Gen 13 2022

LA RIVOLUZIONE DELLA COSCIENZA

La rivoluzione indispensabile a cambiare il mondo non è una insurrezione armata ma una rivoluzione della coscienza, un cambiamento nel nostro modo di essere, un lavoro interiore profondo e costante.

E non perché ci trasformeremo tutti in umanoidi computerizzati, come vogliono le élite al governo del mondo, ma perché smetteremo di delegare diventando capaci di assumerci le nostre responsabilità.

Nel corso dei secoli la delega ci ha privato del potere personale, attribuendo ad altri la facoltà di decidere cosa è giusto per noi.

Oggi siamo chiamati a cambiare questo stato di ignavia interiore prendendo in mano le redini della nostra vita.

Per riuscirci, però, è necessario sconfiggere i mostri che si agitano nel mondo intimo.

Primo fra tutti la dipendenza, con il suo corollario di colpa, vittimismo e qualunquismo.

È la dipendenza, infatti, la principale responsabile della sottomissione e dello schiavismo psicologico di cui siamo vittime.

La dipendenza nasce come esigenza fisiologica durante l’infanzia e si struttura patologicamente nella maturità in conseguenza di uno stile educativo fondato sulla legge del più forte, invece che sulle esigenze della psiche infantile.

Gli aspetti dominanti di questa pedagogia nera (costruita ad arte da chi vuole gestire il mondo) si possono riassumere in tre punti principali:

  • Gli adulti meritano rispetto a priori.

  • L’obbedienza fortifica.

  • La severità e la freddezza costituiscono una buona preparazione alla vita.

Questo stile pedagogico tirannico e crudele si nasconde dietro tanti comportamenti impropriamente ritenuti educativi (nonostante gli innumerevoli studi volti a dimostrarne la nocività) e, nel tempo, genera insicurezza, sensi di colpa e sottomissione.

Il vittimismo e la delega delle responsabilità sono le sue inevitabili conseguenze, le armi psicologiche che i potenti hanno usato per condurci alla perdita della libertà e del potere creativo.

Per superare questo patologico asservimento è necessario prendere su di sé la responsabilità della propria vita, scegliendo ciò che è giusto in base alla propria coscienza, piuttosto che osservare dogmaticamente le regole imposte dal più forte.

Il più forte, infatti, non sempre è il più amorevole, il più consapevole o il più saggio, come vorrebbero farci credere la pedagogia nera e l’informazione mainstream.

Autorità e autorevolezza sono cose molto diverse:

  • L’autorità è la legge del più forte.

  • L’autorevolezza è l’ascendente che deriva dalla saggezza e dall’empatia.

Come possiamo tristemente verificare in questo periodo storico, non sempre autorità e autorevolezza coincidono ma, spesso, dietro ai poteri autoritari esiste solo una sete di dominio priva di umanità.

L’umanità, infatti, è quella spinta interiore fatta di sensibilità, fratellanza e solidarietà, il valore che ci caratterizza come esseri umani, la voce intima che illumina le nostre scelte di vita.

L’unica guida capace di indicare la strada verso un mondo etico.

Lo strumento indispensabile per costruire una democrazia vera.

L’autorità esiste a prescindere dall’umanità.

L’autorevolezza, invece, senza umanità non può esistere.

Libertà e umanità sono aspetti imprescindibili per vivere una vita degna di essere vissuta.

La rivoluzione della coscienza è una rivoluzione potente.

Tanto potente da sovvertire l’ordine costituito fino a restituirci l’ascolto della nostra umanità.

Qualcosa che succede dentro e si manifesta fuori, negli atti e nelle scelte di ogni giorno.

È il coraggio di essere se stessi e ci porta in dono la libertà.

Quella vera.

Carla Sale Musio

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L’UNICA RIVOLUZIONE POSSIBILE È SMETTERE DI DELEGARE

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Gen 06 2022

L’UNICA RIVOLUZIONE POSSIBILE È SMETTERE DI DELEGARE

È in atto un cambiamento epocale e riguarda l’umanità intera.

Le profezie ci avevano avvertito.

Abbiamo festeggiato l’arrivo degli anni 2000 e il 2012 come momenti di svolta per l’emergere di un nuovo mondo.

E quanto ci era stato promesso oggi si manifesta ai nostri occhi.

Il mondo che conoscevamo è totalmente cambiato.

Al suo posto si profila un’esistenza nuova caratterizzata dall’impegno personale.

Il cambiamento di cui parlano tutte le profezie, infatti, riguarda le nostre scelte e le responsabilità che siamo chiamati ad assumerci.

La coscienza è la grande protagonista di questi tempi, il nemico che le élite al governo del mondo cercano di sopprimere e oggi emerge prepotentemente in tutta la sua rilevanza, interiore ed esteriore.

La sua voce interiore è la luce che illumina la strada per uscire dalla dittatura.

In tanti modi ci è stato impedito di ascoltarla.

Le sue indicazioni silenziose e profonde sono state sostituite da quelle degli esperti.

E ognuno di noi si è sentito costretto a cedere il proprio potere personale a chi per definizione ne sapeva di più: i sapienti incoronati tali dagli interessi dei potenti.

Ma proprio quegli esperti mostrano oggi tutte le loro incoerenze e debolezze.

Perché la verità ognuno deve trovarla da sé, studiando e informandosi fino a delineare una propria opinione.

Senza lasciarsi sedurre dalle pubblicità, dalla televisione o dai fact checker.

Senza lasciarsi spaventare dal conformismo, dalle minacce e dai poteri forti.

La tua coscienza è l’unica verità capace di guidarti fuori da questo grande reset, l’unica arma in grado di sconfiggere l’ignavia e la delega che hanno portato alla situazione attuale, una situazione nata in conseguenza di un continuo deresponsabilizzarsi e affidare la vita a qualcun altro.

È arrivato il momento di riprendere in mano le redini della nostra esistenza, scegliendo con attenzione ciò che vogliamo fare.

Non perché ci viene ordinato da chi comanda ma perché lo riteniamo giusto.

Solo ciò che è giusto, infatti, merita la nostra partecipazione e la nostra cura, le nostre battaglie e la nostra sofferenza, il nostro impegno e la nostra fatica.

Si tratta di cambiare profondamente noi stessi.

Smettere di delegare è una rivoluzione potente.

Nasce nel cuore di ciascuno e crea un mondo nuovo.

La salute è qualcosa che si coltiva dentro.

Sono le nostre scelte attente e responsabili a darle forma.

Smettere di delegare è l’unico modo per cambiare il mondo.

La rivoluzione che ognuno è chiamato a fare.

Il fondamento di una democrazia vera.

Carla Sale Musio

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Dic 31 2021

LA MAGIA… E IL CORAGGIO DI ESSERE SE STESSI

Permettersi di usare la magia significa osservare costantemente la propria vita interiore, assumendosi la responsabilità di ciò che accade (sia dentro sia fuori di sé).

Da questa attenzione continua prende forma la capacità di compiere i miracoli.

La magia presuppone il coraggio di essere se stessi.

Anche quando tutto cammina in direzione contraria.

Anche quando qualcuno dentro di te vuole andare in direzione contraria.

Accettare questa dissociazione interiore è il compito cui ogni mago deve far fronte per poter praticare la magia.

È difficile ammettere la convivenza del bene e del male dentro di sé.

Creare una democrazia interiore spesso appare impossibile.

Tuttavia, è l’unico strumento per modellare gli eventi.

Dare forma alla realtà è la conseguenza di un ascolto intimo, attento e coraggioso, il risultato di una profonda magia.

Il mago è colui che domina le proprie energie direzionandole fino a plasmare la fisicità.

La gestione consapevole del bene e del male interiore è la più grande delle magie.

Come insegna il Tao: lo Ying e lo Yang si alimentano l’un l’altro in un’evoluzione senza fine.

Aprirsi a questo fluire incessante richiede una grande capacità di osservazione interiore.

E proprio questo è il mostro che attanaglia le paure di chi combatte fuori il male che si agita dentro.

I babbani preferiscono ignorare gli impulsi che intaccano l’immagine idealizzata di sé.

E nascondono abilmente i propri vissuti sconvenienti attaccandone il riflesso all’esterno, in tutti quelli che ne richiamano l’esistenza con i propri modi di fare.

Da questa guerra prende forma la civiltà della sopraffazione, dell’emarginazione e del dolore, quel mondo malato che tutti conosciamo.

Le cose che nascondiamo a noi stessi, infatti, ci spingono a distruggere negli altri tutto ciò che le rievoca alla memoria.

Ecco perché per curare questa patologia sociale è necessaria una profonda sincerità interiore.

I maghi sono uomini e donne capaci di guardare la vita interiore senza ostentare apparenze migliori.

Armati della propria integrità, forti del proprio coraggio e pronti a percorre l’unica strada che conduce ad un mondo sano.

Carla Sale Musio

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Dic 24 2021

NESSUNA BUGIA AI BAMBINI

Nel lavoro con i genitori capita di frequente che essi si trovino davanti a situazioni inevitabili importanti e non riescano a trovare una modalità efficace per comunicarle ai figli.

Così un lutto, una patologia, un’ospedalizzazione… vengono gestite nei modi più disparati, con il sano intento, da parte dei genitori, di mettere in atto la strategia migliore ma spesso inconsapevoli di come alcune modalità, apparentemente innocue o congegnali possano, in realtà, nascondere insidie e problemi per i figli.

Spesso accade che l’evento venga omesso e la persona coinvolta “sparisca” nel nulla finché non è il bambino a chiedere, o a non chiedere, quando il clima diventa talmente oscuro e omertoso da creare un vero e proprio tabù.

Oppure una visita medica non sia accompagnata da alcuna spiegazione ed il bambino si trovi a subire una invasione senza sapere il perché.

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Come fare allora per dire una verità scomoda?

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Partiamo intanto dal presupposto che ci stiamo rivolgendo a dei bambini e, pertanto, discorsi complessi non possono essere compresi e non aiutano.

La prima cosa da fare, quindi, è quella di trovare una verità a misura di bambino, che spieghi in maniera semplice quel che è accaduto o dovrà accadere.

È necessario pensarla e condividerla con gli altri adulti prima ancora di comunicarla in modo che tutti possano spiegare con le stesse parole, rimandando al bambino coerenza e affidabilità.

È importante, fin quanto è possibile, comunicarla poco alla volta e aggiungere dettagli (che siano sempre a misura della comprensione di un bambino) quando il bambino fa delle domande e quindi sarà pronto ad acquisire informazioni in più.

Di fatto la mente ha necessità di un certo tempo per assimilare una informazione: è per questo che i bambini di primo impatto non fanno mille domande ma, in genere, accade che le domande arrivino nei giorni seguenti.

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Una coppia di genitori mi contatta perché il figlio, che ha una patologia cardiaca, deve eseguire un intervento chirurgico importante.

Da una prima anamnesi emerge che il bambino non è a conoscenza della sua patologia cardiaca e che, di fatto , non si reca volentieri alle visite di ruotine.

“Dottoressa, come possiamo dirgli che dovrà fare un intervento chirurgico se appena vede un camice si dispera e piange?”

“Bene, facciamo un piccolo viaggio nella mente del bambino e cerchiamo di capire cosa sa, cosa vive e cosa pensa di quel che accade”

Piano piano e in maniera guidata, i genitori riescono ad immedesimarsi nel figlio e a comprendere i vuoti e la mancanza di conoscenze nel suo vissuto e di conseguenza la reticenza a svolgere le visite.

Costruiamo insieme un “racconto” a misura di bambino in cui diamo un senso e una spiegazione precisa e chiara a quella che è la realtà che vive.

Formuliamo quindi una storia condivisa da proporre al bambino qualche giorno prima della visita, collegando passato, presente e futuro, riconoscendo ogni possibile emozione presente ma anche tanta serenità a presenza.

Riconosciamo le sue doti, le sue normali paure e, infine, prospettiamo un andamento che sia rispettabile e prevedibile, in modo che impari a sentirsi visto e riconosciuto in quel racconto e quindi anche protetto e al sicuro e di conseguenza pronto ad affrontare il futuro.

Martina Mastinu

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Dic 18 2021

IDENTITÀ… MA ESISTE DAVVERO?

Lavoriamo costantemente per definire la nostra identità: quello che ci piace e quello che, invece, non ci piace, i nostri valori, i nostri ideali, i nostri obiettivi…

Ma tutto questo è soltanto una piccola parte di noi stessi.

Interiormente esiste un altro piano di realtà fatto di Totalità e possibilità.

È il mondo quantico delle probabilità, quel Tutto da cui prende forma la vita.

In quello spazio senza confini l’identità perde i suoi contorni per diventare ogni cosa.

Sono convinta che dopo la morte quella dimensione infinita ci permetta di esistere nell’Amore.

Un amore assoluto e privo di discriminazioni.

La ragione non ne può concepire la grandezza e, spesso, ne critica l’esistenza.

Ma il cuore lo sente.

E l’empatia ci addita la strada che conduce oltre i limiti ristretti della nostra individualità.

Succede quando ci immedesimiamo nell’esperienza di un altro.

La magia dell’Amore prende forma.

E travalica la logica.

L’amore esiste oltre i confini imposti dall’identità.

Per questo può compiere i miracoli.

L’identità è lo strumento necessario a muoversi nella concretezza, fatta di polarità contrapposte, di bene e male, giusto e sbagliato, io e tu.

L’amore appartiene a una dimensione più grande.

È uno spazio intimo che attraversa la fisicità oltrepassandola, e conduce in un universo di possibilità magiche.

Tuttavia, per riconoscere l’esistenza di queste due modalità esistenziali (quella concreta del mondo fisico e quella immateriale dell’amore) è importante comprendere i limiti della materialità.

Spazio, tempo, logica e identità sono argini imposti alla trascendenza.

L’amore è immortale.

Esiste oltre le coordinate della fisicità.

La morte ci riporta bruscamente al termine dell’esperienza fisica, spingendoci a ricordare l’immensità.

Di noi stessi e dell’amore.

L’amore, infatti, è l’unica cosa che attraversa la vita senza lasciarsene limitare.

Esiste oltre i confini dell’identità.

E perciò non muore.

È la magia che appartiene al Tutto, lo spazio infinto che permette all’io di fondersi con il tu.

Amore e magia si compenetrano, mostrandoci la vita nella sua profonda verità.

Tuttavia, questo succede in rari momenti.

Più spesso impediamo a noi stessi di cavalcare l’amore, subendo con sofferenza le limitazioni del mondo fisico e negandoci l’unica arma capace di superare quelle barriere.

Individualità e amore sono valori antitetici.

Entrambi importanti per svolgere compiti diversi.

L’identità è lo strumento che permette a ciò che è senza limiti di confrontarsi con il tu, con l’altro, con la diversità.

L’amore è la sostanza che permea ogni cosa, ciò che esiste prima del tempo, il significato nascosto dietro ogni esperienza.

Ricordare i limiti dell’identità ci aiuta a ricordare l’Amore e ci ricongiunge alla nostra verità più profonda.

Una verità che arriva dritta al cuore, senza passare per la ragione.

E ci regala la magia.

Quella vera.

Carla Sale Musio

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Dic 11 2021

FAMIGLIE PREMATURE

Il periodo gestazionale è un intenso susseguirsi di scambi emotivi e progetti che i partners vivono in relazione al nuovo arrivo.

I genitori progettano, immaginano, sognano e accompagnano il loro bambino verso la sua nascita tenendo conto di una data medicalmente indicata già dall’inizio della gravidanza.

Cosa accade però ai genitori quando la nascita anticipa prepotentemente il termine prestabilito?

Davanti ad una nascita pretermine il progetto viene bruscamente interrotto e la fase di idealizzazione non trova riscontro nella realtà spesso difficile e traumatica, che si palesa ai neogenitori.

Fare i conti con la nascita pretermine significa interrompere il progetto, significa trovarsi di fronte ad un bimbo e a una situazione profondamente diversi da ciò che si era immaginato, un bimbo certamente lontano dal calore delle braccia dei suoi genitori poiché funambolo tra la vita e la morte.

Un corpicino collegato a macchinari con suoni ritmici e sordi, avvolto da luci artificiali, un bimbo da vedere dopo giorni, in certi turni e orari, un bimbo che passa dalla simbiosi all’estraneità.

L’immenso universo emotivo che rimbomba nei genitori è un mondo spesso nuovo e non previsto.

Senso di impotenza e di inutilità, paura, solitudine, smarrimento, distacco e distanza; fare ogni giorno i conti con i piccoli progressi e le ricadute fa sentire gli stessi genitori funamboli tra l’indicibile paura di morte e il desiderio di vita.

Il genitore deve fare immediatamente i conti con un mondo non contemplato e lontano dal progetto e deve farlo alla svelta con i pochi strumenti che possiede, collocandosi in ogni istante nella grande dicotomia tra aspettative e realtà.

Quale è dunque il ruolo dello Psicologo perinatale?

Accompagnare i genitori verso un riconoscimento delle proprie emozioni, aiutandoli a dar voce a ciò che provano.

Guidarli verso l’espressione della loro genitorialità.

Aiutarli a riconoscere le loro risorse e la loro unicità.

Guidarli nell’incontro con il bimbo facendoli sentire non solo utili ma indispensabili per il benessere del loro piccolo.

Aiutarli a riparare la ferita attraverso la costruzione di un proprio racconto che parla di imprevisti, difficoltà ,coraggio e resilienza.

Ogni vita è circondata da un mistero, ogni nascita porta con sé un bagaglio di imprevedibilità disarmanti.

Con i giusti strumenti e il necessario sostegno, ogni genitore può essere accompagnato nel trasformare la propria esperienza in virtù.

Martina Mastinu

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Dic 05 2021

SPECIAZIONE UMANA E MONDO NUOVO

Secondo il dizionario la parola speciazione indica:

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Il processo evolutivo di formazione di nuove specie a partire da quelle esistenti, per via di mutazioni che si accumulano in popolazioni rimaste isolate per tempi molto lunghi.

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Si tratta di un termine utilizzato spesso in biologia ma ancora poco usato in psicologia.

Secondo il filologo e scrittore Igor Sibaldi:

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Ciclicamente si verifica nelle civiltà un fenomeno che si chiama speciazione culturale, un momento specifico che delinea il formarsi di nuovi individui che si evolvono rispetto alla loro società. Sono più audaci, più esigenti, più energici, superano la propria epoca e creano prospettive eccezionali.
Del resto basta guardarsi intorno, per accorgersi di come l’umanità si stia scindendo tra costruttori di futuro e persone impaurite.

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Secondo altri ancora:

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La speciazione in atto è quella che sta portando milioni di persone a rinunciare alla propria responsabilità personale, delegandola in toto ai politici, ai media, a internet, ai dispositivi elettronici.

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Personalmente credo che l’umanità stia scomparendo dal cuore della gente e quella capacità di amare e porgere aiuto, che un tempo definiva la nostra specie, sia oggi pericolosamente in estinzione.

La speciazione indica il formarsi di due specie diverse da una originaria.

E proprio questo è ciò che sta avvenendo attualmente tra gli esseri umani:

  • Alcuni preferiscono seguire le direttive di chi gestisce il potere nel mondo.

  • Altri invece scelgono di ascoltare i dettami della propria coscienza (ultimamente sempre più in contrasto con le indicazioni dei potenti della terra).

Lo spartiacque tra le due specie è l’umanità: quella capacità di seguire l’impulso del cuore anche a discapito delle proprie comodità.

  • Ci sono persone che non riescono a ignorare la discriminazione sancita dal green pass e l’imposizione del siero sperimentale (chiamato impropriamente vaccino).

  • E ci sono persone convinte di dover seguire le direttive imposte dai governi mondiali per poter svolgere le attività che fino a poco tempo fa non avevano alcun bisogno di certificati sanitari.

Il crinale che divide una specie dall’altra è la delega del pensiero critico.

  • Chi sceglie di seguire le informazioni dei governi delega a chi detiene il potere la gestione delle cose e si libera di ogni responsabilità in merito alle proprie scelte di vita.

  • Chi invece non abdica al pensiero critico mette costantemente in discussione le direttive imposte dall’alto, assumendosi la responsabilità delle proprie scelte e decidendo autonomamente.

Questi due modi di affrontare l’esistenza hanno creato una speciazione che divarica i sistemi di decodifica della realtà fino a rendere impossibile il confronto e lo scambio di vedute tra le due specie.

Le due modalità di percezione, infatti, diventano sempre meno comprensibili per gli appartenenti alla specie diversa perché portano alla creazione di mondi interiori ed esteriori differenti.

La vita intima preforma la concretezza delle cose.

Ciò che crediamo, pensiamo e sentiamo, modella gli avvenimenti rendendoli congrui con i nostri vissuti interiori.

Questo avviene perché l’inconscio interagisce costantemente con gli eventi, intrecciando i vissuti interiori con la concretezza del mondo fisico.

La speciazione è un percorso evolutivo di definizione del sé, la conseguenza di una ricerca interiore (consapevole o inconsapevole), il processo necessario al manifestarsi della missione che siamo venuti a svolgere nel mondo.

Nessuno può sottrarsi al significato profondo della propria vita.

Chiamiamo vita l’esperienza che ci permette di sondare il mistero dell’esistenza.

E le nostre scelte ci conduco dentro un’esplorazione che dà forma e compimento al nostro esistere.

La speciazione è un fenomeno sociale ma, soprattutto, è un evento individuale, la conseguenza di un processo interiore.

Nasce dalle nostre propensioni intime e si sviluppa nell’ascolto della nostra coscienza.

Ognuno è diverso.

E ognuno deve seguire la propria voce interiore.

Perché quella voce, silenziosa e autorevole, ci conduce al posto giusto nel momento giusto, restituendo alla vita la sua pienezza.

Dalla speciazione prendono forma modi diversi di interpretare gli avvenimenti e si strutturano realtà differenti.

Oggi assistiamo ad un importante processo di speciazione.

Così, mentre alcuni sostengono indefessamente la validità delle direttive sanitarie imposte dai governi altri ne vedono la pericolosità e la tirannia.

Questi ultimi si impegnano a costruire un mondo nuovo: con nuovi ospedali, nuove scuole, nuovi modi di stare insieme e nuove possibilità di relazione.

Un mondo in cui l’amore, i sentimenti, la fratellanza e i valori del femminile non siano discriminati, derisi e violentati, ma guidino le scelte di ciascuno.

Un mondo in cui la responsabilità individuale, e non la delega, siano i criteri alla base dell’umanità.

Un mondo visibile soltanto alla specie che ne riconosce il valore.

Un mondo sconosciuto a chi, invece, ha bisogno di delegare le proprie scelte ad un potere esterno sentito come più competente, più forte e più rassicurante della propria intima verità.

Carla Sale Musio

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Nov 29 2021

IL CARILLON

Lasciare quella casa era stato difficile: troppi ricordi, molte nostalgie.

Aveva raccolto in una borsa ampia gli oggetti più cari, per ritrovarli facilmente e sistemarli nel nuovo appartamento: si sa, durante un trasloco si perde sempre qualcosa.

La nuova casa era più grande e dalle finestre si vedeva il mare; le era piaciuta subito, come se quelle pareti, ancora vuote, le avessero detto: “Qui starai bene”.

Poi, la fatica di sistemare tutto, riempire armadi e cassetti, decidere cosa buttar via.

Ma aveva conservato ricordi di viaggio e indumenti appartenuti ai genitori.

Il suo gatto sembrava apprezzare la casa e la cuccia nuove: era ormai anziano, reso placido dagli anni.

Tra gli oggetti più cari, raccolti nella borsa, un Arlecchino snodato dentro una scatola colorata: era un carillon, a cui diede la corda.

Lo aveva amato sin da bambina.

La braccia e le gambe del pupazzo cominciarono a danzare sulle note di un valzer lento.

Lei rimase a guardare finché la corda non si esaurì con uno scatto metallico.

Allora le braccia dell’Arlecchino si fermarono d’improvviso, con un gesto ampio che sembrava un saluto.

Ormai la casa era sistemata, ma tutto era diverso.

Poco tempo prima le era finito un amore: e aveva deciso che sarebbe stato l’ultimo.

“Bisogna chiudere il cuore, prima o poi”, si era detta.

E quello le era sembrato il momento giusto.

Ormai rideva di meno e, a volte, sentiva di avere poco da dire.

Una notte la sveglia una musica.

Si stupisce, si alza, va in salotto, guarda attentamente: è il carillon che suona.

“Come è accaduto?” lei si chiede.

L’Arlecchino danza sulle note del valzer e sembra che la inviti, tendendole le braccia.

Lei non crede ai suoi occhi, ma le nasce una curiosità profonda.

“E se andassi?”

Un’esitazione: poi, senza sapere come, oltrepassa la cornice.

Si trova in un salone ampio, luminoso: lui le va incontro e si inchina nel saluto.

“Qui è sempre festa”, le dice.

Poi le offre una rosa rossa e la invita a danzare.

Ci sono altre maschere intorno, che sorridono e ballano in un carnevale senza tempo.

Lui quasi la abbraccia: danzano leggeri e lei si affida.

Da tempo non si sentiva così, senza ansia né timori, senza nessuna tristezza.

Poi la musica cresce, la danza si fa rapida, le altre maschere volteggiano e li sfiorano.

Ora avverte solo le braccia di lui, che la stringono in quel valzer infinito, dolce come una carezza. 

All’improvviso tutto si ferma: lei si sveglia di colpo ed è nel suo letto.

“Ho sognato”, dice tra sé.

Ma sembrava così vera quella danza che va in salotto e guarda con attenzione: è tutto in ordine.

Sta per tornare indietro: e in quel momento vede il suo gatto fissare qualcosa.

Lei si avvicina e non crede ai suoi occhi.

Sul pavimento, non lontana dal carillon, una macchia di colore.

Sono petali rossi.

Petali di rosa.

Gloria Lai

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12/11/2021

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Nov 22 2021

COSTRUIAMO INSIEME UN MONDO NUOVO

Per costruire un mondo nuovo dobbiamo cominciare a sognare ciò che vogliamo davvero.

Le proteste sono servite per mettere a fuoco le cose che non vanno bene.

Ma subito dopo è necessario concentrare le energie su ciò a cui aspiriamo.

Ogni creazione parte da un sogno che si forma interiormente, delineandosi sempre più fino a concretizzarsi nella realtà.

Un progetto diventa vero quando è stato pensato così potentemente da renderne possibile la realizzazione.

Stiamo vivendo un momento storico in cui ognuno di noi è chiamato a dare il proprio contributo alla realizzazione di una società umana.

Una società che abbia un cuore.

Una società in cui la sensibilità, la cooperazione, la solidarietà e l’amore siano valori basilari e condivisi.

Una società sana.

Finalmente.

Ma per forgiare questa nuova organizzazione è necessario alimentare una diversa visione della vita.

E cominciare a dargli forma dapprima in noi stessi e poi concretamente, muovendoci tra le macerie del vecchio mondo mentre ne costruiamo uno nuovo.

Senza lasciarci distrarre dalle provocazioni di chi ha tutto l’interesse a mantenere le cose come stanno.

Dobbiamo permetterci di credere nel potere dell’amore e costruire un granello alla volta una realtà diversa.

Cominciando dalle cose che possiamo fare subito.

Senza rimandare.

Occorre chiedersi:

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Come deve essere la società in cui desidero vivere?

Mi piace quello che sto facendo?

E se non mi piace come vorrei che fosse?

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Immaginare è un potente atto creativo.

Ogni creazione nasce intimamente e nel tempo si manifesta all’esterno.

Se ci impegniamo in questo processo vedremo germogliare il mondo che desideriamo.

Bisogna volerlo intensamente e poi lasciare che accada.

Facendo ciò che è possibile, un passo alla volta.

L’amore fa miracoli.

E liberare l’umanità significa permettersi di seguire il proprio cuore.

Sempre.

Anche quando l’abitudine scrolla la testa.

E il cinismo grida che non è possibile.

Carla Sale Musio

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Nov 20 2021

GREEN PASS E LAVORO

Una riflessione sul significato psicologico del lavoro e su come la sospensione dal lavoro imposta in assenza di Green Pass possa costituire un’occasione di trasformazione, individuale e sociale.

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