Feb 23 2012

Il Movimento

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“Una persona creativa è una persona felice.”

Bruno Munari

Il movimento io non sono normale: IO AMO vuole sostenere l’originalità, la creatività e l’unicità di ogni essere vivente e nasce dalla convinzione che ognuno abbia diritto alla propria personale A-normalità.

La difesa, il rispetto e la valorizzazione della A-normalità individuale, prendono vita dall’esperienza maturata in oltre venticinque anni di professione psicologica e grazie al confronto con colleghi psicologi, psicoterapeuti, medici e operatori della salute e del benessere psichico.

Come psicologa ho potuto verificare quanto la sensibilità individuale sia ostacolata dal nostro attuale stile di vita e come venga ingiustamente incriminata, colpevolizzata e disprezzata persino dai suoi stessi portatori che, reputandola poco normale e per questo disdicevole, spesso arrivano a desiderare di eliminarla da se stessi pur di sentirsi finalmente normali.

Ritengo che la normalità, nascondendo in sé la trappola del conformismo sociale, finisca spesso per bloccare il fluire spontaneo della espressività individuale producendo malessere e sofferenza.

Mentre, la manifestazione della propria creatività costituisce quasi sempre una cura (naturale, efficace, economica e a disposizione di tutti) capace di far evolvere il dolore psichico in realizzazione personale e appagamento.

Voglio contrastare l’aumento dilagante della sofferenza psicologica e il consumo di psicofarmaci, con il ripristino di un adeguato ascolto della emotività individuale, e voglio sostenere una cultura dell’espressività e del diritto alla creatività con:

  • Un approccio psicologico che rispetti le scelte esistenziali di ciascuno

  • Incontri di informazione e di discussione

  • Articoli

  • Workshop

  • Laboratori creativi

Sono contraria alle patologie e alle etichette psicologiche. Credo che la psicologia, a differenza della psichiatria, lavori sulla salute individuale, e non sulla malattia, e che il compito dello psicologo non sia curare un “organo” malato, in questo caso la mente, ma aiutare le persone ad esprimere il loro peculiare modo di essere.

A Cagliari, in via Cavalcanti 32, metto a disposizione le mie competenze e la mia filosofia per costruire un punto di unione dove possano ritrovarsi tutti quelli che vorranno affermare il diritto a essere pienamente se stessi e vivere la propria vita in modo personale.

IL CUORE NON E’ NORMALE

Nasciamo tutti diversi e ciascuno con il proprio peculiare modo d’interpretare la vita. Ognuno portatore di una ricca gamma di emozioni e sentimenti. Ognuno con il suo modo di amare.

Poi cresciamo, diventiamo grandi e viviamo in un mondo che ci spinge come pecore dentro un recinto di conformismo, dal quale spesso non è più possibile uscire senza sentirsi emarginati, incompresi e soli.

Dentro questo recinto, stereotipato e prevedibile, il cinismo e la competizione, purtroppo, sono i valori più quotati e chiunque si senta tenero, emotivo o sensibile è costretto a pagare il prezzo della diversità o a dover nascondere, a volte anche a se stesso, il proprio mondo interiore.


Questo stile di vita, teso soprattutto a raggiungere il consenso sociale, chiamato successo o realizzazione, poggia sui conseguimenti materiali e convenzionali e su un alto tasso di conformismo.

Per sentirsi socialmente realizzati bisogna avere:

1) un reddito. Col quale comprare…

2) una casa. Dove fare…

3) una famiglia. Con cui trascorrere…

4) le vacanze… viaggiare… e incontrare gli amici e i parenti.

E bisogna farlo nei giorni prescritti, detti festivi o prefestivi, riunendosi e possibilmente mangiando insieme. Ma anche…

5) andando sempre d’accordo.

Chiunque non sia interessato a raggiungere e a rispettare questi traguardi in un tempo ragionevole, è considerato strano, socialmente emarginato, disadattato e, probabilmente, mentalmente malato.

La “malattia mentale” è la paura inconfessabile di molti. L’etichetta che sancisce la diversità e la conseguente emarginazione sociale, che terrorizza. Al punto che, segretamente, tante persone ricorrono ai farmaci pur di non ascoltare un sistema emotivo in contrasto con i dettami della società.

Bisogna essere come tutti gli altri. NORMALI. Anche nei sentimenti. Anche nelle emozioni.

Ma non tutti riescono a lobotomizzare la propria emotività per conformarsi agli standard sociali. Sempre più persone risentono del livellamento emotivo e dell’amputazione della propria creatività e le malattie psicologiche oggi più frequenti, la depressione e gli attacchi di panico, segnalano una falla nel conformismo. “Falla” che, a mio parere, non andrebbe “curata” ma valorizzata, esplicitata e incentivata.

Dentro questo scenario, la sofferenza psicologica diventa la conseguenza di un dover essere “emotivamente in un certo modo” impossibile da raggiungere, lo scarto tra un sentire giudicato illecito e un sentire considerato lecito, e costituisce spesso l’unica risposta sana davanti al tentativo di livellare i propri sentimenti in uno standard socialmente prescritto, chiamato normalità.

Così, mentre ci viene detto con insistenza cosa sia ragionevole provare nelle varie circostanze della vita, il cuore funziona a modo suo e prescinde dai dettami della ragione.

Il cuore segue una logica illogica, basata su valori diversi dagli status della normalità.

AMA.

Senza preoccuparsi se questo sia conveniente, intelligente, disdicevole o giusto.

E, per quanti sforzi compia, la ragione non riuscirà mai a modificare i sentimenti.

Può solo scegliere di non ascoltarli.

Chi ascolta il proprio cuore si apre alla verità di se stesso e trova la sua unicità. La creatività che guida la sua vita e le sue scelte.

Nell’A-normalità esiste la più profonda verità interiore di ciascuno.

Il cuore non è normale.

E’ vero.

IO NON SONO NORMALE: SONO LIBERO

Tutte le cuoche sanno fare una torta di mele…

La torta di mele si fa sempre con gli stessi ingredienti, ma ogni cuoca la prepara a modo suo, mescolando le dosi in quell’irripetibile mix che fa di lei uno chef unico al mondo.

È così che atterriamo nella vita. Con la nostra alchimia originale che è insieme l’espressione di noi stessi e il dono che portiamo agli altri, la nostra speciale: torta di mele.

È così che atterriamo nella vita. Con la nostra alchimia originale che è insieme l’espressione di noi stessi e il dono che portiamo agli altri. la nostra speciale: torta di mele.

Credo che un cuoco sia grande quando le sue ricette diventano uniche, perché unico è il modo in cui ciascuno gusta la vita.

Così ritengo che la normalità sia la patologia del secolo, quella malattia che, incatenando la creatività, ci rende schiavi dentro una vita al servizio del conformismo.

Si può essere diversi e “a-normali”.

Ci si può permettere di avere un cuore. Con cui ognuno assapora la vita a modo suo.

Si può essere “a-normali” ed essere liberi, creativi, originali, appassionati, sinceri.

Nella ricetta della felicità questi ingredienti sono fondamentali.

L’amore è diverso per tutti.

Per questo ci rende unici e speciali.

Per questo rende speciale ogni essere che amiamo.

Nessuno è normale.

Quando ama.


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5 Commenti

5 Responses to “Il Movimento”

  1. Annaon 06 Mag 2018 at 18:31

    Grazie mille per questo meraviglioso articolo.
    Dalla terza elementare è cominciato il processo di distruzione sistematica della personalità.
    Non da parte degli amici e parenti, bensì dai compagni di scuola e poi dai colleghi di lavoro.
    Gente alla quale ovviamente non importava nulla di me, né a me di loro.
    Ma non ho mai accettato di farmi schiacciare.
    Ne ho pagato il prezzo.
    Adesso, dopo più di 30 anni, riesco finalmente a incontrare persone come me.
    Grazie per il Suo meraviglioso sostegno morale!
    Anna

  2. vincenzo di Leonardoon 24 Lug 2018 at 05:08

    Ciao. Mi hai colpito al cuore. E anche nella mia attuale fragilità. Ma se.io volessi iniziare un percorso con qualcuno affine al tuo approccio? In zona Bologna hai colleghe o colleghi tuoi da indicarmi? Io abito in montagna a savigno e lavoro a Bologna. Grazie veramente. Vincenzo Di Leonardo

  3. Carla Sale Musioon 26 Lug 2018 at 08:42

    Grazie per la stima, Vincenzo, e anche per la fiducia. Ognuno di noi è unico ma ti scrivo in privato il nominativo di una collega che lavora a Bologna e che ha un approccio molto simile al mio.

  4. Daniela berrinion 19 Set 2018 at 11:03

    Buongiorno sono la mamma di Carlo 15 anni una splendida persona sensibile”troppo” bello come il sole ma diverso nel l’approccio con i coetanei, a lui non piacciono i branchi direi anzi che li teme, è stato alle elementari il ‘principe delle bambine ‘ dicevano le maestre quindi buono e selettivo nella scelta degli amici. Pochi ma buoni. Alle medie idem pochi amici e non uscire quasi mai. Alle superiori un disastro due volte bocciato non perché non fosse interessato ma perché non voleva essere preso di mira e quindi per entrare a fare parte del gruppo. Non è servito perché se uno è buono e tranquillo e sensibile prima o poi lo noti e diventa un bersaglio di sfottò . Ok tutto questo per dire che il mio ragazzo carino sensibile buono eccetera ha deciso di non andare più a scuola anzi di non uscire se non con noi. Insomma ho bisogno di imparare a far capire al mio piccolo uomo che non è lui sbagliato ma che c’è bisogno di persone come lui che non si deve nascondere anzi …. sono cose che gli ho già detto ma per ora nessuna risposta .

  5. Carla Sale Musioon 20 Set 2018 at 13:49

    Cara Daniela, così dai commenti su un blog mi è molto difficile riuscire ad aiutarvi. Ti consiglio di chiedere la consulenza di uno specialista capace di sostenere la personalità di Carlo e di rassicurare te. A volte può bastare anche poco per sentirsi meglio. Vivere in un mondo malato è meno duro quando ci si sente capiti, riconosciuti, sostenuti e apprezzati. Gli psicologi spesso lavorano con le persone sane e le aiutano a non sentirsi sbagliate in un mondo che sarebbe tutto da rifare.

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