

I creativi, infatti, sono mutevoli per natura.

In loro la curiosità è più forte del bisogno di stabilità e li spinge a esplorare territori sconosciuti.

Per queste persone il bianco e il nero non sono mai rigidamente contrapposti, al contrario!

Sono possibilità da comprendere… e da integrare!

Strumenti indispensabili per modellare avventure sempre più coinvolgenti.

Chi possiede una Personalità Creativa può attraversare periodi difficili nell’amministrare una psiche portata a sperimentare anche ciò che a prima vista appare inconciliabile.

Gli antagonismi esprimono posizioni esistenziali diverse, eppure… sono indispensabili per esplorare la Totalità (da cui tutti proveniamo).

Nel passato una cultura basata su valori rigorosamente razionali e competitivi ha demonizzato l’incoerenza e la sua poliedrica capacità di far convivere possibilità contrapposte.

Per questo oggi un principio femminile, attento al mondo intimo e alla sensibilità che lo contraddistingue, fatica a sostenere la necessità di una convivenza pacifica tra gli opposti.

E spesso viene accusato di irrazionalità, incostanza, mancanza di solidità, inconcludenza…

Tuttavia, la mente razionale privata dei sentimenti e dell’ascolto incondizionato perde di vista la propria umanità e finisce per guardare l’amore con diffidenza, giudicandolo… sbagliato.

Emotività e razionalità, femminile e maschile, morbidezza e rigore, dolcezza e severità, buono e cattivo, bianco e nero… compongono il quadro affascinante della Totalità e ci permettono di attraversare la vita rivelando infinite possibilità espressive.

L’incoerenza è lo strumento che ci congiunge all’impossibile.

Estingue la censura dalla psiche e spalanca le porte alla creatività.

Carla Sale Musio

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Feb 21 2018

IL BAMBINO CREATIVO

La capacità di comprendere se stessi e gli altri poggia sull’accoglienza della propria originalità e sull’ascolto di quel Bambino Creativo che vive da sempre nel mondo interiore.

Soltanto l’espressione della propria unicità (e dell’ingenuità che l’accompagna) permette alla vita di dispiegare il suo profondo significato e rende la morte meno terribile.

La morte è, infatti, l’enigma più grande della nostra esistenza, l’ignoto che ci terrorizza e che paralizza il desiderio di esplorare la vita.

Vita e morte, però, sono le facce di un’unica medaglia, insieme danno forma al percorso necessario per manifestare la nostra irripetibilità.

Nel mondo interiore abbiamo tutti un Bambino Creativo venuto a donare il suo personale modo di interpretare l’esistenza.

Mi riferisco a quel sentire: emotivo, paranormale, istintivo, volubile, discontinuo, curioso e poliedrico, che fa di noi una persona unica al mondo.

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Emotivo

Ricco di sensibilità, di empatia, di emozione e sempre in ascolto dei vissuti interiori.

Paranormale

Dotato di una potente intuizione e capace di muoversi con disinvoltura nelle dimensioni più rarefatte dell’esistenza.

Istintivo

In contatto con i ritmi e i linguaggi della natura, e in grado di interpretare la vita con immediatezza, senza passare attraverso la logica.

Volubile

Sensibile ai climi emotivi e, perciò, spesso in balia dei movimenti interiori.

Discontinuo

Pronto a buttarsi a capofitto in nuove imprese… dimenticando tutto il resto!

Curioso

Partecipe e attento a ciò che lo circonda, veloce a scoprire modi nuovi di fare le cose.

Poliedrico

Ricco di strumenti e qualità diverse e desideroso di intraprendere percorsi diversi.

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Il bambino creativo possiede gli strumenti per rendere la vita un’esperienza appassionante.

Ma, per poter usufruire della sua ricchezza interiore, è indispensabile affrontare la paura della solitudine, l’angoscia dell’abbandono e l’esperienza della diversità, che intrecciano indissolubilmente la creatività.

Divisi tra il desiderio di manifestare le nostre peculiarità e il desiderio di appartenenza, finiamo spesso per omologarci a uno stile di vita che non ci rispecchia, nell’illusione di sentirci parte della società.

È difficile assecondare il bisogno di condividersi con gli altri senza perdere il contatto con la propria irripetibilità.

Stare insieme è un istinto fondamentale nella natura umana.

Tanto quanto la necessità di esprimere se stessi.

Ecco quindi che l’unicità diventa il traguardo di ogni percorso creativo ma anche il presupposto indispensabile per accogliere la diversità e per poter vivere con gli altri una reale reciprocità.

La Totalità contiene tutti i punti di vista contemporaneamente e questo fa sì che (come insegna la fisica quantistica) dall’universo delle infinite possibilità prenda forma la verità di ciascuno.

Il bene e il male sono i poli di un percorso lineare: fatto di antagonismi contrapposti.

Ma, nella poliedrica circolarità del Tutto, ogni cosa deve essere scoperta e compresa in se stessi, fino a che gli schieramenti cedono il posto a una completezza: fatta di empatia e di conoscenza.

Imparare ad accogliere in se stessi questa complessità è il compito di una esistenza intera, e l’unico strumento che permette di guardare la morte con occhi nuovi.

Infatti, nell’accoglienza della dimensione interiore, la morte non è più l’antagonista della vita ma la complementare espressione di un incessante divenire.

Il Bambino Creativo comprende con il cuore che non ci può essere inizio senza fine, e sa attraversare i paradossi che sussurrano nel mondo intimo.

La sua curiosa partecipazione all’Infinito lo rende pronto ad avvicinare qualsiasi cosa.

Pronto a scoprire la diversità nel proprio essere e nel cuore degli altri.

Carla Sale Musio

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Feb 09 2018

COME TROVARE LO SCOPO DELLA VITA E VIVERE A LUNGO FELICI E CONTENTI

Esiste un pregiudizio diffuso volto a nascondere le potenzialità creative dietro lo stereotipo dell’artista incompreso, costretto a vivere di stenti in mezzo alle disgrazie e alla sofferenza.

Questo luogo comune ha fomentato la convinzione che essere creativi sia una sorta di patologia incurabile, destinata a produrre una vita di sacrifici e di tormenti.

Si tratta di una manipolazione psicologica abilmente diffusa nell’immaginario collettivo allo scopo di trasformarci in tanti soldatini al servizio del miglior offerente.

Solo rinunciando alla creatività, infatti, si diventa malleabili ai voleri di chi ha bisogno di comandare per raggiungere i propri obiettivi.

In questo modo è stato nascosto che la creatività è la medicina più preziosa, l’elisir di lunga vita capace di garantire la felicità, la prosperità, la salute, il benessere e la realizzazione personale a chiunque si permetta di riconoscerne le qualità dentro di sé e di seguirne le direttive.

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CREATIVITÀ: saggezza o follia?

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Esiste un gruppo di individui attratti dal potere e dal dominio e capaci di indurre nella psiche di tanta gente una sudditanza che spinge a rinunciare alla creatività in cambio di uno stipendio e dell’appartenenza a una maggioranza indifferente.

A quella piccola élite che governa il mondo non interessa che le persone abbiano una vita gratificante, preferiscono ottenerne la dedizione per usarle a piacimento.

Per raggiungere i propri obiettivi i pochi che governano i molti non esitano a incentivare le guerre e la violenza, fondando la loro supremazia sul controllo di tante creature docili, arrendevoli e sottomesse.

Ci hanno convinto che la felicità dipenda da qualcosa posto al di fuori di noi, qualcosa che si può ottenere solo grazie all’acquisto di beni sempre più inutili.

E ci nascondono che la realizzazione, l’entusiasmo, la gioia e il piacere, sono la conseguenza di una sana espressione personale e creativa.

Nasciamo tutti con un bagaglio di talenti e con le potenzialità necessarie a forgiare un disegno unico, originale e irripetibile.

La nostra creatività è il dono che siamo venuti a condividere nel mondo e l’unico strumento capace di realizzare lo scopo della nostra vita.

Annichilirne le potenzialità e l’espressione significa mutilare la propria Anima e condannarsi per sempre alla sofferenza.

La creatività, infatti, ci regala le chiavi della nostra esistenza, dando forma a una vita appagante e ricca di significato.

Ma, per aprirsi al suo potere magico e necessario comprenderne le risorse e il valore, e liberarsi dallo stereotipo che l’accomuna impropriamente alla follia.

Essere creativi è un modo di sentir vibrare la vita dentro di sé, è un radar psichico in grado di donarci empatia, conoscenza, genialità, entusiasmo e voglia di vivere.

Per raggiungere la felicità bisogna accogliere in sé quell’espressione unica e speciale che ci permette di realizzare appieno le nostre potenzialità.

Creare significa:

  • vedere possibilità nuove nelle cose di sempre

  • scoprire le soluzioni anche quando tutto sembra perduto

  • trasformare gli ostacoli in possibilità

  • alimentare la resilienza, imparando a uscire indenni dalle situazioni avverse

Creatività, genialità, realizzazione personale e felicità camminano a braccetto, guidandoci a sperimentare una soddisfazione che trasforma la vita in un’esperienza profonda e coinvolgente.

L’unica vita degna di essere vissuta.

Carla Sale Musio

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Dic 27 2017

CREATIVITÀ & INTUIZIONE

La parola sincronicità indica la connessione fra eventi psichici (stati d’animo, pensieri, sentimenti) e fatti oggettivi (incontri, informazioni, cose) che avvengono nello stesso tempo e senza che esista tra loro una relazione di causa/effetto.

La sincronicità si riferisce alle coincidenze significative.

  • Anticipazioni di fatti che non sono ancora successi

  • Conoscenza istintiva dei pensieri degli altri

  • Percezioni che non sono attribuibili ai cinque sensi

  • Sesto senso

Sono fenomeni che appartengono a una modalità sincronica di esistere, basata sul contatto profondo con l’inconscio e su un attivo funzionamento dell’emisfero destro del cervello.

Le Personalità Creative di solito possiedono una naturale sensitività, cioè utilizzano spontaneamente queste risorse.

Capita spesso, però, che le percezioni che non corrispondono ai cinque sensi siano demonizzate e considerate ingiustamente un difetto, invece che una risorsa in più da poter utilizzare quando serve.

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Loredana e la relatività del tempo

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Quando si presenta al primo appuntamento, Loredana ha paura di avere qualche strano e incurabile disturbo psichico.

Da diverso tempo le capitano dei fenomeni che la disorientano e la spaventano.

Conosce, senza sapere come, fatti ed eventi che non sono ancora successi e lo sa con una tale certezza da confondere il presente col futuro.

“E’ nato il bambino di Valentina?”

Ha domandato con tranquillità a sua madre, qualche mese fa.

“Quale bambino!? Valentina si sposa tra qualche giorno e non mi risulta proprio che sia incinta! Lo sai che non può avere figli!”.

La mamma la guarda sconcertata e preoccupata.

Loredana arrossisce senza sapere cosa dire.

Lei e sua cugina Valentina hanno la stessa età e sono cresciute insieme come due sorelle. Loredana sa benissimo che Valentina ha una diagnosi di sterilità e che questo ultimamente l’ha resa molto triste, nonostante i preparativi per il matrimonio.

Eppure ha la matematica certezza che Valentina stia aspettando un bambino. Ne è talmente sicura da dimenticare tutto ciò che sa!

Imbarazzata, borbotta qualche scusa per giustificare con sua madre quella distrazione e poi corre a nascondersi in camera sua.

Non è la prima volta che le capitano consapevolezze del genere.

La certezza che sente dentro di sé la confonde e la rende insicura, in cuor suo spera questa volta di sbagliarsi.

Ma non passa più di un mese dal matrimonio di Valentina che la mamma le annuncia soddisfatta:

“Tesoro, lo sai? Avevi proprio ragione! Valentina è incinta. Già da prima del matrimonio! Ma tu come facevi a saperlo?! Dì la verità, te lo aveva confidato lei… Vero?”.

Loredana è nuovamente imbarazzata e confusa per un pettegolezzo che non ha fatto e non avrebbe mai voluto fare.

“Perché mi succedono cose come questa?”

Mi chiede, con un misto di apprensione e speranza.

“Cosa posso fare per evitarle? Non voglio essere un fenomeno paranormale. Mi fa paura!”.

Fenomeni di questo tipo succedono con facilità alle Personalità Creative.

Mostrano l’esistenza di un contatto diretto con una conoscenza che esiste fuori dal tempo.

La parapsicologia li chiama con il termine inquietante di premonizioni, ma più comunemente le chiamiamo intuizioni.

Non si tratta di una malattia e non è assolutamente niente di cui doversi preoccupare.

È solo un diverso modo di conoscere la realtà.

Mentre di solito utilizziamo il ragionamento logico matematico per comprendere quello che ci circonda, le Personalità Creative usano spontaneamente anche l’intuizione.

Possiamo parlare di conoscenza istintiva o di sesto senso.

È quello che permette agli uccelli migratori di sapere dove stanno andando, alla madre di sentire quando il suo bambino ha bisogno di lei e di svegliarsi al momento giusto, all’animale di ritrovare la strada di casa, agli innamorati di telefonarsi nello stesso momento (e trovare il telefono occupato).

La creatività estrae da un serbatoio inconscio di conoscenza: la cosa giusta al momento giusto, senza utilizzare la sequenza prima/dopo, che solitamente caratterizza i nostri ragionamenti.

Così, alle Personalità Creative può capitare di sapere qualcosa senza sapere come fanno a saperla.

Lo sanno e basta.

È un’intuizione.

Punto.

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Dic 09 2017

CREATIVITÀ & LEADERSHIP

Coloro che possiedono una personalità creativa di solito non amano il potere e preferiscono la creatività e la cooperazione alle gerarchie e alla competizione. 

Tuttavia, proprio queste caratteristiche li rendono dei leader.

Poco propense a mettersi in mostra, queste persone possiedono un carisma naturale che le porta a trovarsi al centro delle situazioni.

Tradizionalmente tendiamo a identificare la leadership con il comando.

Eppure…

Il leader non è chi insegue e desidera il potere a tutti i costi, ma chi è capace di sacrificare il proprio egoismo per perseguire un vantaggio comune.

E in questo le personalità creative sono maestre.

Perciò, anche se non sempre lo riconoscono, la leadership costituisce una delle loro principali caratteristiche.

Succede, però, che in queste persone la naturale attitudine alla centralità sociale si scontri con l’insicurezza, la timidezza e la bassa autostima (che purtroppo conseguono a una incomprensione di questa struttura di personalità) facendo sì che finiscano per avere molti doveri e pochissimi riconoscimenti.

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Daniela e il tango

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Daniela è la figlia più grande di cinque fratelli.

Unica femmina tra tanti maschi.

Quando arriva nel mio studio si sta separando dal marito dopo una convivenza durata oltre venti anni.

“Mi sarebbe piaciuto continuare a studiare…”

Racconta.

“Ma mio padre ha voluto che mi mettessi subito a lavorare perché in casa uno stipendio solo non bastava per tutti.”

La fatica riempie la sua esistenza molto presto.

Quando si sposa, la situazione non migliora.

Suo marito fa il rappresentante di commercio ed è sempre in giro mentre Daniela segue da sola la casa, i bambini, la madre anziana e una zia invalida e bisognosa di cure.

Dopo la separazione la vita diventa un po’ più facile.

Occuparsi dei figli ormai ventenni è meno impegnativo e, nonostante la dedizione costante alla madre e alla zia, finalmente ha più tempo per se stessa.

Così s’iscrive a un corso di ballo, passione censurata e segreta sin da quando era bambina… e scopre nel tango una profonda vocazione!

Il tango le riempie le sue giornate di entusiasmo, di passione e di nuovi amici.

A quasi cinquant’anni Daniela si sente tornare la ragazzina di una volta.

Quella che, probabilmente, non è mai stata.

Ma mentre passa le serate tra milonghe e stage di perfezionamento sente che la sua vita diventa sempre più affollata e ancora una volta meno sua.

“Il tango avrebbe dovuto essere un momento dedicato a me stessa…”

Spiega amareggiata.

“E invece è diventato un lavoro senza ferie e senza diritto alla malattia.”

Alla scuola di ballo, infatti, tutti la cercano e tutti hanno bisogno di lei: 

  • perché sa ascoltare i problemi

  • perché è disponibile

  • perché non dice mai di no

  • perché balla benissimo

  • perché è affidabile e sa tenere i segreti

  • perché mette la sua casa a disposizione

  • perché passa a prendere chi è senza macchina

  • perché non brucia gli appuntamenti all’ultimo minuto

  • perché…

L’elenco potrebbe continuare ancora, ma c’è un solo grande perché.

Perché Daniela è un leader.

Poco appariscente, riservata e discreta ma… leader.

E quando non c’è il gruppo ne risente.

Lo sa il maestro di tango che la chiama per organizzare le serate e lo sanno gli amici che la cercano sempre.

L’unica che ancora non lo ha capito è solo lei.

Che sente di non farcela più mentre continua a essere il punto di riferimento per tutti.

Nella sua vita, Daniela è sempre stata un punto di riferimento per gli altri.

Prima per la sua famiglia.

Poi per le colleghe di lavoro.

Infine per il marito e i figli.

Adesso per la scuola di tango.

La sua leadership, però, è poco appariscente.

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Ma che cos’è un leader?

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Il leader è colui che ha influenza sui membri di un gruppo.

Cioè una persona che avendo ascendente sugli altri ne condiziona il comportamento.

Ci sono leader la cui influenza sul gruppo è immediatamente evidente (per esempio, un bravo insegnante) e leader la cui influenza sul gruppo non è visibile, nonostante abbiano un grande ascendente, perché non amano trovarsi al centro dell’attenzione. 

Questi ultimi sono chiamati leader occulti.

Daniela è una di loro.

La sua centralità non appare perché è sempre molto discreta e riservata, ma la gran quantità di contatti che tiene con tutti la porta ad avere un ascendente sul gruppo, compreso il maestro di tango.

La sua leadership, però, ultimamente sta diventando un impegno con tanti doveri e pochi riconoscimenti ed è per questo che Daniela sente di non farcela più.

Tutti la cercano ma a nessuno viene in mente di chiederle:

“Come stai?”

Sanno che sta uscendo da una separazione ma non pensano che abbia bisogno di aiuto.

Questo succede perché Daniela ha imparato a dare ma non ha ancora imparato a chiedere.

Sa come aiutare gli altri e non sa come domandare aiuto per se stessa.

Da bambina ha capito che bisogna lavorare per la famiglia ma non che la famiglia ti sostiene nelle difficoltà.

Nel corso dei colloqui dovrà riformulare i propri apprendimenti per fare in modo che la sua passione per il ballo non si trasformi in un lavoro senza retribuzione.

Rendersi conto della sua naturale attitudine alla leadership servirà a evidenziare i talenti e a non sentirsi in colpa nel momento in cui si permette di ricevere qualcosa. 

Carla Sale Musio

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Ott 18 2017

CREATIVITÀ & APPARTENENZA

Ognuno di noi possiede un bagaglio illimitato di risorse, pronte all’uso in caso di difficoltà.

Nasciamo ricchi di possibilità, poliedrici, duttili, versatili, multitasking e creativi.

Ma questa nostra generosa totalità espressiva si frammenta davanti al bisogno di approvazione e al desiderio di appartenenza, dividendo le azioni, i pensieri e le emozioni in:

  • buone o cattive,

  • giuste o sbagliate,

  • normali o anormali…

e costringendoci a schierarci da una parte soltanto.

Così, nel tentativo di sentirci amabili e coerenti, finiamo per rinunciare a tutte quelle opportunità che non si conformano al pensiero e alle credenze di chi ci sta intorno.

Ogni giorno, creatività e appartenenza si fronteggiano nella psiche dando origine a un’infinità di guerre interiori.

Si tratta di due aspetti fondamentali per la salute psicologica e fisica che ci conducono in direzioni opposte:

.

  • la creatività fa emergere quel modo unico e speciale d’interpretare la vita che caratterizza ogni creatura vivente rendendola diversa da qualunque altra

    .

  • l’appartenenza spinge a cercare l’approvazione, l’affetto e la stima del gruppo (famigliare, sociale, etnico…) in cui viviamo

.

Entrambe sono indispensabili per una vita appagante.

Entrambe sono necessarie per una sana realizzazione personale.

Entrambe contribuiscono allo sviluppo dell’autostima e al senso di efficacia personale.

Tuttavia la creatività e l’appartenenza danno vita a espressioni diverse della personalità spingendoci a essere originali e conformi, trasgressivi e omologati, unici e banali… contemporaneamente.

La contrapposizione di questi punti di vista fa nascere nel mondo intimo una molteplicità di voci.

Prendono forma così tante sub personalità, ognuna dotata di una peculiare lettura degli avvenimenti, ognuna pronta a risolvere determinati problemi e  ognuna impegnata a difendere aspetti diversi della realtà.

La vita interiore è popolata da una quantità di figure che incarnano emozioni, riflessioni, pensieri e atteggiamenti eterogenei.

Insieme compongono il nostro modo di essere e ognuna ha bisogno di un’attenzione partecipe e costante, come bambini affidati alle nostre cure.

La convinzione di possedere una sola personalità, non rispecchia la molteplicità della vita psichica e costringe la creatività e l’appartenenza in forme stereotipate che annichiliscono la vitalità generando un’infinità di sofferenze.

Per vivere una vita soddisfacente e ricca di significato è necessario conoscere tutte le nostre possibilità espressive riservando a ciascuna uno spazio di ascolto, fino a permetterci di scegliere, di volta in volta, la più adatta ad agire sulle scene della vita.

Solo così diventa possibile gestire la ricchezza che ci appartiene dalla nascita e costruire l’armonia indispensabile per evolverci nel rispetto, nella condivisione e nell’accoglienza.

Di noi stessi e del mondo che ci circonda.

Abbiamo tanti sé creativi, frutto della nostra unicità e delle nostre scelte di vita.

E tanti sé radicati nella storia della nostra famiglia, della nostra nazione, del nostro popolo e della nostra specie.

Riconoscerli nella psiche e ascoltarne le ragioni consente di esplorare la totalità di noi stessi e di dar forma alla nostra speciale unicità.

Tuttavia, per riuscirci è necessario sostenere la tensione dei loro opposti punti di vista senza schierarsi, sopportando l’apparente incoerenza che caratterizza un’attenzione partecipe e priva di giudizio.

In questo modo possiamo accedere a una molteplicità colorata e ricca di possibilità sempre nuove, pronte a manifestarsi al momento del bisogno.

Occorre aprirsi alla comprensione che ognuno di noi amministra una movimentata e poliedrica comunità interiore, composta da tanti sé (curiosi, avventurosi, appassionati, generosi…) che l’esistenza ci ha donato alla nascita e che aspettano soltanto di mettere le loro qualità al nostro servizio.

Ma dobbiamo imparare a gestirli con democrazia, evitando i colpi di stato dei più assertivi e valorizzando le risorse di quelli meno appariscenti.

Solo così possiamo ammirare l’arcobaleno della creatività, affondando le radici dell’appartenenza nel terreno fertile della nostra anima, e camminare nella vita tenendo a braccetto la forza e la sensibilità, il potere e l’arrendevolezza, l’arroganza e l’umiltà, il coraggio e la paura, la saggezza e la follia.

Carla Sale Musio

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Ott 04 2017

IO? … sono un gruppo di identità in convivenza!

Io, io, io, io, io, io…. Ma io chi?!

È difficile definire i contorni di se stessi.

Quella che comunemente chiamiamo personalità non è un monoblocco unico e stabile ma una molteplicità di possibilità espressive in continuo mutamento.

Ognuno di noi è un insieme potenzialmente infinito di identità in divenire.

Identità che si alternano sulle scene della vita a seconda delle circostanze, che cambiano, che crescono, che litigano, che soffrono, che esultano, gioiscono, si mostrano e si nascondono… ognuna a modo suo.

Prendendo le mosse dalla medicina e soprattutto dalla psichiatria, per lungo tempo gli psicologi si sono sforzati di differenziare le caratteristiche di una mente sana da quelle della patologia, senza mai riuscire a descrivere perfettamente le innumerevoli espressioni individuali che di volta in volta presentano i tratti dell’una o dell’altra tipologia.

Oggi tra gli specialisti della psiche si fa sempre più strada l’idea di una pluralità di identità in espansione e in trasformazione, che si manifestano nelle diverse situazioni a seconda delle necessità, delle abitudini, delle paure e delle esperienze che ci troviamo a vivere.

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Tanti o sub personalità che rendono ciascuno di noi un universo senza fine di comportamenti, pensieri, atteggiamenti, emotività e sensibilità.

Più che dire io per indicare se stessi sarebbe quindi corretto parlare di noi e differenziare le opinioni dei vari tipi psicologici che ruotano nel mondo interiore dando forma alla nostra peculiare poliedricità di punti di vista.

Questa diversa visione della personalità, non più immutabile e definitiva ma variegata, mutevole e cangiante, descrive con maggiore chiarezza i conflitti interiori che ognuno si trova a gestire nel corso della propria esistenza.

E permette una visione più profonda dei vissuti interiori.

Si aprono così nuove esplorazioni di se stessi e degli altri, e prende forma una comprensione più precisa, forte della capacità di accogliere ogni punto di vista fino a comporre l’integrità psichica indispensabile per una reale condivisione e necessaria per realizzare una società basata sul rispetto, sulla cooperazione e sulla fratellanza.

La creatività permette di accedere a una pluralità di punti di vista, insegnandoci a scoprire prospettive nuove nella lettura degli avvenimenti. 

Nasce così la possibilità di un’autentica condivisione reciproca.

Prende forma dall’accoglienza in se stessi di una complessità, che fino ad oggi abbiamo chiamato impropriamente io, e modella un ascolto privo di censure, pronto ad accogliere le opinioni diverse dei tanti sé che compongono la personalità di ciascuno.

Poggia sul presupposto che ognuno incarni un aspetto della Totalità e ci aiuta a scoprire nuovi orizzonti espressivi in fondo a noi stessi e agli altri, guidandoci a realizzare una società finalmente capace di accettare tutte le diversità.

In questo quadro, infatti, ogni creatura diventa portavoce di una verità che ci riguarda, indicandoci una delle infinite possibilità espressive a nostra disposizione.

La maestria di ogni essere umano consiste nel saper riconoscere le proprie risorse senza discriminare, individuando qualità, punti di forza e lati oscuri… fino a comporre una personale unicità.

Bene e male non appartengono più a schieramenti opposti in lotta tra loro ma danno forma a uno stesso disegno con cui confrontarsi per poter accedere alla propria completa realizzazione.

Questo non vuol dire permettere l’espressione della violenza e della brutalità.

Al contrario, significa identificare dentro noi stessi anche ciò che non ci piace, imparando ad ascoltare i messaggi che si nascondono nelle zone buie della psiche.

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Spesso l’ombra porta con sé i doni indispensabili per realizzare la nostra missione nel mondo.

Doni che si rivelano soltanto quando abbiamo preso dimestichezza con l’imperfezione e con ciò che giudichiamo sbagliato o inaccettabile in noi stessi e negli altri.

Oltre il disprezzo e il rifiuto si nasconde una verità intima e profonda.

Imparare a non censurare la bruttezza, che da sempre intreccia la bellezza ad ogni passo, permette di evolvere le parti rinnegate della psiche dando forma a un diverso modo di interpretare gli eventi.

Un mondo nuovo ha bisogno di una cultura nuova.

Se vogliamo costruire la fratellanza dobbiamo imparare a vivere nella fratellanza.

Dapprima dentro noi stessi e poi nelle relazioni con con chi ci sta intorno.

Creatività, molteplicità e trasformazione camminano a braccetto e ci conducono a scoprire in noi stessi il valore dell’integrità e della Totalità che ci appartiene.

Carla Sale Musio

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