Feb 07 2012

LA CRISI? La supero grazie all’inconscio.

Published by at 10:50 under Psicologia,Psicoterapia


Viviamo tempi molto difficili.

Non c’è lavoro, non ci sono soldi, non c’è salute, non c’è fiducia… e le certezze sembrano crollare rovinosamente.

Immersi dentro una palude di difficoltà dimentichiamo il nostro potere personale e le possibilità che abbiamo di modificare le circostanze.

Riteniamo di essere le vittime e accusiamo i colpevoli, rimproveriamo, protestiamo, malediciamo… ma non utilizziamo gli strumenti che la vita ci offre per forgiarla un po’ più a misura umana.

“Cosa ci posso fare?”

Ripetiamo, pieni di sofferenza e di rancore, considerando soltanto la concretezza delle cose e trascurando completamente l’importanza di ciò che non si vede.

Tuttavia, l’immateriale è dappertutto e ha un potere.

Quando gli occhi non possono vedere un processo nel suo divenire, la sua esistenza si deduce dai risultati.

E gli effetti di ciò che non appare sono ovunque.

Gli effetti del plagio, del condizionamento e delle violenze immateriali (ma reali) che ci sono state fatte mentre eravamo impegnati a considerare solo la concretezza si vedono nel proliferare delle malattie psicologiche, nel grande consumo di farmaci, nell’aumento delle dipendenze (shopping, slot machines, internet, lotterie, lavoro, sesso).

Anche se non si può toccare… il malessere esiste ed è reale.

Se ne vedono in giro le conseguenze!

L’inconscio non appare, non è fisicamente localizzabile, eppure… possiede gli strumenti per cambiarci la vita!

(Se ne vedono in giro le conseguenze soprattutto negative, purtroppo.)

Nella nostra cultura l’inconscio è snobbato.

Lo s’interpella soltanto quando ci sono sintomi da curare.

Hai paura degli aerei?

È l’inconscio.

Hai la fobia dei ragni?

È l’inconscio.

Hai avuto un incubo?

È l’inconscio.

Hai un attacco di panico?

È l’inconscio.

Ma l’inconscio non è solamente la sede dei sintomi che la scienza non riesce a spiegare.

L’inconscio è anche la fonte delle guarigioni impossibili, dei fenomeni paranormali, delle premonizioni, delle intuizioni e dei miracoli.

L’inconscio è una risorsa, sempre a disposizione.

“Ma la parola “inconscio” cosa significa precisamente?!”

Chiamiamo inconscio tutto ciò che ci appartiene ma non raggiunge la soglia della nostra consapevolezza.

È inconscio: il sogno che non ricordo più quando mi sveglio.

È inconscia: la memoria degli eventi che ho dimenticato.

È inconscio: il processo della digestione.

Sono inconsci: il battito cardiaco e il ritmo della respirazione.

L’inconscio è una struttura psichica che serve a rendere più snella, agile e focalizzata la nostra attenzione e che, per questo, cripta tutto ciò che è inutile e ridondante, conservandolo in un archivio remoto della coscienza.

L’inconscio è il pilota automatico che ci porta diritti a destinazione quando guidiamo l’auto chiacchierando e pensando a tutt’altro.

L’inconscio è l’intuizione che evita l’ingorgo stradale scegliendo, senza perché, una strada più lunga.

L’inconscio è il genio che ci fa trovare al posto giusto nel momento giusto, passando per una serie di coincidenze, a posteriori sempre poco casuali.

L’inconscio è il servitore ubbidiente che esegue i nostri ordini e risponde alle nostre domande.

Tutti gli ordini e tutte le domande.

Si.

Perché l’inconscio tiene sempre in considerazione TUTTO.

Tutto quello che dichiariamo e anche tutto quello che non dichiariamo.

Ecco perché è importante conoscerlo.

Sapendo come funziona e in che modo lavora per noi possiamo interagire meglio con la realtà.

E fare qualcosa per renderla meno terribile.

Credo, purtroppo, che esista una volontà di nascondere le informazioni riguardanti il funzionamento dell’inconscio.

Perché: meno persone ne conoscono i meccanismi più i pochi informati potranno spadroneggiare.

.Tuttavia, l’inconscio interagisce sempre con la realtà.

Lo sanno bene tutti quelli che lavorano nella pubblicità.

E che programmano le relazioni del nostro inconscio con il mondo esterno in modo da farci provare sempre più spesso il bisogno compulsivo di comprare.

Per avere un popolo di consumatori non è necessario né utile rivelare i segreti della psicologia.

Se vogliamo conoscere il funzionamento dell’inconscio, la prima cosa da sapere è che l’inconscio interagisce sempre con la realtà.

E ci fa essere al posto giusto nel momento giusto, ma anche al posto sbagliato nel momento sbagliato.

Dipende da com’è stato istruito.

Chi ci considera un popolo di schiavi, tende a programmare i nostri inconsci all’ubbidienza.

E, di sicuro, niente rende più ubbidienti della paura.

Ecco, allora, una pioggia di paure dilagare dappertutto, rimbalzando da una notizia terrificante all’altra grazie ai tanti mezzi di comunicazione a disposizione di chi ci comanda.

Ecco perché in tempi di crisi è indispensabile programmare l’inconscio a raggiungere i propri obiettivi.

E occorre farlo senza che altri programmi interferiscano andando in conflitto!

Per esempio: se voglio trovare un lavoro e penso che non ci sia lavoro per nessuno, sto dando al mio inconscio due obiettivi antitetici e l’inconscio, da bravo servitore, si farà in quattro per raggiungerli entrambi.

Così sarà molto probabile che io finisca per essere al posto giusto nel momento giusto, trovando tanti lavori ma senza che nessuno vada bene per me.

Infatti, il mio zelante inconscio s’impegnerà al massimo per assolvere il compito di farmi trovare un lavoro e per assecondare la mia convinzione che non ci sia lavoro.

Magari mi pagheranno troppo poco.

Magari cercheranno un maschio mentre io sono femmina.

Magari bisognerebbe trasferirsi in un’altra città.

Magari non avrò la qualifica giusta.

Magari saranno appena scaduti i termini per fare la domanda.

Magari sarò nella graduatoria ma la graduatoria non verrà saturata.

E così via.

Tante situazioni giuste per assolvere i due compiti che ho assegnato al mio inconscio:

1) trovare un lavoro

2) non c’è lavoro per nessuno

Sì.

Perché l’inconscio tiene conto dei nostri desideri e delle nostre aspirazioni, ma anche delle nostre convinzioni (superficiali e profonde).

E cerca sempre di quadrare il cerchio.

Per questo motivo bisogna imparare a utilizzarlo a nostro vantaggio.

Per questo motivo chi lo sa usare non ce lo insegna.

Per questo motivo è necessario considerare sempre tutte le cose quando lo programmiamo.

L’inconscio ci fa ottenere quello che abbiamo chiesto.

TUTTO, quello che abbiamo chiesto.

Per sfruttare al massimo il suo potere invisibile e trasformare in meglio la nostra vita, bisogna modificare i pensieri negativi e pessimisti, armonizzandoli con gli obiettivi di libertà e di benessere che vogliamo raggiungere.

E questo non sempre è facile.

Fa parte del gioco dei pochi che vogliono dominare i molti impedirci di utilizzare il potere dell’inconscio a nostro favore e tenerci incatenati dentro le invisibili prigioni mentali del pessimismo e della paura.

L’unica rivoluzione che ci renderà liberi parte da un cambiamento interiore che, cavalcando le potenzialità immateriali delle risorse inconsce, genera la creatività e l’esperienza di un mondo nuovo, diverso e migliore.

Carla Sale Musio

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