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Feb 10 2019

IMPARARE DAGLI ANIMALI: un mondo migliore

Per uscire dalla patologia narcisistica che sta distruggendo il mondo è necessario porsi in una posizione di umiltà verso quelle culture che da sempre mantengono un rapporto biocentrico con la natura e con la vita.

Il rispetto dell’ecosistema è un valore imprescindibile per la sopravvivenza e il presupposto necessario a costruire una cultura della pace.

Gli animali lo sanno e intrattengono un rapporto equilibrato con l’ambiente, con la propria istintualità e con le altre forme viventi.

L’intelligenza e la creatività sono gli strumenti che la natura ha fornito alla specie umana perché potesse mantenere integro e sano il pianeta in cui tutti viviamo.

Ma l’uomo, abbagliato dallo sviluppo della propria ragione, ha finito per snobbare le percezioni interiori esasperando la logica a discapito del cuore.

Cancellare in noi stessi la sensitività ci ha condotto a perdere di vista i valori profondi che sottendono l’esistenza, annientando la comprensione e il dialogo con le altre forme di vita.

L’arroganza e il cinismo hanno prodotto crudeltà sconosciute a ogni altra specie.

Le chiamiamo: guerre, mercato degli armamenti, economia, civiltà… e ne andiamo fieri.

Quasi che la competizione, lo sfruttamento e la distruzione fossero un segno di superiorità.

Sono convinta che questa sia l’unica patologia psichica reale e da curare.

E che la nostra intelligenza sia un dono da mettere al servizio della vita, non della sopraffazione.

Quando la morte perde il contatto con l’equilibrio che appartiene alla creazione, annichilisce ogni libertà degenerando l’esistenza in un cammino imprevedibile e privo di significato.

Lo sanno bene tutti gli animali.

Che non conoscono lo schiavismo, la malattia mentale, il bisogno di lavorare per vivere, l’usura, la menzogna e le tante patologie note soltanto alla specie umana.

L’amore non è quello sdolcinato sdilinquimento che anima i nostri riti commerciali.

Amare significa accogliere dentro di sé una dimensione impalpabile fatta di sensazioni e priva di materialità.

L’ascolto e il riconoscimento di questa dimensione permettono di accedere al valore che sta dietro alle cose, ritrovando il senso di ogni avvenimento.

Ma per accogliere questa conoscenza, inesprimibile con le parole, occorre arrendersi a un sapere fatto di soggettività, di sensitività e di totalità.

Qualcosa capace di accettare l’idea che ognuno di noi è parte di una realtà più grande che ne trascende l’individualità.

Solo così l’angoscia della morte si placa e la ragione lascia spazio alla vita.

Imparare dalle altre specie animali ci guida a costruire una società più umana, basata sul rispetto e sulla fratellanza.

Qualcosa che tutti abbiamo dentro ma abbiamo dovuto nascondere per diventare La Specie Eletta da Dio a Propria Immagine e Somiglianza.

Quel sapere istintivo e primordiale, abiurato in nome di una presunta Superiorità Umana che di umano non ha proprio niente, aspetta solo di essere ascoltato.

Un mondo migliore nasce nella vita intima di ciascuno, nel silenzio libero dai bisogni della prepotenza e dello sfruttamento.

Prende forma nell’ascolto di un sapere privo di parole.

E diventa un potere capace di celebrare la vita e il suo mistero accogliendone la saggezza e valorizzandone la bellezza.

Quel linguaggio sommesso ci ricorda che l’essere umano è umano solo quando aiuta la natura a esprimere la semplicità e la delicatezza.

E, come una levatrice, permette alla vita di dispiegare il suo maestoso significato.

Senza rumore.

Senza prepotenza.

Con ingenuità.

Carla Sale Musio

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