Ago 05 2020

LE MAMME IMPERFETTE SONO LE MIGLIORI

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Ago 03 2020

LE PERSONE CHE NON PIANGONO

Perché alcune persone non riescono a piangere. In che modo la sofferenza infantile interferisce con la capacità di piangere. Cosa ci permette di piangere.

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Lug 30 2020

MODI DIVERSI DI AMARE GLI ANIMALI: identificazione vs comprensione

L’amore per gli animali ha tante sfumature diverse.

C’è chi combatte strenuamente per tutelare i loro diritti; chi si adopera per salvarli dai macelli, dalla vivisezione e dalle tante torture che l’umanità infligge loro; chi stabilisce relazioni intime e profonde col proprio cane o il proprio gatto; chi sceglie di non consumare prodotti di origine animale… ognuno modula l’amore ascoltando la propria coscienza e seguendo il proprio cuore.

Ma all’interno di queste varianti emergono due importanti modalità affettive legate alla presenza o all’essenza dell’empatia:

  • l’amore basato sulla comprensione e sul rispetto

  • l’amore basato sull’identificazione e sulla proiezione

L’amore vero scaturisce dall’empatia, cioè dalla capacità di calarsi nei panni di un’altra creatura e di guardare il mondo dalla sua prospettiva.

Anche quando personalmente non se ne condividono le scelte.

Tuttavia, la parola AMORE è usata in modi diversi, non sempre idonei a definire un bene disinteressato e profondo.

Spesso l’affetto veicola la proiezione di bisogni individuali su chi è fatto oggetto di tenerezza.

In questi casi più che di empatia si parla di simpatia e il voler bene esprime la necessità (egocentrica) di manifestare le proprie sensazioni proiettandole su un altro.

AMARE vuol dire comprendere il mondo e le necessità delle creature con cui ci rapportiamo, anche quando queste si discostano dalle nostre.

Quando si tratta di amare gli animali è indispensabile valutare attentamente le situazioni, rispettandone le esigenze e facendo in modo di non creare sofferenza.

L’ amore fondato sull’ascolto e sulla comprensione della diversità è molto diverso dall’identificazione.

Identificarsi negli animali nasconde un modo egocentrico di voler bene, basato sul bisogno di proiettare i nostri bisogni per dare all’altro quello che ci piacerebbe ricevere.

Al contrario dell’identificazione, l’amore per gli animali si basa sulla capacità di abbandonare totalmente il proprio punto di vista per acquisire temporaneamente quello di un essere differente da noi, e presuppone una grande empatia.

Chi ama gli animali non li alleva per il proprio tornaconto, non li mangia, non li usa, non li uccide per divertimento e non li sfrutta.

Osserva il loro modo di vivere senza distruggere l’ambiente naturale in cui si trovano.

Non ne forza l’accoppiamento per fini personali o commerciali.

Non costruisce delfinari, zoo o circhi.

Non pretende di domarli e di cavalcarli.

Non ruba i loro piccoli.

Non ne indossa la pelle.

E non li vende.

Chi invece proietta i propri bisogni si rapporta loro come fossero un po’ bambini: creature deboli, ingenue, bisognose di educazione, istruzione e guida.

Li sgrida, li punisce o li premia utilizzando parametri umani, inadatti a chi appartiene a una specie diversa.

Li traveste, li imbroglia, li rinchiude e li umanizza… a discapito delle loro esigenze naturali.

Tenere animali in gabbia, legati a una catena, sellati e domati, usarli per soddisfare necessita umane non è amare gli animali ma sfruttare gli animali per appagare bisogni personali.

Amare gli animali è un modo di essere e di rispettare la vita in tutte le sue espressioni, senza pretendere di modellare ogni cosa a immagine e somiglianza di sé.

Carla Sale Musio

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Lug 29 2020

RITROVARE CHI NON HA PIÙ UN CORPO: come affrontare il dolore del lutto

La dimensione affettiva non è materiale ma è reale. L’amore è l’unica cosa che sopravvive alla morte. Cosa fare nei momenti di dolore per la perdita di una persona cara. Come ritrovare chi non ha più un corpo.

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Lug 27 2020

VIOLENZA SUGLI ANIMALI E PEDOFILIA

Quali sono le conseguenze psicologiche del nostro comportamento con gli animali. Cosa accomuna i bambini e gli animali. In che modo la violenza sugli animali crea le premesse per la pedofilia.

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Lug 26 2020

IPNOSI DI MASSA E COMPETENZA EMOZIONALE

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Lug 24 2020

QUANDO FINISCE UNA PSICOTERAPIA

La psicoterapia è un percorso di crescita personale e in quanto tale non può avere un termine.

L’evoluzione interiore è potenzialmente infinita e non basta una vita intera per saturarla.

Questo non significa che una volta intrapresa una psicoterapia non ci sia più modo di uscirne.

È fondamentale comprendere che:

  • La psicoterapia non è la cura di una malattia ma uno strumento di conoscenza di se stessi (e come tale va usato).

  • Il paziente decide quando è il momento di chiedere aiuto e quando è necessario sperimentare la propria autonomia.

  • Il terapeuta lo accompagna lungo il percorso aiutandolo a far emergere le risorse sane e a sciogliere i nodi che intrappolano l’espressione dell’unicità individuale.

  • Insieme, terapeuta e paziente, definiscono i temi su cui è opportuno lavorare per liberare le risorse intrappolate.

  • E insieme stabiliscono quando è necessario dare spazio all’indipendenza.

  • La psicoterapia è un mezzo a disposizione del paziente. Non una dipendenza.

  • Lo psicoterapeuta non è un guru ma una persona capace di mostrare  i blocchi che ostacolano la crescita in modo che sia possibile superarli con facilità. Questo favorisce lo sviluppo della autonomia.

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Ma allora quando finisce una psicoterapia?

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La psicoterapia finisce quando il paziente ha costruito dentro di sé le risorse necessarie a superare il problema per cui ha chiesto aiuto.

Questo cambiamento modifica l’alternarsi degli incontri:

  • Nelle prime fasi della psicoterapia è il terapeuta a stabilire la scansione degli appuntamenti.

  • In seguito l’intervallo fra una seduta e l’altra si dilata sempre di più, in modo da permettere a chi ha chiesto aiuto di fronteggiare autonomamente le difficoltà.

  • Infine (quando vengono meno le ragioni che ci hanno spinto a intraprendere il percorso) non è più necessario che sia il terapeuta a modulare il ritmo degli incontri.

  • Al termine di una psicoterapia è il paziente a decidere quando utilizzare i colloqui, stabilendo autonomamente l’opportunità di prendere un nuovo appuntamento.

La crescita personale continua sempre e in alcuni momenti confrontarsi con uno specialista della psiche è un supporto imprescindibile e prezioso anche per chi di mestiere fa lo psicoterapeuta.

Ma è importantissimo valutare la necessità di autonomia di chi chiede la consulenza e accogliere la delega (implicita nella richiesta di aiuto) soltanto per un tempo breve, restituendo al paziente la gestione dello strumento psicoterapico.

Una psicoterapia non finisce mai, ciò che ha termine sono le difficoltà che ci hanno spinto a chiedere aiuto.

Nel corso dei colloqui i problemi iniziali devono cedere il posto alle risorse della psiche ancora inesplorate, trasformando quelle difficoltà in resilienza.

Carla Sale Musio

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Lug 22 2020

A PROPOSITO DELLA RABBIA…

Cos’è la rabbia. In che modo è connessa al dolore e all’autostima. Perché è importante riconoscerla e accoglierla in se stessi. Come va gestita.

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Lug 19 2020

NARCISISMO SANO E NARCISISMO PATOLOGICO

Che cos’è il narcisismo. Qual’è la differenza tra narcisismo sano e narcisismo patologico. Perché alcune persone diventano vittime di chi presenta un narcisismo patologico.

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Lug 18 2020

DA COSA NASCE L’AMORE PER GLI ANIMALI

L’amore per gli animali è un modo di sentire la vita che tutti portiamo dentro, anche se non sempre siamo disposti ad ascoltarlo.

Nasce dal ricordo di un qualcosa che ci coinvolge e crescendo abbiamo dimenticato.

Qualcosa che riguarda l’appartenenza a uno stesso pianeta.

Esiste un Tutto che ci comprende e collega ciascuno di noi a ogni forma di vita.

Gli animali lo sanno e non perdono mai di vista la propria relazione con l’ambiente.

L’ecosistema è per loro una realtà viva con cui è impossibile evitare di rapportarsi costantemente.

Gli esseri umani, invece, hanno distrutto la propria connessione con la natura.

E, convinti di poter dominare la terra a piacimento, sviluppano una sofferenza sconosciuta a qualunque altra specie vivente.

Una sofferenza chiamata antropocentrismo e capace di distruggere il significato e il valore profondo dell’esistenza.

Il disturbo antropocentrico è una patologia narcisistica basata sull’incapacità di costruire relazioni sane col mondo circostante e caratterizzata dallo sviluppo di un sé grandioso e abnorme sempre pronto a deridere, umiliare e sopraffare chiunque non si pieghi ai voleri mitomanici di chi ne è affetto.

L’antropocentrismo è l’antitesi dell’amore per gli animali e l’origine di tante violenze, il morbo che sta distruggendo il nostro pianeta.

Nessuna specie animale si muove al di fuori del rispetto per i biosistemi, nessuna ignora il rapporto che lega ogni creatura in una convivenza funzionale alla vita.

Solo gli esseri umani violano in continuazione gli equilibri naturali, distruggendo l’ambiente senza alcuna coscienza sociale o etica.

L’idea di essere l’unica specie eletta da Dio a propria immagine e somiglianza, lungi dall’aver sviluppato l’amore, la responsabilità e la cura per gli altri esseri viventi, ha alimentato la prepotenza e il predominio, annientando nella psiche l’ascolto della propria appartenenza alla natura.

Ma, a dispetto di quanto detto sopra, chi ama gli animali mantiene vivo il contatto con la sensibilità interiore e non può prescindere dall’ascolto della propria coscienza.

In queste persone la comprensione del dolore è forte e chiara anche quando si tratta di specie diverse dalla propria.

E il bisogno di porgere aiuto diventa un dogma ogni volta che qualcuno si trova in difficoltà.

Di qualunque specie si tratti.

L’amore per gli animai nasce dal riconoscimento della propria istintualità e della propria appartenenza alla creazione.

Sostiene il rispetto per la vita.

A chiunque appartenga.

Sviluppa l’empatia e la capacità di riconoscere le emozioni e la sofferenza anche in chi è diverso.

Le persone cha amano gli animali hanno a cuore l’ecosistema e faticano a integrarsi in un mondo malato di antropocentrismo e indifferenza.

Sono uomini e donne pronti a cooperare e a condividere le proprie risorse per un bene comune.

Ignorano la finzione e la furbizia dei pochi che governano i molti.

Fedeli al proprio cuore non riescono a sottovalutare le disgrazie altrui e per questo spesso vengono emarginati da una civiltà che esalta il cinismo e ha trasformato la prepotenza in un mito.

Chi ama gli animali possiede una grande intelligenza emotiva e davanti al dilagare della patologia antropocentrica combatte da solo una battaglia senza fine per fare del mondo un posto migliore.

Carla Sale Musio

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