Lug 21 2012

DONNE CHE AMANO LE DONNE / UOMINI CHE AMANO GLI UOMINI

Published by at 07:38 under Psicologia,Psicoterapia


L’amore è un’energia che esiste a prescindere dalla volontà.

Non si può fermare.

Non si può cambiare.

Non si può negare.

Si può solo esprimere.

In tanti modi.

Nella nostra società viviamo immersi dentro un imperialismo del sesso che stabilisce arbitrariamente la liceità di alcune forme d’amore e nega ad altre il diritto all’esistenza.

Gli uomini possono amare le donne.

Le donne possono amare gli uomini.

Ma l’amore tra donne, o tra uomini è considerato innaturale e, fino a poco tempo fa, era curato come se si trattasse di una patologia.

Oggi benché tollerato suscita comunque sospetto, ridicolizzazione, commenti negativi fino ad arrivare ad aperte ostilità.

L’unico amore che la nostra civiltà riconosce è l’amore tra maschio e femmina.

“L’amore omosessuale è contro natura!”

Si afferma con superficialità.

Non serve citare numerosi esempi di animali e di culture diverse dalla nostra che disconfermano palesemente quest’affermazione.

Il senso comune continua imperturbabile a considerare innaturale l’amore tra persone dello stesso sesso e si arroga il diritto di decidere cosa sia naturale e cosa no, escludendo dalle varianti comportamentali che la natura ci mostra quotidianamente quelle che contraddicono il suo pensiero.

Ma il senso comune non è un bersaglio che si possa colpire o un’opinione da modificare, appartiene a tutti e a nessuno, è il risultato degli innumerevoli condizionamenti che fanno da sfondo alle nostre giornate piene d’impegni, di fretta e di cose da fare.

Il senso comune è quell’insieme di ragionamenti impalpabili indotti dai tanti modi in cui la nostra società perpetua se stessa.

Impossibile vivisezionarlo, cambiarlo, modificarlo.

Come una nube tossica s’insinua dappertutto e permea l’inconsapevolezza del pensiero.

Così diffuso e ovvio da passare, quasi sempre, inosservato.

Per riconoscere la sua esistenza occorre un mezzo di contrasto.

Una cartina al tornasole che evidenzi le ragioni della sua inalterabilità nonostante le numerose disconferme che riceve (e ignora) ogni giorno.

Il senso comune attraversa il pensiero di molti.

I molti che quotidianamente combattono una battaglia per far quadrare i conti e arrivare alla fine del mese senza troppi casini.

Il senso comune è costruito con competenza e abilità… per favorire i pochi.

I pochi che, invece, i conti possono farseli pagare dagli altri.

Quei pochi che vivono beati con l’unico pensiero d’incrementare il loro agiato e prezioso status quo.

Poche persone che ne gestiscono tante.

E grazie alla fatica di quei tanti raggiungono livelli di benessere che agli altri sono addirittura sconosciuti.

 

Una piccola e aristocratica elite…

… che amministra il mondo!

 

Ai pochi che gestiscono il mondo serve avere un numero sempre crescente di individui disposti a lavorare.

Gente pronta a sacrificare tempo, impegno ed energia in cambio di qualche vantaggio ma, soprattutto, della garanzia di veder quadrare il bilancio di debiti e bollette a fine mese.

È con questi obiettivi che il senso comune prende forma.

Approfittare delle difficoltà dei molti per tenerli rinchiusi dentro prigioni fatte di pensieri è un modo pratico che i pochi hanno trovato per mantenere in auge il loro potere.

Per questo con una naturalezza solamente apparente il senso comune incrementa un’idea (indotta dai pochi per servirsi dei molti) al fine di favorire la sopravvivenza d’interessi importanti e inarrestabili (gli interessi dei pochi).

Un’idea che cresce sostenuta da grandi ideologie e protetta da scopi umanitari, e diventa una gabbia invisibile capace d’intrappolare la mente dentro schemi che si perpetuano da se.

Efficace e impercettibile.

Tramandata dai genitori ai figli così come si tramandano i dialetti, le mode, la cadenza o la gestualità.

Ai pochi che governano i molti servono tante braccia disposte a lavorare sempre.

E per avere questo occorre una costante riproduzione.

Ci vogliono tanti pulcini.

Cuccioli che cresceranno.

Forze e cervelli pronti a darsi da fare.

Nuova energia.

Quando le donne amano le donne e gli uomini amano gli uomini di figli non ne nascono e le opportunità di forze nuove vanno sprecate.

Per questo le donne DEVONO amare gli uomini e gli uomini DEVONO amare le donne.

Ai pochi che governano i molti servono tanti soldatini, tante persone, tanti bambini, tanta forza da impiegare per il raggiungimento dei loro fini.

È improduttivo veder sprecare le risorse umane in amori che non daranno mai prole.

Viene considerato: innaturale.

Come in un allevamento… l’accoppiamento serve per la riproduzione.

È naturale!

Le donne che amano le donne e gli uomini che amano gli uomini non danno continuità alla specie.

Non incrementano la riproduzione.

Gente sbagliata.

Gente di serie B.

Affrontano dentro di sé il peso dell’emarginazione e del giudizio, imparano sulla propria pelle a non fidarsi di ciò che il senso comune considera scontato.

Sono persone scomode.

Imprevedibili.

Pericolose.

Colpite con l’arma del ridicolo, private dei diritti che gli altri vivono senza problemi.

Costrette a nascondersi.

Spesso persino a se stesse.

Dovrebbero censurare i sentimenti sacrificando l’amore in nome della procreazione.

Ma l’amore non si può mai estirpare.

Cresce senza curarsi degli interessi e riafferma se stesso fuori dalle prigioni del buon senso comune e dalle trappole della normalità.

L’amore è un’energia che esiste a prescindere dalla volontà.

Non si può fermare.

Non si può cambiare.

Non si può negare.

Si può solo esprimere.

In tanti modi.

Diversi.

Carla Sale Musio

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