Tag Archive 'intelligenza corporea'

Mag 04 2018

CORPO MISTERIOSO

 

Il corpo è un aspetto di noi stessi che frequentiamo poco.

Lo vestiamo, lo agghindiamo nel tentativo di renderlo più attraente e lo riteniamo uno strumento indispensabile per piacere agli altri e sentirci amati.

Tuttavia, ci soffermiamo poco ad ascoltare i suoi reali bisogni e quando non è possibile ignorarne le comunicazioni… finiamo spesso per rimpinzarlo di cibo pur di farlo tacere!

In questo modo lo costringiamo a procurarci dolori e malattie per ottenere la nostra attenzione.

Non ci fermiamo mai a considerarne la presenza costante, amichevole e fidata.

Non lo ringraziamo per quello che fa.

Non percepiamo le correnti energetiche che lo attraversano rendendolo uno strumento insostituibile nella percezione di ciò che accade.

L’intuizione, l’agilità, la sensualità, il movimento… sono argomenti poco importanti nella lista delle nostre priorità quotidiane.

In cima domina il lavoro e subito dopo arriva la necessità di rilassarsi ingurgitando merendine, stuzzichini, alcol, sigarette e altre droghe (legali e illegali), indispensabili per dimenticare le innumerevoli fatiche che costellano le nostre giornate.

Non programmiamo mai un momento per camminare in mezzo alla natura riarmonizzando il ritmo della nostra anima con il battito dell’Universo.

Non ci concediamo di restare in silenzio lasciando che la fisicità racconti come si sente e di cosa avrebbe bisogno.

Per i più fortunati l’unico contatto con la corporeità sono le coccole riservate al gatto o al cane di casa.

Per tutti gli altri non esiste nemmeno quel pezzettino di natura a ricordare che la corporeità è uno strumento importante per sentirsi parte del creato e dare significato all’esistenza.

Oggi il corpo è diventato un’armatura necessaria a combattere la vita e non è più l’antenna indispensabile per captare lo scorrere delle energie che ci uniscono all’ecosistema e alla Totalità.

Eppure… dentro di noi esistono tante emozioni, tanti sé, tante presenze che solo grazie al corpo trovano la via per raccontarci la propria verità.

Il nostro fisico non è uno strumento di seduzione e manipolazione ma un’antenna capace di rilevare la presenza, il potere e la sapienza di ciò che esiste, è il radar in grado di trasmettere la nostra profonda autenticità di momento in momento.

Ascoltare il corpo significa aprirsi a una conoscenza che non ha bisogno di parole e comprendere le sensazioni fisiche ed energetiche che animano la Vita.

Gli animali sono maestri in questo e ci mostrano una comunicazione intima e attenta all’ascolto di se stessi.

Gli esseri umani, invece, preferiscono pensare al fisico come a uno strumento di conquista, convinti che basti indossare il travestimento giusto per ottenere ciò che serve.

È così che abbiamo perduto le chiavi del nostro essere al mondo trasformando la morte nella più grande delle paure.

Per liberarci da questa pericolosa camicia di forza è necessario imparare dagli animali come lasciare alla sensualità, all’intuizione, al movimento e all’ascolto di sé, il compito di rivelare le energie che animano la psiche, svelandoci le molteplici verità che compongono il puzzle mutevole e creativo chiamato personalità.

Dentro ciascuno di noi esistono tante verità pronte a danzare al ritmo della propria unicità, e una consapevolezza capace di armonizzarne le necessità senza penalizzarne nessuna.

Per poter vivere con pienezza la vita è indispensabile imparare ad accogliere lo scorrere incessante delle nostre identità permettendo al corpo di raccontarne i messaggi fatti di sensazioni.

La fisicità intreccia la profondità dell’esistenza, donandoci il segreto di una vita appagante e piena di significato.

Sta a noi permetterne l’armonia e il manifestarsi nelle nostre giornate.

O impedirne la potenza annichilendo l’ascolto di una realtà libera dalle parole. 

Carla Sale Musio

leggi anche:

VIOLENZA E PACE NEL MONDO

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Nov 02 2014

IL CORPO, IL MOVIMENTO, LA MUSICA… E LA SALUTE MENTALE!

Muovere il corpo, ascoltare la musica e ritrovare l’equilibrio emotivo.

In silenzio.

Senza regole o passi di danza da imparare.

Seguendo il ritmo della propria anima, lungo un percorso di suggestioni capace di sciogliere i nodi e le rigidità, fino a creare una profonda armonia, con se stessi e col mondo.

E’ stata questa la mia prima esperienza con la biodanza.

Un’attività psicofisica che ancora non conoscevo e che mi ha rivelato un modo nuovo e coinvolgente di fare terapia usando il movimento.

Senza bisogno di parlare.

L’effetto è stato quello di un allucinogeno, privo di controindicazioni e di effetti collaterali, un’ondata di endorfine che si libera nel corpo e che, dopo due ore di attività, mi ha fatto sentire profondamente in pace.

Con me stessa, con la vita e con il mondo.

Per me, che abitualmente uso il colloquio per aiutare gli altri a superare i momenti difficili e per liberare il potenziale creativo, incontrare questo diverso modo di inoltrarsi nell’inconscio è stata una scoperta piacevolissima e l’inizio di un’avventura personale, capace di condurmi al centro della mia esistenza e del mio desiderio di vivere.

La biodanza è una tecnica di percezione corporea che completa la psicoterapia tradizionale amplificando l’ascolto interiore (senza lacrime e senza traumi), risanando l’espressività individuale e liberando una profonda gioia di vivere.

E’ uno strumento di esplorazione e di scoperta di sé, indispensabile per tutte quelle persone che, come me, svolgono un lavoro che costringe a restare immobili per molte ore ogni giorno, dimentichi del corpo e delle sue necessità, tanto da non sentire nemmeno gli stimoli fisici più elementari (fame, sonno, sete, eccetera).

Per tutti gli animali, umani e non umani, il corpo è la principale fonte di conoscenza e di esplorazione del mondo, lo strumento che permette di fare relazione e di condividere con gli altri la propria verità.

Quando lo immobilizziamo, obbligandoci a diventare poco più di un puro pensiero, ci priviamo di una parte fondamentale di noi stessi e della nostra identità e, inevitabilmente, ne paghiamo lo scotto con innumerevoli sintomi e patologie, sia mentali che fisiche.

Senza il corpo non è possibile vivere e, paralizzando la nostra fisicità per un tempo troppo lungo, incarceriamo il bisogno di partecipare alla vita, e ci alieniamo da noi stessi e dalla nostra autenticità.

E’ così che prendono forma tante sofferenze psicologiche.

Si sviluppano dentro una corazza di rigidità che devitalizza il fisico e condiziona la mente, provocando un progressivo distacco dall’emotività e dal piacere di essere al mondo.

La biodanza può essere definita: un percorso di crescita interiore attraverso il movimento del corpo.

È un’attività che si svolge in sessioni di gruppo dove, grazie all’utilizzo di specifiche sequenze di esercizi chiamate vivencia (letteralmente: la sensazione di essere vivi qui e ora), è possibile stimolare la gioia di vivere, lo slancio vitale, la sensibilità alla vita, la comunicazione affettiva e intima, il risveglio del piacere, la connessione ai propri istinti, l’espressione creativa ed emozionale.

Durante una sessione di biodanza, ognuno è libero di esprimersi con una gestualità improvvisata e spontanea, che non deve rispettare precise tipologie di movimento ma solo permettere al corpo di ritrovare la propria naturale espressività.

Concepita e sperimentata nel1965, dallo psicologo cileno Rolando Toro, la biodanza poggia su un principio biocentrico, capace cioè di mettere la vita stessa al centro dell’universo, e si contrappone al paradigma antropocentrico su cui è fondata la nostra civiltà, arrogante, discriminante e violenta.

Dal rispetto di ogni esistenza (umana e animale) e dall’ascolto profondo della corporeità, prende forma questa meravigliosa metodologia terapeutica, in grado di ripristinare il naturale equilibrio esistenziale e di risvegliare il potenziale di ogni essere umano (vitalità, sessualità, creatività, affettività e spiritualità), favorendo l’accesso a una profonda saggezza interiore.

Grazie alla musica, al movimento e alla vivencia che pulsa spontaneamente dentro ogni cellula del corpo, si entra progressivamente in contatto con la profondità di se stessi e, al termine di ogni sessione, si torna a casa arricchiti da un naturale benessere fisico e da un’intima pienezza emotiva.

Carla Sale Musio

leggi anche:

CARISMA, FASCINO E FISICITA’

IL TUO CORPO LA SA LUNGA…

Sei interessato a sperimentare una sessione di biodanza?

Partecipa al corso tenuto da Tiziana Centomani,

nei locali dell’ex liceo artistico, in p.zza Dettori 9 a Cagliari,

ogni lunedì dalle 14 alle 16.

La prima lezione di prova è sempre gratuita.

Non servono requisiti particolari e non è assolutamente necessario saper ballare!

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Nov 11 2013

CARISMA, FASCINO E FISICITA’


Carisma, fascino, autorevolezza, prestigio… sono requisiti che ognuno di noi vorrebbe possedere perché segnalano una personalità attraente, ricca di saggezza e considerazione da parte degli altri.

Per sentirci bene abbiamo bisogno di ricevere attenzioni e riconoscimento e, pur di ottenerli, siamo disposti a fare molti sacrifici, modellando il nostro mondo interiore fino a renderci compatibili con le richieste delle persone che abbiamo intorno.

Per ricevere approvazione cerchiamo di mostrarci migliori, nascondendo le cose che metterebbero in cattiva luce l’immagine idealizzata con cui vogliamo proporci nel tentativo di piacere al mondo.

Così, pur di sentirci amati, perdiamo di vista l’autenticità e la possibilità di cambiare noi stessi correggendo i tratti del carattere che andrebbero migliorati.

Il bisogno di ricevere consensi e stima ci spinge a nascondere i lati negativi e a indossare una maschera nel tentativo di trasformarli.

Una maschera con cui nel tempo ci identifichiamo, sentendola così abituale e scontata da offuscare ogni contatto con quelle parti di noi che abbiamo represso.

In questo modo la verità va perduta e con lei scompaiono anche l’originalità, la creatività e la realizzazione personale.

La paura della disapprovazione ci costringe a imitare i comportamenti che sembrano riscuotere più successo, privandoci della possibilità di esprimere i nostri pensieri e le nostre effettive peculiarità.

Purtroppo, però, uno stile di vita basato sul nascondere e sull’apparire è la causa primaria di tante sofferenze e fa sì che il compito degli psicologi, spesso, sia proprio quello di aiutare le persone a percorrere a ritroso la strada dell’adattamento sociale, fino a rintracciare tutte le emozioni perdute e con loro anche la possibilità di vivere una vita appagante.

La realizzazione personale, infatti, non si raggiunge indossando modelli di comportamento stereotipati e convenzionali ma è la conseguenza dell’accettazione e dell’accoglienza della propria nudità interiore, senza censure e senza pregiudizi.

Le cose che non ci piacciono, i lati aspri del carattere, non vanno eliminati o nascosti ma trasformati, in modo che la loro energia possa scorrere senza impedimenti nella personalità, liberando la creatività bloccata e le sue molteplici possibilità espressive.

Solo così il disegno unico che caratterizza ogni persona, può dispiegare le sue potenzialità nell’esistenza e dare forma alla missione che siamo venuti a compiere nascendo.

Solo così la vita e la morte rivelano il loro significato profondo, perdendo quell’alone di superstizione e di angoscia con cui spesso siamo portati a definirle, per ignoranza e per paura.

Solo così, finalmente, potremo sentirci davvero amati. Per ciò che siamo e non per ciò che ci sforziamo di rappresentare sul palcoscenico della vita.

Solo così l’entusiasmo può riprendere a scorrere nelle cose di ogni giorno. Proprio come quando eravamo bambini.

Solo così un senso di appagamento pervade i nostri gesti. A prescindere da quello che stiamo facendo.

Solo così è possibile sentirsi davvero bene, con se stessi e con gli altri.

Ma per raggiungere questo magnifico stato di compiutezza interiore è necessario attraversare il labirinto della paura, della derisione, dell’emarginazione e dell’abbandono.

Serve molto coraggio per farlo.

Si corre il rischio della diversità.

Bisogna abbandonare le certezze che la maschera ci garantisce e affrontare l’autenticità in ogni angolo di se stessi.

Il ragionamento, la riflessione, le memorie e le conclusioni arrivano solo dopo che il brivido della verità ha attraversato il corpo, e sono la conseguenza dell’ascolto e dell’espressione di sé nei gesti e nelle azioni.

Nascosta nelle cellule, nei muscoli, nella pelle, nei movimenti, negli atteggiamenti, nelle pose, nei dolori e nelle contratture, esiste la memoria di tutto quello che abbiamo vissuto e di tutto quello che abbiamo nascosto (a noi stessi e agli altri) per non sembrare cattivi, brutti, stupidi o noiosi.

Un codice gestuale, scritto nelle movenze di ciascuno, apre la porta dell’inconscio e libera le emozioni che ci sforziamo inutilmente di cancellare, nella speranza di non doverle affrontare mai più.

Mettendo in moto il corpo, prestando attenzione ai suoi messaggi, si libera la parte più vera, si svelano i pensieri nascosti, si schiudono le soluzioni bloccate dalla paura.

Per incontrare la nostra verità dobbiamo avere il coraggio di cambiare e di rinascere ogni volta, affrontando i ricordi che ci fanno paura.

Ma cambiare vuol dire incontrare l’ignoto e spesso preferiamo restare aggrappati alle nostre abitudini piene di sofferenza piuttosto che avventurarci a percorrere strade sconosciute, anche se migliori.

“Aiutami a cambiare senza cambiare nulla!” è la richiesta che tante persone rivolgono agli specialisti della psiche.

Una richiesta disperata e impossibile perché il cambiamento è l’essenza della vita e il tentativo di evitarlo produce sempre una terribile sofferenza.

La maschera che abbiamo scelto di indossare per compiacere il mondo, soffoca l’autenticità e uccide lentamente la voglia di vivere, spingendo la personalità dentro le sabbie mobili della apatia, del pessimismo e della depressione.

Per trovare le risorse necessarie ad affrontare le prove della vita bisogna cavalcare il cambiamento e guardare negli occhi la propria verità senza paura.

Qualunque essa sia.

Il corpo racconta la storia di ciascuno nel linguaggio universale del movimento e dell’istintualità.

Nascosti nei gesti, nelle movenze e nella fisicità, i messaggi dell’inconscio mantengono viva tutta la loro originaria intensità.

Per questo tanto spesso evitiamo le attività fisiche e preferiamo drogarci con cibi malsani e sostanze di ogni tipo, piuttosto che attivare col movimento la  preziosa intelligenza del corpo.

Immersi nella letargia di uno stile di vita tecnologico ed eccessivamente sedentario, ignoriamo con cura tutte le percezioni. Fisiche ed emotive.

In questo modo si amplifica la dipendenza dalla maschera e s’incrementa il suo potere, cancellando l’entusiasmo dall’esistenza.

Liberarsi da questo patologico modus vivendi significa affrontare l’azzardo della propria corporeità.

Vuol dire mettere in movimento il corpo e permettere al mondo emotivo di rivelarsi alla coscienza, accettando i pensieri e le sensazioni che salgono in superficie mentre siamo impegnati a compiere una sequenza di azioni e attività.

Carisma, fascino, autorevolezza, prestigio… sono la conseguenza di questo coraggioso ascolto e del riconoscimento della verità che lo caratterizza.

Tollerare la propria autenticità è il primo passo verso il cambiamento e il raggiungimento di una seducente autorevolezza.

Per “piacere” è indispensabile “piacersi” e non “dover piacere”.

Soltanto allora il mondo ci dona la sua stima con spontaneità e senza bisogno di estorsioni compiacenti.

Una persona carismatica ha un rapporto di fiducia e affiatamento con il proprio corpo e con le emozioni che vi sono impresse.

Il fascino rivela nel movimento la capacità di accogliersi e di accogliere, senza giudizio e con sincerità.

Carla Sale Musio

leggi anche:

IL TUO CORPO LA SA LUNGA…

LA MASCHERA

Vuoi sperimentare un training psicologico sull’espressione corporea?

Partecipa allo stage:

mmmmmmmmmm 

VERTIGO THERAPY

Abbraccia la tua vertigine e migliora te stesso

 

Ci sono paure, fissazioni, piccole manie che non possiamo eliminare, ma con le quali possiamo imparare a convivere in modo sano, abbracciandole e avvantaggiandocene.

In questo seminario, attraverso un percorso che si avvale delle tecniche teatrali (come “action and reaction”), potrai imparare a individuare le tue “vertigini” e a prendertene cura.

Un training per attori che ti insegna a guardare veramente dentro di te e a relazionarti col gruppo, un’esperienza che non passa attraverso i tradizionali schemi terapeutici, ma si apre alla socializzazione e alla condivisione, con un percorso molto dinamico e divertente. Poche semplici mosse per entrare in contatto col tuo io più profondo e trovare un dialogo efficace con te stesso e con gli altri nella vita quotidiana.

 

Trainer

LucidoSottile (www.lucidosottile.com);

Dott.ssa Carla Sale Musio (www.carlasalemusio.it)

 m

Sabato 16 Novembre 2013, dalle 10 alle 17,30

Ex Liceo Artistico, p.zza Dettori 9, Cagliari

m

Programma

ore 10 iscrizioni – ore 10,30 inizio lavori – ore 13,30 break – ore 14 proseguo lavori – ore 17 conclusioni – ore 17,30 fine lavori

m

Info e adesioni:  Carla Sale Musio 3400033882

m

Si consiglia un abbigliamento comodo (tuta da ginnastica, scarpe da tennis).

m

Al termine sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

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Ott 27 2013

IL TUO CORPO LA SA LUNGA…

Il corpo manifesta il carisma personale e rivela il carattere delle persone.

Il nostro modo di muoverci e di gesticolare, il timbro della voce, i silenzi, gli sguardi… comunicano ciò che siamo in modo spesso più efficace di tante parole.

Ognuno di noi possiede un’intelligenza corporea capace di creare un ponte tra la vita interiore e il mondo che ci circonda.

Allenando questa intelligenza, imparando cioè a utilizzare la gestualità e la postura, possiamo agire sulla psiche e acquisire espressività e sicurezza.

Howard Gardner, professore di pedagogia e psicologia all’Università di Harvard, famoso per la sua teoria delle intelligenze multiple, ha evidenziato l’esistenza di un’intelligenza fisica, articolata e indispensabile quanto l’intelligenza verbale.

Secondo Gardner esistono sette intelligenze diverse, indipendenti e interagenti tra loro, che corrispondono a sette modi d’interpretare e comprendere gli eventi.

  • Intelligenza linguistica, usata nel leggere libri, scrivere testi, comprendere parole parlate.


  • Intelligenza logico-matematica, usata nella soluzione di problemi matematici e nel ragionamento logico.


  • Intelligenza spaziale, usata nello spostarsi da un posto all’altro, nel leggere le cartine, nel disporre le valige nel portabagagli di una macchina in modo che occupino meno spazio possibile.

  • Intelligenza musicale, usata nel cantare una canzone, nel comporre una sonata, nel suonare la tromba o semplicemente nell’apprezzare la struttura di un pezzo musicale.

  • Intelligenza corporeo-cinestesica, usata nel muoversi, nel ballare, nel giocare a pallacanestro, nel correre i 100 metri o nel lancio del giavellotto.


  • Intelligenza interpersonale, usata nel relazionarsi ad altre persone, nel comprenderne il  comportamento, le motivazioni o le emozioni.


  • Intelligenza intrapersonale, usata nel capire se stessi, chi siamo, che cosa ci fa essere come siamo e come cambiamo nel tempo.

Il prof. Gardner ci insegna che possiamo contare su di un’equivalenza perfetta tra l’intelligenza corporeo-cinestetica e le altre tipologie di intelligenza e che (nonostante la nostra attenzione sia focalizzata soprattutto sull’intelligenza linguistica e logico-matematica) utilizziamo costantemente l’intelligenza corporea (anche se non sempre ne siamo consapevoli).

Nella tradizione culturale occidentale, però, si è creata una frattura fra il ragionamento logico e la corporeità.

E questo divorzio tra “mentale” e “fisico” è associato alla convinzione che quanto facciamo con il corpo sia meno importante e significativo dell’uso della logica o di qualche altro sistema simbolico relativamente astratto.

Ingiustamente, consideriamo il corpo alla stregua di un animale, privo d’intelligenza e sottomesso all’istinto.

Il corpo, però, possiede un sapere proprio, che si esprime nel modo peculiare di muoversi e agire nello spazio, e influenza il pensiero, anche quando apparentemente è il linguaggio verbale a farla da padrone e a imporre i suoi dettami.

Il  nostro stile di vita ci spinge a ignorare, sottomettere e imprigionare la fisicità, proprio come succede con tanti animali.

Immersi nella nostra presuntuosa arroganza, non ci fermiamo a considerare che gli animali possiedono un’intelligenza (diversa da quella degli uomini ma altrettanto importante) e sono portatori di una cultura che  la specie umana, nella sua infinita superbia, si permette di ignorare e di calpestare senza scrupoli.

Ci piace sentirci migliori, superiori e indifferenti davanti alle “pulsioni dell’istintualità”.

“Siamo esseri evoluti” ripetiamo con sussiego e arroganza, dimentichi di essere anche l’unica specie ad inquinare e distruggere il pianeta senza alcun rispetto, abusando la natura e violando le sue leggi.

 

IL CORPO IN TERAPIA

 

Per fortuna il corpo, nonostante la prigione culturale in cui lo abbiamo rinchiuso, mantiene viva la sua intelligenza e possiede altrettante conoscenze e capacità del nostro presuntuoso e civilizzato intelletto.

Il corpo racchiude i segreti dell’anima e conserva la memoria delle gioie e dei dolori che abbiamo vissuto.

I movimenti e la gestualità raccontano la nostra storia, nel linguaggio universale delle emozioni e dell’energia.

In terapia, lavorare con il corpo significa toccare le ferite dell’anima per poterle finalmente, disinfettare, medicare e guarire.

Agire la propria corporeità vuol dire, perciò, incontrare e mostrare la profondità di sé stessi, liberarne le potenzialità, stimolarne le risorse, rivelarne la poliedricità.

Il corpo è l’espressione dello spirito e ci permette di conoscere la grandezza dell’anima, oltre il limite delle parole.

La percezione del calore, dei colori, del peso degli oggetti, la tensione muscolare prodotta da alcuni gesti, certe espressioni del viso… influenzano i nostri pensieri e i nostri stati d’animo e, mettendo in atto intenzionalmente movimenti e azioni, possiamo aumentare le capacità mentali, acquistare determinazione e sicurezza, favorire la memorizzazione e l’apprendimento, potenziare la creatività, gestire meglio le emozioni, sentirci più sicuri.

Permettendoci di utilizzare le risorse del corpo, aumentiamo la fiducia in noi stessi, la forza di volontà, la concentrazione, la calma, la lucidità.

In terapia, occuparsi del corpo, rispettandone l’intelligenza, ascoltandone i segnali e i messaggi, incentivando il movimento, la gestualità e l’azione, consente di ottenere risultati straordinari.

Per questo è così importante affiancare alla conoscenza verbale un percorso fisico ed emotivo capace di accogliere l’espressione corporea senza censure e senza presunzione intellettuale.

Il lavoro con il corpo aiuta la mente a ritrovare il suo posto nell’equilibrio psichico e le restituisce le giuste proporzioni.

Solo grazie all’armonia tra la mente e il corpo è possibile affrontare i cambiamenti necessari allo sviluppo di sé e raggiungere un’adeguata realizzazione personale.

Carla Sale Musio

Vuoi sperimentare un training psicologico sull’espressione corporea?

Partecipa allo stage:m

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VERTIGO THERAPY

Abbraccia la tua vertigine e migliora te stesso

 

Ci sono paure, fissazioni, piccole manie che non possiamo eliminare, ma con le quali possiamo imparare a convivere in modo sano, abbracciandole e avvantaggiandocene.

In questo seminario, attraverso un percorso che si avvale delle tecniche teatrali (come “action and reaction”), potrai imparare a individuare le tue “vertigini” e a prendertene cura.

Un training per attori che ti insegna a guardare veramente dentro di te e a relazionarti col gruppo, un’esperienza che non passa attraverso i tradizionali schemi terapeutici, ma si apre alla socializzazione e alla condivisione, con un percorso molto dinamico e divertente. Poche semplici mosse per entrare in contatto col tuo io più profondo e trovare un dialogo efficace con te stesso e con gli altri nella vita quotidiana.

Trainer

LucidoSottile (www.lucidosottile.com);

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Sabato 16 Novembre 2013, dalle 10 alle 17,30

Ex Liceo Artistico, p.zza Dettori 9, Cagliari

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Programma

ore 10 iscrizioni – ore 10,30 inizio lavori – ore 13,30 break – ore 14 proseguo lavori – ore 17 conclusioni – ore 17,30 fine lavori

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Info e adesioni:  Carla Sale Musio 3400033882

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Al termine sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

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Set 15 2013

PSICOFARMACI NATURALI

Attacchi di panico, ansia e depressione sono le sofferenze psicologiche più diffuse e invalidanti di questo periodo storico.

Chi ne soffre è costretto a vivere una vita ritirata e, progressivamente, sempre più limitata e priva di stimoli.

In questi casi, infatti, il corpo si rifiuta di compiere le normali attività quotidiane e subisce l’influenza di una psiche impazzita, esausta e terrorizzata, che rileva pericoli inesistenti, in situazioni comuni e normalmente del tutto innocue.

Le paure fanno del corpo una vittima della mente e lo paralizzano fino a renderlo apatico e insensibile.

Esiste un legame profondo e inscindibile tra il corpo e la mente.

Un legame che va sempre rispettato se si vuole mantenere lo stato di salute e il benessere che dovrebbe essere naturale in tutti gli esseri viventi.

Un legame che la nostra cultura tende a frantumare, dividendo la percezione che abbiamo di noi stessi e creando le premesse per quella sensazione di estraneità e scissione, che provoca tanta sofferenza mentale.

Invece che essere un tutt’uno indistinto, la mente e il corpo, separati arbitrariamente, diventano due aspetti contrapposti della nostra identità.

E proprio da questa contrapposizione hanno origine molte problematiche psicologiche.

Da una parte, infatti, troviamo la mente; con i pensieri, il ragionamento, la logica, i sogni e le fantasie.

Dall’altra, abbiamo il corpo; con i bisogni, le sensazioni e tutte quelle rappresentazioni sociali di genere, status, ceto, eccetera, che gli vengono attribuite in base a criteri arbitrari e culturali.

La nostra società, basata sull’apparire e sul nascondere più che sulla verità, tende a rivestire il corpo di orpelli negandone l’intelligenza, come se si trattasse di un manichino e non di un essere dotato di vita.

Considerato alla stregua di un oggetto, privato di coscienza e d’intelligenza, il corpo diventa soltanto uno strumento al servizio della mente.

Ci si dimentica, però, che corpo e mente sono aspetti interconnessi di una stessa realtà e insieme danno forma alla nostra esperienza di vita.

Perciò: se il corpo sta male anche la mente sta male, se il corpo è immobilizzato anche la mente è immobilizzata, se il corpo è dolorante anche la mente è dolorante, se il corpo muore anche la mente muore. 

Insomma, è vero proprio il contrario di quello che si pensa comunemente.

Il corpo condiziona la mente quanto la mente condiziona il corpo, entrambi si scambiano informazioni preziose per la vita, entrambi esprimono la stessa intelligenza.

E’ per questo che, quando il corpo è reso prigioniero di una psiche cui impropriamente si è conferito lo scettro del comando, si creano le premesse della malattia e della sofferenza.

Immobilizzato, asservito e drogato, il nostro povero corpo deve imparare a non disturbare.

Per ridurlo al silenzio lo costringiamo a ingurgitare una gran quantità di sostanze tossiche (che impropriamente chiamiamo cibo) e lo travestiamo con abiti scomodi ma alla moda, come se fosse una statua di cera priva d’iniziativa e di vitalità.

Non c’è da stupirsi che finisca per sottomettersi alla dittatura di una mente dispotica e impazzita.

In questo modo l’equilibrio naturale finisce per essere irrimediabilmente distrutto dal nostro stile di vita… umano.

Il maltrattamento che agiamo ai danni del corpo (spesso senza nemmeno rendercene conto) è il maggiore responsabile dell’ansia, della depressione e degli attacchi di panico.

E, per liberarci da questi stati di sofferenza, è fondamentale ripristinare un esercizio adeguato della fisicità.

Il corpo, infatti, è dotato di una profonda intelligenza e ricostituisce automaticamente il benessere generale della persona, quando è messo in condizioni di esprimere la propria vitalità e la propria creatività.

“Mens sana in corpore sano” sostenevano i latini. E avevano ragione.

La cura dell’ansia, della depressione, degli attacchi di panico, deve partire dalla riattivazione di un adeguato ascolto della corporeità e da una sana e regolare attività fisica, senza la quale né la psicoterapia, né gli psicofarmaci possono avere successo.

Il movimento, infatti, induce il corpo a produrre endorfine, gli ormoni del piacere, una droga naturale, sana, biologica e a costo zero!

 

Ma cosa sono le endorfine?

 

Le endorfine sono dei neurotrasmettitori, dotati di proprietà analgesiche e fisiologiche simili a quelle della morfina e dell’oppio, in grado di procurare stati di benessere proprio come le droghe e gli psicofarmaci, ma senza avere nessun effetto collaterale.

Parliamo, infatti, di sostanze naturali prodotte spontaneamente dal corpo per mantenere inalterato il suo stato di salute.

Studi scientifici hanno dimostrato che l’attività fisica continuativa provoca una sorta di dipendenza dalla sensazione di euforia che fa seguito al rilascio delle endorfine da parte dell’ipofisi.

Le endorfine proprio come le droghe e gli psicofarmaci, causano dipendenza.

Una dipendenza funzionale al mantenimento della salute e del benessere.

Tutti gli sportivi sperimentano questa dipendenza, sana e naturale, dall’attività fisica e, dopo un certo tempo di allenamento, entrano spontaneamente in uno stato di benessere, come se avessero assunto degli oppiacei.

Durante l’esercizio fisico di una certa durata (in genere non inferiore ai trenta minuti di sforzo leggero ma continuativo) le endorfine agiscono come gli psicofarmaci, regalandoci un naturale stato di serenità.

Si tratta però di psicofarmaci che non hanno bisogno di ricetta medica, privi di effetti collaterali e di tossicità!

 

Uno sballo salutare!

 

Il termine Runner’s High (letteralmente: sballo del corridore) indica proprio la sensazione di entusiasmo e positività riscontrata da molti atleti durante e dopo la pratica sportiva.

Una sensazione che si prolunga ben oltre gli allenamenti e che permette di mantenere il benessere fisico e mentale, regalandoci quella soddisfazione a vivere tipica della salute.

Purtroppo però, il nostro stile di vita, eccessivamente sedentario, priva il corpo delle sue naturali risorse di guarigione rendendolo vittima di una mente fuori equilibrio proprio a causa di questa separazione arbitraria e forzata. 

Per mantenere il benessere e superare la sofferenza mentale, perciò, è indispensabile svolgere un’attività fisica quotidiana, in modo da permettere al corpo di agire le sue funzioni terapeutiche e curative e di produrre le sostanze necessarie alla salute.

Fisica e mentale.

Carla Sale Musio


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