Giu 28 2013

DIO È IN ESTINZIONE

Published by at 11:24 under Psicologia,Psicoterapia

 

La spiritualità è strettamente intrecciata con la sensibilità e accompagna ogni gesto compiuto con amore.

Dentro ciascuno di noi, esiste un principio divino che anima la tenerezza, la comprensione, la fratellanza e il desiderio di vivere insieme in armonia.

L’amore e la necessità di condividerlo con gli altri, intrecciano i nostri primi passi nell’esistenza e sono il tessuto sul quale si svilupperanno la personalità e il carattere.

Tutti i bambini nascono buoni, amorevoli, empatici e pronti a condividere la propria vita con gli altri.

Il loro fisiologico egocentrismo li porta spontaneamente a non percepire divisioni.

È solo crescendo che si strutturano le barriere, l’individualismo, la sopraffazione, il razzismo, e si comincia a distinguere chi è uguale da chi è diverso, chi è giusto e chi è sbagliato, i buoni e i cattivi.

Per sopravvivere i piccoli hanno bisogno di ricevere approvazione e amore, e pur di ottenerli modellano i propri comportamenti, amputando parti di sé e del proprio modo di amare, in nome dell’appartenenza al gruppo nel quale si riconoscono.

Per questo la spiritualità è spesso esiliata in una segreta dell’inconscio e asservita al bisogno di ricevere conferme e accettazione dal mondo.

La voce dell’anima sussurra le sue istruzioni al cuore, segnalando ciò che è ingiusto, crudele, prepotente, egoista… e mostrandoci la strada dello scambio, della solidarietà e dell’aiuto reciproco.

Ma quando i suoi suggerimenti sono in conflitto con lo stile di vita della società in cui viviamo preferiamo non ascoltarla e nascondere, anche a noi stessi, la sua presenza.

La nostra parte spirituale è discreta, attenta, generosa, rispettosa, altruista… e pronta a farsi da parte ogni volta che viene ignorata.

Quando lasciamo che l’ambiente stabilisca i comportamenti che bisogna avere, soffochiamo quella scintilla divina nel conformismo, impedendo alla sua luce di illuminare le nostre azioni e lasciando che l’egoismo e la prepotenza spadroneggino nella personalità e nella vita.

L’energia soprannaturale che a volte chiamiamo Dio, non è un vecchio millenario nascosto tra le nuvole a osservare i nostri passi.

È un principio spirituale tatuato nel DNA di ogni essere vivente.

È la trama che intreccia l’esistenza e riempie la vita di significato, la pulsazione che cuce gli eventi e dà forma alla realtà, l’origine di tutto ciò che è.

La spiritualità oltrepassa i limiti della logica e ci trasporta dentro una comprensione più profonda, fatta di energia, di emozioni e d’intimità con noi stessi.

Il mondo interiore è uno spazio senza limiti in cui è possibile sperimentare ciò che trascende ogni cosa per diventare Tutto.

L’amore travalica i confini della materialità.

Nel mondo dei sentimenti, nelle emozioni e nei vissuti interiori possiamo incontrare la nostra Verità soprannaturale.

La sua presenza si rivela nella profondità di noi stessi, nel luogo della nostra intimità, nel segreto che sta dietro i pensieri e precede le azioni, nell’intenzione del gesto, nell’obiettivo che muove le scelte, in ogni cosa che esiste dentro prima che fuori.

In quel segreto un principio divino ci rivela la sua esistenza.

In quel silenzio fatto di emozioni possiamo incontrare la spiritualità.

Nel luogo sacro della nostra interiorità.

Nello spazio privato dove abbandoniamo tutte le maschere per rimanere finalmente nudi, privi di finzioni e d’importanza, senza armi, senza certezze e senza falsità.

Un luogo in cui nessuno è ammesso e nessuno può curiosare, dove è possibile operare indisturbati, tanto… nessuno vede.

E siccome nessuno può conoscere i crimini che commettiamo nel segreto di noi stessi, è proprio lì che crocifiggiamo impunemente la nostra parte divina, sicuri di poter contare su di una assoluta omertà.

Tronfi del nostro sentirci approvati e riconosciuti dal mondo… proprio per questo genere di torture.

Torture lecite.

Compiute col diritto dell’impunità.

Crimini incontestabili.

Quel principio spirituale non parla e non ci tradirà.

Si lascerà immolare in nome del nostro bisogno di apparire, di conquistare un briciolo di approvazione, di sfuggire la paura della derisione del branco.

La sua voce silenziosa sa tacere, sa tenere il segreto, sa morire, sa straziarsi di dolore.

E poi…

Sa risorgere.

Sa rinascere.

Sa resuscitare e rialzarsi dalle ceneri, rinvigorita e nuova come la fenice, pronta a morire ancora infinite altre volte.

Questo è Dio.

La sostanza immortale da cui emerge la vita.

È tutto e niente contemporaneamente.

Maschio e femmina.

Uomo e animale.

Buono e cattivo.

Debole e forte.

È la conciliazione degli opposti in una saggezza che trascende il sapere per innalzarsi dentro un sentire che non ha più bisogno di parole.

La spiritualità è la nostra natura originaria, l’eden perduto che abbiamo bisogno di ritrovare per diventare finalmente noi stessi.

Ma questa presenza imprendibile ha bisogno d’identificazione e ci chiede il coraggio dell’autenticità.

Non si può rivestirla di bugie senza perdere per sempre il Paradiso e sprofondare lungo una vita priva di amore.

Non si può addomesticarla dentro i falsi bisogni indotti dal conformismo della “normalità”.

Non la si può rinchiudere dentro una prigione.

Ciò che chiamiamo Dio non è normale.

È vero.

È l’essenza inesplorata della vita, l’amore privo di confini, ciò che attende oltre il tempo il momento di svelarsi per farci dono dell’onnipotenza.

Senza compromessi.

E senza falsità.

L’amore è il potere più grande che ci sia.

Uccidere la spiritualità dentro di sé, significa perdere lo scettro della regalità e trasformarsi in schiavi dentro la propria prigione.

Carla Sale Musio

2 Commenti

2 Responses to “DIO È IN ESTINZIONE”

  1. Silvanaon 13 Feb 2019 at 21:11

    Articolo Interessante e lo condivido! Ti seguo con piacere su Facebook…ed è stato il Tuo “IO non sono normale. Io Amo” che ha attirato la mia attenzione…perchè calza perfettamente su di me. Ciao (se mi concedi di darti del tu) e buon tutto! Silvana

  2. Carla Sale Musioon 21 Feb 2019 at 14:11

    Grazie per questa condivisione, Silvana! Un abbraccio

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