Ott 17 2021

GENITORI DI CUORE

Quando si ama sia ama.

Eppure la società, che ha bisogno di trovare spiegazioni  razionali su ogni cosa, ricerca in continuazione l’esatta misura di questo sentimento anarchico e senza confini.

Così: è bene amare persone con caratteristiche socio-culturali simili, è giusto amare i figli più dei genitori, è bene non amare troppo i figli altrimenti l’amore diventa patologico.

Tutti questi luoghi comuni hanno come unico denominatore la tendenza a confinare l’amore nella gabbia della razionalità ma anche l’errore di confondere il sentimento con le azioni.

Ma l’amore è un sentimento incontrollabile, travolgente e totalizzante e più lo si vive per ciò che è più si è capaci di apprezzarlo e goderlo fino in fondo.

La mia premessa ha lo scopo di arrivare a parlare di “Genitori di cuore”.

Mi piace definire così gli umani genitori di animali, piuttosto che utilizzare le parole “padroni” o “proprietari” che sono definizioni ben lontane dal simbolizzare l’effettiva relazione.

I genitori di cuore amano senza misura i loro animali; tra di loro si crea un legame forte e speciale la cui dinamica non varia di tanto da quella che si crea tra genitori e figli umani.

Un figlio, così come un animale, può arrivare inaspettatamente o in seguito ad una progettualità; in entrambi i casi è necessario che vi sia la conoscenza e il riconoscimento dell’altro in quanto essere unico e con le sue peculiarità, vi è la costruzione di una relazione dinamica e un sentimento di piacere, reciprocità e scambi affettivi ed emotivi.

Attenzione però, non cadiamo nell’errore di quantificare l’amore o di creare una gerarchia tra l’amore verso i figli e quello verso gli animali.

L’amore è una forza che esiste a prescindere dall’oggetto verso cui è indirizzata.

Alcune volte arrivano in terapia delle persone che si mostrano reticenti o timorose nel raccontare questo loro sentimento, la paura di base è quella di non essere comprese o, peggio ancora, di essere giudicate.

Queste persone tendono in genere a confidarsi solo con chi vive una esperienza emotiva analoga e si sentono sbagliate o inopportune, agli occhi della società, quando soffrono per la morte dei loro animali d’affezione.

Un atteggiamento simile, in un costrutto sociale più ampio, favorisce la non legittimazione del sentimento, alimentando il pregiudizio secondo il quale esistono dei sentimenti socialmente accettati e più importanti, rispetto ad altri di nicchia e di secondo piano.

A tal proposito, per evitare di cadere nell’errore di paragonare gli affetti, sarebbe bene ridonare all’amore un’immagine socialmente diversa, considerandolo come sentimento estremamente personale, non misurabile, unico, irripetibile e che merita di essere esternato senza tabù o preconcetti.

Martina Mastinu

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Ott 10 2021

RIVOLUZIONE: UMANITÀ E LIBERTÀ

Come si fa a cambiare un mondo governato da pochi individui ricchissimi e capaci di comprare ogni cosa pur di mantenere saldo il loro dominio?

Sembra un compito impossibile.

Eppure…

Se rovesciamo la domanda scopriamo uno scenario assai diverso.

Come fanno pochissimi individui a governare una massa infinita di persone?

Siamo davvero tutti ricattabili e pronti a cedere davanti alla seduzione del denaro?

Io credo di no.

Certo, il denaro è un’energia e un potere che permette di realizzare tante cose.

Ma l’etica è un valore altrettanto importante.

E per molte persone il rispetto dei propri principi morali è indispensabile per vivere una vita degna di essere vissuta.

Mi riferisco alla libertà, alla solidarietà e a quel sentire profondo che spinge a non fare a nessuno quello che non vorresti fosse fatto a te.

Ci sono persone capaci di identificarsi nella sofferenza degli altri e combattere per evitarla.

Persone convinte che l’esistenza non sia fatta soltanto delle proprie comodità ma dello scambio e della condivisione con chi abbiamo a fianco.

Queste persone comprendono che il dolore è uguale per tutti.

E si muovono nella quotidianità senza infliggere sofferenza.

Sono uomini e donne incorruttibili.

Poco disposti a barattare la propria anima con le comodità.

Persone capaci di costruire un mondo migliore.

Un mondo UMANO.

L’umanità è il dono che la nostra specie è venuta a condividere nel mondo.

Il valore imprescindibile che consente di immedesimarsi in un’altra creatura e comprenderne le ragioni, i sogni, i desideri e i bisogni.

L’umanità è l’arma squisitamente UMANA con cui possiamo costruire quella civiltà a cui tutti aneliamo.

Una civiltà sana.

Libera dalla patologia narcisistica e onnipotente che, invece, sta distruggendo il pianeta.

La cultura della delega ci ha portato a demandare ad altri la scelta di ciò che è bene e ciò che è male.

Così facendo abbiamo affidato alla scuola la nostra conoscenza, al medico la nostra salute, ai politici la gestione del nostro paese e al prete la nostra anima.

E ci siamo allontanati dall’ascolto di noi stessi fino a sentirci sempre più soli e vuoti.

Vuoti della nostra ricchezza interiore, del nostro pensiero, del nostro sentire, della nostra creatività.

Privati del potere di decidere, assistiamo impotenti alla distruzione del pianeta in nome di interessi economici che non hanno nulla a che fare con il benessere, la salute, la libertà e l’amore.

E, mentre le altre specie si estinguono in maniera crescente a causa della devastazione inflitta dai pochi che governano il mondo, la nostra specie vive nel terrore delle malattie e della morte, convinta di poter conquistare l’immortalità e dimentica delle proprie responsabilità e dei propri valori profondi.

Per uscire da questo scenario terribile occorre ritrovare le chiavi di quella UMANITÀ che ci contraddistingue e ci ricorda il compito che siamo venuti a svolgere nel mondo: aiutare chi è in difficoltà, cooperare, e creare qualcosa di nuovo e migliore rispettando le scelte di tutti.

A qualunque specie appartengano.

Chiamiamo RESPONSABILITÀ la capacità di aiutare chi è più debole, piccolo, svantaggiato o, semplicemente, ingenuo.

La RESPONSABILITÀ è il sentimento di cura e di amore che ci spinge a voler bene alla natura, agli animali e alla vita.

Proteggere il pianeta significa amare l’ecosistema in cui viviamo e arrenderci alla grandezza del creato, ammirandone la bellezza e la profondità senza autoproclamarci superiori.

Ma soprattutto significa smettere di delegare e cominciare a FARE.

FARE ciò che è necessario per stare bene.

Non solo nel nostro orticello, ma per la vita tutta.

Perché la VITA TUTTA è la nostra casa.

E perché il nostro benessere non può prescindere da quello degli altri.

Questa è la nostra UMANITÀ.

Il nostro compito, il nostro dono e la nostra forza.

La nostra RESPONSABILITÀ.

Proteggere il pianeta significa tutelarne il valore e riconoscere alla natura un sapere più grande.

Un sapere che appartiene a tutte le specie e ci lega in un’unica famiglia vivente con cui è necessario imparare a convivere per preservare la salute.

Perché la salute di ogni essere vivente è la salute del pianeta e perciò anche la nostra salute.

Smettere di uccidere per vivere è il primo passo nella costruzione di un mondo sano.

La distruzione che sta dilagando dappertutto affonda le radici nella deforestazione, nel buco nell’ozono, nell’inquinamento e nell’indifferenza necessari a mantenere gli allevamenti intensivi e lo sfruttamento (di uomini e animali) funzionale ad accrescere i guadagni di pochi individui patologicamente cinici, psicopatici e privi di umanità.

Ma una massa infinita di persone possiede un potere più grande del denaro e della crudeltà dei pochi che governano il mondo.

Il potere della UMANITÀ.

Il potere di cambiare questo stato di cose.

La RIVOLUZIONE è una scelta individuale portata avanti ogni giorno con costanza e con amore.

La scelta di non distruggere la vita in nome di un piacere effimero ed egoista.

Per cambiare il mondo occorre aprire il proprio cuore e comprendere la sofferenza di tutti, quel non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te che permette di aprirsi all’amore annientando la crudeltà e lo sfruttamento.

L’amore è un sentimento che travalica la diversità di specie e unisce ogni creatura vivente nel valore che attribuiamo alla natura, alla vita e alla libertà.

Allevare animali per ucciderli è un atto contrario all’amore.

E come un boomerang riverbera nella psiche la stessa ineluttabile violenza.

Affermare la legge del più forte è il principio di ogni sopraffazione.

Un principio che ci rende vittime oltreché carnefici.

Riconoscere che il dolore è lo stesso per tutti ci riporta alla nostra UMANITÀ e permette di creare il mondo nuovo a cui tutti aneliamo.

Oggi più che mai.

Gli animali sono creature come noi.

Vivono e dipendono dalla natura e dal benessere dell’ecosistema come noi.

Amano, soffrono e provano dolore proprio come noi.

Lo dimostrano le tante ricerche fatte sugli animali per ottenere farmaci e soluzioni valide… per noi.

Non si può affermare che la psiche degli animali è uguale a quella umana quando si tratta di studiarne le caratteristiche in laboratorio e poi negare la loro sofferenza quando li alleviamo per il nostro tornaconto.

L’incoerenza necessaria a sostenere questa dissociazione interiore ci rende vittime della stessa incoerenza e ci conduce a essere sfruttati (come gli animali) dai pochi ricchi che gestiscono il mondo.

La RIVOLUZIONE è nelle scelte di ogni giorno.

La prima è quella di non mangiare chi ha un cuore e soffre proprio come noi.

Proteggere il pianeta significa proteggere la natura e la vita.

La nostra e quella di tutte le altre specie.

Perché insieme contribuiamo alla sopravvivenza dell’ecosistema.

Occorre andare oltre le notizie funzionali ai bisogni di quei pochi al governo del mondo.

Occorre informarsi in prima persona.

Ma soprattutto occorre aprire il cuore.

Perché il cuore è ciò che manca ai prepotenti, ciò che ci rende forti di una verità per loro incomprensibile e imprevedibile.

L’UMANITÀ è l’arma incorruttibile capace di cambiare il mondo.

Nasce nella coscienza di ciascuno e si sviluppa nell’amore.

Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te è una legge UMANA.

Chi la porta tatuata nell’anima può compiere miracoli.

Carla Sale Musio

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Ott 07 2021

NEI PROGRAMMI SCOLASTICI MANCA L’ALFABETIZZAZIONE EMOZIONALE

Quali cambiamenti renderebbero la scuola più adeguata alle esigenze psicologiche degli studenti.

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Ott 01 2021

OLTRE IL PROGETTO

La nascita di un figlio non avviene nel giorno in cui esso viene al mondo.

Il figlio nasce prima di tutto da un pensiero, e questo pensiero può essere più o meno antico o recente.

Ci sono persone che sentono il desiderio di genitorialità e immaginano il loro figlio anche prima di avere un rapporto di coppia importante e significativo, così come ci sono persone che faticano a costruire l’immagine di un figlio anche quando esso è già fisicamente presente nel grembo materno.

Per far sì che un figlio venga al mondo in maniera efficace, è necessario che esista un pensiero su di lui.

Questo pensiero è fondamentale affinchè egli possa essere accolto come persona unica e irripetibile, affinchè venga accettato per quelle che sono le caratteristiche che lo delineano e lo differenziano da chiunque altro.

Quando arriva un figlio, chi lo accoglie condivide una certa progettualità su di lui.

È impossibile chiedere ai genitori di non fantasticare sulla propria creatura, impossibile chiedere costantemente di non proiettare su di lui paure, desideri e aspettative.

Spesso questi meccanismi avvengono in automatico perché noi stessi ne siamo stati investiti.

Ciò che conta quindi è un livello di consapevolezza, da parte dei genitori, su come questi meccanismi si palesano nel quotidiano e sui rischi che si possono correre quando dominano la relazione tra genitore e figlio.

Andare oltre il progetto significa quindi contemplare l’inatteso, accoglierlo come un dono di novità, come un atto di crescita generazionale inevitabile e sana.

 

*** *** ***

Angelo è un padre molto esigente, i suoi 2 figli sono la proiezione di ciò che lui non è potuto essere.

Cresciuto tra tanti fratelli più grandi di lui e tutti laureati, ha vissuto la sua infanzia combattuto tra il desiderio di una adultità precoce e quello di superare in bravura gli altri, in modo da essere lodato e riconosciuto dai suoi genitori.

Molto giovane, decide di metter su famiglia, rinunciando però al sogno carrieristico in quanto obbligato a mollare gli studi per cercare un lavoro e mantenere la famiglia.

I suoi figli diventano la proiezione dei suoi desideri non realizzati, fallendo costantemente e vivendo in uno stato di frustrazione altissimo.

Il più grande, Alessandro, era, agli occhi del padre , un guerriero, adatto alla carriera militare da laureato perché forte e intelligente allo stesso tempo.

Ogni concorso provato diventava l’ennesimo fallimento ed il padre lo avviliva per non essersi impegnato sufficientemente, nonostante le tante notti passate a studiare e una vita sociale praticamente inesistente.

Il padre non capiva che dietro i fallimenti del figlio era celata una implicita richiesta di essere se stesso e nemmeno Alessandro si rendeva conto che la scelta di un lavoro nell’arma era la proiezione dei desideri paterni.

Pertanto egli arriva in terapia con la richiesta di placare i suoi stati d’ansia in modo da poter superare i concorsi.

La terapia si rivela per lui salvifica perché nel corso dei colloqui inizia a prendere consapevolezza dei suoi reali desideri e piano piano riesce a comunicarli al padre, andando oltre quel progetto designato.

Riesce finalmente ad ascoltare i suoi sogni più profondi e a realizzare, con grande successo, ciò che realmente lo rendeva felice, gratificato e soddisfatto, desideri che prima non avevano nemmeno la possibilità di essere pensati e accolti consapevolmente e che aveva spesso seppellito in nome di una alleanza paterna frustrante e dolorosa.

Martina Mastinu

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Set 24 2021

ALLENARSI A USARE LA MAGIA

Come tutte le discipline anche la magia ha bisogno di un costante allenamento per mantenersi attiva nella psiche.

Il mondo in cui viviamo, però, sembra fatto apposta per annichilirne le potenzialità.

I maghi di questi tempi non sono benvisti.

Vanno di moda i babbani.

Chi ci comanda ha bisogno di gente pronta a seguire le indicazioni del mainstream senza farsi troppe domande.

E la magia, con il suo corollario di ricerca interiore e infinite possibilità creative, fa paura.

A coltivarla si corre il rischio di voler cambiare le cose che non vanno bene.

E questo al potere non piace.

I maghi sono quelle persone che non possono e non vogliono sottrarsi al richiamo della magia perché sentono profondamente in se stessi l’imprendibile potere del cuore, rivelando una creatività e una spiritualità infinite.

Allenarsi a usare la magia vuol dire gestirne i saperi e scoprirne di nuovi, analizzando la propria vita interiore fino a liberare quell’energia nascosta che chiamiamo amore

Tutti i poteri magici, dalla telepatia ai miracoli, scaturiscono da una dimensione affettiva e immateriale che permea l’esistenza e si modella sulle nostre scelte.

Ci sono scelte che attivano la magia e scelte che la respingono.

Il cinismo è una di queste ultime.

La tenerezza, invece, libera l’amore.

E l’amore può compiere azioni… impensabili per i babbani.

I maghi si allenano a praticare la magia spingendosi oltre i limiti del conosciuto e permettendo a se stessi di esplorare le potenzialità dell’amore.

Una di queste potenzialità, forse la più comune, è la telepatia.

Ma chi pratica costantemente l’introspezione può esercitare anche la legge di attrazione.

E per quelli veramente capaci di mettersi in discussione esiste la maestria di creare la realtà.

Telepatia, legge di attrazione e creatività sono tre importanti saperi magici che derivano dall’amore.

Amore per se stessi, per gli altri e per la vita.

L’amore, infatti, apre le porte a un sapere che va oltre la mente perché si muove in una dimensione immateriale della realtà, libera dalle strettoie che appartengono alla fisicità.

Per usare queste capacità è necessario esercitarsi costantemente, prestando ascolto a ciò che succede nel mondo interiore (perché è lì che prende forma la magia).

E la prima regola è l’onesta.

Occorre essere spietatamente sinceri con se stessi per poter essere davvero dei maghi.

La sincerità interiore, infatti, permette di arginare gli ostacoli dell’ego che spesso impediscono di esprimere la magia.

Per usare la telepatia, ad esempio, è necessario mettersi sullo stesso piano del nostro interlocutore senza pretese di superiorità di nessun tipo.

La telepatia ci mette in relazione con tutto ciò che esiste, ma per vivere questo tipo di relazione è indispensabile liberarsi dalla presunzione antropocentrica che caratterizza il pensiero della nostra specie.

Tutti gli animali utilizzano la telepatia e possono essere degli ottimi maestri per quei maghi che desiderano imparare a comunicare senza usare le parole.

La legge di attrazione poggia anch’essa sulla onestà.

È indispensabile essere onesti con noi stessi per scoprire ciò che attiriamo nella nostra vita con i nostri pensieri, emozioni e convinzioni.

La ricerca introspettiva e l’onestà interiore sono la base per lavorare con la legge di attrazione.

E questo atteggiamento di apertura è ancora più importante quando si tratta di creare la realtà.

Ogni cosa, infatti, prende forma da un impercettibile vissuto interiore che dispiega la sua verità modellando il mondo così come lo conosciamo.

Tuttavia solo i maghi sono capaci di accettare questa conoscenza.

I babbani preferiscono credere in un destino avverso, nella sfiga, nel denaro e nel potere della prepotenza… con tutte le conseguenze che ne conseguono nella creazione della realtà.

L’inconscio interagisce sempre con gli avvenimenti ma solo pochi sono capaci di padroneggiarne l’energia per dare modellare ciò che succede.

I maghi sono quei pochi capaci di ascoltare costantemente i propri vissuti fino ad evolvere le parti immature della psiche.

E questa è sempre una magia.

Carla Sale Musio

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Set 22 2021

IL LAVORO CON LE FOTO PER INCONTRARE IL BAMBINO INTERIORE

Come contattare il nostro bambino interiore utilizzando le foto.

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Set 16 2021

I RUOLI FAMILIARI NELLA SEPARAZIONE

Nelle famiglie costituite da genitori e figli, è fondamentale che ogni membro rispetti il proprio ruolo.

Tale “compito” prescinde l’organizzazione strutturale della famiglia stessa:

  • sia che si tratti di famiglie nucleari,

  • sia che si tratti di famiglie di separati o ricostituite,

  • sia che si tratti di famiglie monogenitoriali,

è importante che ognuno rimanga fedele al ruolo implicito rivestito all’interno del proprio sistema familiare.

Così, i genitori saranno coloro che si occuperanno principalmente dei figli, che provvederanno a soddisfare i loro bisogni in relazione all’età e alle esigenze individuali e li sosterranno nella loro crescita evitando di attribuire loro compiti e responsabilità che non gli competono o di esporli a situazioni per le quali non hanno gli strumenti necessari a fronteggiarle.

D’altro lato i figli saranno coloro che, sotto la protezione ed il riconoscimento dei genitori, in relazione all’età e alle esigenze, potranno sperimentare un processo di crescita armonioso e sempre più autonomo, con la consapevolezza che i genitori continueranno ad amarli a prescindere da ogni circostanza.

Quando le famiglie si trovano in fase di separazione capita che questo principio venga meno.

Spesso i figli diventano valvola di sfogo, motivo di contesa, bisogno di protezione da parte dei genitori che, mettendoli in mezzo nelle argomentazioni e nelle dinamiche di coppia, li espongono ad un ruolo che non è più quello di figli ma assume svariate e contorte sembianze:

  • figli che sentono di dover proteggere i propri genitori a discapito del proprio bisogno di protezione;

  • figli che rinunciano al diritto di avere una relazione con entrambi i genitori, schierandosi dalla parte di uno (generalmente quello che percepiscono più fragile) a discapito dell’altro;

  • figli che rinunciano ai propri spazi per il senso di colpa che provano nel lasciare solo il genitore;

  • figli che non si sentono amati perché, rinunciando alla loro libertà di essere se stessi, rinunciano al bisogno di essere amati incondizionatamente da entrambe i genitori. 

Figli che non si sentono figli, figli che non fanno i figli, che non ricoprono il proprio ruolo.

La separazione può esporre maggiormente figli e genitori al rischio di un’inversione di ruoli, aggiungendo alle difficoltà e alle riorganizzazioni ulteriore confusione.

È per questo motivo che in una fase così complessa e delicata è ancor più importante che ogni membro rimanga fedele al proprio ruolo.

Martina Mastinu

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Set 13 2021

CONSIGLI PRATICI PER VIVERE BENE UN RAPPORTO DI COPPIA

Quali atteggiamenti permettono di vivere un rapporto di coppia appagante.

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Set 07 2021

PERCHÉ I MAGHI HANNO LA SFERA DI CRISTALLO (cioè sanno cose che gli altri non sanno)

Ci sono cose che si conoscono soltanto con il cuore.

O, come si è detto, con l’intuizione.

Cose che non si possono apprendere razionalmente perché la ragione ha bisogno di prove e considera irrilevanti le sensazioni interiori.

Eppure…

Nonostante il rifiuto della logica, queste cose possiedono una grande validità.

Basti pensare a quanto le intuizioni ci fanno sentire bene o male nella vita di tutti i giorni.

Anche se crediamo di non prestare ascolto a ciò che anima il mondo interno, sono proprio i vissuti interiori a colorare l’esistenza di grigio o a farla risplendere di possibilità nuove.

Di questi tempi, però, prestare attenzione a ciò che succede nella psiche non è ben visto.

I babbani detestano tutto ciò che non si può toccare o monetizzare.

E per questo hanno bandito l’intuizione dalla propria vita, bollandola con lo stigma dell’irrealtà.

I maghi, invece, non possono ignorare le percezioni interiori e mantengono viva in se stessi la sensitività.

Il loro atteggiamento di apertura regala una marcia in più, arricchendoli di un sapere inconcepibile per i babbani.

Sono proprio le intuizioni, infatti, le risorse che ci conducono magicamente al posto giusto nel momento giusto, quelle inspiegabili coincidenze che spesso chiamiamo miracoli.

Ma bisogna imparare a riconoscerle per poterle vivere.

Il vocabolario definisce intuizione una consapevolezza immediata che attraversa la mente senza bisogno di ragionamenti.

Nessuno ci insegna a darle valore.

Al contrario, spesso le intuizioni sono accolte con indifferenza e trattate come fantasie irrilevanti.

Coloro che le ascoltano con serietà camminano controcorrente.

(E a volte devono combattere dentro di sé l’inerzia derivante dall’omologazione, quell’atteggiamento gregario che spinge ad agire come gli altri).

Allontanarsi dal pensiero comune fa sentire diversi e soli.

I maghi convivono con la diversità.

E imparano ad accogliere i doni della solitudine.

È nella solitudine, infatti, che maturano l’originalità, la creatività e la possibilità di compiere nuove scoperte.

Nella diversità si sviluppa il cambiamento e l’esistenza si arricchisce di possibilità.

La sfera di cristallo è la capacità di muoversi nella vita senza pregiudizi, permettendo all’intuizione di illuminare la strada col suo sapere immediato, misterioso e profondo.

Carla Sale Musio

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Set 04 2021

LA CONOSCENZA DI SÈ NON FINISCE MAI

Per trovare l’anima gemella occorre ascoltare profondamente se stessi.

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