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Gen 23 2019

ADOTTARE IL BAMBINO INTERIORE E VIVERE A LUNGO FELICI E CONTENTI

Capita a tutti di perdersi nel labirinto del dolore, delle recriminazioni e delle colpe.

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“Mio padre non voleva e ho imparato a non muovermi.”

“Mia madre era troppo severa e oggi sono pieno di paure.”

“Non è colpa mia, mi hanno insegnato che si deve fare così.”

.

Sono tante le ragioni con cui giustifichiamo noi stessi.

Quello che molti ancora non sanno è che questi pensieri ci incatenano pericolosamente alla nostra storia infantile ostacolando l’evolversi dell’amore.

Il segreto per vivere un’appagante vita di coppia si chiama:

RESPONSABILITÀ

E consiste nell’accettare le mancanze dei genitori senza compiangersi, assumendo in prima persona tutto il peso dell’esistenza.

infatti, dal punto di vista psicologico, diventare adulti significa comprendere il valore delle sofferenze che abbiamo dovuto attraversare.

Lo so, lo so, lo so!

I genitori hanno la responsabilità di crescere con attenzione i propri figli.

Ma non bisogna dimenticare che la maturità ci conduce a guardare oltre le aspettative della fanciullezza.

Come ho detto tante volte, la convinzione che nostro padre e nostra madre siano dei super eroi affonda le sue radici nella totalità della vita intrauterina.

E quella prima esperienza, magica e perfetta, impronta di sé la comprensione della realtà durante l’infanzia.

Questo significa che da bambini coltiviamo la certezza di meritare dei genitori onnipotenti e l’idea della loro imperfezione è vissuta come una inadeguatezza personale.

Quasi che ai bambini cattivi spettassero genitori cattivi e ai bambini buoni, invece, genitori buoni.

Questo succede perché l’egocentrismo e la simbiosi che caratterizzano i primi anni di vita limitano la comprensione degli avvenimenti e solo diventando adulti si impara a distribuire le responsabilità in modo adeguato.

Crescendo impariamo a comprendere che papà e mamma sono l’humus in cui germogliano i semi della nostra esistenza, gli ostacoli e i doni necessari a far emergere l’unicità che caratterizza ciascuno di noi.

Questo non vuol dire che i genitori siano esonerati dalle loro responsabilità.

Ma incolparli delle nostre problematiche ci incatena al ruolo di vittime e non risolve i problemi.

Quando possiamo scorgere anche le loro difficoltà e considerarne i limiti senza per questo sentirci sminuiti superiamo la dipendenza infantile e attiviamo la resilienza nel mondo interiore, trasformando le asperità in punti di forza.

Questo ci permette di prenderci finalmente cura del Bimbo Interiore dedicandogli tutte le attenzioni che non ha ricevuto in passato.

Adottare in prima persona il bambino che siamo stati evolve le parti immature della psiche ed è il presupposto indispensabile per costruire una relazione di coppia emotivamente appagante.

Infatti, quando il nostro cucciolo interiore parte alla ricerca di un genitore capace di compensare i torti della vita viene attratto inevitabilmente dalle situazioni che ripropongono le sofferenze antiche, nel tentativo impossibile di riuscire a risolverle.

È così che nascono tante delusioni d’amore.

Ripercorrono inconsciamente un copione perdente e nascondono l’attesa miracolosa che qualcun’altro possa colmare i nostri bisogni.

Tuttavia, questo progetto infantile è destinato a fallire.

Per risolvere molti drammi sentimentali è indispensabile prendersi cura personalmente del bimbo che siamo stati, ascoltando le sue sofferenze e costruendo con le nostre mani il percorso necessario a crescere.

In un rapporto di coppia si è sempre in tanti.

Anche quando sembra di essere solo in due.

Ci sono i Bambini Interiori, i Genitori Interiori, gli Adulti Interiori… e una cricca di gente varia che si alterna nella psiche rendendo i rapporti appassionanti e complicati insieme.

Accogliere in se stessi i propri Bambini Interiori è il primo passo per costruire una reciprocità in cui sia anche possibile farli giocare insieme… senza abbandonarli in adozione al partner e senza deluderne le aspettative.

Per vivere a lungo felici e contenti è necessario imparare ad amare le parti ferite, vulnerabili e insicure che nascondiamo anche a noi stessi.

Solo così l’amore diventa uno scambio disinteressato, coinvolgente, emozionante, intimo e profondo.

Carla Sale Musio

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