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Mag 29 2018

SPECISMO… O DISTURBO NARCISISTICO DI PERSONALITÀ?

Coltiviamo la certezza di essere la specie più evoluta del pianeta: quella creata da Dio a propria immagine e somiglianza.

Ma ignoriamo che questa convinzione sia il sintomo di una patologia chiamata Disturbo Narcisistico di Personalità e basata sulla percezione di una superiorità soggettiva e onnipotente.

Da tempo immemorabile il dibattito sulle diverse forme dell’intelligenza ha portato gli studiosi a comprendere che le valutazioni della conoscenza non vanno circoscritte al sapere della maggioranza, ma è necessario calibrare le performance in modo da renderle adeguate a tutti.

Eppure… quando è in gioco l’antropocentrismo nemmeno le scoperte scientifiche valgono più! 

Essere umani contiene un diritto di supremazia.

Imprescindibile.

È una pretesa arbitraria che evidenzia la patologia insieme alla necessità di una cura.

E segnala l’urgenza di garantire a ogni essere vivente il diritto all’esistenza e al rispetto delle proprie peculiarità.

Forti di valutazioni che tengono conto esclusivamente delle caratteristiche umane consideriamo inferiori tutte le altre specie.

Poiché gli animali non utilizzano un linguaggio simile al nostro ci sentiamo autorizzati a postulare anche una mancanza di intelligenza, legittimando il diritto alla sopraffazione.

È difficile accettare che questa pretesa egocentrica sia il sintomo di una disfunzione che il DSM5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) definisce:

 .

Disturbo Narcisistico di Personalità

.

Il Disturbo Narcisistico di Personalità è un disturbo della personalità i cui principali indicatori sono:

  • un eccessivo egocentrismo

  • un deficit nella capacità di provare empatia

  • una esasperata idealizzazione di sé

Si tratta di una patologia caratterizzata dalla percezione di un Sé Grandioso, dal sentimento esagerato della propria importanza e dalle difficoltà di coinvolgimento nella percezione dell’altro.

Le persone affette da questa sintomatologia manifestano un egoismo esorbitante di cui di solito non sono consapevoli, arrivando a tiranneggiare chi hanno vicino senza alcuno scrupolo e senza nessuna comprensione della propria crudeltà.

Il Disturbo Narcisistico di Personalità ci impedisce di analizzare con obiettività il sapere delle altre specie, occultandone le risorse, il valore, le potenzialità e i doni.

Occorrono: spirito di ricerca, capacità di ascolto, empatia, determinazione e rispetto, per cogliere la profondità di una cultura che utilizza principi differenti da quelli che ci sono abituali.

Per riconoscere la civiltà degli animali è necessario superare il Disturbo Narcisistico di Personalità e osservare con più umiltà i saperi delle specie diverse dalla nostra.

Ma soprattutto è indispensabile aprirsi a una comprensione biocentrica delle relazioni che uniscono gli esseri viventi dando vita a un ecosistema capace di garantire il benessere di tutti.

Quando ognuno contribuisce all’integrità della vita la capacità di mettersi in gioco si libera dall’egocentrismo formando una società volta al benessere del singolo e del pianeta nella sua interezza.

E questo è il requisito su cui poggiano tutte le culture degli animali.

Le altre specie possiedono una saggezza che noi abbiamo perduto.

Per loro la conoscenza dell’ecosistema e l’ascolto dei mondi interiori sono parte di una verità antica e piena di valore.

Biocentrismo, intuizione, istintività, paranormalità… appartengono a un sapere che li rende capaci di rispettare il pianeta, di frequentare le altre dimensioni e di conoscere il significato profondo della vita.

Valori che noi non riusciamo più a considerare tali.

È questa la conseguenza della patologia narcisistica in cui viviamo immersi.

Una patologia che ammala la civiltà umana dando origine a problematiche sconosciute a ogni altra specie.

Usura, pedofilia, schizofrenia, disturbi alimentari… sono malattie ignote agli altri animali.

Il loro sapere comprende valori e abilità impensabili per noi e questo dovrebbe indurci ad imparare piuttosto che a sfruttarli.

La capacità di riconoscere ciò che non si può toccare è un requisito importantissimo per la salute mentale.

Saper distinguere le emozioni e i sentimenti e comportarsi di conseguenza sono le risorse che permettono agli specialisti della psiche di aiutare tante persone in difficoltà.

Gli animali le utilizzano per muoversi nell’ambiente e comunicare tra loro.

Noi invece preferiamo la manipolazione e la menzogna, giudichiamo sconveniente l’autenticità e inibiamo l’ascolto della nostra verità… per ottenere un amore del quale non siamo mai sicuri.

Poi ci ammaliamo di depressione, di attacchi di panico, di ossessioni, di compulsioni e delle innumerevoli malattie che segnalano la perdita di un contatto profondo con la vita.

Tutti gli animali ci insegnano con l’esempio della loro esistenza a ritrovare il legame che unisce ogni creatura al suo ambiente e il valore di un ascolto intimo, fatto di conoscenza e di intuizione, di sensazioni e di percezioni visibili e invisibili.

Carla Sale Musio

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Ott 09 2016

NARCISISMO PATOLOGICO

Un deficit nella capacità di provare empatia è il sintomo di una patologia che il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (D.S.M.) definisce: disturbo narcisistico di personalità.

Questa disfunzione è caratterizzata da una percezione di sé eccessiva e carica di importanza, che gli esperti chiamano: sé grandioso.

Chi soffre di un disturbo narcisistico della personalità manifesta una forma di egoismo profondo di cui non è consapevole e che, dal punto di vista clinico, nasconde una grave difficoltà nel coinvolgimento affettivo.

Per formulare questa diagnosi gli psichiatri e gli psicologi si basano su cinque caratteristiche precise, che le persone affette dal disturbo narcisistico manifestano in situazioni e relazioni diverse:

  • una percezione esagerata del proprio valore

  • la convinzione di essere speciali e superiori

  • una modalità predatoria di rapportarsi al mondo, in cui lo scarso impegno personale è unito alla pretesa di ricevere più di quello che si dà

  • la certezza di un’insindacabile supremazia che autorizza a usare gli altri per raggiungere i propri scopi, senza provare alcun rimorso

  • l’incapacità di identificarsi con la sofferenza di chi si ha di fronte

Le persone che soffrono di questa patologia occultano dietro l’esagerata valorizzazione di sé una mancanza di empatia e l’impossibilità di immedesimarsi nei vissuti degli altri (che considerano passibili di qualsiasi sopruso), sono convinti che tutto sia loro dovuto e diventano sprezzanti e crudeli quando questo non si verifica.

Il loro indiscutibile senso di diritto unito alla mancanza di sensibilità sfocia nello sfruttamento e nell’abuso.

Il disturbo narcisistico della personalità descrive con chiarezza la patologia degli esseri umani nella relazione con le altre creature viventi e con il pianeta.

L’incomprensione dell’alterità, che caratterizza questa disfunzione, è il sintomo di un’inabilità alla reciprocità, che confina la specie umana dentro una pericolosa scissione dall’ecosistema, rendendoci incapaci di costruire relazioni produttive con le altre forme di vita.

Come insegna l’Etologia Relazionale, la biodiversità è un valore imprescindibile per la sopravvivenza e per la corretta evoluzione della vita.

“Il nostro pianeta sta affrontando la sesta estinzione di massa, una straordinaria quanto terrificante perdita in termini di biodiversità, la prima nella storia della vita sul pianeta Terra a essere stata alimentata dall’attività diretta di una specie animale (l’uomo). Crediamo che sia fondamentale capire che siamo tutti coinvolti e co-responsabili in questo scenario, le cui dinamiche non possono essere ignorate se si vuole costruire un rapporto consapevole con le altre specie, su scala intersoggettiva e globale.”

Lo sostiene Myriam Jael Riboldi, fondatrice della Scuola di Etologia Relazionale.

“Amare le specie diverse dalla nostra è un punto di partenza fondamentale, ma l’amore non basta: occorre avvicinare il maggior numero di persone possibile a una conoscenza consapevole, empatica, profonda e più rispettosa del mondo animale. È indispensabile prestare una maggiore attenzione al valore dell’individualità e delle caratteristiche etologiche, e alle dinamiche che possono modificarne le espressioni in ambito relazionale.”

L’Etologia Relazionale ha identificato con chiarezza la patologia narcisistica che affligge l’umanità e lavora per reinserire la percezione emotiva ed empatica nelle relazioni tra l’uomo e gli altri animali.

Quest’approccio sostiene l’importanza di una visione biocentrica, libera dalla patologia narcisistica e capace di porre la vita stessa, e non l’uomo, al centro delle relazioni.

Ma superare il disturbo narcisistico della personalità richiede al partner umano un intenso sforzo nella direzione della conoscenza di sé (autenticità) e nella ricerca della propria sensibilità.

“Nel momento in cui gli esseri viventi entrano in rapporto tra loro, si attiva un processo che influenza le componenti mentali, emozionali ed empatiche, modificando, di fatto, i comportamenti di tutti i soggetti coinvolti.”

“Interpretare i comportamenti specie specifici senza comprendere la catena di eventi emotivi ed energetici che s’innesca quando si entra nella sfera relazionale, rischia di fornire una visione parziale di ciò che realmente accade e di sprecare i valori della conoscenza, dello scambio e della reciprocità.”

Malato di narcisismo e convinto della propria patologica superiorità, l’essere umano annienta l’empatia e agisce come se le altre creature fossero strumenti al servizio del suo piacere e dei suoi bisogni.

In questo modo aliena in se stesso la comprensione della realtà e costruisce un mondo privo dell’intelligenza emotiva necessaria a sostenere la vita.

Mentre le altre specie rispettano gli equilibri indispensabili al mantenimento dell’ecosistema, la razza umana distrugge la convivenza naturale con le altre forme di vita, annichilendo nella propria psiche il senso di appartenenza che caratterizza l’esistenza e camminando a grandi passi verso la distruzione.

Nascono così le innumerevoli sintomatologie che ammalano l’umanità e che sono sconosciute alle altre specie viventi: attacchi di panico, depressione, depersonalizzazione, manie di persecuzione… prendono forma da una morbosa mancanza di empatia e alimentano la violenza e la paura.

L’insensibilità tipica del disturbo narcisistico di personalità, amplifica nell’io il senso del proprio valore, deformando la percezione della realtà e alimentando un egocentrismo malato che nasconde l’angoscia e l’incapacità a costruire relazioni proficue, amorevoli e costruttive.

La paura di incontrare chi appartiene a una razza diversa, spinge l’essere umano a sfuggire la conoscenza e le relazioni interspecifiche, nascondendosi dietro un senso di superiorità esagerato, ma questo evitamento genera la patologia del narcisismo e quell’egocentrismo indiscutibile che impedisce la comprensione del dolore facendo lievitare la violenza.

Razzismo, specismo, bullismo, nonnismo, maschilismo, pedofilia, omofobia, guerre e crudeltà di ogni genere hanno origine dalla mancanza di empatia e dall’incapacità di fare relazione, e costruiscono il mondo della brutalità in cui viviamo.

Solo prendendo coscienza della nostra patologica superiorità, diventa possibile mettere fine alla distruzione del pianeta e realizzare una società in cui le relazioni inter e intra specifiche conducano a una conoscenza rispettosa delle esigenze di tutti.

“E’ necessario riconoscere il valore della diversità e dell’individualità di ogni singolo individuo e immergersi in una modalità di osservazione libera da pregiudizi ma anche svincolata da aspettative e da proiezioni, tipicamente antropocentrate. L’esperienza relazionale deve essere contestualizzata nel “qui e ora”, in cui la nostra viva partecipazione deve risultare consapevole e responsabile. La dinamica relazionale è in grado di modificare gli stati interiori e i comportamenti di tutti i soggetti coinvolti in questo tipo di processo.”

Per cambiare il mondo è indispensabile curare il disturbo narcisistico di personalità che si annida nella psiche di ognuno di noi, e vivere una relazione sana tra la nostra e le altre specie viventi.

Solo così si potrà realizzare una cultura capace di accogliere la diversità riconoscendone la ricchezza e il valore, e sostenere la fratellanza.

Tra tutte le creature.

Carla Sale Musio

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etologiarelazionale.it

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Apr 14 2015

UNIONI IMPOSSIBILI

Quando conosce Carmelo, Laura è reduce da una separazione e poco incline a impegnarsi di nuovo in rapporti troppo coinvolgenti.

Di lui la conquistano subito i modi gentili e le attenzioni con cui la fa sentire importante e speciale.

A una a una Laura lascia andare tutte le reticenze, ma il rapporto si rivela presto soffocante e distruttivo.

Dopo i primi momenti di tenerezza, infatti, Carmelo diventa esigente e aggressivo, costringendo Laura a giustificarsi e scusarsi in continuazione.

“Sei in ritardo di cinque minuti!”

“Non voglio che parli al telefono con altri!”

“Lo sai che se mi lasci troppo tempo solo mi costringi a tradirti!”

Col passare del tempo le richieste di Carmelo si fanno sempre più prepotenti e manipolatorie, e Laura sprofonda in una via crucis di umiliazioni e tradimenti.

Dice a se stessa che dovrebbe lasciarlo, ma sente che ormai è diventato impossibile.

I rimproveri e le ritorsioni di Carmelo l’hanno resa insicura e piena di paure.

Le sembra che, senza di lui, la vita perda il suo scopo.

Così, cerca di accontentarlo in tutto pur di evitare gli scontri, che si moltiplicano all’infinito.

Quando decide di chiedere aiuto a uno specialista, vive ormai come una reclusa, in preda all’angoscia di irritare Carmelo e di perdere per sempre i suoi rari gesti di tenerezza.

* * *

La storia di Laura e Carmelo ci racconta un legame che degenera l’amore in una dipendenza talmente distruttiva e invischiante da annientare ogni volontà di cambiamento.

Queste relazioni sono più frequenti di quanto non si creda e nascondono una patologia che lega la vittima al suo carnefice in un rapporto problematico e distruttivo.

Enrico Maria Secci, psicologo e psicoterapeuta, ha raccolto nel libro I narcisisti perversi e le unioni impossibili – la sua esperienza professionale di oltre quindici anni su questa delicata casistica.

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Con l’obiettivo di mettere a fuoco un tema che riguarda tanti rapporti di coppia gli abbiamo rivolto alcune domande.

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Ciao Enrico, nel tuo libro I narcisisti perversi e le unioni impossibili. Sopravvivere alla dipendenza affettiva e ritrovare se stessi – racconti un modo molto doloroso di volersi bene ed evidenzi come la dipendenza e il narcisismo trasformino l’amore in una patologia.

Ci puoi spiegare in parole semplici che cos’è la dipendenza affettiva e quando un’unione diventa impossibile?

La dipendenza affettiva è quella condizione in cui almeno uno dei partner si sente impossibilitato a condurre un’esistenza autonoma e serena a causa del legame con l’altro, vissuto come assoluto e totalizzante.

La dipendenza affettiva si palesa attraverso sintomi psicologici -di tipo cognitivo, emotivo e comportamentale- quando i membri della coppia devono separarsi anche per brevi periodi, quando l’instabilità del rapporto è fonte di marcata insoddisfazione o quando uno dei partner sceglie di interrompere la storia.

Ma c’è un caso particolare di dipendenza affettiva, quello in cui l’unione diventa realmente impossibile: quando il partner è un narcisista patologico.

È il tema del mio libro, dove spiego il funzionamento paradossale e patogeno di questi “amori” disfunzionali basati sulla prevaricazione, sulla manipolazione e sul ricatto affettivo.

Hai parlato di narcisismo, quando è patologico e quando è sano?

Il narcisismo non è una patologia, ma un tratto della personalità che descrive l’inclinazione prevalente dell’individuo verso la gratificazione delle proprie pulsioni e del proprio Sé.

In questa accezione, siamo tutti un po’ narcisisti, tutti abbiamo un certo bisogno di appagare le nostre pulsioni, di avere “successo”, di sentirci amati e desiderati. Non c’è niente di male, anzi. Il narcisismo sano è spesso la leva motivazionale della creatività, della perseveranza ed è facilmente riconoscibile in chi, in effetti, nella vita raggiunge obiettivi notevoli.

Gli spartiacque tra il narcisismo sano e patologico sono essenzialmente due:

1) l’utilizzo opportunistico e spregiudicato dell’altro per appagare se stessi, ovvero il ricorso alla manipolazione e all’inganno;

2) l’incapacità di impegnarsi in modo autentico in una relazione amorosa, incapacità data dalla compromissione della funzione empatica nel narcisismo patologico.

Vuol dire che il narcisista sano riesce a “mettersi nei panni dell’altro”, a “connettersi” emotivamente con l’altro e identificare correttamente le altrui emozioni, mentre il narciso perverso manca, in parte o del tutto, di questa qualità.

Come si riconoscono i narcisisti perversi?

Semplifico perché la risposta richiederebbe molto spazio … infatti ci ho scritto su un intero libro! …

Direi che il narcisista perverso ha almeno tre caratteristiche, che cominciano tutte per “i”: è incostante, è inattendibile, è ingannatore.

È incostante perché va e viene dalla relazione quando gli pare e piace e perché alterna, in modo apparentemente imprevedibile, momenti di estremo coinvolgimento emotivo a momenti di totale rifiuto ed estraneità rispetto al/alla partner.

È inattendibile perché vive in un mondo psicologico fatto di conflitti interni e di contraddizioni tali che ogni suo impegno o promessa quando non fallisce si rivela un bluff o diventa un tradimento.

È ingannatore perché mente. Mente anche su cose su cui potrebbe essere sincero allo scopo, per lo più inconscio, di dominare la realtà, di poterla trasformare e imporla all’altro secondo il proprio vantaggio.

Che differenza c’è tra l’amore e la dipendenza affettiva?

Anais Nin, la scrittrice francese, traccia questa differenza in modo lapidario ed efficacissimo. Dice: “la dipendenza non produce amore“. Punto e basta.

Come psicoterapeuta sono profondamente d’accordo.

Dipendenza e amore costituiscono polarità opposte: l’amore è un sentimento che promuove l’autonomia, l’auto-realizzazione, l’autenticità e il rispetto; la dipendenza, invece, si basa sulla sottomissione, sull’auto-sacrificio, sull’insincerità e sulla prevaricazione.

Inoltre, dove c’è amore ci sono serenità e salute mentale, mentre nelle relazioni dipendenti irrompono sempre il sintomo psichico o psico-somatico e una forte conflittualità.

Uno dei primi passi per “guarire” è imparare a chiamare i sentimenti col loro nome e a non confondere l’amore con la dipendenza.

Coppia in crisi, coppia perfetta e modelli indotti. Ci puoi dire qualcosa?

La coppia perfetta non esiste. È a partire da questa consapevolezza che le persone riescono a costruire legami stabili e soddisfacenti.

Paradossalmente, sono proprio gli individui che hanno interiorizzato modelli e aspettative rigide sull’amore e sulla coppia a incontrare più ostacoli nella vita sentimentale.

Nell’ambito della dipendenza affettiva questo è particolarmente evidente: le vittime idealizzano il/la partner e la relazione allo scopo di realizzare una fiaba d’amore. Il bisogno di affermare un modello di coppia immaginato come quello “giusto” diventa più forte della realtà. Le coppie veramente infelici sono quelle per cui l’evidenza dei fatti non conta.

Quali sono le caratteristiche di una relazione sana?

Una relazione può definirsi “sana” quando è funzionale alla salute mentale e al benessere dei membri della coppia.

È “sana” una relazione da cui i singoli si sentono migliorati a vicenda, una relazione che favorisce un senso di protezione e di stabilità reciproci, una relazione che abbia una progettualità condivisa.

Infine, una relazione davvero sana è flessibile ed equilibrata, ovvero è in grado di mutare il proprio stato in base ai cambiamenti che inevitabilmente intervengono nel suo ciclo di vita e in quello degli individui da cui dipende.

Ho parlato di questo nel libro precedente, Gli uomini amano poco. Amore, coppia, dipendenza che, dopo varie ristampe, oggi è disponibile anche in formato ebook.

Nel tuo libro hai spiegato con chiarezza come si rimane intrappolati dentro una relazione emotivamente distruttiva e cosa è necessario fare per uscirne.

C’è anche un questionario che aiuta a valutare se abbiamo affianco un narcisista patologico, ma affronti anche i temi del narcisismo al femminile, quando la “vittima” è un uomo, e parli della dipendenza affettiva nelle relazioni omosessuali. In questi casi ci sono delle differenze?

Il fenomeno delle dipendenza affettive spinge a riflettere sul fatto che nulla come l’amore sia un sentimento che accomuna gli essere umani, al di là del loro orientamento sessuale.

Infatti, come evidenzio nel libro, gli schemi del mal d’amore si ripetono sostanzialmente immutati sia nella relazione eterosessuale che in quella omosessuale con le stesse modalità relazionali, con le stesse fasi e con lo stesso dolore.

Le sole differenze riguardano le manifestazioni sintomatiche.

Gli uomini “vittime” di una narcisista manipolatrice, a differenza delle donne, provano più vergogna, tendono a vivere la dipendenza in silenzio e sono meno propensi a chiedere l’aiuto di uno psicoterapeuta.

Le donne dipendenti sviluppano più facilmente sintomi di carattere ansioso o depressivo, e disturbi alimentari; i maschi mascherano questi vissuti con l’abuso di sostanze, spesso alcol e cannabis, adottando condotte autodistruttive, come correre in auto, e patiscono più facilmente di disordini del sonno e somatizzazioni.

Per le persone omosessuali, invece, la dipendenza affettiva può essere più difficile da affrontare quando, come accade spesso, percepiscono la prospettiva di svincolarsi dal partner come una sconfitta vissuta in una dimensione psico-sociale ristretta e limitata dal pregiudizio.

L’illusione della dipendenza affettiva, specie se attivata dalla manipolazione di un narcisista o di una narcisista, è quella del “grande amore” anche per le persone omosessuali che, a differenza degli eterosessuali, crescono in un vuoto quasi completo di modelli di relazione funzionale e sono costrette a improvvisare un’educazione sentimentale.

Questo può renderle più vulnerabili al “mal d’amore” e produrre un attaccamento eccessivo a partner “sbagliati”.

Dove possiamo acquistare il tuo libro?

I narcisisti perversi e le unioni impossibili. Sopravvivere alla dipendenza affettiva e ritrovare se stessi – si può agevolmente acquistare in tre modi:

1) mediante ordine online direttamente sullo store dell’editore:

http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/saggistica/i-narcisisti-perversi-e-le-unioni-impossibili.html

Il link per il formato digitale è

http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/didattica-e-formazione/i-narcisisti-perversi-e-le-unioni-impossibili-ebook.html

2) mediante ordine online con una semplice ricerca in tutti gli store online, come Ibs, La Feltrinelli, In Mondadori, Amazon, ecc. Per esempio, su Ibs – Internet Bookshop il libro si trova spesso in promozione con spedizione immediata e il 15% di sconto.

3) ordinarlo presso una delle oltre 4000 librerie fisiche in Italia. Si può trovare il punto vendita più vicino consultando la mappa su questo link: http://youcanprint.it/librerie-in-italia-self-publishing.html

In tutti i casi, il pagamento è sicuro e la spedizione garantita in tempi compresi tra i due e i sette giorni, secondo le disponibilità. 

Nell’edizione digitale, invece, si può scaricare in qualunque store online, compresi Amazon, Kobobooks ed Apple Store.

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